Uomini che tra di loro hanno combattuto, si sono graffiati, scambiato pugni che davano un contraccolpo di senso di colpa tanta era la consapevolezza nell’aver messo la propria vita di fronte a quella degli altri. Su quegli esili tronchi, dimenticatisi della clorofilla, le anime hanno trasformato la micro-società imposta, in una macelleria ove tutti al contempo macellai e bestie, ognuno convinto che la propria vita conti più di quella degli altri, ognuno convinto che di speranza, la vita, ne è stata avara e ghiotta. Tra quelle onde salate del continente africano, marinai e soldati, che, pur di collaborare hanno preferito farsi la guerra a vicenda. Tra la rabbia e il male fatto per distrazione dal dolore, un vecchio che sta urlando ad occhi spenti ed aperti, un vecchio in primo piano, perso in pensieri che ormai da tempo gli sono sfuggiti. Quella parvenza d’essere umano siede avara d’ostinazione, sulle sue gambe il corpo esanime di un figlio viene cinto con un braccio fasciato pronto a ricordare quanto ha dovuto combattere per difenedre quelle spoglie da mascelle affamate e salivanti. Le mani che hanno cinto quel pennello tremavano al pensiero di disvelare la verità. Mani che si sono nascoste dalla società per mesi interi così da completare quell’opera. Non usciva dallo studio, gli passavano da una piccola finestrella i pasti pronti, che spesso marcivano con il caldo.. Aveva lasciato il senno nelle tempere, impaurito di prendersi l’onere di raccontare al mondo la verità. Una verità che venne accolta con timore, giudizio, scontro, perché quell’opera d’arte venne odiata, lasciando l’artista in un mare di disperazione. Theodore Géricault fece la storia raccontandola, ma nessuno volle ascoltare per paura di sentirsi giudicato. Questa è una storia che parla di responsabilità, dei rischi di chi racconta, di chi guida, e di chi cura le persone... cosa dovrebbero fare questi? Qual è il loro ruolo? Cosa ci si aspetta dalle persone da cui noleggiamo speranza, fiducia adottandoli come guide di vita? devono addormentare, aiutando le persone a un mondo magico, funzionale in cui costruire una nuova percezione di mondo positivo? ristrutturare la percezione soggettiva a tal punto da vivere meglio ma scostati dalla realtà? Oppure è meglio svegliare, togliere i veli per mostrare la cruenza dell'animo umano, disilludendoli a tal punto da renderli pienamente consapevoli della vita... svegli, veri ma infelici. Questa non storia parla, anche, del mondo di chi racconta, parla di uomini e donne che impiegano una vita intera per vivere le vite di altri con il solo obiettivo di tramandare storie, documenti, conservare la realtà permettendo ad essa di raggiungere il futuro... ecco, realtà... ma cos'è davvero la realtà? Ad occhi chiusi, io e te continuiamo ad esistere? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices