9 episodi

Un altro podcast da ascoltare, ma con una voce in più. Siamo in due, Antonio Dini e Riccardo Palombo, toscani finiti in città diverse, si potrebbe dire all'opposto (rispettivamente Milano e Roma), ma che più o meno masticano le stesse cose.

Abbiamo un sito ~ https://tilde.show

Dall'informatica (lo sapevate che la tilde è il simbolo della home su Unix/Linux/macOS?) ai libri, film, videogiochi e tutte le forme di narrazione e relativi contenitori, sino al gusto per cose strane come viaggiare al tempo del coronavirus (in aereo, mi raccomando), incrociare cose improbabili come pensieri estemporanei sulla storia della traduzione (Umberto Eco è ancora là che si rivolta nella tomba) con l'ultimo processore fatto da Apple per i suoi Mac, che poi è anche il primo.

Passando per Ortolani e Rat-Man, ovviamente. La nostra tilde è nata perché volevamo divertirci facendo qualcosa insieme, ma anche perché non trovavamo un podcast da ascoltare che ci piacesse davvero. E allora abbiamo deciso di farlo noi.

"Speriamo con due voci di farne una buona" disse lui. "Ottimista", rispose l'altro.

tilde ‪~‬ Riccardo Palombo & Antonio Dini

    • Cultura e società
    • 4.9 • 187 valutazioni

Un altro podcast da ascoltare, ma con una voce in più. Siamo in due, Antonio Dini e Riccardo Palombo, toscani finiti in città diverse, si potrebbe dire all'opposto (rispettivamente Milano e Roma), ma che più o meno masticano le stesse cose.

Abbiamo un sito ~ https://tilde.show

Dall'informatica (lo sapevate che la tilde è il simbolo della home su Unix/Linux/macOS?) ai libri, film, videogiochi e tutte le forme di narrazione e relativi contenitori, sino al gusto per cose strane come viaggiare al tempo del coronavirus (in aereo, mi raccomando), incrociare cose improbabili come pensieri estemporanei sulla storia della traduzione (Umberto Eco è ancora là che si rivolta nella tomba) con l'ultimo processore fatto da Apple per i suoi Mac, che poi è anche il primo.

Passando per Ortolani e Rat-Man, ovviamente. La nostra tilde è nata perché volevamo divertirci facendo qualcosa insieme, ma anche perché non trovavamo un podcast da ascoltare che ci piacesse davvero. E allora abbiamo deciso di farlo noi.

"Speriamo con due voci di farne una buona" disse lui. "Ottimista", rispose l'altro.

    09 | Quello in cui la vita non è binaria

    09 | Quello in cui la vita non è binaria

    Questa puntata risponde a un sacco di domande, ripropone anche qualche tema noto agli ascoltatori più fedeli, e soprattutto ha dentro una sacchettata di libri. Quelli buoni, che ci piace leggere e ancora di più consigliare. Perché parlano di cose come la grammatica, che in realtà è lo spunto per riflettere sulla vita (se vogliamo fare le cose in grande).

    → Note della puntata: https://tilde.show/podcast-09/

    Perché se ci interessa qualcosa non ci dispiace approfondirlo, innanzitutto spiegarcelo e poi raccontarcelo tra di noi. Perché infine bisogna combattere i dogmatismi: il mondo non è binario, fatto di bianco e nero, ma ci son un sacco di sfumature. Per la grammatica, ad esempio, non è che hanno ragione i descrittivisti o i prescrittivisti, la versione postmoderna di Guelfi e Ghibellini. È, invece, che le cose sono un po' più complicate di così. Perché è il mondo che è una cosa un po' più complicata di così. Cioé del solo bianco e del solo nero.

    Poi, bisogna dire, ci siamo anche un po' fatti prendere la mano e in un numero solo di Tilde ne abbiamo messa di carne al fuoco. Accipicchia. Ad esempio, ve lo ricordate il Windows Refund Day? Riccardo sì, anche se sono passati 22 anni; adesso tra l’altro è possibile chiedere il rimborso ai singoli produttori di PC essendo già consapevoli se c’è una procedura o no. Basta andare su Sistema Inoperativo e verificare (il nome è fantastico).

    E poi Riccardo prova a convincere Antonio a cambiare tastiera, si parla della concinnitas degli anglosassoni, delle bellurie della lingua italiana, di ClubHouse (dal quale Antonio è fuggito mentre Riccardo lo vorrebbe conquistare) e dei libri di filosofia da leggere quando si è ragazzi perché poi se affronti la vita senza, parti con qualche punto in meno. Come Antonio, che al secondo giorno della prima media B del collegio in cui era finito (e dove è rimasto anche per tutto il liceo), ha preso meno dieci al suo primo compito di analisi logica: ancora non si dà pace. E poi c’è un sacco di altra roba, ma a questo punto è meglio se ve lo ascoltate, questo podcast, che facciamo prima.

    • 46 min
    08 | Quello in cui abbiamo capito che io so’ io e l’altro è l’altro

    08 | Quello in cui abbiamo capito che io so’ io e l’altro è l’altro

    Figli, genitori e legami psicologici che squarciano il velo di Maya perché il mondo non è tutto un sogno, esiste veramente e l’altro è un altro. Ok, lo sappiamo, ma è stata una settimana pesante. E poi abbiamo parlato un sacco di piedi e di scarpe, soprattutto di quelle fantastiche con le dite che vengono fuori: le FiveFingers (che sono made in Italy) e di cui Riccardo è un adepto, Antonio un po’ meno: lui parla sempre di ragazze con i piedi sporchi, pescatori e di geishe.

    Note della puntata: https://tilde.show/podcast-08/

    Da qui, dopo un lungo ragionamento sul digitale online con un altro alla console, Antonio ha detto che s’è anche comprato l’app (da 4 dollari) per schedare i cd, mentre Riccardo, bontà sua, ha finito il primo Tomb Raider dell’ultima trilogia, in un mesetto un pezzettino per volta la sera tutte le sere. E a questo punto s'è parlato dell’elefante in mezzo alla rete: Clubhouse, il social vocale su cui stiamo cercando di capirci qualcosa (se volete passare a fare un saluto, ci trovate là sopra) e del quale Antonio azzarda qualche interpretazione sociologica che non ci convince mica tanto tranne quando si parla dei "social che bruciano l’anima delle persone per attizzare il fuoco all’engagement" oppure “il tinder vocale delle anime” o cose del genere.

    Riccardo racconta intanto che si sta guardando tonnellate di tutorial di programmazione (che gli piace tanto e lo rilassa) soprattutto per il suo ultimo amore: Svelte 3, e quindi legge poco ma smanetta tanto. Effetto speciale: arriva il robot che spiega se è meglio un martello o un cacciavite, cioè Rust o un altro linguaggio (un discorso tradotto nella newsletter di Antonio. E questo apre un bel dibattito (secondo noi) su comprensione e opportunità nel mondo della tecnologia digitale. Dopodiché si tocca anche l’altro elefante nella cyberstanza: all'Italia serve una cultura digitale, non basta saper programmare, perché aiuta a fare delle scelte consapevoli (spariamo anche sull’ECDL, ma quello è facile, come beccare la Croce Rossa, e Corrado Augias che ha commentato su *Repubblica* una lettera di phishing prendendola per buona). Sembra una puntata infinita arrivati qui, vero? E invece ce n'è ancora parecchia da ascoltare.

    Infatti, abbiamo anche un po’ di libri di cui parlare: Riccardo ha letto Corrado Mazza Galanti e il suo libro-game "Cosa pensavi di fare? Romanzo a bivi per umanisti sul lastrico", mentre Antonio ha tirato fuori dal cilindro i primi due libri di Giuseppe Culicchia ("Tutti giù per terra", "Paso doble"). E poi ci siamo messi a parlare di Jules Verne, Emilio Salgari e di Edgar Rice Burroughs, che ha scritto la serie di Tarzan. Qui c’è una cosa da dire per l’Italia: il primo romanzo è stato ripubblicato da Newton Compton di recente, ma gli altri in Italia furono pubblicati più di mezzo secolo fa da Marzocco-Giunti-Bemporad di Firenze. Vennero pubblicati però solo i primi sedici della serie: ne mancano ancora otto più la raccolta inedita dei due romanzi brevi per ragazzi. E poi ci sono cinque romanzi scritti da altri autori americani, che sono considerati parte del canone: Maude Robinson Toombs, Fritz Leiber, Joe R. Lansdale, R. A. Salvatore e Philip José Farmer. Tutta roba che da noi non s’è praticamente mai vista.

    Infine, brutte notizie: si sono fregati gli adesivi di Tilde fatti da Riccardo per Antonio! Maledizione! Ma ora, care ascoltatrici, gentili ascoltatori, un caro saluto, noi si va a preparare la prossima puntata di Tilde, che non vi diciamo niente ma sarà una sorpresona (speriamo) oppure un’opportunità perduta (speriamo di no).

    • 43 min
    07 | Quello in cui vogliamo cambiare prospettiva

    07 | Quello in cui vogliamo cambiare prospettiva

    Questa volta abbiamo anche deciso di cambiare prospettiva. Come si fa? Ce lo ricordano Mark Fisher, i best seller del Rinascimento psichedelico e la consapevolezza che esiste un'altra realtà. Tutto questo vale anche per la rete, ovviamente.

    Note della puntata: https://tilde.show/podcast-07/

    E poi: perché parliamo tanto di libri? In realtà, questo è un momento di transizione; c'è un sacco di cose di cui parlare, a cominciare da quella volta che Riccardo s'è iscritto a un corso di lettura e scrittura, e poi c'è da parlare degli sconti di Adelphi, quindi del video di Riccardo che incanta novantamila persone facendo vedere per mezz'ora il terminale e astruse istruzioni tecniche.

    Siamo davvero convinti che che Internet sia questo: social e like, like e social? Sbagliato. Cioè, potrebbe essere un'altra cosa. Infatti, secondo noi questa rete di oggi la stiamo vivendo in modo sbagliato. Ma non bisogna solo criticare. Ecco l'idea: i social dovremmo essere noi, non loro. Cioè, ognuno dovrebbe avere il suo sito con le sue cose, e non una foto di qua, un testo di là, e magari il curriculum da un'altra parte. Dovremmo fare da noi, insomma; anche se non è proprio alla portata di tutti, ce ne rendiamo conto.

    Ah, quasi dimenticavamo: perdonate, ma questa volta c'è anche un momento lirico in cui si parla di Henry David Thoreau (avete presente Walden o i suoi diari?), ma anche di Oracle con Larry Ellison, e la sua villa da super-miliardario fatta a forma di villaggio giapponese medioevale! E un pochino si parla anche del nuovo sito di Antonio, oltre a mille altre cose che abbiamo detto e altre che avevamo detto ma poi Riccardo le ha tagliate! E ha fatto di molto bene, date retta a un bischero, sennò questo podcast durava un'ora e mezzo. Un po' troppo, no?

    • 28 min
    06 | Quello in cui s'è parlato un sacco

    06 | Quello in cui s'è parlato un sacco

    Mettetevi pure comodi, perché non saremo brevi. Volevamo registrare una puntata snella e veloce, per chiudere le feste in scioltezza, ma in realtà abbiamo scoperto che ce n'avevamo di cose da dire. Basta guardare la lista dei libri di cui abbiamo parlato, qui sotto. Ed è solo la punta dell'iceberg.

    Note della puntata: https://tilde.show/podcast-06/

    Perché siamo passati attraverso una dozzina di mondi diversi almeno: dal ruolo delle Airpods nella rinascita dei podcast alla produzione della musica, dal furto dei dati di ho.mobile alle favole per la buonanotte dei bambini, da Macchiaradio a Sanpa passando per la fine dei blog italiani (che sono andati a far cassa, a differenza di quelli americani), dal regista Yasujirō Ozu restaurato, colorato e in 4K alla Xbox One X, che oggi è la cosa più figa da comprare per giocare e ammazza buona parte della scena dell'emulazione; dal sito personale di Antonio (che finalmente è pronto) al malessere in volo di Riccardo, da Pavese e Orwell che vanno fuori dal copyright a Craig Mod che invece in un mese si è fatto a piedi la strada da Tokyo a Kyoto (sono quasi 600 Km) fino alle guide per viaggiare, all'amore per gli spostamenti in treno di Antonio e agli incentivi per il turismo nazionale dati in Giappone.

    E praticamente non abbiamo quasi neanche detto che Antonio ha finalmente il suo microfono nuovo (per questo si sente alla grande anche lui, finalmente). Insomma, veramente tanta roba. E allora, inforcate le cuffiette, casco ben stretto, allacciate le cinture, luce sempre accesa e via! Questo è Tilde numero sei!

    • 44 min
    05 | Quello in cui c'è la destrezza, per fortuna

    05 | Quello in cui c'è la destrezza, per fortuna

    Sarà perché era la fine dell'anno, sarà perché era il compleanno di Antonio o sarà perché Riccardo ha passato le vacanze di Natale a correre come un matto ma insomma: eravamo veramente belli carichi. E si sente.

    Note della puntata: https://tilde.show/podcast-05/

    In questa puntata abbiamo parlato di tutto: da Norah Jones all'audiolibro di Morgan (spettacolare, almeno la prima metà), dalla schedina microSD per il nuovo microfono di Antonio (che ancora deve essere battezzato) alla calafatura degli scafi e alle sculture fatte di colla e limatura di parquet. Abbiamo anche deciso che, alla fine, è tutto soggettivo: per questo la Fiat Punto quando è uscita sembrava bruttina ma nuova, e oggi invece sembra sempre bruttina però è anche vecchia. E abbiamo perfino scoperto che il problema delle città sono le automobili (pare lo avesse già teorizzato Johnny Stecchino, ma solo per Palermo).

    Poi c'è da dire una cosa importante, sul serio: ha parlato di noi il Corriere della Sera. Due volte! Che cosa incredibile e surreale: grazie Andrea!. Infine, Antonio ha scoperto l'esistenza di una sequenza di cinque punti scritti da Riccardo in uno dei suoi famosi blocchi per gli appunti: è l'elenco delle cose da fare quando darà le dimissioni. Ne riparleremo un'altra volta, però non dite che siamo gente che non ama pianificare, eh!

    • 41 min
    04 | Quello in cui: a non farsi domande non si impara nulla

    04 | Quello in cui: a non farsi domande non si impara nulla

    Perché dobbiamo vivere nel passato? E allora basta, vendiamo tutto (cioè la Switch) e compriamoci la Playstation 4 Pro usata, per capire come e a cosa giocano i giovani d’oggi. Daje!

    Note della puntata: https://tilde.show/podcast-04/

    In questa puntata abbiamo parlato veramente tanto di videogiochi, ma non vi spaventate, perché c’è anche altro: dai libri sull’uso delle sostanze psicotrope alla pronuncia filologicamente corretta di Sega, l’azienda giapponese di videogiochi creata nel 1951 da David Rosen, un ufficiale dell’esercito americano, e che vuol dire Standard Games. E ancora, dal Nintendo 64 con quei giochi “cartoonish” che non invecchiano mai al Das, il materiale simile al pongo che è un acronimo tratto dal nome del suo inventore, Dario Sala, che lo brevettò nel 1962. Ma abbiamo parlato anche della sindrome di Stendhal nell’era della sua riproducibilità tecnica, di come sia meglio regalare soldi e non cose inutili, del regalare al partner un libro da leggere assieme ai propri bambini, e poi – perché no – dell’andar per bancarelle a cercare cose smesse, quella cosa che noi rigattieri diciamo sempre si fa meglio dopo Natale.

    Ah, a proposito: uno di noi odia la realtà virtuale. E anche per quell’altro non è che sia proprio il massimo. Ecco, l’abbiamo detto.

    • 21 min

Recensioni dei clienti

4.9 su 5
187 valutazioni

187 valutazioni

SimoneTaurone ,

Il meglio del meglio.

Semplicemente fantastico! Continuate così!

HazeUser ,

Fantastico appuntamento

Temi trattati e punti di vista interessantissimi, non vedo l’ora di trovare una nuova puntata ogni volta che apro l’app

Edit: abbasso il giudizio per l’irregolarità nella frequenza di pubblicazioni, e per i troppi tagli in fase di editing (si notano)

giochi99 ,

Riccardo Palombo e Antonio Dini insieme

Conversano su libri e tecnologia con spunti molto interessanti. Sono da seguire anche i rispettivi canali Telegram e newsletter.

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