Dicono di te

“Ti andrebbe di concedermi un’intervista?” Le persone alle quali abbiamo posto questa domanda sapevano quanto sia difficile e ingannevole raccontarsi. Qualcuno ha detto di sì, istintivamente. Altri hanno preso tempo. Alla fine hanno deciso di farlo comunque e in “Dicono di te” hanno riportato alla luce eventi inediti delle proprie biografie spesso già note ed esplorate. E mentre raccontavano si sorprendevano di poter scavare così a fondo nella memoria tirando fuori ricordi dimenticati della loro esistenza. Cantanti, attori, scrittori, registi, sceneggiatori si sono seduti su un divano e hanno iniziato ad ascoltare e ad ascoltarsi. Le conversazioni che ascolterete in Dicono di te sono tenere, sincere, ruvide, inattese, spiazzanti e sentite. Dalle finestre entrano in rumori, dalla voce degli intervistati esce la vita. Ogni venerdì una nuova vita, una nuova storia in questo podcast di Chora Media e Tenderstories, con la voce di Malcom Pagani. “Dicono di te” è disponibile su tutte le piattaforme audio e sul sito e app del Corriere della Sera. “Dicono di te” è un podcast di Chora News prodotto da Chora Media e Tenderstories. Scritto da Malcom Pagani. In redazione: Flavia Bevilacqua. Il producer è Alex Peverengo. La post-produzione e il montaggio sono di Maurizio Stanzione e Lucrezia Marcelli. Musiche su licenza di Universal Music Publishing Ricordi Srl e di Machiavelli Music

  1. hace 22 h

    Marco Bechis a DICONO DI TE: «Io elaboro tutto quello che mi è successo, elaboro come fanno gli artisti»

    Ep. 152 Nonostante i momenti di gioia, nella sua vita c'è «sempre una venatura di colpa» e che ciò che resta addosso col tempo non è il dolore della tortura che ha subito, ma l'inadeguatezza «per essere vivo, mentre gli altri non sono mai più tornati». In questa intervista con Malcom Pagani, lo sceneggiatore e regista Marco Bechis ripercorre il trauma fondativo della sua esistenza: il sequestro del 19 aprile 1977 e i dieci giorni di prigionia vissuti nel Club Atlético, uno dei 430 centri di detenzione illegale in Argentina. Sopravvissuto alla dittatura, Bechis analizza le derive psicologiche di una impunità inconscia per cui il reduce si sente legittimato dal dolore a prevaricare sugli altri. Nel ripercorrere il suo esilio in Italia, dall'accoglienza in una casa occupata a Milano in "quota rifugiato" in un collettivo omosessuale, fino all'innalzamento di muri interiori ed esteriori, Bechis svela la matrice artistica che anima i suoi lavori, da "Garage Olimpo" all'ultimo "Ritorno a Buenos Aires". Rigettando ogni forma di psicanalisi e le derive "pornografiche" del dolore sbattuto in prima pagina, il regista spiega perché la potenza del cinema, secondo lui, risieda nel "caos organizzato" del set e nel suggerire la violenza anziché mostrarla, per lasciare nello spettatore un'eco insopportabile e persistente e ricordare che le atrocità del passato sono un modello autocratico «tragicamente attuale». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  2. 2 jul

    Marco Risi: «Di ogni cosa si poteva modificare il senso se si riusciva a riderne»

    Ep. 145: La sua stagione preferita è l'inverno, preferita all'estate, di cui ha sempre patito il declino della luce e il fatto che, per quanto bellissima, ad un certo punto finisca, esattamente come con gli amori da cui ha sempre preferito sfuggire perché temeva «il finale, il momento tragico». In questa intervista con Malcom Pagani, Marco Risi ripercorre decenni di storia italiana e di spettacolo, dal primo traumatico approccio con il grande schermo davanti alla locandina di "Marcellino pane e vino" alle passeggiate in via Veneto incrociando Federico Fellini. Risi racconta la sua personale visione della regia, ricordando la severità con cui costrinse un giovane Claudio Amendola a «sbagliare» sul set di "Mery per sempre" pur di farlo mimetizzare con la naturalezza dei ragazzi siciliani, e il passato di Silvio Berlusconi come produttore del suo film "Soldati - 365 all'alba". Oggi, forte di una spocchia giovanile ormai superata, Risi si descrive come un uomo malinconico che non si fida «fino in fondo» degli altri, confessando il rovescio della medaglia di una vita dietro la macchina da presa: la spietatezza di un’educazione paterna che però formava i caratteri, il dolore silenzioso per la perdita di amici adorati che oggi non può più «chiamare al telefono» e il privilegio faticoso di stare da soli. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

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“Ti andrebbe di concedermi un’intervista?” Le persone alle quali abbiamo posto questa domanda sapevano quanto sia difficile e ingannevole raccontarsi. Qualcuno ha detto di sì, istintivamente. Altri hanno preso tempo. Alla fine hanno deciso di farlo comunque e in “Dicono di te” hanno riportato alla luce eventi inediti delle proprie biografie spesso già note ed esplorate. E mentre raccontavano si sorprendevano di poter scavare così a fondo nella memoria tirando fuori ricordi dimenticati della loro esistenza. Cantanti, attori, scrittori, registi, sceneggiatori si sono seduti su un divano e hanno iniziato ad ascoltare e ad ascoltarsi. Le conversazioni che ascolterete in Dicono di te sono tenere, sincere, ruvide, inattese, spiazzanti e sentite. Dalle finestre entrano in rumori, dalla voce degli intervistati esce la vita. Ogni venerdì una nuova vita, una nuova storia in questo podcast di Chora Media e Tenderstories, con la voce di Malcom Pagani. “Dicono di te” è disponibile su tutte le piattaforme audio e sul sito e app del Corriere della Sera. “Dicono di te” è un podcast di Chora News prodotto da Chora Media e Tenderstories. Scritto da Malcom Pagani. In redazione: Flavia Bevilacqua. Il producer è Alex Peverengo. La post-produzione e il montaggio sono di Maurizio Stanzione e Lucrezia Marcelli. Musiche su licenza di Universal Music Publishing Ricordi Srl e di Machiavelli Music

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