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  1. Aug 2

    369 - Ma cos’è lo “stato di necessità”?

    Vorrei soffermarmi su un concetto che viene spesso invocato in modo ambiguo e contraddittorio, soprattutto per giustificare le consacrazioni episcopali avvenute a Écône il 1° luglio 2026:  lo “stato di necessità”:È bene chiarire subito un punto fondamentale: non bisogna confondere il termine “stato di necessità” con la grave crisi che oggi attraversa la Chiesa. Questa crisi è un dato storico e sociologico innegabile: alcuni ne fanno risalire le origini a papa Francesco, altri al post-concilio, altri ancora, al Concilio Vaticano II. Tali riferimenti storici hanno una parte di verità, ma il fenomeno è più vasto e remoto nel tempo. Già san Pio X, con la profetica enciclica Pascendi dominici gregis dell’8 settembre 1907, diagnosticava l’esistenza dei gravissimi mali che stavano penetrando nella Chiesa attraverso il modernismo. Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, nella sua opera ormai classica Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, pubblicata nel 1959, inseriva questa crisi nel quadro di un processo plurisecolare, iniziato con la dissoluzione della Cristianità medievale. Romano Amerio, nel suo Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX, apparso nel 1985, offriva una diagnosi ampia e penetrante dei mali della Chiesa del tempo. Nello stesso anno il cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicava con Vittorio Messori il Rapporto sulla fede, lanciando un allarme sullo stato del cattolicesimo contemporaneo. Divenuto Papa con il nome di Benedetto XVI, dedicava proprio alla crisi della fede, il suo ultimo anno di pontificato. Da allora la situazione si è drammaticamente aggravata e solo chi fosse spiritualmente o intellettualmente cieco potrebbe negare l’evidenza di questa crisi.Il fatto storico di una gravissima crisi nella Chiesa non coincide tuttavia con la categoria giuridico-morale dello “stato di necessità”. Si tratta di due nozioni distinte, che non vanno confuse. Lo stato di necessità presuppone una situazione eccezionale, ma non si identifica con essa.  Esso è un istituto della teologia morale e del diritto, elaborato per disciplinare situazioni straordinarie nelle quali l’osservanza ordinaria della legge sembra entrare in conflitto con il bene che la legge stessa intende tutelare. La crisi ecclesiale può certamente costituire il contesto nel quale si pone il problema dello stato di necessità, ma tra la situazione storica e il giudizio morale e giuridico esiste un passaggio ulteriore, che richiede prudenza e rigorosa valutazione dei fatti.

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