Un profumo che, per durare, dev'essere trattenuto dal diventare tutto ciò che era. Un diritto riconosciuto, lasciato fermo abbastanza a lungo perché a dire no basti il tempo. Capua, in epoca romana. Nel mercato dei profumieri si pestano i fiori nel mortaio per estrarne l'odore. La nota più alta, quella che senti per prima e che fa voltare la testa, è anche la più fragile: appena nasce, comincia a salire e a perdersi. Per trattenerla la si lega a resine pesanti, mirra e storace, che da sole non hanno lo splendore del fiore ma evaporano piano e fanno da ancora. Così il profumo regge il viaggio chiuso nell'alabastro e arriva fino a Roma. Ma è cambiato: la stessa sostanza che lo salva dalla dispersione gli ha abbassato la voce. Giugno 2026. In Italia il diritto c'è già: da una sentenza della Corte costituzionale del 2019, a certe condizioni aiutare una persona a morire non è punibile. Ma per esercitarlo servono due cose che non arrivano: uno strumento che in commercio non esiste, e una legge che il Senato, a inizio mese, rimanda ancora in commissione. Intanto a Firenze un giudice ha ordinato all'azienda sanitaria di procurare il dispositivo, costruito su misura, per una donna immobile: per lei si è arrivati fino in fondo. Altri, con gli stessi requisiti, aspettano ancora. Settimo episodio di Simmetrie. — Fonti principali Sulla profumeria antica: la Seplasia di Capua come centro degli unguentari, con riferimenti in Cicerone e in Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, libro XIII), che annota anche come gli unguenti si conservino meglio nell'alabastro; sulla composizione dei profumi, la volatilità delle essenze e l'impiego di resine fissative come mirra e storace, Teofrasto, Sui profumi (De odoribus). Sul fine vita: Corte costituzionale, ordinanza 207/2018 e sentenza 242/2019 (caso Cappato), poi sentenze 135/2024, 66/2025 e 132/2025; sulla legge regionale toscana, sentenza 204/2025. Legge regionale Toscana 14 marzo 2025, n. 16. Ordinanza del Tribunale di Firenze, IV sezione civile, r.g. 4329/2025, del 15 ottobre 2025, sul caso «Libera»: dispositivo a comando oculare realizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche, con costi a carico dell'ASL Toscana Nord Ovest; cronache su Ansa, Il Fatto Quotidiano e La Nazione (marzo 2026). Sull'assenza in commercio di un dispositivo dedicato all'autosomministrazione, l'audizione al Senato del presidente del CNR Andrea Lenzi (16 giugno 2026): Ansa, gonews.it. Archiviazione del Gip di Milano dell'11 marzo 2026 nei confronti di Marco Cappato (casi di Elena e Romano): Ansa, Il Post. Rinvio in commissione del ddl Bazoli al Senato, questione sospensiva approvata il 3 giugno 2026 con 88 voti contro 59: Ansa, Sky TG24, Sanità33. Analisi giuridiche: Biodiritto, Giurisprudenza penale. Quadro comparato: articolo 115 del Codice penale svizzero sull'aiuto al suicidio.