Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

Gameromancer

Unisciti alla community – Segui la newsletter – Dona su Patreon Questo non è il solito podcast di videogiochi. Gameromancer è una ribellione contro chi si occupa di videogiochi per (e con) lucro, riducendoli a mera merce. I videogiochi sono Cultura, sono Arte, sono Vita. E in quanto tali assolutamente personali.

  1. Sep 21

    Ep. 261: La top 10 delle stronzate fatte dai CEO dei videogiochi

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon La top 10 delle stronzate fatte dai CEO dei videogiochi. "Faranno due lavori pur di comprarla". Ken Kutaragi ha davvero detto questa minchiata, quando è stato svelato il prezzo di lancio di PS3. La cosa stronza è che due generazioni prima PlayStation aveva vinto tutto dicendo semplicemente "299" per presentare la sua prima console, in culo a SEGA. PS3 alla fine l'abbiamo comprata quando è arrivata pure lei a 299. Ma i veri minchioni siamo noi che oggi facciamo due o anche tre lavori per comprarci PS5. Oggi quasi non ci facciamo pare per l'Always Online. Don Mattrick invece è stato messo in croce quando è venuto fuori che la sua Xbox One senza connessione Internet potevi dartela nel culo. A una certa se ne è anche uscito con "se vuoi giocare offline puoi comprarti un'Xbox 360". Microsoft da Xbox One deve ancora riprendersi. Mattrick, nel frattempo, è andato a prendere un sacco di soldi come CEO di Zynga. Tu invece domani c'hai la sveglia alle 6. Benvenuto nel capitalismo. Wii U fu il disastro economico di Nintendo. Tanto che a fronte delle 13 milioni e mezzo di unità vendute Iwata si falciò lo stipendio per due anni. Non dello stesso avviso Reggie Fils-Aimé, convinto che i videogiocatori avrebbero rivalutato il valore del GamePad una volta messe le loro mani sopra. Si, peccato che quelle mani preferirono tenerle in tasca. Se vuoi approfondire, c'è il podcast. Altrimenti ti basta aspettare. Che di questi tempi è più facile sentire un CEO sparare una cagata che azzeccare un GaaS.

    Ep. 261: La top 10 delle stronzate fatte dai CEO dei videogiochi
  2. Aug 31

    Ep. 259: Wolowoke — il woke nei videogiochi è stato folle?

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Il woke è stata una follia? Qualche giorno fa è stata attribuita ad Alexandria Ocasio-Cortez la frase "Woke 1.0 was crazy". Come sempre la cosa è stata riportata a cazzo di cane, deformandola per poter dire che anche i comunisti si sono pentiti del woke. Ma AOC quella frase l'ha attribuita a un consigliere comunale di New York. E ha aggiunto che quelle discussioni sono state "molto produttive". E ha fottutamente ragione. Alcune battaglie e alcuni slogan ci sono tornati in culo. Qualcuno avrà anche votato Trump o Meloni per questo, deluso dalla "sinistra" (implicando i due Partiti Democratici siano sinistra). Ma era un passaggio necessario per mettere sul tavolo certi temi. Senza Ultima Generazione a bloccare le autostrade oggi non parleremo così di crisi crimatica. E forse Pokémon Pokopia non avrebbe venduto 5 milioni di copie. Senza i "token" di Netflix, oggi sarebbe più difficile avere protagoniste donne, personaggi queer, diversità reale nell'intrattenimento. E i videogiochi? Il woke lo abbiamo inventato noi a dirla tutta. Era già woke Final Fantasy 7 nel mostrarti una famiglia interraziale con un solo genitore, o facendo travestire il protagonista da donna. Era woke Yoko Taro che raccontava le prostitute in Drakengard, era Woke Toby Gard che pur di opporsi alla sessualizzazione a favore di marketing della sua Lara Croft s'è dato da Core Design. I giochi che hai sempre amato sono sempre stati woke. La vera follia sarebbe negarlo. Soprattutto dopo 5 anni di governi no-woke che ci hanno fatto passare dalle schwa alle svastiche.

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  3. Aug 24

    La polemichetta su God of Wolverine e Sony sempre più a caso – Checkpoint

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Il giochino di Wolverine non farà schifo per colpa del woke. Farà schifo perché è di Insomniac. È uscito un nuovo gameplay di Wolverine e la gente s'è risentita perché sembra God of War. E non il God of War bello del 2018, quello epoca PS2 che funzionava perché c'avevi 14 anni. Ed è invecchiato di merda a livello di design – perché era mediocre già all'epoca, ma non divaghiamo. La colpa di questo secondo Internet è di Insomniac, che sull'onda del woke ha assunto diverse donne. Alcune coi capelli colorati o addirittura con la nerchia. Il punto in realtà è che Insomniac ha sempre fatto giochi iper-derivativi senza inventarsi un cazzo. Buona parte dei difetti che si stanno imputando a Wolverine da un trailer c'erano già nel loro primo Spider-Man. Lì non te ne sei accorto perché beh, era Spider-Man, basta mettere una New York Open World e fa tutto lui. È anzi quasi un miracolo che con Miles Morales e Spider-Man 2 Insomniac sia riuscita a tirare fuori due cose veramente interessanti tagliando il superfluo (e copiando la tuta alare di Just Cause 3, vedi che non si inventano mai un cazzo?). Prima di dare la colpa alle femmine, pensa ai giochini di Insomniac. Perché qua il problema non è il genere. Né quello videoludico, né quello dello sviluppatore. Il problema è di design. E se non c'arrivi Wolverine fa per te, perchè sei rimasto ai God of War per PS2.

    La polemichetta su God of Wolverine e Sony sempre più a caso – Checkpoint

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