10 episodi

Il primo podcast di surf in Italia 🌊

Il surf, che è più di uno sport, porta con sé regole non scritte e riti quasi tribali, difficili da spiegare all’esterno. In questo spazio cercheremo di mediare tra 2 forze oggi più che mai in tensione: chi c’è sempre stato e chi è appena arrivato. Lo faremo invitando a partecipare le persone che hanno contribuito all’affermazione del movimento surfistico italiano, raccontando storie con toni super-informali e senza preoccuparci di porre domande scomode.


Ideato e condotto da Leonardo Franceschini
Con la partecipazione di Tommaso Pardini

Tuttologic Surf Tuttologic Podcast

    • Sport
    • 4.7 • 3 valutazioni

Il primo podcast di surf in Italia 🌊

Il surf, che è più di uno sport, porta con sé regole non scritte e riti quasi tribali, difficili da spiegare all’esterno. In questo spazio cercheremo di mediare tra 2 forze oggi più che mai in tensione: chi c’è sempre stato e chi è appena arrivato. Lo faremo invitando a partecipare le persone che hanno contribuito all’affermazione del movimento surfistico italiano, raccontando storie con toni super-informali e senza preoccuparci di porre domande scomode.


Ideato e condotto da Leonardo Franceschini
Con la partecipazione di Tommaso Pardini

    LEOnde del Tour - Margaret River

    LEOnde del Tour - Margaret River

    “Contro John John era all in or nothing, me la rigiocherei così. 37 minuti senza un’onda della serie è solo sfortuna”. Ne sono successe di cose a Margaret, dove finalmente si è rivisto il power surfing che meritiamo. Ha vinto Toledo, che forse passerà alla storia per aver alzato più trofei di singole gare e zero tituli mondiali. Si è di nuovo infortunato (ed operato) Florence e…che altro? Ah sì, tanta attesa per finire il contest dopo un inizio davvero promettente. Domani riparte la giostra con la prima di Rottnest Island.

    Episodio #6 - Filippo Eschiti & Giovanni Evangelisti

    Episodio #6 - Filippo Eschiti & Giovanni Evangelisti

    Da ragazzini Filippo Eschiti e Giovanni Evangelisti giocavano a calcio. Sono cresciuti con le ginocchia sbucciate correndo per dei campi di pozzolana, non saltando da un aereo all’altro al seguito di un surf coach di nome Etienne, Jake o Joao. Pippo e Giò sono la classe operaia che va in paradiso con un surf costruito sulle ali della passione. Non sono dei pro e non c’hanno nemmeno mai pensato. L’unica cosa che contava, allora come adesso, era portare a casa una session nelle pause dalla vita reale. E pazienza se poi a lavoro ci vai stanco e salato, con la pelle che tira e gli occhi pesanti. Come dice sempre un mio caro amico, “dammi un’altra sveglia alle 5 e vedrai che in ufficio ci vado col sorriso”. A voi i maggiori esponenti del surf operaio nazionale.

    Episodio #5 - Emily Gussoni & Giada Legati

    Episodio #5 - Emily Gussoni & Giada Legati

    47.000 vocaboli costituiscono il cosiddetto “lessico comune” dell’italiano, una lingua ricchissima e da proteggere. Sono 6.500, invece, le parole con cui componiamo il 98% dei nostri discorsi. Chissà da che parte sta la parola “oriundo”, che descrive chi è nato e cresciuto in una nazione diversa dal paese d’origine dei suoi genitori o antenati. Mi interessava sapere se esistesse una parola analoga ad oriundo in francese o tedesco, ma la ricerca non ha dato i risultati sperati. Francia e Germania, per portare due esempi a noi culturalmente e geograficamente vicini, affidano da qualche decennio ormai le sorti dei loro risultati ad atleti dal doppio passaporto, nati o cresciuti altrove. In Italia, diciamo la verità, facciamo un po’ più fatica…c’è il caso eclatante di Mauro German Camoranesi, campione del mondo nel 2006 a Berlino, ma l’ascesa di talenti oriundi continua ad essere un'eccezione che fa notizia. Se non fosse così, d’altronde, non sarei qui a fare certi discorsi per introdurre Emily Gussoni e Giada Legati. Le volevamo per diversi motivi: sono brave e ben sopra la media del nostro surf femminile. Sono giovani e quindi in rampa di lancio, possono solo migliorare. Hanno una storia da raccontare ed un pubblico a cui presentarsi. Allora venite con me in Costa Rica da Emily Gussoni e Giada Legati.

    LEOnde del Tour - Narrabeen

    LEOnde del Tour - Narrabeen

    “Dovevo chiudere almeno 1 dei 4 backside air-reverse che ho provato, solitamente ne sbaglio pochi”. Leo Fioravanti è deluso della sua prestazione a Narrabeen, fuori già al round 2 in una heat ampiamente alla sua portata. Lo sa e non cerca scuse, guarda ai suoi errori più che alle polemiche perché, conferma, “in questa gara sono successe cose strane”. Come l’altro chiacchieratissimo air reverse, quello di Italo Ferreira, “che secondo me non ha chiuso”, e nella puntata ci spiega perché. Leonardo è uno straordinario agonista e per questo accettare una sconfitta del genere non è stato facile. Sapete come se l’è fatta passare? Un piccolo indizio: 🎮

    Young Guns #1

    Young Guns #1

    Con Matteo Calatri, Francesco Lazzarini, Edoardo Spadoni ed Alessandro Venturini. Nel 2004 quando Quiksilver lanciava il primo Young Guns della storia il più grande dei protagonisti di questa puntata aveva appena 2 anni. Il titolo della rubrica è una evidente citazione di quella serie cult che nel corso del tempo ha messo in mostra la “meglio gioventù” del surf globale. Proviamo ad impiantare il format qui, nei nostri mari e con i mezzi che abbiamo a disposizione, ispirati dalla continua ricerca del talento.

    Episodio #4 - Matteo Fabbri

    Episodio #4 - Matteo Fabbri

    Dopo esserci messi alle spalle la santissima trinità del surf nostrano - Porcella, D’Amico e Fioravanti - volevamo ripartire dalle cose nostre. Inauguriamo Localismi, una serie che ci porterà di costa in costa alla ricerca dei protagonisti delle scene locali più influenti del surf italiano. Oltre che depositario della memoria storica del surf romagnolo, Matteo Fabbri è uno di noi ma con tutte le virtù: un surfista appassionato e capace, con le mani da artigiano ed i piedi buoni per camminare avanti&indietro sul long. C’è una parola che va tanto di moda ultimamente: resilienza. Non vorrei abusarne pure io, ma resilienza è forse il termine più adatto a spiegare la capacità che Matteo ha avuto nel tempo di trasformare i limiti della sua situazione di surfista adriatico nella benzina delle sue passioni. Le onde fanno schifo? Pazienza, imparo il long. Non trovo le tavole che vorrei? Allora sai che c’è? Me le costruisco da solo. Signori e signore, Matteo Fabbri.

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