Sottopelle: 6 minuti per sentirti.

Massimiliano Sartini (SA.MA)

Quante volte oggi hai risposto "bene" ? Sottopelle è sei minuti alla settimana per fermarti e sentirti — non una guida al benessere, non un manuale. Ogni puntata una domanda aperta, nessuna risposta obbligata. Solo spazio per quello che tieni dentro da troppo tempo: silenzi, ferite, parole mai dette, rabbia, padri e figli, il peso di essere stati forti troppo a lungo. Non sono uno psicologo. Ho cadute, risalite e domande senza risposta. Quello che ho, lo condivido. Forse non sei così sbagliato. In un mondo di podcast che vogliono migliorarti, Sottopelle è quello che ti chiede solo di fermarti.

  1. 1 g fa

    EP 20 ·La depressione come compagna

    Puntata 20: «La depressione come compagna» Se il tuo grigio avesse una voce, cosa ti direbbe che non hai ancora voluto ascoltare? E se quello che combatti da anni non fosse un nemico da cacciare, ma qualcuno con cui imparare a dividere la casa? La settimana scorsa vi ho parlato di un'assenza che cambia stanza ma resta in casa. Questa puntata parla del contrario: di una presenza che in casa è entrata senza bussare. Non è arrivata con il dolore. È arrivata con i colori. Il giallo, il rosso, il blu c'erano ancora tutti, ma come dietro un vetro. Intanto sorridevo, tutti i giorni, così bene che nessuno si accorgeva che dentro era tutto fermo. Il sorriso era diventato un mestiere. Per anni ho trattato la depressione come un nemico. E più la combattevo, più si prendeva le stanze. Poi ho cambiato verbo. Non per resa. Da «come ti mando via» a «come imparo a starti accanto, senza lasciarti tutta la casa». Archiviarla come un incidente avrebbe voluto dire cancellare un pezzo di me, e di pezzi ne avevo già persi abbastanza. Quel grigio mi ha lasciato una cosa: chi l'ha conosciuto, poi lo riconosce addosso agli altri. Anche dietro un «tutto bene» detto con il sorriso giusto. C'è un'immagine semplice, quasi buffa: gli occhiali appannati. Non li butti via, li pulisci. E se si appannano di nuovo, ti ricordi che il panno ce l'hai tu. E una lezione di fisica: se sei stato al freddo a lungo, non entrare di colpo in una stanza troppo calda. Lì si appannano per forza. Non è una ricaduta. È fisica. La canzone è E se il mondo crolla giù, scritta a luglio 2024. Non ha avuto molto successo, ma è la prima volta che, senza saperlo del tutto, ho dato un nome a questa compagna. L'ho scritta da dentro, non da guarito. Si sente dalla traccia, con la voce in spagnolo sotto il ritornello: quella che resta accesa quando la tua si è già zittita. Non vi dirò che il buio è stato un dono: non lo penso. Ma certe cose le ho viste solo da lì sotto. Cosa conta davvero, e quanto poco serviva per ricominciare a respirare. Da buddista, ed è solo il mio modo di guardarla, ci leggo l'occasione di costruire ogni giorno un nuovo passato di valore. Nessun camice, nessuna ricetta: parlo da uno che con la depressione ci ha diviso la casa. Se il grigio pesa troppo, parlane con una persona di fiducia o con un professionista. Telefono Amico Italia ascolta ogni giorno, dalle 9 a mezzanotte, allo 02 2327 2327. In emergenza, il 112. Giovedì prossimo, Puntata 21, «Tienimi ancora»: scendiamo nel punto più sotto, dove il panno sembra sparito. Non per restarci. Per parlare di fili, e delle mani che li tengono. La compagna non sempre ascolta subito. Ma il panno ce l'hai tu. LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA • Se il tuo grigio, la tua stanchezza, la tua tristezza avessero una voce, cosa ti direbbero che non hai ancora voluto ascoltare? • C'è stata una stagione buia che, guardandola adesso, ti ha insegnato qualcosa che la luce non avrebbe potuto insegnarti? Nessun compito questa settimana: solo le domande, da tenere lì. LA CANZONE: E se il mondo crolla giù (SA.MA), estratto dalla traccia originale. PERCHÉ ASCOLTARLA Se sorridi bene ma dentro è tutto fermo, se combatti il tuo grigio da anni e sembra vincere sempre lui, se hai paura che ogni ricaduta cancelli la strada fatta, questa puntata parla di te. Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle (Youcanprint, 2025), il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone firmata SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions. Su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube, ogni giovedì. Prenditi questo tempo: è prezioso, non sprecarlo. #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #SAMA #ParoleSottopelle #podcastitaliano #depressione #salutementale #ricadute #EseIlMondoCrollaGiu

    EP 20 ·La depressione come compagna
  2. 29 ott

    EP 19 · Il tempo che non torna

    Puntata 19: «Il tempo che non torna» Di qualcuno che non c'è più, cosa ti è rimasto addosso? Non un oggetto: un gesto, un rumore, un modo di fare. E lo stai ancora usando, senza accorgertene? La settimana scorsa vi ho lasciato con una frase di mio padre: «Vedrai che di tempo ce n'è». Questa puntata la porta da mia madre, che quella frase non la diceva. Il tempo lo cuciva. La rivedo con i capelli tinti di rosso, per non dare soddisfazione al grigio, la macchina da cucire accesa fino a tardi e, dalla stanza accanto, il Maurizio Costanzo Show. Disfaceva un vestito per farne un altro. Stessa stoffa, modello diverso. Mia madre è morta più di diciassette anni fa. Non mi è rimasto in sospeso un grande discorso: mi sono rimaste le parole piccole. Un grazie detto guardandola negli occhi. Un «ho visto quanto ti sei data». Le avevo in tasca. Pensavo di avere tempo. Per anni ho trattato il rimpianto come una colpa; poi ho capito che non mi diceva cosa avevo sbagliato, mi diceva cosa amavo. E quando ripenso a lei quasi sorrido, perché non mi tornano le frasi importanti: mi tornano i rumori di casa. Vite al contrario è il desiderio che conosciamo tutti: riavvolgere il nastro, risalire su quell'ultimo treno. Certi desideri non servono a essere esauditi: servono a farci vedere dove abbiamo lasciato il cuore. Se potessi tornare indietro davvero, non cambierei le cose grandi: sceglierei una sera qualunque. C'è anche una canzone nuova, Vorrei averti qui, in uscita a dicembre. Non ve la faccio ascoltare e non vi racconto come è nata. Vi dico solo cosa ho scoperto scrivendola: la mancanza non invecchia. Cambia stanza, ma resta in casa. Ieri mio figlio Masayuki ha compiuto cinque anni, e mia madre non l'ha mai conosciuto. Eppure qualcosa di lei gli arriva lo stesso, passando da me, come la stoffa da un vestito all'altro. Non sempre ci sono riuscito: più di una volta ho buttato via quello che andava solo ricucito. A cinque anni, da un compleanno all'altro passa una vita; a cinquantasette passa un attimo. Stesso tempo, due orologi diversi. Ogni scelta di oggi è il ricordo di domani. Si chiude il trittico iniziato con la Puntata 17: l'amore, i padri e i figli, il tempo. Non per rimpiangere il passato: per capire cosa fare con la stoffa che resta. Giovedì prossimo, Puntata 20: una presenza che non ho invitato io e che si è seduta in casa mia per anni. Si chiama depressione. Ve la racconto senza camice e senza ricette. Il tempo non torna. Ma ogni mattina ne arriva un pezzo nuovo, e lo stiamo già cucendo. LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA Di qualcuno che non c'è più, cosa ti è rimasto addosso? Un gesto, un rumore, un modo di fare: lo stai ancora usando senza accorgertene?C'è qualcosa, nella tua vita di adesso, che stai per buttare e che forse andrebbe solo disfatto e ricucito? IL COMPITO: se c'è qualcuno che c'è ancora, e a cui devi una parola piccola, prova a dirgliela adesso. LA CANZONE: Vite al contrario (SA.MA), estratto dalla traccia originale. PERCHÉ ASCOLTARLASe ti porti dietro un grazie mai detto, se il rimpianto ti sembra solo una colpa, se rimandi le parole piccole perché costano poco, questa puntata parla di te. Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Massimiliano Sartini non parla da psicologo: parla da uomo che è caduto e risalito. IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLEIl podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle (Youcanprint, 2025), il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone firmata SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi questo tempo: è prezioso, non sprecarlo. #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #SAMA #ParoleSottopelle #podcastitaliano #tempo #mancanza #madre #rimpianto #lutto #ViteAlContrario #VorreiAvertiQui

    EP 19 · Il tempo che non torna
  3. 22 ott

    EP 18 · Essere padri, essere figli

    Puntata 18: «Essere padri, essere figli» Due solitudini non fanno un padre Cosa stai ancora aspettando di sentirti dire? E quanto di te hai messo a tacere, mentre lo aspettavi? Per gran parte della mia vita ho aspettato che le acque si calmassero. Non prendevo mai la posizione scomoda: sorridevo, smussavo, rimandavo. E intanto, dentro, bruciavo. Lo chiamavo pazienza. Era il bisogno di essere accettato. In questa puntata provo a capire da dove venisse, quell’attesa. La risposta era più vecchia di me. Da figlio ho aspettato per anni quattro parole da mio padre. Non sono mai arrivate. Non con quelle parole. E mentre le aspettavo ho imparato una regola che nessuno mi aveva mai detto ad alta voce: per meritarle non bisognava dare fastidio. Non alzare la voce. Non deludere. Quella regola me la sono portata dietro ben oltre lui, con chiunque potesse dirmi, in qualche modo, che andavo bene. Quelle quattro parole le ho scritte nel finale della canzone che dà il nome a tutto questo progetto: Parole Sottopelle. L’ho scritta quando lui non poteva più ascoltarla. Non te le anticipo qui: in puntata arrivano cantate, dalla traccia originale. È giusto che arrivino così, nella mia voce, quando ormai era tardi per sentirle nella sua. Poi sono diventato padre. E ho scoperto che l’attesa non si eredita soltanto: si insegna. C’è stato il giorno della prima bicicletta, io dietro di lui pronto a prenderlo, e lui che si volta per vedere se ci sono. E ci sono giorni in cui sono troppo severo, per cose che non sono davvero sbagliate, solo scomode per me. Giorni in cui lo sento borbottare, mentre se ne va: «Non sarò mai un bravo bambino». Lì riconosco l’inizio di tutto. Leggo a voce alcuni versi di Dentro al Caos, la canzone che ho dedicato a lui. E per la prima volta porto in onda una canzone che sto ancora scrivendo: Torno a me, dieci regole per tornare a essere sinceri con se stessi. Ne leggo la sesta. Il percorso fin qui. Nella Puntata 17 l’amore che si eredita, fatto di cose concrete più che di parole. Qui un’eredità più sottile: l’attesa. È la seconda di tre puntate legate tra loro. Giovedì prossimo si riparte da una frase di mio padre, «vedrai che di tempo ce n’è». Parliamo del tempo che rimandiamo, convinti che ce ne sia ancora. Non sono uno psicologo e non sono un padre perfetto. Sono un figlio che ha aspettato troppo, e un padre che prova a non insegnare la stessa attesa. LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA Cosa stai ancora aspettando di sentirti dire, e quanto di te hai messo a tacere nel frattempo?A chi stai insegnando ad aspettare, senza accorgertene? LE CANZONI: Parole Sottopelle, estratto dal finale della traccia originale firmata SA.MA. Versi letti a voce da Dentro al Caos e dall’inedita Torno a me. PERCHÉ ASCOLTARLASe hai aspettato per anni una frase da tuo padre o da tua madre, se eviti i conflitti e lo chiami pazienza, se sei genitore e a volte ti sorprendi in una severità che non ti somiglia, questa puntata parla di te. Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Massimiliano Sartini non parla da psicologo, ma da uomo che ha attraversato cadute e risalite. IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLEIl podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle (Youcanprint, 2025), il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone firmata SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions. Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi qualche minuto per te: sono preziosi, non sprecarli. #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #SAMA #ParoleSottopelle #podcastitaliano #padri #figli #paternità #padreefiglio #genitori #DentroAlCaos #TornoAMe

    EP 18 · Essere padri, essere figli
  4. 15 ott

    EP 17 · L'amore imperfetto

    Puntata 17: «L'amore imperfetto» Io sono fatto così Stai amando qualcuno come vorresti essere amato, o come sei stato amato? E se quel tuo modo di amare, quello automatico, non l'avessi mai scelto davvero? C'è una frase che quasi tutti abbiamo detto: «io sono fatto così». Sembra una descrizione di sé. Spesso è un'eredità. In questa puntata provo a smontarla, partendo da casa mia. Sono nato quando mio padre aveva 46 anni e mia madre 44. Due persone che avevano già costruito una vita fatta di lavoro: d'estate il commercio sulla riviera, d'inverno la famiglia. Non mi hanno mai detto «ti voglio bene» in modo diretto. Il loro amore era fare in modo che non mi mancasse nulla. Ho imparato quella lingua così bene che per anni l'ho parlata anch'io: dare economicamente invece che emotivamente, essere presente fisicamente ma lontano dal dentro. Conservo ancora le foto di alcune domeniche invernali nell'entroterra riminese. Le sfoglio quando nessuno mi vede. Dentro c'è tutto l'amore che ho ricevuto: non mancante, solo in un'altra forma. Poi ci sono due canzoni. Amami così come sei si apre con una domanda che non è retorica: come posso chiedere a qualcuno di amarmi davvero, se io per primo non so farlo con me stesso? La canzone Fatti avanti racconta invece come si chiede di essere amati quando si è smesso di fare a gara: non basta sentirsi, bisogna scegliersi. Ogni giorno. In modo imperfetto, a volte maldestro. Ma ripetuto. E poi la crepa. Leonard Cohen ha scritto che c'è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce. Nella mia relazione di oggi ci sono crepe, e alcune le ho create io, con la stessa distanza che avevo imparato a tenere. Ma è proprio lì, in quel posto scomodo, che si può costruire qualcosa di più vero. Non nonostante le crepe: attraverso le crepe. Il percorso fin qui. Nella Puntata 16 la fragilità che so scrivere ma fatico a dire a voce; qui la stessa difficoltà entra nella relazione più intima. È la prima di tre puntate legate tra loro: l'amore che si sceglie, quello tra padri e figli, il tempo che non torna. La domanda che resta per questa settimana: come stai amando, davvero? Non la versione che mostri. Quella sotto. Giovedì prossimo questo amore imperfetto prende una forma ancora più precisa: padri e figli. Quello che si eredita, quello che si cerca di spezzare, nelle occasioni piccole in cui nessuno ti sta guardando. Non sono un esperto di amore. Sono esperto di come ci si sbaglia ad amare, e di come, a volte, ci si riprova lo stesso. LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA - Stai amando qualcuno nel modo in cui vorresti essere amato, o nel modo in cui sei stato amato? - C'è una crepa nella tua relazione più importante, non come difetto, ma come punto in cui entra la luce? LE CANZONI: Amami così come sei e Fatti avanti, estratti dalle tracce originali firmate SA.MA. Citazione: Leonard Cohen, Anthem. PERCHÉ ASCOLTARLA Se ti sei mai giustificato con un «io sono fatto così», se ami in un modo che somiglia troppo a quello di chi ti ha cresciuto, se in una relazione importante c'è una distanza che nessuno nomina, questa puntata parla di te. Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Massimiliano Sartini non parla da psicologo, ma da uomo che ha attraversato cadute e risalite. IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle (Youcanprint, 2025), il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone firmata SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions. Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi qualche minuto per te: sono preziosi, non sprecarli. #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #SAMA #ParoleSottopelle #podcastitaliano #amore #coppia #amoreimperfetto #iosonofattocosi #LeonardCohen #AmamiCosiComeSei #FattiAvanti

    EP 17 · L'amore imperfetto
  5. 8 ott

    EP 16 · Vivere e condividere le emozioni

    Puntata 16: «Vivere e condividere le emozioni» Chi ti ha insegnato a non piangere? E se nessuno te l'avesse mai detto a parole, ma tu l'avessi imparato lo stesso? C'è un momento in cui ogni bambino impara che certe emozioni è meglio tenerle per sé. Non glielo insegnano con le parole, ma con i silenzi, con gli sguardi che cambiano, con un «dai, non fare così» detto da chi gli voleva bene ma non sapeva come starci dentro. Questa puntata parte da lì, da prima delle parole. Mi chiamo Massimiliano Sartini. Sono alto un metro e novantadue e peso oltre centoventi chili: dietro le quinte non ci sono mai stato. Eppure quella presenza enorme si portava dentro qualcosa che nessuno vedeva. Essere enormemente visibili e profondamente nascosti allo stesso tempo: è uno dei paradossi più costosi che conosca. Dentro ci sono la delusione, il dire sì quando il cuore era no, la paura dell'abbandono, il bisogno di essere il pilastro. Anche quando il pilastro sta cedendo. Poi la canzone, Non ho mai provato, che si apre con una battuta: avevo una canzone per Sanremo, poi ho pensato «e se mi dicono di no?», e non l'ho mai mandata. Fa sorridere. Poi ti riconosci. Perché nessuno mi ha mai detto di no: il no me lo sono detto da solo, prima ancora di chiedere. E lo stesso meccanismo ti fa rispondere «sto bene» quando non è vero. Il percorso fin qui. Sottopelle è partito da una domanda, «come stai, davvero?». Abbiamo attraversato il peso del non detto, la voce e il silenzio di mio padre, le parole che entrano nel corpo e il corpo che parla quando la testa non ascolta. Poi la rabbia, il caos e, nella Puntata 15, la voce artificiale di SA.MA: un filtro che mi ha aperto una porta. Non tutte. Qui racconto una di quelle rimaste chiuse: la fragilità so scriverla, ma dirla a voce, nel momento, è ancora la cosa più difficile che conosca. Il compito della settimana: una volta sola, quando senti qualcosa, prova a dirlo nel momento. Non dopo, non per iscritto. A voce. Anche solo per sapere che suono fa. La settimana prossima: l'amore imperfetto, quotidiano, quello che a volte ripete i modelli ricevuti senza che ce ne accorgiamo. LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA Ti è mai stato detto, con le parole o con i comportamenti, che certe emozioni era meglio non mostrarle? E lo credi ancora?Qual è l'emozione che fatichi di più a condividere, non perché non la senti, ma perché hai paura di come verrà ricevuta? LA CANZONE: Non ho mai provato, estratti dalla traccia originale firmata SA.MA PERCHÉ ASCOLTARLASe sei quello forte, quello su cui tutti contano, quello che risponde «tutto bene» per non disturbare, questa puntata parla di te. Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Non parlo da psicologo, ma da uomo che ha attraversato cadute e risalite. IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLEIl podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle (Youcanprint, 2025), il libro di Massimiliano Sartini in dieci «stanze» emotive, ognuna legata a una canzone firmata SA.MA. Tutti i proventi vanno al Centro Cani Guida Lions. Tutte le puntate: parolesottopelle.it/podcast.htmlSu Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #SAMA #ParoleSottopelle #podcastitaliano #emozioni #fragilità #vulnerabilità #NonHoMaiProvato #pauradelgiudizio #cantautore

    EP 16 · Vivere e condividere le emozioni
  6. 1 ott

    EP 15 · La voce AI e l'autenticità

    Puntata 15: «La voce AI e l'autenticità» SA.MA e la voce che ho scelto Si può dire la verità con una voce che non è la tua? E se fosse proprio quella voce a farti dire le cose che con la tua non hai mai detto? Questa volta i minuti sono più di sei. Ho lasciato parlare la musica. In questa puntata le canzoni non le leggo io: le ascolti dalla traccia originale, con la voce artificiale vera. È il paradosso di cui parlo: volevo che lo sentissi, non che te lo raccontassi. Mi chiamo Massimiliano Sartini. Le mie canzoni le firmo SA.MA: le iniziali di nome e cognome. Non una maschera: un punto d'incontro. I testi li scrivo io, tutti. Le ferite sono mie. La voce che le canta è costruita con l'intelligenza artificiale, e non è un segreto né un trucco. La mia voce vera non avrebbe retto certe emozioni. Non per come canto, ma per quello che la voce si porta dietro. La faccia, il nome, anni di persone che mi conoscono in un modo solo. La Puntata 14 si era chiusa su una frase: un nome diverso non per nascondermi, ma per mostrarmi in modo più preciso. Qui faccio un passo in più. Perché quella frase era vera, ma non era tutta la verità. C'è la storia di Samuele, giovane artista con cui avevo vinto un contest. Avevo scritto Sfiorami, scuotimi, salvami pensando alla sua voce. Lui l'ha ascoltata e mi ha detto una cosa semplice: non la sento mia. Sembrava un fallimento. Era un regalo: quella canzone non aveva bisogno della voce di un ragazzo, ma di quella di uno che ha quasi sessant'anni e si sta riprendendo in mano la vita. Poi le canzoni. Più di quello che pensi, tango che riprende la melodia di Libertango di Piazzolla, scritta quando ho smesso di chiedere il permesso di essere me. Una canzone sull'autenticità cantata da una voce artificiale: il mezzo e il messaggio sono due cose diverse. E Un Sorriso a Labbra Strette, quella in cui sono più nudo: la paura della morte, il dubbio di non aver dato abbastanza a mio figlio, a Perla, a chi mi ha voluto bene. Cose mai dette a voce. Nemmeno a Perla, nemmeno al mio terapeuta. Non è un manifesto sull'intelligenza artificiale. È il racconto di cosa mi ha permesso di dire una voce non mia, e di cosa ancora non riesco a dire nemmeno così. Il filtro mi ha aperto una porta. Non tutte. E la settimana prossima: le emozioni che non ci hanno insegnato a sentire, o che abbiamo imparato a nascondere così bene da non riconoscerle più. LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA Hai mai usato qualcosa di «artificiale» per dire qualcosa di vero, un personaggio, uno pseudonimo, una terza persona, perché la tua voce diretta non bastava?C'è qualcosa che hai scritto, in una lettera, un messaggio, un diario, che non avresti mai detto a voce? E quella differenza cosa dice di te?LE CANZONI: Più di quello che pensi · Un Sorriso a Labbra Strette, estratti dalle tracce originali firmate SA.MA PERCHÉ ASCOLTARLA Se hai mai affidato a una canzone, a una lettera o a un personaggio quello che non riuscivi a dire in faccia, questa puntata parla di te. E se ti chiedi cosa c'entri una voce artificiale con l'autenticità, qui c'è la risposta di chi l'ha scelta. Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite. IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle (Youcanprint, 2025), il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone firmata SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions. Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi qualche minuto per te: sono preziosi, non sprecarli. #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #SAMA #ParoleSottopelle #podcastitaliano #intelligenzaartificiale #voceAI #musicaAI #autenticità #cantautore #emozioni #domandeaperte

    EP 15 · La voce AI e l'autenticità
  7. 25 set

    EP 14 · Le mani che raccolgono

    Puntata 14: «Le mani che raccolgono» — Chiedere aiuto Perché chiedere aiuto è così difficile? E perché, proprio quando non ce la fai più, continui a ripetere «ce la faccio da solo»? Per anni ho pensato che farcela da solo fosse la misura di quanto valevo. Poi un giorno il peso era lo stesso di sempre. Ero io che non ero più lo stesso. La Puntata 13 si era chiusa su una frase: a un certo punto ti accorgi che non ce la fai da solo. La Puntata 14 riparte esattamente da lì, dal momento più difficile da ammettere. Non è una puntata che ti spiega come si chiede aiuto. Niente consigli, niente tecniche. È il racconto di uno che per anni non ci riusciva: la paura di essere una delusione, il bisogno di dimostrare di non avere bisogno di nessuno, una gabbia costruita con le proprie mani, mattone dopo mattone. E nel periodo più buio, l'istinto di sempre: fare da solo. Mio padre, a modo suo, me l'aveva detto: si può chiedere aiuto, non è una vergogna. Il problema non era lui. Ero io. È la parte più scomoda: scoprire che certe gabbie nessuno ce le impone. Ce le costruiamo da soli. E poi non sappiamo nemmeno quando le abbiamo chiuse. Poi, due forme di fiducia. Qualcosa: la pratica buddista, che non porta il miracolo ma la lucidità di vedere la cosa giusta da fare. E la cosa giusta, quella volta, aveva un indirizzo preciso: lo studio di uno psicologo. E qualcuno: Perla, che una parte di quel peso la stava già portando, in silenzio, senza chiedere il permesso. Nella cena pronta quando non c'era fame. Nel non chiedere niente quando non c'erano risposte da dare. In mezzo, la canzone: Sfiorami, scuotimi, salvami, in due estratti dalla traccia originale. «Sono pezzo, sono scheggia»: il momento in cui ti disfi. «Le tue mani sono luce, calore, raduno, mi raccolgono pezzo a pezzo»: il momento in cui qualcuno ti raccoglie. Non una guarigione, una ricomposizione. Diverso, non uguale. Intero, non perfetto. Quello che resta non è una lezione. È una possibilità: il peso non diventa più leggero. Diventa diviso. E la settimana prossima, un paradosso: a volte, per dire le cose più vere, non usiamo la nostra voce. SA.MA, una voce artificiale, e perché non è un modo per nascondersi. Sei minuti per sentirti. Due domande da portare con te, e una terza, la più diretta finora: c'è qualcosa che stai portando da solo, adesso, che forse non dovresti portare da solo? LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA Chiedere aiuto ti è mai sembrato una sconfitta? E se sì, era davvero una tua convinzione o la paura di deludere qualcuno?C'è qualcuno che ti ha aiutato in un momento difficile senza che tu glielo chiedessi? E in quel momento, te ne sei accorto? LA CANZONE: Sfiorami, scuotimi, salvami, estratti dalla traccia originale firmata SA.MA PERCHÉ ASCOLTARLA Se ti sei mai detto «ce la faccio da solo» anche quando non era vero, se hai mai rimandato una telefonata, un messaggio, una richiesta, per non sembrare debole, questa puntata parla di te. Sottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Solo qualche minuto e due domande che restano addosso. Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite, e condivide quello che ha vissuto, non quello che sa. IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLE Il podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle, il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone. Le canzoni portano la firma di SA.MA. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions. Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi qualche minuto per te: sono preziosi, non sprecarli. #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #ParoleSottopelle #podcastitaliano #chiedereaiuto #farceladasoli #fragilità #fiducia #psicologo #emozioni #domandeaperte #SAMA

    EP 14 · Le mani che raccolgono
  8. 17 set

    EP 13 · Note di coda

    Puntata 13: «Note di coda» C'è una versione di te che mostri al mondo e una che tieni solo per te. Quanto distano? La Puntata 12 si è chiusa dentro un'immagine precisa: il caos che ti spoglia, che non ti lascia più l'energia per tenere in piedi le maschere. È da lì che parte la Puntata 13: da quella nudità improvvisa, da quella distanza che scopri tra chi sei davvero e chi mostri agli altri. Il tema di oggi non è l'apparenza da convegno, non è una lezione sui social. È qualcosa di molto più intimo: la fatica di essere una persona fuori e un'altra dentro. E soprattutto la fatica di togliersi la maschera, quando ci si è abituati a portarla. Il cuore della puntata è una metafora sensoriale: quella del profumo. Le note di testa, quelle che colpiscono subito, che dicono buono, troppo dolce, troppo forte e le note di coda, quelle che restano nell'aria anche quando non ci sei più. L'apparenza è sempre una nota di testa. La sostanza è quello che rimane. Il racconto è duplice, come sempre in Sottopelle. C'è l'esperienza vissuta: il film The Family Man, con Nicolas Cage, e la voce dell'ex-moglie che diceva «sotto sotto sei il manager anaffettivo» non un'identità, ma una maschera costruita dalle circostanze, indossata così a lungo da smettere di sentirne il peso. E c'è la canzone nata dalla stessa distanza: Troppo Rumore, già ascoltata in altre puntate ma raccontata qui da un'angolazione nuova non più l'anniversario dell'infarto, ma il rumore che resta quando la nota di testa finisce. «Stessa vita in vetrina, scorri, clicca, cambia nome, tanto non cambia niente» e poi il verso più onesto del brano: «forse sono io, forse è tutto fake». Non un'accusa. Un risveglio. Anche una critica ricorrente al libro quel «linguaggio quasi diaristico» diventa qui chiave di lettura: è proprio la nudità a far scrivere ai lettori «è come se avessi letto qualcosa di mio». Un avviso: la puntata di oggi è un po' più lunga del solito il tema aveva bisogno di più spazio per essere raccontato bene. Vale la pena restare. Il gancio verso la Puntata 14 nasce proprio da qui: quando finalmente ti riconosci, quando torni alla versione più vera di te, arriva il momento più difficile capire che non ce la fai da solo, e che chiedere aiuto non è una sconfitta, ma il gesto più onesto che esista. Sei minuti per sentirti anche se oggi sono qualcuno in più. Due domande da portare con te. LE DUE DOMANDE DELLA PUNTATA C'è una versione di te che mostri al mondo e una che tieni solo per te. Quanto distano?Hai mai fatto una scelta che non ti apparteneva solo per sembrare all'altezza delle aspettative di qualcun altro?LA CANZONE: Troppo Rumore, estratto dalla traccia originale firmata SA.MA PERCHÉ ASCOLTARLASottopelle non è un podcast per sentirsi meglio: è un podcast per sentire. Niente formule, niente consigli, niente «cinque passi per». Solo qualche minuto e due domande che restano addosso. Massimiliano Sartini non parla da esperto: parla da uomo che ha attraversato cadute e risalite, e condivide quello che ha vissuto non quello che sa. Se cerchi uno spazio onesto in cui fermarti per davvero, questa puntata è per te. IL PROGETTO PAROLE SOTTOPELLEIl podcast è il cuore attivo di Parole Sottopelle, il libro in cui Massimiliano Sartini racconta dieci «stanze» emotive della propria vita, ognuna legata a una canzone. Le canzoni portano la firma di SA.MA. Un podcast di e con Massimiliano Sartini. Non per stare meglio: per sentire. Tutti i proventi del progetto vanno al Centro Cani Guida Lions. Ascolta su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Una nuova puntata ogni giovedì. Prenditi qualche minuto per te — sono preziosi, non sprecarli. #Sottopelle #SeiMinutiPerSentirti #MassimilianoSartini #ParoleSottopelle #podcastitaliano #emozioni #riflessione #domandeaperte #apparenza #autenticità #maschere #notedicoda

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Valutazioni e recensioni

Descrizione

Quante volte oggi hai risposto "bene" ? Sottopelle è sei minuti alla settimana per fermarti e sentirti — non una guida al benessere, non un manuale. Ogni puntata una domanda aperta, nessuna risposta obbligata. Solo spazio per quello che tieni dentro da troppo tempo: silenzi, ferite, parole mai dette, rabbia, padri e figli, il peso di essere stati forti troppo a lungo. Non sono uno psicologo. Ho cadute, risalite e domande senza risposta. Quello che ho, lo condivido. Forse non sei così sbagliato. In un mondo di podcast che vogliono migliorarti, Sottopelle è quello che ti chiede solo di fermarti.