Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola dell’8 giugno 2026. Prima tornata elettorale per le amministrative in Sardegna mentre nelle regioni a statuto ordinario e in Sicilia si sono svolti 42 ballottaggi in quei comuni, dei quali sei capoluoghi di provincia, che non avevano eletto il sindaco al primo turno del 24 e 25 maggio. Il dato sull’affluenza alle urne segna un ulteriore calo di partecipanti rispetto al primo turno: infatti, il dato riferito a tutte le sezioni relative alle regioni a statuto ordinario, è del 52,07% rispetto al 60,48% del primo turno. In Sicilia, alle amministrative di Agrigento, si è avuta una percentuale di voto pari al 41,03% contro il 59,19% del primo turno, con un calo quindi del 18,16%. Michele Sodano ha vinto la competizione ottenendo il 72,31% dei voti mentre l’altro candidato, Gerlando Alonge ha ottenuto il 27,67%. Le consultazioni in Sardegna interessano il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali in 149 comuni, che rappresentano circa un terzo del totale dei municipi sardi. Il Ballottaggio se necessario, si terrà domenica 21 e lunedì 22 giugno 2026. In Sardegna la percentuale dei votanti è stata del 61,64% contro il 59,60% delle precedenti amministrative. Il dato che ha sicuramente interesse per chi segue Forza del Popolo è quello relativo al comune di Ossi dove è presente la lista capeggiata da Maddalena Corrias, Segretario generale vicario del Partito e Presidente della Federazione Sardegna, con una percentuale di votanti pari al 69,96% mentre alle precedenti elezioni era stata del 64,98% segnando quindi un aumento del 4,98%. Al momento della pubblicazione di questo numero del Punto e Virgola non sono ancora disponibili i dati. Vi rimandiamo quindi alla prossima puntata. Lunedì leggiamo su Aria Buona Channel che il Ministro della Sicurezza israeliano, Ben Gvir, in una dichiarazione sconvolgente, ha affermato che nonostante abbia ucciso Nasrallah e migliaia di membri di Hezbollah, Israele non ha ottenuto la vittoria. Dice il ministro: "Non è sufficiente. Non abbiamo ottenuto la vittoria. Dobbiamo andare avanti, andare avanti e andare avanti. Non dobbiamo fermarci." Tutto questo mentre oltre un milione di persone sono state sfollate nel sud del Libano, e sapendo bene che la guerra con l'Iran non finirà se il Libano non lo farà. La distruzione continua, durante il cessate il fuoco, è deliberata e Ben Gvir ne vuole di più. Il 2 giugno 1946 gli italiani votarono per la prima volta a suffragio universale, includendo per la prima volta anche le donne, scegliendo tra Monarchia e Repubblica ed eleggendo l'Assemblea Costituente. Il Referendum Istituzionale vide la vittoria della Repubblica con il 54,27% dei voti (12.718.641) contro il 45,73% della Monarchia (10.718.502), sancendo la fine della dinastia sabauda. L'affluenza alle urne fu altissima, raggiungendo l'89,08% degli aventi diritto. L'esito del referendum portò alla proclamazione ufficiale della Repubblica Italiana il 18 giugno 1946 da parte della Corte di Cassazione, mentre il re Umberto II lasciò il paese per l'esilio. L'Assemblea Costituente, riunitasi il 25 giugno, elesse Enrico De Nicola Capo Provvisorio dello Stato, dando inizio al percorso che avrebbe portato all'entrata in vigore della Costituzione il 1º gennaio 1948. Lo spoglio delle schede elettorali, prontamente date al fuoco appena svoltosi il referendum, per evitare ogni riconteggio, rivelò un nord fortemente repubblicano e un sud ancora profondamente attaccato alla monarchia. Per i monarchici erano stati commessi brogli che avevano ribaltato il risultato in favore della Repubblica. Di sicuro il clima in cui si svolgevano queste elezioni non era sereno. Il referendum era l'ultima chance dei monarchici, mentre molti di coloro che avevano liberato l'Italia ritenevano la monarchia già finita. Le province della Venezia Giulia furono escluse dal voto perché ancora contese tra Jugoslavia e Alleati. E anche molti prigionieri di guerra all'estero non poterono votare. Lo spoglio delle schede era stato lentissimo e macchinoso, e con un paese spaccato in due aveva dato l'impressione di apparenti rimonte dei monarchici, che dipendevano, pare, dai ritardi tra le sezioni. La sconfitta, con un margine inaspettatamente ristretto (circa 2 milioni di voti), non poteva certo essere accettata da chi si riteneva ancora fedele ai Savoia. Furono presentati migliaia di ricorsi alla Corte di Cassazione, denunciando ogni tipo di anomalie rivelatrici di un voto pilotato. Per mettere i bastoni tra le ruote alla Repubblica, i monarchici chiesero anche di includere tra i votanti le schede bianche o nulle, sperando almeno di togliere la maggioranza assoluta raggiunta dai Repubblicani e aprire uno spiraglio per dichiarare il referendum non valido. La Corte rifiutò, ma anche se avesse agito diversamente la Repubblica avrebbe avuto comunque la maggioranza dei consensi (le schede erano circa un milione e mezzo). Vi propongo un approfondimento, realizzato da Eleonora Pagoaga responsabile del canale Telegram Aria Buona Channel sulla tragica situazione interna della Nigeria, dove sono prese di mira le strutture scolastiche e i bambini che le frequentano. Sabato 6 giugno si è tenuto a Latina, il previsto incontro con i dirigenti di Forza del Popolo Giuseppe Pino Paolone, Presidente di Confederazione, Lillo Massimiliano Musso Segretario Generale, Andrea Mencarelli Presidente della Federazione Lazio. L’incontro, condotto da Roberta Sicuranza, ha trattato diversi argomenti sull’organizzazione del Partito, e sui prossimi impegni che vedranno coinvolte non solo le Associazioni Politiche di Base laziali, ma anche quelle di tutte le regioni, in previsione delle future elezioni politiche. Nel suo intervento il Segretario Generale, dopo aver ricostruito la storia del Partito, iniziata ben prima del periodo della cosiddetta farsa pandemica, ha delineato quelli che sono i progetti futuri, tra i quali quello di riavvicinare quella metà di cittadini che si sono allontanati dal voto, convincendoli che esiste un’alternativa a centro destra e centro sinistra, che ormai hanno quale unico scopo quello di favorire non il popolo sovrano, ma altro. La registrazione integrale dell’evento è presente sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo. Come vi ho anticipato durante la scorsa puntata, sabato 13 giugno a Montichiari, in provincia di Brescia, presso l'Hotel Garda, si terrà, alla presenza del Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso e al Presidente Pino Paolone, con l’intervento dell'Ingegner Fabio Conditi, Presidente dell’Associazione “Moneta Positiva” un evento dal titolo “Sovranità monetaria dell’Italia?”. Abbiamo chiesto al presidente dell’Associazione Politica di Base di Brescia, Mirko Scandella, tra gli organizzatori del convegno, di illustrarci brevemente il tema che verrà trattato. Grazie Mirko Scandella. Potrete trovare i recapiti telefonici per le prenotazioni, sulla locandina pubblicata sul canale Ufficiale Telegram di Forza del Popolo. Prima di concludere, oltre all’appuntamento del già citato convegno a Montichiari, vi segnalo che il 14 giugno a Disvetro di Cavezzo, in provincia di Modena, presso il Parco del Centro Olistico, in via Pioppa 6, si terrà un altro convegno dal titolo “Data Center: i nostri dati sono davvero al sicuro?”. Saranno presenti l’avvocato Francesca Leonardi, Presidente della Federazione Emilia Romagna di Forza del Popolo e i presidenti delle Associazioni Politiche di Base di Rimini, Luca Gamucci e di Modena Angelo Sessa. Per informazioni e prenotazioni troverete i numeri nella locandina pubblicata sul Canale Ufficiale Telegram di Forza del Popolo. Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione e tutti voi per l’ascolto di questa puntata, ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.