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Il nuovo podcast è dedicato agli investitori, ad aziende alla ricerca di nuove fonti di finanziamento e ispirazione, agli operatori del settore e agli appassionati di finanza che intendono andare a fondo nel capire la base del successo e le visioni per il prossimo futuro da parte delle personalità dell’industria e della finanza italiana che rappresentano le Istituzioni preposte, i vertici delle società di eccellenza nei vari settori, d'imprese di nicchia specializzate in prodotti e servizi innovativi, persone che hanno raggiunto risultati straordinari oppure personalità con visioni ed esperienze completamente “fuori dal coro”. Il principio di base di ogni episodio è quello dell’utilità per gli ascoltatori, quindi temi e approfondimenti che possano essere di aiuto per una migliore e piu’ efficace gestione degli investimenti e della finanza d’impresa, una brillante carriera o spunti imprenditoriali entrando “inside finance” in modo intimo, autentico e informale.

  1. 12 h fa

    Rassegna Stampa Economica del 21 Settembre. A cura di Giuliano Casale

    Rassegna stampa economico-finanziaria del 21 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali. Export e competitività: l’Italia continua a crescere sui mercati internazionali Testate: Corriere della Sera – L’Economia / la Repubblica Affari&Finanza / La Stampa Nei primi sette mesi del 2026 le esportazioni italiane sono cresciute del 4,6%, superando i 660 miliardi di euro. Il risultato assume particolare rilevanza perché arriva in una fase nella quale l’economia mondiale cresce a ritmi inferiori rispetto al passato. A trainare l’export italiano sono soprattutto le vendite verso Svizzera, Stati Uniti e Cina, con un contributo importante dei settori dei metalli e della farmaceutica. Dal Piemonte arriva un ulteriore segnale positivo: nei primi sei mesi dell’anno l’export regionale è aumentato del 6%, raggiungendo 32,8 miliardi di euro. Tra i comparti piemontesi maggiormente dinamici figurano mezzi di trasporto, meccanica, alimentare e tessile. Rimane però aperto il problema della competitività strutturale. La classifica IMD 2026 colloca l’Italia al 45° posto su 70 economie. Tra i principali elementi di debolezza vengono indicati infrastrutture, mercato del lavoro, fisco, gestione d’impresa e capitale umano. L’export continua quindi a rappresentare un punto di forza, ma consolidarne la crescita richiede nuovi investimenti capaci di aumentare produttività e competitività.Energia: petrolio, elettricità e competitività industriale Testate: La Stampa / Il Giornale / la Repubblica Affari&Finanza Il petrolio torna sopra i 100 dollari al barile e, negli scenari più critici legati alla situazione mediorientale, potrebbe raggiungere quota 140 dollari.

    Rassegna Stampa Economica del 21 Settembre. A cura di Giuliano Casale
  2. 1 g fa

    Chi controlla la corsa all’AI? Potere, costi e nuove regole | Intelligenze Emergenti #20 | Rassegna internazionale 12 - 18 Settembre 2026

    L’intelligenza artificiale sta accelerando. Ma chi decide quanto velocemente possiamo permetterci di andare? Dopo la pausa estiva, Intelligenze Emergenti torna con una puntata che mostra quanto il confronto sull’AI sia ormai uscito dai laboratori per entrare nella politica, nell’energia, nel lavoro e nell’economia dell’informazione. Nella 20ª puntata analizziamo una settimana in cui il tema centrale non è più soltanto quanto siano potenti i modelli, ma chi controlla la velocità della trasformazione e chi ne sostiene i costi. Tra i temi principali: • Il dibattito sul possibile rallentamento dei modelli AI più avanzati e lo scontro tra sicurezza e competizione globale. • Il rischio europeo di dipendere da modelli, chip e infrastrutture sviluppati altrove. • L’enorme domanda energetica dei data center e il problema di stabilire chi debba sostenere i costi sulla rete elettrica. • I nuovi rischi degli agenti AI e la nascita di sistemi indipendenti di audit e verifica. • La crescita della “shadow AI”: lavoratori che utilizzano e pagano autonomamente strumenti generativi anche senza una policy aziendale. • La crisi del traffico verso gli editori, l’impatto delle risposte AI sui modelli economici dell’informazione e le nuove possibilità di bloccare i crawler. La domanda non è più soltanto: “Quanto è intelligente l’AI?” La domanda diventa: quali incentivi stiamo costruendo intorno a questa tecnologia, chi può controllarla e chi paga quando qualcosa non funziona come previsto? Per imprese e organizzazioni, il messaggio è sempre più concreto: non basta inseguire il modello più avanzato. Bisogna misurare il processo completo, governare permessi e responsabilità, rendere gli errori osservabili e mantenere competenze umane sufficienti per giudicare ciò che i sistemi producono. Una panoramica strategica dedicata a imprenditori, manager e professionisti che vogliono comprendere le trasformazioni reali del mercato dell’intelligenza artificiale. La selezione e il collegamento delle notizie sono a cura di Claudio Ricci, Amministratore Unico di Recomb, realtà specializzata nel fornire aggiornamenti personalizzati alle organizzazioni orientate all’innovazione sugli sviluppi dell’intelligenza artificiale, oltre a offrire corsi di aggiornamento professionale. Per maggiori informazioni: info@recomb.ai Vuoi approfondire ogni settimana questi temi? 📩 Iscriviti alla newsletter di Claudio Ricci per ricevere analisi e approfondimenti sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale. 👉 https://shorturl.at/S9S8d

    Chi controlla la corsa all’AI? Potere, costi e nuove regole | Intelligenze Emergenti #20 | Rassegna internazionale 12 - 18 Settembre 2026
  3. 1 g fa

    Inside Value 27# Tre tribunali, tre imputati

    Tre tribunali, tre imputati. Quando la credibilità finisce sotto processo, le promesse pesano meno dei numeri. In questo nuovo episodio di Inside Value, Roberto Russo accompagna gli ascoltatori dentro una settimana di mercati raccontata come tre processi aperti in contemporanea: a Washington, Londra e Tokyo. Nel primo tribunale, quello americano, la Federal Reserve guidata da Kevin Warsh sceglie la linea dura: tassi più alti e un messaggio chiaro al mercato. A decidere non sono più le promesse, ma i dati. Nel secondo tribunale, a Londra, la Bank of England si trova davanti al rincaro dell’energia e a un’inflazione che torna a pesare su bollette e trasporti. Nel terzo, a Tokyo, la Bank of Japan chiude un’epoca: dopo trent’anni di tassi quasi a zero, il costo del denaro torna a salire. Ma il vero giudice della settimana non siede in nessuna banca centrale. È il mercato obbligazionario. Con il Treasury decennale sopra il 5%, gli investitori stanno chiedendo una cauzione più alta a Stati, aziende e mercati azionari. E quando il prezzo del denaro cambia, cambiano anche le regole del gioco.Parleremo anche della fiducia riconquistata dalla Grecia, riammessa nei grandi indici europei dopo anni di disciplina, ricapitalizzazioni e promesse rispettate. Un episodio dedicato a chi vuole capire perché il prezzo del denaro è anche il prezzo della credibilità. Perché la reputazione può perdersi in pochi minuti. Ma per riconquistarla servono anni. Se volete approfondire i temi di questa puntata, trovate la newsletter sul sito Il Valore Conta, a cura di Roberto Russo e Filippo Pasini. Per maggiori informazioni: info@ilvaloreconta.it Questo podcast ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Le opinioni espresse riflettono il punto di vista degli autori. Buon ascolto.

    Inside Value 27# Tre tribunali, tre imputati
  4. 1 g fa

    Rassegna Stampa Economica del 20 Settembre. A cura di Giuliano Casale

    Rassegna stampa economico-finanziaria del 20 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali. Energia, inflazione e crescita: il rischio petrolio per l’Italia Testate: la Repubblica / La Stampa L’energia rimane una delle principali variabili di rischio per l’economia italiana. Uno scenario con il petrolio stabilmente a 140 dollari al barile nel 2027 potrebbe avere conseguenze rilevanti su inflazione, consumi e crescita. Secondo le analisi riportate, l’inflazione italiana potrebbe raggiungere il 3,7%. I consumi reali scenderebbero dello 0,5%, con una perdita stimata in circa 6,5 miliardi di euro. Anche la crescita economica ne risentirebbe, con il PIL che rallenterebbe allo 0,6%. Il dato conferma come il prezzo dell’energia non rappresenti più soltanto una voce di costo per famiglie e aziende, ma una vera e propria variabile macroeconomica. L’impatto riguarda direttamente anche le imprese: per commercio, turismo e ristorazione vengono segnalati oltre 1 miliardo di euro di maggiori costi elettrici nel secondo semestre. La risposta strutturale passa quindi dagli investimenti in efficienza, reti e fonti rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre progressivamente l’esposizione dell’economia italiana alla volatilità dei prezzi energetici.Rinnovabili e infrastrutture: la sfida degli 80 GW Testate: la Repubblica Sul fronte delle infrastrutture energetiche, in Italia risultano già autorizzati circa 40 GW di capacità rinnovabile. L’obiettivo indicato per il 2030 è arrivare a ulteriori 80 GW. Per il sistema industriale accelerare gli investimenti significa non soltanto aumentare la quantità di energia prodotta attraverso fonti rinnovabili, ma anche ridurre la dipendenza dalle oscillazioni dei prezzi internazionali. La capacità di sviluppare rapidamente nuovi impianti e infrastrutture diventa quindi contemporaneamente una questione energetica, industriale e di competitività.Ansaldo Energia: capitali internazionali e nuova domanda legata all’AI Testate: Corriere della Sera Mubadala, il grande fondo sovrano di Abu Dhabi, mostra interesse per una partecipazione di minoranza in Ansaldo Energia. La società è attualmente controllata al 99,6% da CDP Equity. Nel 2025 Ansaldo Energia è tornata all’utile, registrando circa 20 milioni di euro, con ricavi per 1,2 miliardi. Alla fine dell’anno il portafoglio ordini raggiungeva circa 2,3 miliardi di euro. La prospettiva più interessante riguarda però la crescita della domanda energetica generata da data center e intelligenza artificiale.

    Rassegna Stampa Economica del 20 Settembre. A cura di Giuliano Casale
  5. 2 gg fa

    Rassegna Stampa Economica del 19 Settembre. A cura di Giuliano Casale

    Rassegna stampa economico-finanziaria del 19 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali. Energia e famiglie: tornano a salire le bollette Testate: la Repubblica Il nuovo rialzo dei prezzi energetici torna a incidere direttamente sui bilanci delle famiglie italiane. Secondo le stime di Nomisma Energia riportate da la Repubblica, ai prezzi di settembre una famiglia in regime di tutela potrebbe spendere circa 136 euro in più all’anno per l’elettricità, con un incremento del 18%. Ancora più significativo l’impatto sul gas: la maggiore spesa annuale viene stimata in circa 366 euro, pari a un aumento del 31%. Sul mercato all’ingrosso, il prezzo dell’elettricità rimane sopra i 200 €/MWh e a settembre si muove intorno ai 220 €/MWh. Il livello italiano viene indicato come circa il doppio rispetto a quello registrato in Spagna, Francia e Germania. Il problema non riguarda quindi soltanto il potere d’acquisto delle famiglie, ma anche la competitività dell’intero sistema produttivo italiano. Per le industrie energivore, la spesa annuale per il gas sarebbe infatti passata da 8,9 a 21,2 miliardi di euro.Trasporti e caro-carburante: aumenta la pressione sul settore aereo Testate: La Stampa Il caro energia si trasferisce anche sul settore dei trasporti e, in particolare, sull’aviazione. Per una compagnia come ITA Airways, il jet fuel rappresenta circa un terzo dei costi complessivi. Un aumento del prezzo del carburante del 50% potrebbe determinare un impatto economico nell’ordine dei 500 milioni di euro all’anno. Se la situazione non dovesse cambiare, la compagnia prevede la necessità di intervenire sui prezzi dei biglietti a partire dal 1° gennaio 2027. L’energia conferma quindi la propria capacità di propagarsi lungo tutta la catena economica: parte dalla produzione, attraversa trasporti e logistica e arriva infine al consumatore.Conti pubblici: debito, interessi ed extraprofitti Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa Il nuovo shock energetico arriva in una fase nella quale i governi europei dispongono già di margini fiscali relativamente limitati. Il debito dell’area euro potrebbe collocarsi intorno al 90% del PIL nel 2026, mentre la spesa per interessi supera il 2% del PIL. Per l’Italia, il rapporto debito/PIL a fine anno viene indicato in un intervallo compreso tra 136,8% e 138,6%. Il costo del debito torna quindi a rappresentare una variabile centrale nelle decisioni di politica economica. A livello europeo è aperta anche la discussione sugli extraprofitti. Il modello portoghese prevede un prelievo del 33% sui profitti realizzati nel 2026 oltre una determinata soglia rispetto alla media del biennio 2024-2025. L’iniziativa coinvolge sei Paesi, tra cui l’Italia, mentre la Commissione europea dovrebbe pronunciarsi entro ottobre. Sul fronte fiscale italiano, attenzione anche al concordato preventivo biennale, che interessa circa 2,7 milioni di partite IVA e presenta una scadenza fissata al 2 novembre 2026.Obbligazioni e tassi: aumenta il costo del capitale Testate: La Stampa Inflazione e tensioni energetiche continuano a condizionare fortemente il quadro dei tassi. Il differenziale tra i titoli decennali francesi e tedeschi raggiunge 100 punti base, un livello che non veniva registrato dal 2012. Il rendimento del decennale francese viene indicato intorno al 3,45%, contro circa il 2,44% del Bund tedesco. L’allargamento del differenziale rappresenta un segnale importante della crescente attenzione dei mercati verso i conti pubblici e il rischio sovrano francese. Più in generale, il costo del capitale torna a essere una variabile strategica tanto per i governi quanto per le imprese, incidendo sulle decisioni di investimento e finanziamento.Semiconduttori: il caso Technoprobe e la crescita dell’industria italiana Testate: Moneta Accanto alle criticità macroeconomiche emerge uno dei segnali industriali più interessanti della giornata: la crescita di Technoprobe, società italiana attiva nella filiera dei semiconduttori. Il titolo è cresciuto di oltre quattro volte nell’ultimo anno. Nel primo semestre i ricavi hanno superato i 464 milioni di euro, registrando una crescita del 42,4%. Il margine EBITDA ha raggiunto il 49%, mentre l’utile netto è salito a 143,1 milioni di euro, più che raddoppiando. Per il 2026 l’azienda punta a ricavi compresi tra 1,05 e 1,10 miliardi di euro. Sono inoltre previsti oltre 200 milioni di euro di investimenti destinati ad aumentare la capacità produttiva. Il caso rappresenta un segnale positivo per l’industria italiana: mentre il caro energia comprime molti settori tradizionali, alcune aziende riescono a intercettare la crescita della domanda globale legata a semiconduttori e intelligenza artificiale.Intelligenza artificiale e data center: cresce il fabbisogno energetico Testate: ItaliaOggi La crescita dell’intelligenza artificiale apre un nuovo capitolo nel rapporto tra tecnologia ed energia. Secondo i dati riportati, una singola richiesta effettuata a un sistema di AI può consumare fino a dieci volte l’elettricità necessaria per una ricerca tradizionale sul web. La crescita dei modelli e dei servizi basati sull’intelligenza artificiale implica quindi anche un aumento della domanda di infrastrutture e capacità energetica. Parallelamente, Open Fiber sta sviluppando piccoli data center distribuiti, con potenza inferiore a un megawatt. Le infrastrutture sono pensate per essere collocate vicino alla rete e raffreddate senza utilizzare acqua. È un esempio concreto di come l’AI stia trasformando non soltanto il settore digitale, ma anche la progettazione delle infrastrutture energetiche e di telecomunicazione.Nucleare e strategia energetica italiana Testate: Il Sole 24 Ore Nel dibattito sulla sicurezza energetica italiana torna anche il tema del nucleare sostenibile. La tecnologia viene nuovamente considerata tra le possibili opzioni industriali del Paese, insieme alle fonti rinnovabili. Il tema non riguarda però soltanto la costruzione di nuova capacità energetica: diventa necessario sviluppare competenze, capitale e una vera filiera industriale nazionale. Il dibattito energetico italiano si sposta quindi progressivamente da una logica basata esclusivamente sulla transizione a una strategia più ampia che comprende sicurezza degli approvvigionamenti, competitività industriale e diversificazione delle fonti.Clima e agricoltura: oltre 3 miliardi di danni Testate: Moneta Il cambiamento climatico assume un peso economico sempre più concreto anche per il sistema produttivo italiano. Gli eventi climatici avrebbero provocato oltre 3 miliardi di euro di danni all’agricoltura italiana, tra siccità, caldo estremo, grandinate e incendi. Particolarmente significativo è il dato sulla gestione delle risorse idriche: l’Italia riesce a trattenere soltanto circa l’11% dell’acqua piovana. La risposta del settore passa quindi sempre più attraverso gli investimenti tecnologici. Otto imprese agricole su dieci, secondo la rilevazione riportata, sarebbero pronte a investire in tecnologie capaci di ridurre il consumo di acqua ed energia e migliorare il monitoraggio delle colture. Anche nell’agricoltura, quindi, resilienza climatica, efficienza energetica e innovazione tecnologica stanno progressivamente convergendo. Executive Takeaways  • L’energia torna al centro dell’intera economia Bollette domestiche in aumento, elettricità intorno a 220 €/MWh e spesa per il gas delle industrie energivore salita da 8,9 a 21,2 miliardi mostrano come lo shock energetico coinvolga contemporaneamente famiglie, imprese e competitività. • Il costo del capitale rimane una variabile strategica Debito dell’area euro intorno al 90% del PIL, debito italiano nell’ordine del 136,8-138,6% e ampliamento dello spread Francia-Germania a 100 punti base mostrano quanto tassi e interessi condizionino ormai le scelte di governi e aziende. • L’Italia presenta opportunità nella filiera tecnologica Technoprobe supera 464 milioni di ricavi nel primo semestre, con una crescita del 42,4% e oltre 200 milioni di investimenti previsti. Semiconduttori e AI rappresentano quindi anche un’opportunità concreta per alcuni segmenti dell’industria italiana. • La crescita dell’AI è anche una questione energetica Data center, reti ed elettricità diventano infrastrutture fondamentali della trasformazione digitale. L’espansione dell’intelligenza artificiale lega sempre più strettamente tecnologia, telecomunicazioni ed energia. • Resilienza ed efficienza diventano nuovi driver di investimento Dall’agricoltura ai data center, fino alla diversificazione energetica e al nucleare, la risposta all’aumento dei costi passa sempre più attraverso nuovi investimenti

    Rassegna Stampa Economica del 19 Settembre. A cura di Giuliano Casale

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Il nuovo podcast è dedicato agli investitori, ad aziende alla ricerca di nuove fonti di finanziamento e ispirazione, agli operatori del settore e agli appassionati di finanza che intendono andare a fondo nel capire la base del successo e le visioni per il prossimo futuro da parte delle personalità dell’industria e della finanza italiana che rappresentano le Istituzioni preposte, i vertici delle società di eccellenza nei vari settori, d'imprese di nicchia specializzate in prodotti e servizi innovativi, persone che hanno raggiunto risultati straordinari oppure personalità con visioni ed esperienze completamente “fuori dal coro”. Il principio di base di ogni episodio è quello dell’utilità per gli ascoltatori, quindi temi e approfondimenti che possano essere di aiuto per una migliore e piu’ efficace gestione degli investimenti e della finanza d’impresa, una brillante carriera o spunti imprenditoriali entrando “inside finance” in modo intimo, autentico e informale.

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