Il Podcast di Double

Sara Abbate

Io sono Sara, ma su internet tutti mi chiamano Double. In questo podcast sarò felice di raccontarti un sacco di cose che ho scoperto sulla pelle, sull'ambiente, sugli ingredienti cosmetici e su come gestire al meglio queste tre cose ;) Perché Double? Perché ho fondato Double B, un'azienda cosmetica con sede in Italia che produce solo ed esclusivamente prodotti 100% green, vegan, cruelty free e adesso anche plastic negative!

  1. 04/07/2025

    La bellezza non può più permettersi di essere superficiale: il nuovo Manifesto Double - il Podcast di Double B

    Negli ultimi mesi ho percepito una paura strisciante e pervasiva: una sorta di sensazione profonda, collettiva, che riguarda dove sta andando il mondo. La guerra. L'instabilità.  L’economia globale che sembra sul punto di implodere e travolgere tutto e tutti.  Se mi segui da un po’ sai che non sono una fan di Trump, e vedere certe dinamiche da un lato mi mette ansia e dall’altro mi fa salire una rabbia pazzesca! Ma non è solo quello. È l’incertezza costante. È l’energia negativa che sento nell’aria: che succederà domani? Riuscirò a pagare il mutuo? Riuscirò a prendermi cura di mio figlio? Ci sarà ancora spazio per costruire qualcosa di buono? Io non ho tutte le risposte, e sono anche ben consapevole del mio privilegio: ho un lavoro che mi appassiona, un tetto sopra la testa, una community bellissima (cioè voi). Ma anche da qui, dove tutto "va bene", sento questa paura. Mi è successo durante la pandemia: ho avuto un momento di crollo, perché non era solo la mia ansia, era l’ansia di tutti, quella che ti entra dentro e ti disorienta. E resto con questa domanda in testa: come posso essere utile? Come posso aiutare, in modo sostenibile, senza esaurirmi? Come possiamo farlo tutte, in fondo? Perché so che questa domanda ce l’hai anche tu. Io so, sento, che è il momento di fare qualcosa. Anche se è piccolo. Anche se sembra poco. Perché la verità è che l’assenza di paura non è l’obiettivo. L’obiettivo è muoversi nonostante la paura.  L’obiettivo è dirsi: “Va bene avere paura. Va bene non avere tutte le risposte. Ma non va bene tirarsi indietro. Procediamo, in qualunque direzione ci sembri giusta. Al nostro ritmo. Con i nostri tempi.”E allora, nel mio piccolo, ecco cosa posso fare. Ecco dove posso usare la mia voce.  Questo è il nuovo manifesto Double: un modo per ricordarmi perché faccio quello che faccio. E per chi.

    6 min
  2. 10/13/2024

    10 anni di Double B - il Podcast di Double B

    Oggi per me è un giorno speciale: 10 anni fa, il 14 ottobre 2014, una molto emozionata Sara - ancora non la chiamavano Double - entrava nello studio di un notaio a viale Parioli con un assegno circolare da €10.000 in tasca, per fondare la sua SRL! Double B è nata ufficialmente quel giorno, anche se era già un paio di anni che ci lavoravo come idea e il primo sito sarebbe andato online solo a dicembre dello stesso anno. Però ecco, Double festeggia il compleanno il 14 ottobre! Come tutti i compleanni - soprattutto quelli "tondi" - è un momento di bilanci. Guardo la strada che ho fatto e non posso non farmi un pat-pat sulle spalle, soprattutto se penso ai dati di fallimento delle start up in Italia! Poi subentra quella vocina fastidiosa che ho sempre in testa: "Certo, potevi fare di più. Come mai non sei ancora quotata in Borsa? Eh, se solo ti impegnassi un po'..." Ti confesso che gli ultimi mesi non sono stati facili sul piano psicologico, e se mi segui sui social forse te ne sei accorta. Sono arrivata all'inizio dell'estate profondamente stanca, direi anche annoiata dal dover ripetere sempre le stesse cose - "leggi l'INCI, in Europa fanno i test cosmetici sugli animali, mettiti il solare" - e per un bel po' di settimane mi sono seriamente chiesta se non fosse arrivato il momento di chiudere tutto e mettermi a fare altro. D'altra parte, se con una laurea in Scienze Politiche e un Master in Peacekeeping sono riuscita a creare un'azienda beauty di successo, con il fatturato che cresce di anno in anno e che mi permette - adesso! - di lavorare quanto voglio io...beh, forse potrei farlo di nuovo! Poi c'è stato il weekend a Matera, del quale ti ho parlato la settimana scorsa, e nella mia testa sono esplosi un sacco di pensieri nuovi: 1) Ho creato un lavoro che mi piace ancora e in 10 anni ho costruito tantissimo: mollare tutto non è la scelta più efficiente. 2) Sono stata un'imprenditrice assolutamente autodidatta: non ho un MBA, non avevo mai fatto impresa prima e sicuramente ho commesso un sacco di errori che mi hanno fatto perdere soldi, tempo, energie. Ma ce l'ho fatta lo stesso. 3) Mi piacerebbe - e questa è la prima volta in assoluto che lo dico pubblicamente - aiutare altre donne che vogliono fare impresa a costruire il loro business, facendo da mentore ed evitando loro gli errori che ho fatto io. E lo farei pure gratis! 4) L'impresa tradizionale, quella della fabbrichetta e dell'imprenditore con la Porche, non esiste più - grazie al cielo, aggiungerei! - e nessuno ti impedisce di essere una "Company of one" (titolo del libro di Paul Jarvis che ti consiglio assolutamente di leggere, qui lo trovi in italiano) 5) Quella vocina farebbe meglio a stare zitta, se no la strozzo! Ecco l'ho detto: mi piacerebbe fare anche ALTRO, rimettere in circolo nell'Universo un po' del buono che ho avuto in questi anni, mettere a disposizione di altre donne la mia esperienza, le mie conoscenze, gli errori e i successi - e qui sono davvero tanto curiosa di sapere cosa ne pensi di questa idea quindi, se ti va, mandami una mail a info@stiamo.bio

    4 min
  3. 11/27/2019

    Silicone: amico o nemico? - il Podcast di Double B

    Negli ultimi tempi assisto a una tendenza che mi preoccupa: la rivalutazione di determinati ingredienti cosmetici che nel settore ecobio vengono considerati “il male” e nella cosmesi tradizionale vengono presentati come assolutamente innocui e sicuri nell’utilizzo. Sto parlando dei siliconi. Partiamo con i fatti: i siliconi sono polimeri inorganici sintetici, sono chimicamente inerti, idrorepellenti, antistatici e resistono alle alte temperature. In cosmesi si usano perché migliorano la spalmabilità dei prodotti, la texture quindi, e perché fanno quello che chiamo “l’Effetto WOW”: filmano la pelle nascondendo imperfezioni, segni d’espressione, rughe e tu dici “mamma mia che bella pelle che ho” e invece no, è solo silicone. A questo aggiungi il fatto che costano poco e capirai perché le aziende cosmetiche hanno TUTTO l’interesse a continuare ad utilizzarli, invece di sostituirli con altri ingredienti di origine naturale che costano tantissimo. Ora, sta succedendo una cosa strana: da un lato c’è il consumatore che è sempre più informato e chiede prodotti naturali — e infatti il mercato della cosmesi ecobio è in espansione DA ANNI — e dall’altro ci sono le aziende di cosmesi tradizionale che non vogliono perdere profitti e che cercano di presentare i siliconi come ingredienti efficaci e sicuri, innocui. Talmente innocui che a gennaio 2018 l’Unione Europea, con questo regolamento, ha stabilito che due siliconi volatili diffusissimi, il Cyclopenthasiloxane e il Cyclotetrasyloxane, non potranno più essere utilizzati nei prodotti a risciacquo — per capirci: saponi, saponi liquidi, shampoo, docciaschiuma, ecc. ma non solo, anche detergenti per la casa e simili — perché presentano “un rischio per l’ambiente causato dalle loro proprietà pericolose”, nello specifico sono pericolosi per l’ambiente acquatico. Il bando entrerà in vigore a partire dal 31 gennaio 2020, E tu dirai: “Double, ma a te che importa, mica sei un organismo acquatico! Il fatto che facciano male ai pesci non vuol dire che facciano male a te.” Eeeee…NO! No per tutta una serie di ragioni. Questi due siliconi non sono diventati tossici ieri, lo sono sempre stati. Ma — come in mille altri casi nella storia dell’uomo — prima li usiamo e poi vediamo che succede. Quindi OGGI hanno scoperto che sono tossici per l’ambiente acquatico, ma DOMANI — cioè tra 20 o 30 anni — cos’altro scopriranno?! Concedere alle aziende un periodo di adattamento prima di bandirli completamente è giusto e sacrosanto. MA: due anni?!? Li bandite nel 2018 ma con valore effettivo nel 2020? Cos’hanno nei reparti “Ricerca e Sviluppo” le aziende, criceti ubriachi?! Non possono farcela in sei mesi? Un anno? La distinzione tra “ambiente acquatico” e “ambiente terreste” è cretina, miope e mendace perché il Pianeta è un unico organismo e noi ne facciamo parte. Inoltre, fino a prova contraria, noi ci nutriamo di “organismi acquatici”: pesci, molluschi, crostacei, alghe…. Come la mettiamo con quei prodotti che non sono a risciacquo ma che finiscono lo stesso in acqua?! Sto parlando dei solari: se vai in una qualunque profumeria/farmacia e prendi in mano un solare a caso, di qualunque marca, dentro ci troverai sicuramente uno dei due siliconi messi al bando. Tu vai in spiaggia, ti spalmi bene di protezione solare perché ovviamente non vuoi scottarti — brava! — e poi ti butti in acqua: indovina un po’ dove finiscono quei siliconi pericolosi per l’ambiente acquatico?! Ora, se dipendesse da me, li avrei vietati ovunque per una questione di precauzione, ma ovviamente…non dipende da me. In questo caso quel mastodonte burocratico che è l’Unione Europea — che deve mettere d’accordo gli interessi un po’ di tutti: cittadini, istituzioni statali, interessi economici pubblici e privati, lobbies… — dicevo l’Europa è riuscita a partorire questa decisione, ma non è detto che sia completa. Pensa infatti a quante pressioni arrivano a Bruxelles da parte di quelle grandi multinazionali che controllano il mercato cosmetico e che sono terrorizzate all’idea di perdere soldi. Pensi davvero che il signor Multinazionale se ne stia tranquillo e inerme davanti alla finestra, a guardare il settore della cosmesi green che cresce e gli “ruba” clienti e profitti?! Se fossi in lui, sarei preoccupata e sì, cercherei da fare qualcosa. Ora tu mi dirai: “Double, ok mi hai convinto, ma io sono una e sono piccola e quelle sono grandi multinazionali: che posso fare?” Leggere l’INCI! Leggere l’INCI e basare le tue decisioni di acquisto su questo. C’è dentro il silicone? Non lo compro. “Ma è innocuo” — diranno loro — “Non lo compro lo stesso”. Visto che temi come Ambiente ed Etica non li toccano, l’unica è convincerli colpendoli sul più prosaico portafogli. Magari così capiscono. Nel frattempo ovviamente continueremo a vedere siliconi nelle creme cosmetiche, poi tra vent’anni si renderanno conto che no, forse non erano tanto buoni nemmeno per la nostra salute di animali terrestri.

    6 min
  4. 11/21/2019

    I Punti Neri - il Podcast di Double B

    Di brufoli abbiamo già parlato, oggi affrontiamo il tema dei punti neri, o comedoni. Cosa sono? Il comedone è l’occlusione di un poro sulla superficie dell’epidermide, causata da un mix di grassi, cheratina, melanina, peli e batteri. Può essere: un comedone aperto, detto anche punto nero – il colore è dato dall’ossidazione della parte superficiale, esposta all’aria; un comedone chiuso, detto punto bianco. Come nascono? Non è chiaro: in genere sono associati ad un’eccessiva produzione di sebo e/o ad un’eccessiva produzione di cheratina da parte della pelle, ma possono contribuire anche altri fattori come gli ormoni, il livello di idratazione della pelle, il contatto con agenti comedogeni… Non si muore di punti neri ma belli non sono, quindi cerchiamo di capire come evitarli! Step 1: Prevenzione Posso prevenire i punti neri? Assolutamente sì! Con le giuste accortezze posso sicuramente aiutare la mia pelle a produrne di meno. Quali? Vediamole insieme: Pulizia: una corretta detersione è fondamentale. Non deve essere troppo forte perché non vuoi spogliare la pelle del suo naturale film idrolipidico, costringendola a produrre ancora più sebo di quanto già non faccia, quindi scegli un detergente delicato, che lavi senza aggredire. Esfoliazione: se il problema è l’eccesso di cheratina prodotto dalla pelle, una leggera esfoliazione quotidiana può aiutare. Occhio a non esagerare, puoi scegliere se farla con un prodotto cosmetico a base di acidi esfolianti, oppure se preferire un’esfoliazione meccanica, l’importante è non eccedere! Ti dico come faccio io: ho sempre in doccia il Clarisonic e lo uso su viso e collo tutte le volte che lavo i capelli – quindi circa 4 volte a settimana. Gli altri giorni uso il mio tonico all’acido mandelico, ma non uso mai entrambi nella stessa giornata, per non stressare la pelle. INCI: imparare a leggerlo e a identificare gli ingredienti comedogeni, cioè quelli filmanti che sporcano la pelle, è importantissimo – e se non sai da dove cominciare, leggi questo post. Step 2: Eliminazione I punti neri e i punti bianchi vanno via da soli? A volte sì, sopratutto i neri – quelli “aperti”: la pelle riesce ad espellerli da sola. Più spesso però vanno eliminati fisicamente e qui hai due opzioni: Pulizia del viso dall’estetista: quella tradizionale prevede prima la detersione del viso, poi l’utilizzo del vapore per favorire la dilatazione dei pori ed ammorbidire il sebo, e infine la rimozione meccanica dei punti neri e dei punti bianchi. Può comprendere anche un passaggio esfoliante e un tonico astringente a fine procedura. Skin gritting: questa è una tecnica fai-da-te poco invasiva che mi piace molto, perché prevede tre passaggi molto delicati e può essere eseguita facilmente anche dalle meno esperte, senza correre grossi rischi. È solo un po’ noiosa da eseguire, ma forse sono io che non ho pazienza! 😉 Skin Gritting: come si fa? Dopo aver lavato il viso, ed esserti assicurata di aver rimosso OGNI TRACCIA di make-up, massaggia sulla pelle asciutta un po’ di olio, con movimenti circolari. Scegli un olio leggero: riso e jojoba sono perfetti, perché sono quelli più dermoaffini. Rimuovi l’eccesso di olio con un panno in microfibra, che farà una leggera esfoliazione. A questo punto applica una maschera in crema a base di argilla: puoi farla da sola usando l’argilla in polvere – quella verde o quella bianca, che si chiama caolino – e mescolandola con un po’ di acqua fino a raggiungere la consistenza che preferisci, oppure puoi scegliere una maschera già pronta. Specifico “maschera in crema” perché quelle peel-off o quelle in tessuto non vanno bene per questa tecnica. Tienila in posa finché non si sarà asciugata – di solito 10/15 minuti – poi sciacqua con acqua tiepida e lascia il viso umido. Adesso la parte più noiosa: prendi circa un cucchiaio di olio, lo stesso che hai usato per il primo step, e inizia a massaggiarlo sul viso con movimenti circolari per 10 minuti. Dovresti iniziare a sentire come dei granelli sotto le dita: sono le impurità più piccole e superficiali che si staccano da sole dalla pelle. Punti neri e punti bianchi avranno bisogno comunque di una leggera pressione per essere espulsi, non esagerare con le dita perché la pelle è già abbastanza sollecitata da tutto questo massaggiare. Ripassa il panno in microfibra per pulire del tutto la pelle e applica – se ne senti il bisogno – qualche goccia di siero. Ti consiglio di provare questa tecnica la sera, perché la pelle potrebbe arrossarsi – sopratutto se è molto sensibile – e le lascerai tutte le ore della notte per riprendersi. Puoi provare lo skin gritting una volta al mese: non è miracoloso – sopratutto se già curi bene la tua pelle – e da i risultati migliori sulle pelli miste e grasse, che tendono a produrre molto sebo e a riempirsi di punti neri.

    7 min

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Io sono Sara, ma su internet tutti mi chiamano Double. In questo podcast sarò felice di raccontarti un sacco di cose che ho scoperto sulla pelle, sull'ambiente, sugli ingredienti cosmetici e su come gestire al meglio queste tre cose ;) Perché Double? Perché ho fondato Double B, un'azienda cosmetica con sede in Italia che produce solo ed esclusivamente prodotti 100% green, vegan, cruelty free e adesso anche plastic negative!