il posto delle parole

livio partiti

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori Un quotidiano culturale "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

  1. 43 min ago

    Alberto Nerazzini "DIG Festival"

    Alberto Nerazzini "DIG Festival" https://dig-awards.org/it/ DIG Festival è il festival internazionale del giornalismo investigativo, ideato e organizzato dall'associazione no profit DIG, attiva dal 2015 nel sostenere e promuovere l'inchiesta giornalistica in Italia e nel mondo. Ha sede a Modena, città che ospita ogni anno cinque giorni di proiezioni, talk, mostre e formazione dedicati a chi fa informazione scavando sotto la superficie dei fatti. L'edizione 2026, la dodicesima, si svolge dal 23 al 27 settembre e porta il titolo "Bella Ciao", scelto per richiamare il canto partigiano e per affrontare il tema della compressione del dibattito democratico e del rapporto sempre più teso tra giornalismo, potere politico e grandi piattaforme tecnologiche. Il programma attraversa i nodi più urgenti dell'attualità: i nuovi fascismi, i diritti politici, sociali e civili, la crisi climatica, la criminalità organizzata, la povertà, la guerra. Il festival propone oltre cento eventi in cinque giorni: trenta talk pubblici con ospiti italiani e internazionali, venticinque documentari finalisti dei DIG Awards nelle categorie video (breve, medio e lungo reportage/inchiesta), sei podcast finalisti negli Audio Awards, dodici workshop gratuiti della DIG Academy accreditati dall'Ordine dei Giornalisti, tre mostre esclusive e tre serate musicali nella Chiesa di San Carlo. A questo si affianca DIG at School, il progetto rivolto alle scuole superiori di Modena e Bologna, che quest'anno ha raccolto oltre 1.200 adesioni tra gli studenti. La giuria internazionale è presieduta dal regista croato Igor Bezinović, affermatosi con "Fiume o morte!" (2025), e comprende tra gli altri Manisha Ganguly (The Guardian), Hoda Osman (ARIJ), Axel Björklund (SVT), Gabi Manuli (IPI) e Brigitte Alfter (Arena for Journalism in Europe). Tra i riconoscimenti spicca il DIG Pitch "Matteo Scanni", fino a 15.000 euro destinati a documentari investigativi in sviluppo o produzione: un premio che porta il nome del cofondatore e primo presidente dell'associazione, scomparso nel 2022 a 51 anni. Tra gli ospiti di questa edizione figurano, tra gli altri, Francesca Albanese, Marco Travaglio, Eva Galperin, Anna Foa, Marco D'Eramo e Paola Caridi. Alberto Nerazzini è giornalista investigativo, documentarista, autore, podcaster e conduttore televisivo. È cofondatore e direttore di DIG, l'associazione e il festival internazionale dedicati al giornalismo d'inchiesta, alla cui guida è succeduto a Matteo Scanni. Ha iniziato il proprio percorso professionale nella radio e nella carta stampata, per poi approdare alla televisione, in particolare in RAI, dove ha lavorato come inviato e autore per programmi come Sciuscià, AnnoZero e Report. Nel biennio 2024-2025 ha condotto insieme a Corrado Formigli "100 minuti" su La7, programma di prima serata dedicato al documentario d'inchiesta. Il suo lavoro giornalistico si concentra su criminalità organizzata, reati finanziari e corruzione politica; ha fondato Dersu, casa di produzione specializzata in documentari, podcast e inchieste. Nel marzo 2026 ha firmato su Il Fatto Quotidiano un'inchiesta che ha portato alle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  2. 1 hr ago

    Roberto Abbiati "Una tazza di mare in tempesta"

    Roberto Abbiati "Una tazza di mare in tempesta" Scarabocchi Festival, Novara www.scarabocchifestival.it Fondazione Circolo dei Lettori www.circololettori.it Una tazza di mare in tempesta Sabato 19 e Domenica 20 settembre Novara, Sala Arengo, Broletto un viaggio in mare di Roberto Abbiati, in compagnia di Johannes Schlosser, musiche originali Fabio Besana, produzione Teatro de Gli Incamminati/Armunia Moby Dick prende vita in una performance per pochi spettatori, accolti nel buio di una stiva di legno allestita in sala. Piccoli oggetti, giochi di illusionismo e artigianato teatrale evocano il mare, i velieri, la balena bianca e il viaggio del capitano Achab, trasformando l’immaginario del romanzo in un racconto fatto di figure e suggestioni. Un modo per entrare, per qualche minuto, nel mondo creato da Melville. Torna a Novara, dal 18 al 20 settembre 2026, Scarabocchi. Il mio primo festival, la rassegna ideata da Fondazione Circolo dei lettori e Doppiozero dedicata a bambini e famiglie, che da nove edizioni intreccia letteratura, illustrazione, musica e teatro negli spazi del Complesso monumentale del Broletto. Il tema scelto per il 2026 è quello dei Mostri: creature reali e immaginarie lette come simboli dell'alterità, della paura e dell'immaginazione, attraverso incontri, laboratori, spettacoli e mostre pensati per un pubblico di tutte le età. Tra gli ospiti di questa edizione, lo psicoanalista Massimo Recalcati, la band Tre Allegri Ragazzi Morti, l'astronauta Paolo Nespoli, insieme a numerosi illustratori, autori di fumetti e artisti del teatro di figura. Nell'ambito del festival, alla Sala Arengo del Broletto, va in scena Una tazza di mare in tempesta di e con Roberto Abbiati, spettacolo ispirato al Moby Dick di Herman Melville. Lo spettatore entra letteralmente dentro la storia: la scena è una struttura di legno di circa 4x2,70 metri, alta 2,40, costruita come la stiva di una baleniera, dove il pubblico — non più di quindici spettatori alla volta, seduti sul pavimento o su sgabelli — viene accolto al buio e circondato su ogni parete da piccole scene che si animano con disegni, sculture e giochi di luce a lampadina. In poco più di venti minuti, preceduti da una breve introduzione, Abbiati fa rivivere in miniatura l'epica della caccia alla balena, restituendo "cose grandi" attraverso oggetti piccolissimi. Le musiche originali sono di Fabio Besana, la realizzazione è di Teatro de Gli Incamminati con il sostegno di Armunia. Lo spettacolo è in programma sabato 19 settembre (ore 12, 15, 16 e 17) e domenica 20 settembre (ore 11.30 e 12.30). Roberto Abbiati Nato a Seregno nel 1958, Roberto Abbiati debutta in scena a cinque anni e cresce nel teatro popolare e di figura italiano: è stato mimo al Teatro alla Scala ne Il diluvio di Stravinskij diretto da Peter Ustinov, ha fondato il Teatro d'Artificio con Bano Ferrari e Carlo Pastori, girando l'Italia con spettacoli di piazza, e ha lavorato in Repubblica Ceca con il regista e clown Bolek Polivka. Attore, disegnatore e scenografo, ha costruito una linea di lavoro personalissima che unisce teatro, disegno e piccola scultura, di cui Una tazza di mare in tempesta resta l'opera più conosciuta, portata in giro per festival e teatri italiani ed esteri da oltre quindici anni. Tra i suoi spettacoli anche Riccardo l'Infermo, Il viaggio di Girafe, Circo Kafka con Claudio Morganti e Giorni felici da Beckett. Al cinema ha lavorato con Carlo Mazzacurati (tra gli altri La giusta distanza e La sedia della felicità) e con Marco Paolini in Uomini e cani; ha firmato le illustrazioni per Un tentativo di balena di Matteo Codignola (Adelphi). Suona cornamusa, banjo e cucchiai. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

  3. 3 hr ago

    Alessandro Fusacchia "Festival del Pensare Contemporaneo"

    Alessandro Fusacchia "Festival del Pensare Contemporaneo" www.pensarecontemporaneo.it Torna a Piacenza, dal 24 al 27 settembre 2026 (con un'anteprima il 23), la quarta edizione del Festival del Pensare Contemporaneo. Nato nel 2023 per iniziativa di Alessandro Fusacchia, promosso dal Comune di Piacenza e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, il festival è cresciuto edizione dopo edizione fino a diventare uno degli appuntamenti italiani più seguiti dedicati al pensiero critico: oltre sessanta eventi distribuiti in tredici sedi della città, con la direzione filosofica di Andrea Colamedici e Maura Gancitano, per un programma gratuito e diffuso che porta a Piacenza filosofi, scrittrici, scienziati, giornalisti e artisti. Il tema di questa edizione è "Attraversiamo. Lasciare/Approdare": un invito a riflettere sugli attraversamenti che segnano il nostro tempo — fisici e simbolici, personali e collettivi, generazionali e geopolitici — nel passaggio continuo tra ciò che si lascia e ciò a cui si approda. Un tema che raccoglie l'idea di fondo con cui Fusacchia ha immaginato il festival fin dall'inizio: rispondere a quella che lui stesso chiama "una grande accelerazione", in cui tutto corre e si rischia di riuscire solo a rincorrere, creando invece uno spazio per fermarsi e leggere meglio quello che accade dentro di noi e intorno a noi. Tre le parole chiave che secondo il suo ideatore tengono insieme il progetto: curiosità, cura e custodia. Il Posto delle Parole ha incontrato Alessandro Fusacchia per parlare della nascita e della crescita del festival, del significato del tema di quest'anno e di cosa voglia dire, oggi, progettare un luogo di pensiero pubblico capace di tenere insieme rigore culturale e partecipazione larga. Un dialogo sul mestiere di chi immagina e cura, edizione dopo edizione, uno dei festival culturali più seguiti d'Italia. Alessandro Fusacchia (Rieti, 1978) è ideatore e curatore del Festival del Pensare Contemporaneo di Piacenza e della Pratolungo Unconference. Dottore di ricerca in Scienze politiche e sociali all'Istituto Universitario Europeo di Firenze, ha lavorato al Consiglio dell'Unione Europea a Bruxelles, è stato capo di gabinetto del Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini e consigliere diplomatico del Ministro degli Esteri Emma Bonino. Deputato della Repubblica dal 2018 al 2022, eletto con +Europa nella circoscrizione Estero-Europa, ha promosso in Parlamento gli intergruppi su intelligenza artificiale e orientamento scolastico. Oggi è vicepresidente per le relazioni esterne di Translated e fondatore di Plurals. Ha pubblicato anche tre romanzi. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  4. 3 hr ago

    Maria Antonietta Ferraloro "il Gattopardo, raccontato alle ragazze e ai ragazzi"

    Maria Antonietta Ferraloro "Il Gattopardo" Raccontato alle ragazze e ai ragazzi Giuseppe Tomasi di Lampedusa Gallucci Editore www.galluccieditore.com È difficile non appassionarsi alle vicende personali dei protagonisti del Gattopardo – i superbi principi di Salina e i loro antagonisti, gli scaltri popolani della famiglia Sedàra – che Giuseppe Tomasi di Lampedusa riesce abilmente a intrecciare con la caduta del Regno delle Due Sicilie e le ambiguità dell’epopea risorgimentale. Il libro ci consegna una storia, lunga poco meno di cinquant’anni, in cui riescono a convivere in perfetta armonia le parabole esistenziali dei singoli individui, i loro complessi legami relazionali e amorosi, i giochi di potere a cui danno vita, e le ragioni, decisamente crudeli, dei cambiamenti nella società siciliana. L’opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nobile siciliano caduto in disgrazia, uscì senza clamore l’11 novembre 1958. Il suo destino, tuttavia, era un altro. Si impose ben presto come uno dei testi canonici della letteratura del Novecento e divenne uno dei libri più letti, tradotti e studiati al mondo. Per tutta la vita Giuseppe Tomasi di Lampedusa si è mostrato sensibile alla bellezza: inattesa, cercata. L’ha inseguita nelle varie forme d’arte che ha amato, quali musica, pittura, cinema, teatro, letteratura. Si è impegnato a cristallizzarne l’essenza nelle parole che ha scelto con cura, tutte le volte in cui ha scritto qualcosa, da una semplice lettera al capolavoro. L’ha interiorizzata nei suoi modi garbati, misurati, gentili che, pure nel tempo della miseria più assoluta, rimasero quelli di un gran signore. È possibile immaginare che si sia servito della bellezza come di un talismano per correggere le inquietudini della vita. Per sconfiggere la disarmonia dell’esistenza, i suoi momenti più intollerabili e duri. Di sicuro, non smise mai di accoglierla dentro di sé. Ecco perché non appena si prende in mano Il Gattopardo e lo si comincia a leggere, si prova una lieve vertigine. Maria Antonietta Ferrarolo è PhD in Storia della cultura, tutor coordinatrice presso l’Alta Scuola di Formazione insegnanti dell’Università di Catania, docente e saggista. Scrive per Focus Scuola e Treccani.it di intelligenza emotiva, neurodidattica e letteratura. Ha scritto diversi libri su Giuseppe Tomasi di Lampedusa, a cui dedica i suoi studi dal 2018. Con le sue ricerche ha ricostruito un periodo sconosciuto ma rilevante della biografia umana e letteraria del principe scrittore e ha riconsegnato il borgo di Ficarra alla mappa narrativa gattopardiana. È consulente per la cultura di Enti pubblici e privati. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  5. 1 day ago

    Anna Kauber "L'orto come terzo paesaggio" Terra Madre, Salone del Gusto

    Anna Kauber "L'orto come terzo paesaggio" Terra Madre / Salone del Gusto www.terramadresalonedelgusto.com Venerdì 25 settembre 2026, ore 12:30 L’orto come terzo paesaggio, con Anna Kauber, Roberta Mazzanti e Rita Tieppo. Slow Food ha seminato il mondo: lo ha fatto attraverso gli orti scolastici e di comunità, ridisegnando il paesaggio dei territori e ricostruendo un legame tra le persone e la terra. Ne parliamo con una regista e attivista, accompagnata da una scrittrice e da un’insegnante che ha fatto dell’orto un’aula scolastica. Nell’ambito dell’incontro, avverrà la proiezione corto di Geena Gasser, Menzione speciale Slow Food al Festival Cinemambiente 2026. Anna Kauber, Regista e documentarista, autrice del film In questo mondo, dedicato alle donne pastore in Italia. Il suo lavoro esplora il rapporto tra genere, natura e mestieri della terra. Ha pubblicato Colture in cammino. Esperienze di neoruralità urbana con fotografie di Ilaria Camorali, edizioni MUP – Monte Università Parma 2026, Roberta Mazzanti, Studiosa e critica letteraria fiorentina, attiva nel movimento femminista, legata a riviste e realtà culturali come Leggendaria. Insieme a Rosi Braidotti e Serena Sapegno ha pubblicato Baby Boomers. Vite parallele dagli anni Cinquanta a oggi, Giunti 2023. Rita Tieppo, Docente presso l’istituto comprensivo di Moncalieri, tra le più importanti protagoniste del progetto degli Orti in Condotta Slow Food, scelta tra le 10 donne che salvano la Terra in un progetto di Slow Food e Regione Piemonte. Questo appuntamento è prenotabile online sul sito cliccando sul pulsante “registrati”. Anche qualora non foste riusciti a prenotarvi perché l’appuntamento può risultare esaurito, vi consigliamo di presentarvi 10 minuti prima dell’inizio dell’evento presso la sala. L’organizzazione si riserva di riassegnare il posto in caso di assenza entro 5 minuti dall’inizio. Qualora prenotiate, ma vi risulti impossibile partecipare, vi chiediamo gentilmente di disdire la prenotazione scrivendo a info.eventi@slowfood.it https://2026.terramadresalonedelgusto.com/evento/lorto-come-terzo-paesaggio/ Anna Kauber "Colture in cammino. Esperienze di neoruralità urbana" MUP – Monte Università Parma, 2026 Il volume raccoglie l'indagine più recente di Kauber sulla neoruralità urbana: pratiche ed esperienze che portano dentro le città — negli orti scolastici e comunitari, negli spazi di margine — un rapporto con la terra che la campagna, per molti, ha smesso di offrire. È il testo che la porta a Torino per "L'orto come terzo paesaggio", dove dialoga con Roberta Mazzanti e Rita Tieppo a partire proprio dall'idea di spazio intermedio, né pienamente urbano né pienamente rurale. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  6. 1 day ago

    Tolja Djokovic "Scarabocchi Festival"

    Tolja Diokovic "Scarabocchi Festival" www.scarabocchifestival.it Fondazione Circolo dei Lettori www.circololettori.it Scarabocchi. Il mio primo festival torna a Novara dal 18 al 20 settembre 2026, ambientato come sempre nella cornice del Complesso Monumentale del Broletto. Tre giorni di laboratori, incontri, spettacoli e performance dedicati al disegno e alla creatività dei più piccoli, ma capaci di parlare anche agli adulti che li accompagnano. Il tema di questa edizione sono i Mostri: creature che spaventano e insieme affascinano, specchio delle paure e dell'immaginazione di grandi e bambini. Il festival si apre venerdì 18 con la lectio di Massimo Recalcati sul mostruoso e prosegue nel weekend con ospiti come Guido Scarabottolo, Vanna Vinci, Sergio Ruzzier, Davide Toffolo e Paolo Nespoli, tra disegno dal vivo, laboratori e narrazioni. Domenica 20 settembre, alle 11.30, il Broletto ospita AAA: Amanti di mostri cercasi, un laboratorio partecipativo condotto da Tolja Djokovic, che invita giovani esploratrici ed esploratori a raccogliere indizi, disegni e avvistamenti per costruire insieme un originale catalogo di creature fantastiche. Tolja Djokovic è autrice, regista e attrice teatrale, cresciuta a Roma e oggi attiva a Milano, dove dirige la compagnia tostacarusa da lei fondata nel 2019. Lavora in teatro dal 2009; tra i suoi lavori Per la città dolente (2021, con Roberto Latini), En Abyme (2022, Biennale di Venezia, regia di Fabiana Iacozzilli) e Lucia camminava, con cui nel 2023 ha vinto il 57° Premio Riccione per il Teatro. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

  7. 1 day ago

    Nicola Armaroli "L'energia del futuro" Bergamo Scienza

    Nicola Armaroli "L'energia del futuro" Bergamo Scienza Bergamo Scienza Domenica 10 ottobre 2026 "L'energia del futuro" Con Nicola Armaroli e Telmo Pievani www.bergamoscienza.it Nicola Armaroli "Emergenza energia. Non abbiamo più tempo" Edizioni Dedalo www.edizionidedalo.it L'umanità è a un passo dalla più grande crisi della sua storia: la crisi energia-clima. Per preservare la biosfera e la stessa continuazione della civiltà moderna, la transizione energetica è diventata ormai una necessità inderogabile. Non sarà una passeggiata, ma possiamo farcela, se iniziamo a correre. Ora. La crisi energetico-ambientale è l'emergenza delle emergenze: se non la risolviamo in fretta, soccomberemo. Questa crisi non sarà momentanea come una pandemia, sarà la crisi finale di una civiltà che si definisce moderna, ma che si ostina a basarsi su un motore vecchio, inefficiente e dannoso per tutti. Sì, perché l'energia è il motore di tutto, è quella cosa senza la quale non possiamo fare nulla. Tutti noi consumiamo continuamente energia, 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, anche quando non ce ne accorgiamo. La scienza ha già dimostrato che la crisi climatico-ambientale è causata da due fattori: un sistema energetico decotto da cambiare con urgenza e un sistema economico basato sul falso presupposto che la Terra sia un deposito inesauribile di risorse e una discarica di rifiuti senza limiti. La valanga dell'emergenza energia rischia di travolgere in modo irreversibile la nostra vita. Il tempo è scaduto: prendiamone atto e mettiamoci a correre lungo la strada di una lunga e difficile transizione. Nicola Armaroli è dirigente di ricerca del CNR, socio dell’Accademia Nazionale delle Scienze e direttore di Sapere, rivista di scienza fondata nel 1935. Allievo di Vincenzo Balzani, ha collaborato con il premio Nobel per la chimica Jean-Pierre Sauvage nel campo delle macchine molecolari. Si occupa di conversione dell’energia solare e studia la transizione energetica nella sua complessità scientifica, tecnologica, economica e sociale. Ha pubblicato oltre 250 articoli scientifici e 12 libri, tenendo conferenze in tutto il mondo. Svolge attività di consulenza per agenzie e società internazionali nei settori dell’energia e delle risorse. Tra gli scienziati italiani più citati, ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero. Contribuisce regolarmente al dibattito sull’energia attraverso stampa, radio, televisione e canali digitali. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  8. 1 day ago

    Gennaro Romagnoli "Magnetico come un cervo, seducente come un pavone"

    Gennaro Romagnoli "Magnetico come un cervo, seducente come un pavone" I 7 archetipi per una comunicazione efficace Mondadori Editore www.mondadori.it Ti è mai capitato di parlare con una persona che voleva sempre avere ragione? Oppure con una con la quale non si può mai essere seri? Oppure con chi cerca sempre di sedurti? Ecco, queste persone non fanno altro che comunicare attraverso archetipi relazionali che ci portiamo dentro da sempre. Noi esseri umani spesso ci dimentichiamo di essere degli animali; invece ogni giorno reiteriamo comportamenti molto simili a quelli dei nostri cugini primati o dei nostri animali domestici. Questo avviene perché, sebbene la società sia cambiata e la tecnologia avanzata, il nostro cervello e il nostro corpo sono ancora gli stessi di decine di migliaia di anni fa. Ciò che ci consentiva di creare legami, accudire la prole, difenderci dalle minacce, giocare e accoppiarci è ancora dentro di noi. Sono i 7 archetipi relazionali fondamentali: attaccamento (come entriamo in relazione con gli altri), accudimento (come rispondiamo alla richiesta di relazione da parte di un’altra persona), rango (come comunichiamo il nostro valore), sessualità (come attraiamo gli altri), cooperazione (come collaboriamo con gli altri), esplorazione (come regoliamo il nostro equilibrio emotivo) e gioco (come impariamo a socializzare). E in questo percorso pratico tra psicologia e neuroscienze, Gennaro Romagnoli, utilizza questi archetipi associandoli a rispettivi animali totem (il cucciolo, l’orso, il cervo, il pavone, il suricato, il polpo e la lontra) per spiegare come funzioniamo, perché ci comportiamo in un certo modo e, soprattutto, perché comunichiamo in una particolare maniera. Dobbiamo renderci conto, infatti, che viviamo in una rete relazionale complessa, che la maggior parte dei nostri problemi emotivi, lavorativi o personali derivano dall’incapacità di gestire tale rete e che, viceversa, anche i nostri più grandi successi e soddisfazioni dipendono da come ci rapportiamo con noi stessi, con gli altri e con il mondo che ci circonda. Gennaro Romagnoli è psicologo e psicoterapeuta, specializzato in ipnosi e meditazione. Nel 2008 ha fondato il blog Psinel, diventato poi il podcast di self-help più ascoltato in Italia, in cui aiuta la sua community a intraprendere un percorso di realizzazione personale basato sulla ricerca scientifica. Nel 2020 ha lanciato Clarity, la prima app italiana per imparare a meditare e a gestire meglio le emozioni e i pensieri. Per Mondadori, nel 2020, ha pubblicato Facci caso e, nel 2023, Restare in piedi tra le onde. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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