30 episodi

Un inviato virtuale in libreria per scoprire le ultime novità. In ogni puntata interviste dal vivo a scrittori italiani e stranieri per parlare dei protagonisti dei romanzi, dei temi, ma anche dei retroscena. Con uno stile informale Alessandra Tedesco ci fa conoscere aspetti inediti degli autori famosi e ci porta alla scoperta di scrittori meno noti. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.

Il cacciatore di libri Radio 24

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Un inviato virtuale in libreria per scoprire le ultime novità. In ogni puntata interviste dal vivo a scrittori italiani e stranieri per parlare dei protagonisti dei romanzi, dei temi, ma anche dei retroscena. Con uno stile informale Alessandra Tedesco ci fa conoscere aspetti inediti degli autori famosi e ci porta alla scoperta di scrittori meno noti. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.

    "La notte si avvicina" di Loredana Lipperini e "La donna degli alberi" di Lorenzo Marone

    "La notte si avvicina" di Loredana Lipperini e "La donna degli alberi" di Lorenzo Marone

    Un romanzo su un'epidemia scritto prima della pandemia da Covid 19. È "La notte si avvicina" (Bompiani) di Loredana Lipperini. Si racconta l'arrivo della peste a Vallescura, paesino immaginario situato nelle Marche, con tutti i meccanismi psicologici che lo scoppio di un'epidemia comporta: la paura, il sospetto, la ricerca del colpevole. Il paesino è transennato dai militari che non permettono di uscire o di entrare. Le protagoniste sono tre donne: Saretta, Maria e Chiara. Saretta è un'anziana che, prima ancora dell'epidemia, si è attribuita il compito di vigilare sul paese: è convinta, come molti altri, che rimanere chiusi, impedire agli estranei di entrare servirà a evitare catastrofi. Ogni novità viene respinta ed espulsa. Maria è l'estranea che va a vivere a Vallescura dopo che le sono stati sottratti i figli da assistenti sociali aizzati dalle madri dei compagni di scuola. Chiara va a Vallescura a trovare la ex suocera perché ha sognato l'arrivo della peste e fiuta il pericolo. Un romanzo sui meccanismi del male, sulla vendetta, sull'esclusione dell'estraneo, sulla ricerca del capro espiatorio e anche sulla maternità feroce.
    Nella seconda parte parliamo di "La donna degli alberi" (Feltrinelli) di Lorenzo Marone, scrittore che Il Cacciatore di libri segue dal suo esordio con "La tentazione di essere felici" che aveva ispirato il film di Gianni Amelio "La tenerezza". Questo nuovo romanzo è, in apparenza, diverso dai precedenti perché è un romanzo intimista, quasi un diario di un anno di vita di una donna in fuga dalla città e da un mondo in cui prevalgono arroganza, apparenza e velocità. La donna decide di rifugiarsi in una vecchia casa di famiglia in montagna, al contatto con la natura. Qui incontrerà lo Straniero, la Guaritrice, la Rossa, la Benefattrice, tutti personaggi che le tendono una mano e che l'aiuteranno in questo suo percorso di rinascita e di riacquisizione del sè. Personaggi ai quali lo scrittore non ha voluto dare un nome proprio.

    "Un'amicizia" di Silvia Avallone e "Stupidistan" di Stefano Amato

    "Un'amicizia" di Silvia Avallone e "Stupidistan" di Stefano Amato

    Nel nuovo romanzo "Un'amicizia" (Rizzoli), Silvia Avallone, famosa per "Acciaio" che era diventato anche un film, torna a raccontare l'amicizia fra due adolescenti Elisa e Beatrice, un legame fortissimo e simbiotico che le due hanno a 14 anni e che poi improvvisamente si interrompe creando una ferita profonda in Elisa. E' lei la voce narrante nel momento in cui, a 33 anni, decide di riprendere in mano i diari del liceo e del primo anno di università per raccontare la storia di quell'amicizia. Ora Bea è diventata un'influencer di moda di grande successo, mentre Elisa non è riuscita a realizzare il suo sogno di diventare scrittrice. La storia di questa amicizia si intreccia alle vicende familiari delle due ragazze, soprattutto al rapporto problematico che entrambe hanno con la propria madre: Elisa ha una madre distratta, un po' naif, eppure capace di grandi slanci; Bea ha una madre che la costringe a estenuanti shooting fotografici perché vuole realizzare sè stessa attraverso l'affermazione estetica della figlia.
    Nella seconda parte parliamo di "Stupidistan" di Stefano Amato (Marcos y Marcos), un romanzo in parte distopico, ma soprattutto satirico. Siamo nel 2050 e la Sicilia è diventata una regione in cui non esistono regole, non si pagano le tasse, le scuole sono state chiuse, proliferano malattie dimenticate perché sono stati aboliti i vaccini, i rifiuti vengono lasciati ovunque. Una regione dalla quale è difficile uscire e che viene definita Stupidistan. In questo mondo surreale e grottesco la trentenne Patty Carnemolla si ritrova per caso, finisce in manicomio (dove vengono rinchiuse le persone più intelligenti), ma lentamente cercherà di prendere in mano le redini della situazione per cambiare qualcosa.

    "Borgo sud" di Donatella Di Pietrantonio e "Noi" di Paolo Di Stefano

    "Borgo sud" di Donatella Di Pietrantonio e "Noi" di Paolo Di Stefano

    Tornano l'arminuta e sua sorella Adriana. Sono le protagoniste di "Borgo sud" (Einaudi) di Donatella Di Pietrantonio che può essere considerato il sequel di "L'arminuta", romanzo di successo e Premio Campiello 2017. "L'arminuta" raccontava la storia di una bambina cresciuta con gli zii e poi a 13 anni "restituita" ai genitori biologici, famiglia povera e arretrata dell'entroterra abruzzese. In "Borgo sud" l'arminuta è una donna che vive a Grenoble, in Francia, dove insegna all'università. Deve rientrare a Pescara per un'emergenza e questa è l'occasione per ricostruire la sua vita e quella della sorella Adriana. "Da ragazzine eravamo inseparabili, poi avevamo imparato a perderci", dice l'arminuta. Due vite molto diverse, legate da un'unica radice dolorosa: una madre aspra che alternava chiusure a gesti di timido affetto. Un romanzo poetico e intenso.
    Nella seconda parte parliamo di "Noi" di Paolo Di Stefano (Bompiani). La storia della famiglia dello scrittore, raccontata attraverso tre generazioni divise fra la Sicilia, il nord Italia e la Svizzera. Una storia che viene raccontata soprattutto attraverso il rapporto padre-figlio. Si parte da Don Giovanni u Crocifissu (pecoraio, contadino e femminaro), poi c'è Vannuzzo, vessato dal padre autoritario e violento, infine Paolo, l'autore, voce narrante del romanzo a cui si affianca un'altra voce che fa quasi da controcanto: la voce di Claudio, il fratellino morto a 5 anni di leucemia nel 1967. Una voce che insegue l'autore da anni e che lo ha spinto a scrivere.

    "Costanza e buoni propositi" di Alessia Gazzola e "Al centro del mondo" di Alessio Torino

    "Costanza e buoni propositi" di Alessia Gazzola e "Al centro del mondo" di Alessio Torino

    Costanza Macallè è il nuovo personaggio seriale creato da Alessia Gazzola, famosa per i suoi romanzi con protagonista Alice Allevi, la specializzanda in medicina legale che ha dato vita anche alla serie tv "L'allieva" trasmessa dalla Rai. Costanza è un'anatomopatologa specializzata in paleopatologia, ossia lo studio delle malattie del passato attraverso i resti umani scheletrici o mummificati. Quindi le storie di Costanza si intrecciano sempre con casi del passato, cosa che succede anche in "Costanza e buoni propositi" (Longanesi). Costanza si è trasferita da Messina a Verona per lavoro, vive con la sorella e ha una figlia di 3 anni, Flora, frutto di una notte di passione con Marco che ha saputo da poco di essere padre e sta per sposare la sua fidanzata. Con la consueta ironia Alessia Gazzola ci fa seguire gli sviluppi delle vicende sentimentali e lavorative di Costanza, ma ci porta anche a scoprire un episodio del passato, la storia di Bernarda che alla fine del '300 fu condannata dal padre a morire di stenti per aver commesso adulterio.
    Nella seconda parte, intervista ad Alessio Torino, autore di "Al centro del mondo" (Mondadori). Il protagonista è Damiano, 17 anni, che vive a Villa la Croce, piccolo borgo dell'entroterra marchigiano. A 8 anni aveva trovato il padre impiccato alla quercia davanti casa e quell'episodio ovviamente segna dolorosamente la sua vita. Damiano vive nel suo microcosmo con la nonna Adele e il brusco zio Vince: la famiglia produce miele che viene definito manna perché pare abbia il potere di far restare incinte le donne. Damiano non ama comunicare con gli esseri umani, preferisce il rapporto con la natura. Natura in cui lui vede anche la personificazione del Demonio, con le dimensioni del reale e dell'immaginario che si intrecciano. La sua relativa quiete viene minacciata quando lo zio Vince decide di vendere i terreni e le arnie.

    "La città dei vivi" di Nicola Lagioia e "La casa dalle finestre sempre accese" di Anna Folli

    "La città dei vivi" di Nicola Lagioia e "La casa dalle finestre sempre accese" di Anna Folli

    Il 4 marzo 2016 Marco Prato e Manuel Foffo, dopo una tre giorni di droga e sesso, invitano a casa Luca Varani, 23 anni, e lo uccidono dopo averlo torturato a lungo. Due giovani di famiglie normali compiono un omicidio, confessano, ma neanche loro sanno identificare un movente. Il caso di cronaca nera sconvolse l'Italia e ora Nicola Lagioia, premio Strega nel 2014 con "La ferocia", lo ricostruisce nel libro "La città dei vivi" (Einaudi). Non un reportage giornalistico, ma neanche un romanzo di pura invenzione: Lagioia ha compiuto un'indagine sull'inconsapevolezza del male. Ha ricostruito attraverso gli atti giudiziari e le testimonianze di amici e parenti sia i fatti, sia le personalità dei protagonisti.
    Nella seconda parte parliamo di "La casa dalle finestre sempre accese" di Anna Folli (Neri Pozza). La vita di Giacomo Debenedetti, uno dei più importanti critici letterari del '900, e di sua moglie Renata Orengo. Un uomo schivo e spesso insicuro che ha segnato la vita culturale italiana dagli anni '30 in poi. In casa di Giacomo e Renata, si a Torino che a Roma, si incontravano intellettuali e letterati come Carlo Levi, Mario Soldati, Umberto Saba, Eugenio Montale (con il quale aveva rapporti altalenanti) e soprattutto Alberto Moravia e Elsa Morante. Debenedetti è stato uno dei pilastri del Premio Viareggio e ha spesso sostenuto candidati andando controcorrente e scatenando polemiche. Ma su tutta la sua vita peseranno sempre due grandi dolori: la morte dei genitori quando era molto giovane e l'avvento delle leggi razziali nel '38 (lui, ebreo, non potè più lavorare e firmò alcuni articoli e sceneggiature ricorrendo a pseudonimi).

    "Piano nobile" di Simonetta Agnello Hornby e "Il bosco del confine" di Federica Manzon

    "Piano nobile" di Simonetta Agnello Hornby e "Il bosco del confine" di Federica Manzon

    "Piano nobile" di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli) è il secondo volume della saga iniziata nel 2016 con "Caffè amaro". L'autrice di romanzi come "La mennulara" e "La zia Marchesa" ci porta stavolta a Palermo fra il '42 e il '55. Tutto gira intorno alla famiglia Sorci, con a capo il barone Enrico che sta per morire. Negli ultimi giorni della sua vita, rivede i fantasmi delle persone del suo passato e fa un bilancio della sua esistenza. Morto il barone Enrico, la famiglia sarà guidata dal figlio Cola, sposato con Margherita, ma da sempre innamorato di Laura, moglie del fratello Andrea, con la quale ha avuto un figlio, Carlino (Carlino è omosessuale e non avrà vita facile). "Piano nobile" racconta le vicende di una famiglia numerosa, fra invidie e gelosie, i bombardamenti e il dopoguerra.
    Nella seconda parte parliamo di "Il bosco del confine" (Aboca) di Federica Manzon, che era stata finalista al Premio Campiello nel 2011 con "Di fama e di sventura" (Mondadori). Inizia come una storia di boschi fra l'Italia e quella che era negli anni 70 la Jugoslavia, boschi in cui la protagonista fa lunghe passeggiate con il papà che critica fortemente il concetto di confine e poi diventa una storia dei boschi intorno a Sarajevo, dove nell'84 ci sono le Olimpiadi e nel '93 si nascondono i cecchini che sparano alla popolazione della città assediata. Un romanzo che parla, dunque, di boschi, di confini ma anche di un senso di appartenenza a un luogo, Sarajevo, che alcuni personaggi vivono con forza.

Recensioni dei clienti

4.4 su 5
63 valutazioni

63 valutazioni

Costy63 ,

Grazie a tutta la redazione del Cacciatore

Podcast del quale non riesco più a fare a meno. Non solo per le informazioni ma soprattutto per il modo piacevole che incuriosisce, non è mai banale, offre la possibilità di conoscere aspetti insoliti del mondo dell’editoria. Alessandra è bravissima, preparata, pacata, gentile.

cartapesta ,

Il cacciatore di libri

Ottima trasmissione! ma non la scaricherò perché è totalmente inquinata dalla pubblicità !
è assurdo che anche in questi podcast così eleganti e così elitari, ci debba far entrare la prosaica pubblicità

Er gentalyn ,

Diffondere la cultura

Complimenti ad Alessandra Tedesco, riesce a diffondere la cultura, in maniera chiara ed intrigante, trasmissione piacevole, ascolto rassicurante, i titoli di cui si parla non incontrano i miei gusti personali che leggo prevalentemente romanzi storici e di azione, ma sono così ben discussi che li si ascolta volentieri, complimenti avanti così

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