Torino parla Cinema

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Un viaggio emozionante nei luoghi dove sono state girate le scene dei film più celebri ambientati nel capoluogo piemontese. - Scarica l'app Loquis per iOS e Android.

  1. 20/09/2021

    Non ho sonno in via Vanvitelli

    Nel film di Dario Argento, un ragazzo di nome Giacomo Gallo assiste impotente all'omicidio della madre senza riuscire a vedere il viso dell'assassino: è uno degli omicidi del "Nano Assassino" su cui indaga il commissario Ulisse Moretti, che promette a Giacomo che troverà il colpevole. Il presunto serial killer, lo scrittore Vincenzo de Fabritiis, viene ritrovato affogato con un colpo di pistola alla testa: tutto fa pensare a un suicidio e il caso viene chiuso. Ma dopo 17 anni… In questa scena, dopo averlo visto recuperare dalla cantina della villa De Fabritiis il pupazzo di un nano, Giacomo e Gloria decidono di seguire Leone, il barbone. Lo vedranno aprire la porta e salire in una casupola d’angolo piuttosto fatiscente, che diventerà il teatro del gran finale e in cui vedremo accorrere naturalmente anche l’assassino. Una location fondamentale, nel film. La forma a fetta di torta è sempre quella, ma il restauro completo ha modificato completamente l’esterno e gli interni! Il portoncino di ingresso è stato visibilmente spostato e i balconcini terrazzati chiusi a veranda. Siamo in via Vanvitelli, angolo con via Colombini. Una curiosità: si ricordano ancora i sentiti applausi alla fine delle scene interpretate da Max von Sydow - praticamente sempre buona la prima, solo per scrupolo si girava anche un secondo ciak. Von Sydow si affezionò molto al personaggio di Ulisse Moretti al punto da proporre a Dario un eventuale Nonhosonno 2.

  2. 20/09/2021

    Non ho sonno in Piazza Castello

    È il thriller di Dario Argento girato interamente a Torino, città molto amata dal regista. Presenta alcune analogie con un altro film girato nel capoluogo piemontese, Profondo rosso. In questo film, il regista torna alle sue origini riprendendo alcuni elementi caratteristici che nel tempo sono diventati un suo marchio di fabbrica. Gira a Torino, sceglie le musiche dei Goblin, sviluppa una storia basata su un assassino misterioso. Dora (Barbara Mautino) lavora in un bar e, quando è il momento di tornare a casa, dice alle amiche di non essere affatto impaurita dal nano assassino che sta mietendo vittime in città: “Tra migliaia di ragazze perché proprio me? Ci sono zero probabilità. E poi lo sapete: i giornali queste cose le montano sempre.” Siamo all’ex “Roll Play Café” in piazza Castello 117, oggi Librerie Coop. Il locale è stato completamente ristrutturato, ma la porta della cucina o spogliatoio da cui escono Dora e le colleghe è la stessa! La scala a chiocciola che portava al piano terra (nel film posta esattamente di fronte alla porta) è stata tolta e sostituita da pavimentazione. Inoltre la parete a vetri che dà sui portici con le volte di Piazza Castello è stata coperta da pareti di espositori per libri! Dora intanto, convinta di non essere nelle mire del killer, torna a casa tranquilla, dove avrà una brutta sorpresa: qualcuno pare attenderla fuori del portone. All’inizio è solo un’ombra, ma passa un attimo e l’ombra si materializza nell’assassino.

  3. 20/09/2021

    Non ho sonno a Villa San Quirico

    Al centro del film di Dario Argento c’è una villa in stato di semiabbandono: è la villa in cui viveva il nano, Vincenzo De Fabritiis, con la madre (Rossella Falk) e il padre. È qui che questi scriveva i suoi thriller sanguinari ed è qui che Giacomo e Moretti tornano per capire se hanno tralasciato qualche importante indizio. Ma la villa la vedremo altre volte nel film, dal momento che è qui che troverà la morte Laura de Fabritiis ed è sempre qui che passa spesso Leone (Massimo Sarchielli), il barbone, e dove andrà definitivamente ad abitare. Nel finale lo vedremo recuperare nella cantina della stessa villa un pupazzo con le forme di un nano. Gli interni sono proprio quelli della villa (che si chiama Villa San Quirico): riconoscibili la parte superiore del rosone e il terrazzino di congiunzione tra la dependance e la villa, che nel film è ripreso dall’interno ed è subito di fianco al rosone. Villa San Quirico era di proprietà Agnelli prima del 2000. Lì, al tempo delle riprese, viveva un gruppo di egiziani clandestini che vennero fatti evacuare. Non era mai stata utilizzata per nessun film. Le scene della cantina in cui viene uccisa Maria Gallo (il prologo, in pratica) sono in realtà state girate nella cantina di villa San Quirico. Va però sottolineata la duplicità della location: quando vediamo Giacomo e Moretti entrarvi, la prima volta, scopriamo che la via con il varco nella siepe che porta al giardino è via alla Villa Quiete 10, sempre comunque a Torino.

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