Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

Gameromancer

Unisciti alla community – Segui la newsletter – Dona su Patreon Questo non è il solito podcast di videogiochi. Gameromancer è una ribellione contro chi si occupa di videogiochi per (e con) lucro, riducendoli a mera merce. I videogiochi sono Cultura, sono Arte, sono Vita. E in quanto tali assolutamente personali.

  1. Ep. 251: Harada Saudita – i soldi sporchi del gaming

    Jun 15

    Ep. 251: Harada Saudita – i soldi sporchi del gaming

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Nei videogiochi non esistono più soldi puliti. La sconfitta più grossa che c'ha inflitto il capitalismo forse è proprio questa. Fare videogiochi costa sempre di più, e il 99% dei soldi che girano in questo circo vengono da gente di merda. Bin Salman non si è comprato solo SNK. Non ha soltanto diverse quote in giochini che spaziano da Nintendo fino a TakeTwo. Adesso attira anche le persone che sono state dietro le nostre IP preferite, e manco una mesata fa ha convinto Harada a tornare al lavoro dopo 6 mesi di pensione. L'uomo che ha reso Tekken fichissimo adesso è sul libro paga di uno che ammazza giornalisti per sport. E questa cosa è più importante del fantasticare su cosa potrebbe fare Harada con le IP di SNK. Quando i soldi non ce li mette l'Arabia Saudita arrivano da Tencent, e insomma, la Repubblica Popolare Cinese non è per nulla un esempio di virtù. Ma sappiamo far schifo benissimo anche in occidente: presente Microsoft? Dopo 100 miliardi spesi in acquisizione videoludiche ha fatto talmente tante merdate pro-Israele che perfino Arkane Studios si è sentita in dovere di pubblicare una lettera aperta in cui invitava la propria dirigenza a togliersi la testa dal culo. I videogiochi oggi, purtroppo, sono anche questo. E dobbiamo esserne consapevoli. Perché la consapevolezza è l'unica arma che al momento non sta dietro paywall.

    1 hr
  2. Hades II spiegato male – rece?

    May 14

    Hades II spiegato male – rece?

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Se il primo Hades è l'esempio di come si dovrebbe fare un roguelike, Hades 2 è il ritratto di come si dovrebbe fare un sequel. Avrebbero potuto tranquillamente fare il compitino per casa e sbatterci sopra un cartellino "30€", avrebbe venduto le madonne ugualmente. Invece Supergiant ha preso una formula di gameplay che funzionava da dio, l'ha ampliata e l'ha resa ancora più figa e divertente. Roba che funziona anche e soprattutto perché dietro ci hanno scritto una storia e dei personaggi che non ti fanno pesare di schiattare a tre colpi dalla fine di una run, perché ogni partita ti serve per raccattare robe, scoprire rapporti e districare storie. In un modo talmente leggero ma accurato che chiunque voglia raccontare la mitologia dovrebbe prendere appunti, visto che ci imparati più sulla storia greca con due partite su Hades che in tre capitoli di God of War. E a proposito di storie, nonostante si prenda molto più sul serio di quanto non facesse Zagreus, Hades 2 riesce a parlarti di drammi familiari e personali in modo solenne, ma così leggero da non lasciarti mai troppo con l'amaro in bocca. Giusto un po', ma perché non avrebbe lo stesso sapore altrimenti. Hades 2 funziona di cristo perché hanno saputo ampliare senza storpiare, aggiungendo dove c'era da arricchire ma senza ingolfare. E anche se giocando hai una mezza sensazione di smarrimento ci pensano Melinoe e i suoi compagni a darti due dritte. È un gioco che ti sbatte in faccia che vuole farti "ammazzare il Tempo", invece te lo consuma. E lo fa senza farti pentire per più di mezzo secondo.

    49 min

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