Stanche di guerra

Istituto Nazionale Ferruccio Parri

Il podcast “Stanche di guerra” racconta storie di donne che a Milano pagarono con la vita il loro impegno nella Resistenza. Ribelli contro l'oppressione del nazifascismo, “stanche” di una guerra che non dava sbocchi alla loro vita, alla vita dei loro figli e della propria comunità. Una lotta dunque che guardava al domani, alla Pace. Per questo presero parte all'organizzazione degli scioperi nelle fabbriche e parteciparono alle azioni contro le formazioni militari fasciste e naziste. La loro vicenda è ricostruita attingendo ai documenti dell'epoca, alle loro lettere, alla memoria dei loro discendenti e alla ricostruzione scientifica dei fatti da parte degli storici. Un podcast in cui più voci si intrecciano per ridare voce a donne che hanno contribuito a costruire un futuro democratico e libero del nostro Paese. “Stanche di guerra” è un podcast dell'Istituto Nazionale Ferruccio Parri in collaborazione con Fondazione Memoria della Deportazione e Istituto Lombardo di Storia Contemporanea. Con il contributo di Fondazione Cariplo. Testi e regia di Angelo Miotto Interviste a cura di Angelo Miotto e Dario Paladini.  Illustrazione in copertina di Margherita Morotti Copertina di Carola Fumagalli È una produzione Intreccimedia 

Stagione 1

  1. PUNTATA 1

    Ep.1 Carlotta Thomas, operaia alla Borletti

    Carlotta Regina Thomas nasce a Saulxures, in Francia, il 22 aprile del 1906 da Ernesto e Giuseppina Mathieu. Sposa Angelo Bassis e che con lui e i due figli Pietro e Angelina abita a Milano in via Odazio 6, nel quartiere di case popolari del Giambellino. È operaia tessitrice alla Borletti di via Washington. Carlotta partecipa all'organizzazione degli scioperi a Milano sia nel 1943 sia nel marzo del 1944. Insieme ad altre operaie della Borletti viene arrestata. Dal carcere di San Vittore il gruppo di donne viene trasferito alla caserma San Fedele, quindi al carcere di Brescia, dove, probabilmente con il trasporto n.33 del 4 marzo 1944, è deportato a Mauthausen. Le prigioniere vengono quindi trasferite ad Auschwitz e qui viene assegnato loro anche il numero, tatuato sull’avambraccio sinistro: Carlotta avrà il n.78985. Verso la fine del 1944, con l’avanzata dei carri armati sovietici da est, il campo di Auschwitz è evacuato. Carlotta Thomas è inviata a Bergen Belsen, dove muore di tifo il 10 aprile del 1945. In via Odazio 6 oggi una Pietra d'Inciampo la ricorda. Un grazie particolare a Claudio Nicrosini (Anpi Giambellino), Elisa Ruffini(Fondazione Memoria della Deportazione), Alessandra Minerbi (Comitato Pietre d'Inciampo di Milano), e Alessandra Bassis, nipote di Carlotta, che con la loro dedizione ci permettono di conoscere più da vicino questa donna.   La testimonianza di Enrichetta Bartesaghi, operaia alla Borletti, è tratta da “Giovanna Gulli, Tommaso Lana, Le lavoratrici e i lavoratori della Borletti: storie di vita, 2005” (Futura Editrice). Le lettere di Pietro Bassis, figlio di Carlotta, sono conservate negli archivi della Fondazione Isec e dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri a Milano.

    26 min
  2. PUNTATA 2

    Ep.2 Jenide Russo, staffetta partigiana

    “Siccome non volevo parlare con le buone, allora hanno cominciato con nerbate e schiaffi. Mi hanno rotto una mascella (ora è di nuovo a posto.) Il mio corpo era pieno di lividi per le bastonate; però non hanno avuto la soddisfazione di vedermi gridare, piangere e tanto meno parlare”. Jenide Russo ha 26 anni quando scrive dal carcere queste parole alla sua mamma. Jenide è una staffetta del "Distaccamento 5 Giornate" di Milano e col nome di battaglia 'Eneidina' aveva il compito di trasportare armi e munizioni per i partigiani.  Arrestata, viene incarcerata prima a Monza, poi a San Vittore a Milano. Resiste alla violenza degli interrogatori e non rivelerà mai i nomi dei suoi compagni di lotta. Viene poi trasferita al campo di concentramento di Fossoli (Mo) e infine deportata a Ravensbruck, poi nel lager di Bergen Belsen. Muore il 26 aprile 1945 pochi giorni dopo la liberazione del campo. Il luogo della sua sepoltura è ignoto, ma di lei rimangono le lettere che durante i giorni di prigionia in Italia è riuscita a spedire alla sua famiglia.  La Pietra d'Inciampo che la ricorda è in via Giovanni Paisiello 6 a Milano. In questo episodio di Stanche di Guerra, ripercorriamo la storia di Jenide attraverso le sue lettere e l'aiuto di esperti. Un ringraziamento va a Roberto Cenati, custode delle lettere di Jenide ed esponente dell’Anpi, Alessandra Minerbi, presidente del Comitato Pietre d'Inciampo di Milano, Dario Venegoni, presidente dell'Associazione Nazionale ex Deportati, e Igor Pizzorusso, digital historian dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri. La voce di Jenide Russo è di Maria Miotto

    32 min

Descrizione

Il podcast “Stanche di guerra” racconta storie di donne che a Milano pagarono con la vita il loro impegno nella Resistenza. Ribelli contro l'oppressione del nazifascismo, “stanche” di una guerra che non dava sbocchi alla loro vita, alla vita dei loro figli e della propria comunità. Una lotta dunque che guardava al domani, alla Pace. Per questo presero parte all'organizzazione degli scioperi nelle fabbriche e parteciparono alle azioni contro le formazioni militari fasciste e naziste. La loro vicenda è ricostruita attingendo ai documenti dell'epoca, alle loro lettere, alla memoria dei loro discendenti e alla ricostruzione scientifica dei fatti da parte degli storici. Un podcast in cui più voci si intrecciano per ridare voce a donne che hanno contribuito a costruire un futuro democratico e libero del nostro Paese. “Stanche di guerra” è un podcast dell'Istituto Nazionale Ferruccio Parri in collaborazione con Fondazione Memoria della Deportazione e Istituto Lombardo di Storia Contemporanea. Con il contributo di Fondazione Cariplo. Testi e regia di Angelo Miotto Interviste a cura di Angelo Miotto e Dario Paladini.  Illustrazione in copertina di Margherita Morotti Copertina di Carola Fumagalli È una produzione Intreccimedia