il posto delle parole

livio partiti

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori Un quotidiano culturale "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

  1. Massimo Diana "Breviario laico"

    4 hr ago

    Massimo Diana "Breviario laico"

    Massimo Diana "Breviario laico" Meditazioni sull'umano Prefazione di Romano Màdera Gabrielli Editori www.gabriellieditori.it Cinquantadue meditazioni – una per ogni settimana dell’anno – tratte dal patrimonio delle scienze umane, al fine di promuovere una  spiritualità laica che comprende ogni via di senso, di orientamento complessivo della vita, anche di chi religioso non è. Un breviario è uno strumento da utilizzare per la riflessione e la meditazione personale, un gesto quotidiano di cura del proprio mondo interno, nella convinzione che è anzitutto alimentando e costruendo dentro di noi una umanità più inclusiva, tollerante, aperta ed empatica che possiamo efficacemente contribuire alla costruzione di un mondo più giusto, più bello, più vero, più buono. È laico perché i testi che ispirano le cinquantadue meditazioni – una per ogni settimana dell’anno – non sono tratti dal patrimonio religioso e spirituale ma dal mondo più ampio della cultura umana, al fine di promuovere una  spiritualità laica che comprende ogni via di senso, di orientamento complessivo della vita, anche di chi religioso non è. Di fronte allo sconvolgimento epocale a cui stiamo assistendo abbiamo urgente bisogno di comprendere cosa stia accadendo e cosa vi sia alla radice, anche al fine di individuare possibili risposte, che interpellino tutti e ciascuno. Come e quando siamo divenuti quello che siamo? Cosa significa divenire ed essere umani? Perché siamo capaci, in modi così estremi, di altruismo e di egoismo, di solidarietà e di aggressività? Il breviario laico prova a rispondere a queste domande, privilegiando il punto di vista che le psicologie del profondo e altre scienze umane come l’etologia, l’antropologia culturale, la psicologia sociale, offrono, nel tentativo di comprendere che cosa avviene sotto l’iceberg della storia e della geopolitica. em> “Spiritualità laica” è anche un progetto di dialogo e di impegno solidale, aperto senza prevenzioni a ogni “spirito” che voglia cercare un senso consapevolmente, operando per approfondire e dispiegare le energie legate alle condizioni e ai modi fondamentali della vita umana: fiducia, solidarietà, cooperazione. Romano Màdera, dalla Prefazione Massimo Diana Filosofo È analista biografico a orientamento filosofico (SABOF) ed è docente alla Scuola Phi­lo Pratiche filosofiche. Tra le sue ultime pubblicazioni: Unde Malum? L’enigma della distruttività umana, Mimesis, Milano-Udine 2022; Breviario Spirituale, BUR-Rizzoli, Milano 2023; Breviario Universale, 5 Voll., Viator, Milano 2023/2024; In principio. Una Weltanschauung psicoanalitica, Alpes, Roma 2024. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    27 min
  2. Mimmo Di Marzio "Gli insospettabili"

    18 hr ago

    Mimmo Di Marzio "Gli insospettabili"

    Mimmo Di Marzio "Gli insospettabili" Da Goethe a David Bowie, la pittura come seconda vita Giunti Editore www.giunti.it Gli acquerelli nostalgici di Hermann Hesse, i ritratti rock di Paul McCartney e David Bowie, i disegni erotici di Federico Fellini, i paesaggi della campagna inglese di Winston Churchill, le litografie pop di Johnny Deep. Tanti personaggi celebri, un’unica (quasi) segreta grande passione: la pittura. Quasi un saggio romanzato, il libro racconta la storia umana e psicologica di coloro che non hanno saputo accontentarsi della propria celebrità nella letteratura, nello spettacolo o nella politica, ma hanno cercato e trovato sulla tela la via per raggiungere il proprio equilibrio interiore. Questa “necessità pittorica” ha in molti casi generato risultati sorprendenti, al punto che oggi molti di questi artisti paralleli sono finiti nelle collezioni dei musei o nelle grandi collezioni private. Il libro si snoda attraverso una serie di ritratti che narrano, non senza aneddoti divertenti e immagini delle opere, il percorso avventuroso da outsider nell’affascinante mondo dell’arte. Mimmo Di Marzio è giornalista, critico d'arte, curatore e pittore. Da molti anni firma le pagine culturali de Il Giornale, dove si occupa di arte e di mercato dell'arte. È stato docente di Editoria per l'Arte all'Accademia di Brera e ha al suo attivo numerosi saggi critici. Come curatore ha firmato mostre in sedi prestigiose — tra cui il Castello Sforzesco di Milano (Homo Faber), lo Spazio Oberdan e la Fondazione Stelline — spaziando dall'arte contemporanea alla street e lowbrow art. Affianca all'attività critica una propria ricerca pittorica, presentata in personali come Vite parallele. Nel maggio 2026 ha pubblicato per Giunti Gli insospettabili. Da Goethe a David Bowie, la pittura come seconda vita, saggio narrativo dedicato a personaggi celebri che hanno coltivato l'arte come "seconda vita" creativa. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    28 min
  3. Maria Elisa Aloisi "L'isola degli inganni"

    18 hr ago

    Maria Elisa Aloisi "L'isola degli inganni"

    Maria Elisa Aloisi "L'isola degli inganni" Una difesa impossibile per Ilia Moncada Giallo Mondadori www.mondadori.it A Filicudi l’estate promette tutto: luce, mare, relax. È proprio quello che cerca l’avvocata Ilia Moncada, in fuga da una storia finita male e da un lavoro che non le dà tregua. In realtà, nella lussuosa villa che la ospita ogni sorriso cela qualcosa. Quando una ragazza scompare, lasciandosi dietro troppe domande, per Ilia è l’inizio di una discesa nel cuore segreto di Filicudi dove, la notte di San Giovanni, si racconta che le streghe consegnino un fiore magico al diavolo in persona. Ma chi è il vero “diavolo” di Filicudi? Quali sono gli inganni e le maschere dietro cui si nasconde? Ilia avrà bisogno di tutto il suo intuito per squarciare il velo di superstizione che ancora si respira sull’isola, e far luce su un delitto che scava nell’ombra delle relazioni più intime. Un nuovo caso per Ilia Moncada, l’avvocata con un talento unico per leggere l’anima dei clienti, innocenti o colpevoli che siano. Maria Elisa Aloisi è nata a Lentini e vive a Catania, dove lavora come avvocato penalista. Ha pubblicato nel 2019 Fiutando il vento (premio Il Borgo Italiano), Il canto della falena (Il Giallo Mondadori, 2023, premio Tedeschi 2021), e il romanzo per ragazzi Il mistero di Villa Polifemo (Il Battello a Vapore, 2024). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    20 min
  4. Camilla Rocca "Tutte le strade portano al mare"

    18 hr ago

    Camilla Rocca "Tutte le strade portano al mare"

    Camilla Rocca "Tutte le strade portano al mare" Garzanti Editore www.garzanti.it C'è Sofia e c'è Giorgio. Ci sono due ragazzi che vivono in città diverse e non si conoscono. Due vite che vanno avanti come se nulla fosse. Sofia cresce la piccola Bianca sull'isola di Rodi, dove finiscono per essere l'una l'unico approdo dell'altra. Lì, trovano rifugio nel carisma e nell'entusiasmo di Penelope, che apre la sua casa ai viaggiatori senza chiedere nulla in cambio. Giorgio, invece, bloccato in una facoltà scelta più per compiacere il padre che per passione, incontra tre amici che riescono a farlo sentire a casa anche lontano dal mare. Gli anni passano, e il destino avvicina più volte Sofia e Giorgio. Ma mai davvero. Forse perché, prima di trovarsi, devono capire chi sono. Sofia deve fare pace con i fantasmi del passato e imparare a vivere dopo aver dedicato tutta sé stessa alla figlia. Giorgio deve capire se non si è nascosto dentro il lavoro per evitare una verità capace di incrinare il mondo apparentemente perfetto in cui si è rinchiuso. Solo allora le loro esistenze potranno intrecciarsi. Solo allora Sofia potrà scoprire Giorgio, e Giorgio Sofia. Come se tutto ciò che hanno vissuto non potesse che portarli lì, a quell'incontro, a quell'attimo. Ma tutto questo fa paura. Sofia e Giorgio si chiedono se le scelte che hanno fatto, in realtà, non li portino ancora più lontano l'uno dall'altra, ma più vicini a loro stessi. Eppure, rispondere al richiamo del destino è forse il modo più bello di lasciarsi sorprendere dalla vita. Camilla Rocca è nata a Milano nel 1982. Ha studiato Filosofia alla Statale e, grazie a uno scambio Erasmus, ha passato il terzo anno di università a Parigi, di cui si è innamorata. Proprio a Parigi è tornata dopo la laurea specialistica per un dottorato in Fenomenologia alla Sorbona. Dal 2008 vive nella capitale francese. Ha lavorato diversi anni come responsabile dei programmi di ricerca della Maison des Sciences de l’Homme Paris Nord. È sposata e ha due bambini. Ama il mare, il caldo e i colori accesi; ama i felini e ha il terrore degli insetti. Dopo diverse pubblicazioni scientifiche in campo filosofico, Due di noi (2024) ha segnato il suo esordio nella narrativa.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  5. Stefano Valenti "Come farfalla a luglio"

    1 day ago

    Stefano Valenti "Come farfalla a luglio"

    Stefano Valenti "Come farfalla a luglio" Gramma Feltrinelli www.feltrinellieditore.it Nel luglio del 2001, a una generazione di giovani è toccato vivere giorni in cui, per usare le parole di Primo Levi, “l’uomo è stato una cosa agli occhi dell’uomo”. Durante il G8 di Genova, nella caserma di Bolzaneto, le ragazze e i ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa hanno cessato di apparire come esseri umani agli occhi di chi li torturava. Il potere ha preso i tratti di un Leviatano, di un mostro orribile che mirava non soltanto ai corpi, ma all’umanità stessa delle sue vittime. Grazie a un gioco di specchi e a richiami espliciti a Thomas Bernhard, Stefano Valenti ritorna con questo romanzo a quei drammatici giorni. La storia ruota attorno a tre protagonisti: il narratore, che assume su di sé il compito del testimone; Francesco, il docente universitario che fa del messianismo appreso sulle pagine di Walter Benjamin il perno del suo insegnamento e del suo impegno civile e politico; Carlo, la vittima. Uniti dalla militanza nel Milano social forum, i tre si ritrovano in piazza a Genova. Vogliono un mondo diverso che unisca nell’uguaglianza dei diritti e non divida in potenti e vittime. In cambio ricevono violenze inimmaginabili, e Carlo la morte. Valenti narra con una precisione priva di enfasi, quasi puramente descrittiva e, per questo, ancora più scioccante, le torture inflitte alle ragazze e ai ragazzi con la freddezza dei carnefici più spietati. La violenza fisica non è però il solo malefico frutto di quei giorni. Il loro veleno si insinua nella mente dei sopravvissuti.  Torturato nella caserma di Bolzaneto, Francesco non reggerà al ritorno alla vita cosiddetta normale, a un’esistenza all’insegna dell’ipocrisia e della dimenticanza. Si suiciderà e lascerà all’amico il compito di testimoniare la tragica realtà di quei giorni e di ricordare la breve, eppure giusta e intensa, vita di un soccombente e di una vittima. I drammatici giorni del G8 di Genova in un romanzo su un testimone, un soccombente e una vittima. “Ci hanno picchiato, presi a calci e manganellate, senza un perché. Erano impazziti. Hanno sfondato porte e finestre, sono entrati e ci hanno colpiti. Molti di noi dormivano. Chi cercava di scappare ai piani superiori veniva inseguito, raggiunto e picchiato ancora.” Stefano Valenti (1964), valtellinese, vive a Milano. Ultimati gli studi artistici, si è dedicato alla traduzione letteraria. Il suo romanzo d’esordio, La fabbrica del panico (Feltrinelli 2013), ha vinto il Premio Campiello Opera Prima 2014, il Premio Volponi Opera Prima 2014 e il Premio Nazionale di Narrativa Bergamo 2015. Ha ancora pubblicato con Feltrinelli Rosso nella notte bianca (2016; Premio Volponi 2016). Per i “Classici” ha tradotto Germinale (2013) di Émile Zola, Il giro del mondo in ottanta giorni (2014), Ventimila leghe sotto i mari (2018) e Viaggio al centro della Terra (2019) di Jules Verne. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  6. Bruno Gambarotta "Torino, LungoDora Napoli"

    1 day ago

    Bruno Gambarotta "Torino, LungoDora Napoli"

    Bruno Gambarotta "Torino, LungoDora Napoli" Manni Editori www.mannieditori.it La stanza delle Molinette è in penombra, l’uomo è immobile. La testa piegata all’indietro scopre un collo bianchiccio invaso per metà da una barba ispida e nera. La lama di luce che si infila dal corridoio nell’apertura della porta lo costringe a tenere gli occhi chiusi. Le mani sono stese sopra la coperta, a palme in giù, due zattere parallele e ferme. La donna richiude la porta e, cercando di non fare rumore, si accosta al letto e si accomoda in punta alla sedia di ferro. L’altro lettino della stanza è vuoto. La donna solleva, fino ad appoggiarla sulle ginocchia unite, la borsona e lentissimamente fa scorrere la chiusura lampo. L’uomo apre gli occhi, ha uno sguardo malvagio e rancoroso. «Cos’hai lì dentro?», chiede all’improvviso. La donna subito si sente in colpa: «Ma niente… Ti ho portato un po’ di biancheria, un asciugamano…» Quando Giuliano Sugamele del clan Peluso viene assassinato all’ospedale delle Molinette, i sospetti ricadono sul clan Agnello, avversario di quello cui appartiene la vittima nella lotta per la gestione malavitosa dei Mercati generali. Nessuno potrebbe credere che si tratti di una banale vicenda di gelosia d’amore... Ma ci penserà il commissario Garzullo a trovare il bandolo di una matassa che corre lungo la Dora. In una Torino notturna e violenta, tra bar malfamati, cadaveri nei portabagagli e rapimenti, Bruno Gambarotta scrive un giallo in piena regola che, nel suo inconfondibile stile, è anche una commedia.  Ambientata a metà degli anni Novanta, è una storia avvincente e condita da un’ironia bonaria e sagace riservata soprattutto al coro dei torinesi: la portinaia, le chiacchiere sul tram, le trasmissioni delle tv locali dipingono la città con pennellate decise, divertenti e argute. Bruno Gambarotta, è nato ad Asti nel 1937, vive da sempre a Torino. Ha lavorato in Rai per quasi 40 anni, come autore e regista, conduttore e attore di serie televisive. Collabora con diverse testate giornalistiche tra cui “la Stampa”. Nella narrativa ha esordito nel 1977 con La nipote scomoda (scritto con Massimo Felisatti, edito da Mondadori), vincitore del Premio Gran Giallo - Città di Cattolica. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  7. Angelo Floramo "L'estate indiana del '76"

    2 days ago

    Angelo Floramo "L'estate indiana del '76"

    Angelo Floramo "L'estate indiana del '76" Bottega Errante Edizioni www.bottegaerranteedizioni.it Dentro a un cratere spaventoso, ma proprio nel suo centro, viveva una piccola tribù di indiani selvaggi e coraggiosi. Era l’estate del 1976. Questa è una storia diversa, raccontata attraverso gli occhi di un bambino che nel ’76 non ha ancora compiuto dieci anni e vive i giorni del terremoto in bilico tra l’orrore e la favola, la paura e l’avventura. Siamo tra San Daniele e Gemona, tra operai jugoslavi e militari canadesi, fantasmi notturni che svolazzano tra le macerie, figure indimenticabili che forse non sono mai esistite, se non nella fervida immaginazione di un bambino… Un bambino che sapeva trasformare perfino una tenda militare in un accampamento indiano e il profilo di una montagna nella faccia di quell’Orco che talvolta si risveglia, goloso com’è di case, paesi e carne umana. E così la tragedia del terremoto in Friuli si trasforma in un’opportunità di crescita, mentre sullo sfondo muore, sepolta sotto le macerie, la civiltà contadina. Angelo Floramo, nato a Udine nel 1966, insegna Storia e Letteratura al Magrini Marchetti di Gemona ed è ancora convinto che malgrado tutto sia il mestiere più bello del mondo. Medievista per formazione, ha pubblicato molti saggi e articoli specialistici, collabora con diverse riviste nazionali ed estere; dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico. Per Bottega Errante Edizioni ha pubblicato Guarneriana Segreta (2015, finalista al premio Latisana Nordest), L’osteria dei passi perduti (nuova edizione 2024), La veglia di Ljuba (2018, Premio Palmastoria come miglior romanzo storico), Il fiume a bordo (2020), Come papaveri rossi (2021, Premio Fiuggi Storia), Vino e libertà (2023, selezione Premio Vermentino), Breve storia sentimentale dei Balcani (2024), Vita nei campi (2025) e L’estate indiana del ’76 (2026). A gennaio 2024 è stato insignito del prestigioso Premio Nonino Risit d’Aur. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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