Jazz Anthology

Radio Popolare

"Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).

  1. 26 GEN

    Grandi inediti - Bill Evans: Haunted Heart. The Legendary Riverside Studio Recordings / Libri - Enrico Pieranunzi: Bill Evans. Ritratto d'artista con pianoforte

    Se il pianismo di Bill Evans ha avuto dalla fine degli anni cinquanta una enorme influenza sul pianismo jazz successivo, i suoi trii sono stati fondamentali per il rinnovamento della logica dell'interplay del trio piano-basso-batteria, e su questo il trio con Scott LaFaro al contrabbasso e Paul Motian alla batteria ha avuto una importanza decisiva. Portrait in Jazz e Explorations sono i due album di studio realizzati da Evans con LaFaro e Motian, usciti rispettivamente nel '60 e nel '61: che ci permettono di entrare nel laboratorio - nel momento in cui è allo stato nascente - della nuova dimensione del piano trio. Delle sedute da cui nacquero i due album, in occasione delle successive ripubblicazioni in Cd erano emerse diverse tracce inedite: ma la raccolta recentemente pubblicata dalla Craft (triplo Cd, quintuplo vinile o digitale) porta alla luce ben diciassette altre tracce inedite, che oltre a darci nuove occasioni di piacere incrementano le possibilità di confronto fra diverse interpretazioni degli stessi brani nel corso di una seduta, portandoci dunque ancora più all'interno del laboratorio del trio. E sono proprio le tracce inedite prima di questa raccolta che privilegiamo in questa puntata. Per ricordare che cosa rappresentano i due straordinari album di Bill Evans ci facciamo aiutare dal libro di Enrico Pieranunzi - da decenni uno dei maggiori pianisti italiani e assai considerato anche oltre Atlantico - pubblicato negli anni novanta e ora opportunamente riproposto dal Saggiatore (Bill Evans. Ritratto d'artista con pianoforte, 220 pp. circa, 18 euro). Pieranunzi, che ha profondamente meditato la lezione di Evans, è nella migliore posizione per illuminare i procedimenti "tecnici" del pianista, ma, in un libro scritto con finezza, accurato e allo stesso tempo agile, dedica molto spazio al "senso" più profondo della sua musica. A cura di Marcello Lorrai.

    1 h
  2. 5 GEN

    1956: Julie London - Lonely Girl; Calendar Girl

    Nel nostro gioco sulle annate discografiche del jazz di settant'anni fa, ci pare appropriato per la prima puntata del 2026 un album sui mesi dell'anno, Calendar Girl della cantante Julie London, uscito nel '56. Tra anni cinquanta e sessanta Julie London, nata nel '26, negli Stati Uniti ha avuto un notevole successo come cantante, ma già prima, e poi anche molto oltre la fine della sua presenza sulle scene musicali, ha avuto una fortunata carriera come attrice. Nel '55 il suo primo singolo, Cry Me a River, diventò un hit: nel dicembre del '55 seguì il suo primo album, Julie Is Her Name, e poi nel '56 Lonely Girl, e il suo terzo Lp, Calendar Girl. Con queste prime credenziali, nel '55 e nel '56 (e poi anche nel '57) Julie London viene proclamata da Billboard la cantante donna più popolare. Intanto fin dagli anni della seconda guerra mondiale Julie London si è affermata come una delle pin up dell'epoca: e con il titolo e la copertina di Calendar Girl la casa discografica gioca sulla sua bellezza da calendario sexy. Ma, benché non dotata di clamorose risorse vocali, cosa di cui è consapevole, Julie London non è solo look: è una cantante elegante, sicura, con una bella dizione, il cui fascino risiede in una voce "fumosa" e nel rapporto molto personale, intimo, ravvicinato che pare instaurare con l'ascoltatore. Purtroppo il carattere "oversmoked" della sua vocalità è anche il risultato di un accanito tabagismo e degli eccessi nel bere, che comprometteranno le sue capacità vocali già verso i quarantacinque anni: alla fine degli anni sessanta Julie London deciderà così di abbandonare l'attività di cantante. A cura di Marcello Lorrai.

    59 min

Valutazioni e recensioni

4,7
su 5
14 valutazioni

Descrizione

"Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).

Altro da Radio Popolare

Potrebbero piacerti anche…