15 episodi

Con T4B-Recruiting-Talk è nato il primo podcast italiano per il Recruiting Specialist!
Troverai interviste a professionisti, analisi sull’evoluzione del mercato del lavoro e tendenze, spunti di riflessione, suggerimenti e strategie per affrontare i grandi cambiamenti che hanno stravolto il mondo delle risorse umane in generale, ma in particolar modo la ricerca e selezione del personale.

Con il patrocinio di Confindustria Assoconsult.

T4B Recruiting Talk Valerie Schena Ehrenberger

    • Economia

Con T4B-Recruiting-Talk è nato il primo podcast italiano per il Recruiting Specialist!
Troverai interviste a professionisti, analisi sull’evoluzione del mercato del lavoro e tendenze, spunti di riflessione, suggerimenti e strategie per affrontare i grandi cambiamenti che hanno stravolto il mondo delle risorse umane in generale, ma in particolar modo la ricerca e selezione del personale.

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    T4B 14 - Valerie Schena Ehrenberger - Recruiting e Pride Month

    T4B 14 - Valerie Schena Ehrenberger - Recruiting e Pride Month

    Il mese di giugno viene definito Pride Month. Tanti di noi lo collegano al gay pride, quindi alle manifestazioni e marce dell’orgoglio omosessuale, ma ormai si tratta di parate dell’orgoglio della comunità LGBTQ+, che rappresenta un “ventaglio di orientamenti sessuali ed identità di genere” come si legge sul sito di gay.it.

    Perché questa puntata del T4B Recruiting Talk è dedicata a questa tematica? Perché se si vuole sradicare un qualunque pregiudizio, allora non ci si può fermare a qualche marcia durante l’anno, ma siamo chiamati tutti a fare la nostra parte. E per quanto riguarda il mondo lavorativo e aziendale, noi Recruiter abbiamo una grande responsabilità.
    Iniziamo però con qualche dato:
    •La comunità Lgbtq+ rappresenta oggi il 18% dell’intera popolazione aziendale, quindi non si tratta di un gruppo "marginale";
    •ciononostante, da un’indagine Istat emerge che il colloquio di lavoro continua a essere uno scoglio: il 12,6% delle persone intervistate afferma di non essersi presentato all’intervista temendo che l’azienda sarebbe stata ostile al proprio orientamento sessuale,
    •mentre il 57,7% ricorda almeno un evento di discriminazione durante la ricerca di un’occupazione.

    Ci rendiamo conto? Nel 2022 ci sono persone che non mandano il CV perché temono discriminazioni? Evidentemente da parte nostra, come conferma il quasi 60%, perché è il Recruiter che gestisce il processo di selezione e la "candidate's experience".

    Che cosa possiamo fare quindi noi concretamente, sin da subito? Da non esperta in tematica, mi sono venuti in mente 3 azioni attuabili:

    - comunicazione neutra e employer branding
    - criteri di selezione definiti a priori
    - lavorare su noi stessi e i bias nel recruiting

    Sono Valerie Schena Ehrenberger e ti auguro buon ascolto!
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    • 16 min
    T4B 13 - Gilberto Marchi - Dimissioni e Cambio Organizzativo

    T4B 13 - Gilberto Marchi - Dimissioni e Cambio Organizzativo

    Great Resignation, Big Quit, Great Reshuffle oppure Dimissioni volontarie - anche l'episodio attuale è dedicato a questo fenomeno. Ne parlo con Gilberto Marchi, titolare dello studio Marchi, esperto di Ricerca e Selezione del Personale e consulente HR. È convinto che le PMI possano rispondere a questo cambiamento irreversibile solo con un cambio organizzativo e culturale.

    Calo di natalità e del tasso di disoccupazione hanno portato ad una situazione in cui chi si dimette, anche senza avere un'offerta concreta in mano, trova in tempi brevi un'opportunità lavorativa maggiormente in linea con le aspettative personali. Notiamo che ormai collaboratori e dipendenti di tutti i livelli dimostrano di voler realizzare la loro ambizione professionale in un modo più "vivibile" desiderando un maggiore equilibrio tra sfera privata e lavorativa.

    Come può rispondere l'azienda, soprattutto se PMI, a questo fenomeno destinato a rimanere? Con l'esperto abbiamo parlato di:

    - Modelli organizzativi non più in linea con i tempi, come un impiego rigorosamente in presenza e con orari fissi;
    - La necessità di trovare una nuova interpretazione di carriere discontinue perché queste non denotano una mancanza di "spirito lavorativo";
    - L'importanza del marketing del lavoro e delle professioni per rendere l'azienda attrattiva, investendo anche in un clima positivo;
    - Della comunicazione trasparente, dei valori e delle possibilità di percorsi di crescita;
    - Delle leve di motivazione, che si sono spostate dall’inquadramento economico alla facoltà di conciliare gli impegni professionali con una qualità di vita.

    Ma anche della nuova consapevolezza di sé stessi e delle aspettative che dipendenti, collaboratori e candidati dimostrano. Delle conseguenze positive sulla produttività dell'azienda... e sulla qualità di vita dell'imprenditore stesso.
    Qual è il ruolo di noi recruiter e responsabili HR nel portare il cambiamento culturale in azienda? L'abbiamo chiesto all'esperto.

    Sono Valerie Schena Ehrenberger e ti auguro buon ascolto!
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    • 20 min
    T4B 12 - Valerie Schena Ehrenberger - Dimissioni Volontarie

    T4B 12 - Valerie Schena Ehrenberger - Dimissioni Volontarie

    Great Resignation, Big Quit, Great Reshuffle oppure Dimissioni volontarie. Attualmente non si parla d’altro.
    Ma che cos’è in realtà, come influisce sul mercato del lavoro e soprattutto come possiamo rispondere a questo fenomeno?

    Partito dagli Stati Uniti, ma ormai approdata anche qui, in realtà non è nient'altro che la facoltà che ognuno di noi ha di lasciare il lavoro perché non combacia più con il proprio progetto di vita.

    La possibilità di farlo c’è sempre stata. Quello che cambia rispetto ad una dinamicità del mercato del lavoro a cui eravamo abituati è ora sia min termini di numeri più alti e di motivi.

    Fermiamoci un attimo ai numeri:
    -2% dei dipendenti a livello italiano, che in certe regioni è però ben superiore: in Lombardia coinvolge un 9,4%
    -Numeri in forte crescita: dal +30 al +85% rispetto al 2020
    -Per oltre il 60% sono persone assunte con un contratto a tempo indeterminato
    -In maggioranza appartenenti alla fascia 26 – 35 anni e nel Nord Italia.

    Però dalla nostra esperienza degli ultimi mesi – e non sto parlando solo del mio osservatorio ma anche quello che mi raccontano i miei colleghi in Italia e all’estero - è un fenomeno che sempre di più si espande ad una fascia di età più senior e comprende tutta l’Italia.

    Possiamo quindi affermare, che l’aspirazione di una volta, trovare il “posto di lavoro fisso” dove “andare in pensione” non è più il sogno di tutti, anzi, direi di pochi.
    Altro fatto sorprendente: un crescente numero di dipendenti dà le dimissioni senza avere un’altra proposta in mano. Negli USA, questo dato è arrivato al 36%.

    L’anno scorso abbiamo effettuato un sondaggio che indagava sui cambiamenti del mercato del lavoro, nuovi scenari e aspettative. Ero veramente sorpresa, direi preoccupata, quando è emerso che appena più del 13% (!!) dei collaboratori si ritiene pienamente soddisfatto del proprio lavoro e non valuta altre opportunità. Il questionario è stato ripreso dai miei colleghi in altre zone italiane, dove questa percentuale scende addirittura al 8%. In ogni caso, la % degli intervistati che valuta altre opportunità è sopra l’80%, sempre.

    Arriviamo alla parte interessante: qual è la ragione per cui lasciano l’azienda?
    Ma soprattutto: questo fenomeno ci deve preoccupare?

    Sono Valerie Schena Ehrenberger e ti auguro buon ascolto!
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    • 30 min
    T4B 11 - Massimiliano Ferrari - Risoluzione alternativa del conflitto

    T4B 11 - Massimiliano Ferrari - Risoluzione alternativa del conflitto

    Massimiliano Ferrari è un commercialista libero professionista, ma non solo: dal 2012 è anche mediatore abilitato presso le Camere di Commercio di Lecco e Sondrio per organismi privati e abilitato alla formazione dei mediatori come formatore tecnico pratico presso il Ministero della Giustizia. Oggi è mio ospite proprio nella veste di mediatore.

    Spesso si crede che questa figura si limiti a operare per conto delle aziende in conflitto presso le varie enti, ma in realtà il mediatore dovrebbe essere una funzione anche in azienda, per due motivi:

    👉 in primo luogo perché come specialisti delle risorse umane il benessere dei propri dipendenti e quindi un clima aziendale collaborativo e positivo ci sta a cuore;
    👉 e in secondo luogo perché il voler stare bene in azienda è uno dei principali motivi di fidelizzazione, così come una delle prime ragioni per cui si cercano altre opportunità (come ha dimostrato anche il sondaggio “Come cambia il mondo del lavoro. Nuovi scenari e aspettative” condotto da ValtellinaLavoro fine 2021).

    Un rapporto lavorativo conflittuale porta alla demotivazione, inefficienza e alla fine alle dimissioni. Per contro, i collaboratori e i dipendenti che hanno a cuore l’azienda e se ne fanno promotori all’esterno diventano un ottimo canale di promozione del employer brand e di recruiting!

    Quindi, come fare per evitare la conflittualità in azienda? Anzi, si può evitare il conflitto?
    In questa intervista abbiamo parlato:
    ✔ del perché sia controproducente considerare il conflitto come qualcosa di sbagliato e da evitare a tutti i costi;
    ✔ di Linguaggio Giraffa (o comunicazione non violenta) e delle tecniche A.D.R. - Alternative Dispute Resolution, quindi delle modalità con cui il mediatore facilita la risoluzione dei conflitti;
    ✔ di come ciascuno di noi può sviluppare le caratteristiche ed imparare le skill del buon mediatore;
    ✔ del gioco in scatola Medianos, utilizzato nella formazione aziendale, ma anche nelle scuole e università, che permette di far comprendere i modi per gestire i conflitti, e molto altro.

    Quindi della necessità di allenarsi a “sospendere il giudizio” se vogliamo creare una cultura dove il conflitto possa essere affrontato in modo sereno e propositivo.
    Concretamente, come si affronta un conflitto in azienda? Lo chiediamo all’esperto.

    Sono Valerie Schena Ehrenberger e ti auguro buon ascolto!
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    • 41 min
    T4B 10 - Valerie Schena Ehrenberger - Trend del Recruiting Europeo

    T4B 10 - Valerie Schena Ehrenberger - Trend del Recruiting Europeo

    Ho deciso di dedicare il decimo episodio di T4B Recruiting Talk ai trend europei nella Ricerca e Selezione del personale. Infatti sono da poco tornata dal Board Meeting dell’associazione europea ECSSA (European Confederation of Search & Selection Associations), dove sono delegata di Confindustria ASSOCONSULT e ho il piacere di rappresentare le Società italiane di Ricerca e Selezione del personale.

    Ammetto che si tratta sempre di incontri molto interessanti e arricchenti, perché permettono di confrontarsi con colleghi, professionisti e associazioni di altri paesi, e di avere quindi un punto di osservazione molto più ampio.

    Siamo ormai in un mercato del lavoro globalizzato dove è necessario superare la logica del proprio territorio e conoscere le tendenze degli altri paesi quando si cercano nuove figure, perché anche grazie al digitale la figura che cerchiamo ora può confrontarsi con un mercato globale.

    In questo episodio vi racconto in sintesi quanto emerso dai dati messi a disposizione dagli altri associazioni europee (in fondo trovate i link):

    ✔ della situazione di crescita economica post pandemia e del conseguente aumento dei job posting e delle figure ricercate (negli ultimi tre mesi in Germania si è registrato un aumento del 400%);
    ✔ di paesi con tassi di disoccupazione vicini alla soglia fisiologica, e delle strategie accattivanti – non solo in termini economici - che mettono in campo per attrarre figure al di fuori dei propri confini e rendere il mercato interno dinamico;
    ✔ di come la rete sia il luogo in cui domanda e offerta si incontrano e quindi di quanto sia fondamentale essere presenti quando si cerca nuovo personale qualificato;
    ✔ dell’importanza di sviluppare proposte personalizzate che rispondano alle motivazioni e alle aspettative dei singoli candidati;
    ✔ delle politiche di pari opportunità negli altri paesi, che che cosa significa per il mercato italiano;
    del supporto che le tecnologie digitali possono dare ai recruiter e tanto altro.

    Ma anche dell’insostituibilità del rapporto umano, ovvero di come, all’interno di un mercato competitivo e globale, è il rapporto di fiducia che si crea tra azienda, recruiter e candidato a fare la differenza.

    Quali sono le tendenze più importanti alle quali chi si occupa di Ricerca e Selezione personale deve prestare attenzione e le strategie messe in campo dagli altri paesi europei per attrarre personale qualificato?

    Sono Valerie Schena Ehrenberger e ti auguro buon ascolto!
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    Se invece vuoi approfondire, trovi maggiori informazioni su questa pagina: https://www.talents4business.it/valerie-schena-ehrenberger-hr-trend-europei/

    • 26 min
    T4B 09 - Jacopo Boscolo - In-Recruiting - HR Tech

    T4B 09 - Jacopo Boscolo - In-Recruiting - HR Tech

    Jacopo Boscolo ama definirsi “un marketer prestato alla Talent Acquisition”: il suo background rappresenta infatti il perfetto incontro tra l’ambito del recruiting e quello del marketing.
    Al momento ricopre la posizione di Product Evangelist e Talent Acquisition all’interno di Intervieweb S.r.l., società HR Tech che sviluppa software dedicati al mondo delle Risorse Umane e in particolare al processo di recruiting. Il prodotto software core è In-recruiting, un Applicant Tracking System (ATS) specializzato nell’aiutare i recruiter con funzionalità avanzate per trovare e gestire i candidati.

    L’elemento che più mi ha colpito e che rende la sua figura così affascinante è sicuramente la capacità di aver fatto incontrare due mondi che fino a pochi anni fa sembravano molto distanti tra loro, quello del marketing e quello del recruiting.

    Abbiamo parlato:
    •di cosa c’entrano tra di loro il marketing e il recruiting e dei vantaggi che questa ibridazione porta con sé;
    •di come i cambiamenti avvenuti nel mercato del lavoro richiedano al recruiter e a chi si occupa di Talent Acquisition un forte cambio di mindset … e un superamento della mentalità “post and pray”;
    •di come sia fondamentale per un’azienda elaborare una strategia di employer branding, ovvero fare in modo che la propria azienda sia conosciuta e stimata come luogo di lavoro, quindi essere presente online e curare la propria reputazione;
    •di quali sono i tool tech e gli strumenti del marketing che possono supportare in modo efficace il recruiting moderno, e delle competenze digital richieste a un recruiter (no, non si tratta di diventare degli informatici…);
    •dell’importanza di monitorare i risultati attraverso metriche e KPI, del valore dell’ibridazione, di storie ed eroi, e molto altro.
    Ma anche del perché la candidate experience, ovvero il modo in cui il candidato vive il proprio percorso di selezione, possa rappresentare il futuro del recruiting.
    Quali sono le maggiori tendenze alle quali chi si occupa di recruiting deve prestare attenzione e quali sono le competenze richieste per rispondere in modo efficace a un mercato in trasformazione? Lo abbiamo chiesto all’esperto.

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    • 39 min

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