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Consigli utili (e verificati sul campo) su come vivere bene in famiglia

  1. I figli rendono infelici? La scienza dice l'esatto contrario

    Jan 27

    I figli rendono infelici? La scienza dice l'esatto contrario

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8436 I FIGLI RENDONO INFELICI? LA SCIENZA DICE L'ESATTO CONTRARIO di Lorenza Perfori   Lo studio statunitense intitolato "Life with kids is better: Analyzing public well-being data", uscito a marzo 2025, è stato realizzato da Ken Burchfiel, ricercatore per l'Institute for Family Studies, il quale ha preso in esame i dati degli adulti tra 25 e 50 anni del sondaggio Atus (American Time Use Survey) del 2021. Dallo studio emerge che gli intervistati assegnano i punteggi più elevati in termini di benessere alle attività fatte con i figli: «il 56% del tempo dedicato alle attività ottiene il punteggio di significatività più alto quando sono presenti i figli, rispetto al 37% del tempo trascorso con altre persone. Analogamente è più probabile che gli intervistati assegnino i punteggi di felicità più alti al tempo trascorso in attività con i propri figli (44%) rispetto a quando essi non ci sono (25%)». Non solo, gli intervistati riferiscono che anche altre esperienze, come viaggi, pranzi fuori casa, attività sociali e domestiche risultano più significative se svolte insieme ai figli. I dati mostrano inoltre che il tempo trascorso con i bambini ha una probabilità uguale o superiore di produrre alti livelli di felicità e significatività rispetto al tempo trascorso solo con il coniuge. «In altre parole - osserva Burchfiel - anche se i genitori non riescono a trascorrere tanto tempo in coppia come prima di avere dei bambini, dedicare del tempo ai figli può più che compensare». LO STUDIO POLACCO Anche lo studio polacco, uscito nel 2024, si basa sui risultati di un sondaggio rappresentativo a livello nazionale condotto su genitori. Realizzato dal think tank polacco Institute for Family and Society Studies, lo studio mostra che la genitorialità è un'esperienza multidimensionale che influisce positivamente su vari ambiti della vita di uomini e donne. La maggior parte degli intervistati ritiene che vale la pena essere genitori ed è gratificante, nonostante i costi. Quasi tre quarti di essi (72%) affermano che i benefici immateriali dell'essere genitori superano i costi economici del crescere i figli; ben l'85% non riesce a immaginare la propria vita senza bambini e quasi l'80% afferma che avrebbe dei figli se potesse decidere di nuovo. La genitorialità aumenta anche il senso di sicurezza nei confronti del futuro: le risposte positive all'affermazione "La genitorialità mi fa guardare al futuro con un maggiore senso di sicurezza" superano il 70%. I genitori polacchi ritengono inoltre che i bambini migliorano la vita, soprattutto in termini di significato (70%) e in via generale (69%); e che l'essere genitori non è in conflitto con la vita professionale: l'82% afferma che fare il genitore non ha un impatto negativo sulla sua carriera. Secondo la maggioranza degli intervistati la genitorialità fa sviluppare capacità, competenze e comportamenti in vari ambiti, soprattutto nell'organizzazione del tempo, favorendo la distinzione delle cose importanti da quelle non importanti (81%). Poi l'essere genitori favorisce una maggiore sensibilità verso i bisogni degli altri (79%), una migliore gestione delle finanze (79%), una maggiore attenzione alla propria salute e forma fisica (quasi il 60%), alla qualità dei pasti consumati (75%) e del tempo libero (76%). Ovviamente crescere dei figli non è tutto rose e fiori, ma comporta anche preoccupazioni per il loro benessere. La preoccupazione che i genitori riportano più spesso riguarda la salute dei figli (42,2%). Poi più di un genitore su cinque esprime timore per le eccessive responsabilità (25,1%), le finanze (25%), l'incapacità di prendersi cura dei figli (24,8%) e il non riuscire a conciliare genitorialità e lavoro (20,3%), ma - affermano i ricercatori dello studio - «la buona notizia è che la maggior parte di queste paure non è confermata nella vita reale. Per esempio il timore per la salute dei figli, riferito più spesso, è stato confermato solo da un terzo degli intervistati». Lo studio ha analizzato anche le famiglie numerose riscontrando sia aspetti positivi sia negativi. Tra i vantaggi dell'avere tre o più figli gli intervistati riportano l'occasione per i fratelli di trascorrere del tempo insieme, sviluppare la loro indipendenza e l'opportunità di un sostegno reciproco tra fratelli. Le problematiche più menzionate sono maggiori spese e meno spazi in casa. Tra i benefici riferiti dai genitori di età più avanzata con più figli vi è la maggiore probabilità di ricevere assistenza. I ricercatori osservano che «in generale sono i polacchi con più figli, religiosi e di un'età più avanzata quelli più fortemente propensi a esprimere opinioni positive sulla propria esperienza di genitore». «I FIGLI SONO UNA BENEDIZIONE» La cultura odierna è pressoché tutta focalizzata a denigrare la genitorialità: media mainstream e influencer sui social media esaltano la presunta bellezza di una vita senza figli, concentrata solo su se stessi, sui propri bisogni e desideri. Tuttavia i dati delle scienze sociali, come questi nuovi studi e molti altri più vecchi (già da noi riportati nel n. 135 di dicembre 2024 di questa Rivista), dimostrano che diventare genitori genera benefici e gratificazioni e quindi che non c'è motivo di temere il matrimonio e il generare dei bambini. Burchfiel, autore dello studio Usa riportato all'inizio, afferma che «come comuni mortali siamo spesso spaventati dall'ignoto, anche se Dio ci ha esortato più volte a "non avere paura". Questo è particolarmente vero quando le coppie considerano di diventare genitori: è più facile vedere le bollette future e le notti insonni, piuttosto che l'amore incredibile e la gioia esponenziale che i figli apportano non solo ai genitori, ma al mondo intero». Ma come «"dimostrano" queste ricerche: i figli sono una benedizione. È un bene che vi siano studi a supporto della genitorialità e della vita familiare. Preghiamo affinché le persone radicate nella fede possano abbracciare il piano di Dio per il matrimonio, che è per i bambini e la vita in abbondanza», conclude il ricercatore. Mary Szoch, direttrice del Center for Human Dignity al Family Research Council, aggiunge che «i bambini portano luce e gioia in ogni situazione, anche in quelle tristi e difficili. I figli ci spronano a concentrarci su qualcosa di diverso da noi stessi e, quando lo facciamo, scopriamo che la vita diventa più piacevole e gratificante». FARE IL GENITORE FA BENE AL CERVELLO Lo studio "Being a parent keeps the brain young - especially if you've got multiple kids" ("Essere genitori mantiene il cervello giovane, soprattutto se si hanno più figli"), pubblicato a febbraio 2025 sulla rivista scientifica Proceedings of the Natural Academy of Sciences, ha analizzato le scansioni cerebrali di circa 38.000 adulti. I ricercatori dell'Università di Yale, nel Connecticut, hanno scoperto che coloro che erano genitori di più bambini presentavano una maggiore connettività a livello dell'intricata rete di collegamenti tra le diverse aree del cervello. Avram Holmes - autore principale dello studio e professore associato di psichiatria presso la Robert Wood Johnson Medical School della Rutgers University - afferma che «le regioni del cervello che con l'età presentano una diminuzione della connettività funzionale sono le stesse che sono collegate a una maggiore connettività quando le persone hanno dei figli». Lo studio si è concentrato in particolare sulle tre aree del cervello coinvolte nella funzione motoria, sensitiva e delle interazioni sociali. Holmes spiega che si è visto che maggiore è il numero di figli, maggiore è l'aumento delle vie somatosensoriali e motorie. Le vie somatosensoriali si riferiscono alle informazioni sensoriali provenienti dalla pelle e dal sistema muscolo-scheletrico come il tatto, il dolore e la sensibilità termica (percezione di caldo e freddo). Questa ricerca innovativa evidenzia l'importanza di dedicarsi a tutte quelle attività quotidiane che sono legate all'essere genitori, indicando come la responsabilità e le sfide derivanti dal crescere dei figli possano stimolare il cervello in modalità del tutto uniche, con un impatto positivo profondo sulla salute del cervello e, potenzialmente, mitigando il rischio di declino cognitivo legato all'avanzare dell'età. Inoltre questo effetto positivo tende a rafforzarsi con ogni figlio in più. Questo studio sembra pertanto contraddire l'idea comune secondo la quale avere figli aumenterebbe lo stress e le tensioni, contribuendo al processo di invecchiamento del cervello. Quello che emerge è, al contrario, che dedicarsi a fare il genitore arricchisce e giova alla salute cerebrale grazie all'aumento dell'attività fisica, delle interazioni sociali e della stimolazione cognitiva. Holmes spiega che non è tanto «la gravidanza in sé a essere importante, quanto piuttosto il processo di accudimento dei figli, visto che questi effetti positivi sono presenti non solo nelle madri, ma anche nei padri». Rispetto alle persone senza figli, i genitori esaminati dallo studio avevano anche livelli più elevati di interazioni sociali, un maggior numero di frequentazioni familiari e reti sociali più estese. Lo studio osserva inoltre che negli uomini l'avere più figli risulta associato a una maggiore capacità di resistenza, che predice la salute generale del cervello e l'autonomia in età più avanzata. Sebbene i ricercatori avvertano - come avviene solitamente in tutte le ricerche serie - che sono necessari ulteriori studi per capire esattamente in che modo l'essere genitori migliora le funzioni cerebrali, i risultati possono tuttavia avere implicazioni importanti per le persone che non hanno il classico rapporto genitori-figli. «Se riscontriamo che a

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  2. Locali childfree: il sintomo di una società sterile

    09/10/2025

    Locali childfree: il sintomo di una società sterile

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8286 LOCALI CHILDFREE: IL SINTOMO DI UNA SOCIETA' STERILE Si tollera un cane in spiaggia o al ristorante, ma non un bambino che gioca di Bernardo Tombari   L'Italia è un Paese per vecchi, il fatto è ormai demograficamente assodato. Ma non un Paese di nonni gentili che si mettono al servizio dei più giovani, quanto uno di anziani acidi che vedono i bambini come un incomprensibile fastidio. E per andare incontro a questi, sempre più locali hanno adottato l'assurda politica del childfree: vietato l'accesso a tutti i bambini. È di pochi giorni fa il caso del bagno Bicio Papao di Milano Marittima/Cervia, dove è stato negato l'accesso a una famiglia modenese con un figlio di cinque anni e mezzo. Il gestore, Walter Meoni, ha risposto alle critiche, tra cui quella del sindaco Matteo Missiroli, e rivendicato la sua politica: "Facciamo così da 33 anni, non odiamo i bambini. All'inizio qui venivano i giovani ed erano le famiglie stesse ad andarsene in altri bagni. Ora vengono persone di tutte le età e scelgono noi perché vogliono stare più serene sapendo che qui non ci sono bambini". Ciò che appare sconcertante non è la scelta del singolo gestore, ma ciò che rivela. Non è un'antipatia personale per i più piccoli, è intercettare un'intera fetta di mercato che non vuole aver a che fare con i bambini in nessuna circostanza. La stessa fetta di mercato l'ha intercettata l'Osteria del Sole, uno storico ristorante al centro di Bologna, che ha più diplomaticamente "sconsigliato" l'accesso ai minori, e soprattutto dei passeggini, per via dello spazio ridotto. In Italia, per altro, è illegale vietare l'accesso sulla base dell'età, queste politiche si basano quindi sulla speranza che nessuna famiglia si impunti per essere servita. Ciò che appare ancora più assurdo però è l'esigenza di avere questi spazi in uno dei Paesi più vecchi e con il tasso di fertilità più basso in tutto il mondo. I bambini sono già una visione rara in Italia e a molti non basta ancora. Una natalità molto sotto la soglia di sostituzione è comunque troppo alta, evidentemente. Sembra spenta anche l'indignazione dei fautori dell'inclusività e degli spazi aperti a tutti. Se un bagno scegliesse di vietare l'accesso agli animali domestici, per tutta quella clientela attenta all'igiene che vuole rilassarsi senza peli ed escrementi, probabilmente ci sarebbero state reazioni peggiori. Figuriamoci poi se, per motivi logistici e per lo spazio ridotto, a un disabile venisse negato l'accesso in un ristorante, dicendo che "può andare in tanti altri locali". Che esistano bambini maleducati che disturbano e possono risultare fastidiosi è innegabile, ma con qualsiasi altra categoria nessuno si permette di generalizzare e vietare in toto l'accesso... come con le famiglie. Non basta che chi mette su famiglia prima dei 30 anni sia reputato un folle, non bastano gli incentivi praticamente inesistenti, quei pochi italiani che ancora fanno figli devono sentirsi anche fastidiosi e indesiderati. Sarebbe bello vedere al contrario il proliferare di locali che scelgono di essere child e family friendly. E si tratterebbe anche di business più sostenibili, perché una società a misura di anziano ha per sua natura vita breve.

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  3. Sei figli, zero animali? Strano, ma vero

    09/10/2025

    Sei figli, zero animali? Strano, ma vero

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8283 SEI FIGLI, ZERO ANIMALI? STRANO, MA VERO Intervista a una famiglia numerosa di Siena che smentisce chi guarda con sospetto ciò che un tempo era considerato una benedizione di Antonio Rizzo   Abbiamo raccontato come il problema demografico, legato a quello della natalità, sia ormai parte integrante della popolazione senese, dove solo nel 2024 le nascite sono state tre volte minori rispetto ai decessi. Ma per fortuna ci sono delle bellissime eccezioni, che ci fanno ben sperare, come Marta e Paolo, con una gioiosa famiglia fatta di ben 8 componenti. A loro abbiamo chiesto le complessità e la bellezza di crescere 6 meravigliosi figli, in un contesto, quello italiano, in cui famiglie del genere sono sempre più rare. "Una giornata tipo nella nostra famiglia? In realtà non esiste!", raccontano sorridendo. "Più aumentano i componenti, più aumentano gli imprevisti. Anche se programmiamo la giornata, è raro che tutto vada come previsto. E man mano che i figli crescono, diventano sempre più autonomi e si organizzano a modo loro". Organizzare tempi scolastici, lavorativi ed extrascolastici è una vera sfida, ma Paolo e Marta hanno trovato una soluzione: la rete di amici. "Dal 1997 viviamo senza parenti vicini, quindi ci siamo affidati molto all'amicizia. La frase tipica è: 'Mi raccomando, cerca un passaggio!'". I pasti, con 6 figli, sono un evento speciale ed un esempio per tutte le famiglie d'Italia e non solo: "Sono momenti conviviali che viviamo senza tv e cellulari, così ognuno può parlare ed essere ascoltato. Oltre alla conversazione, tutti collaborano: chi apparecchia, chi sparecchia, chi lava i piatti. È un momento di famiglia autentica". La sfida più grande oggi? "Far crescere figli autonomi, in un mondo che ci vuole dipendenti: dalla tecnologia, dai social, dal giudizio altrui. Avere una famiglia numerosa, però, rende questa sfida un po' meno difficile". [...] La gestione economica è una continua ricerca di strategie. "Bisogna stare attenti alle offerte, evitare sprechi, consumare acqua di rubinetto, non acqua minerale. Le spese più difficili? Quelle sanitarie e universitarie, soprattutto quelle dentistiche". Quando si chiede loro che cosa li ha spinti ad avere una famiglia così numerosa, rispondono: "Non era il desiderio di avere tanti figli, ma la volontà di accogliere quelli che sarebbero arrivati. Abbiamo una fede che ci ha sostenuto: la fiducia nella Provvidenza. E poi, dove si è di più, si sta meglio". I valori che cercano di trasmettere ai figli sono chiari: "Innanzitutto la fede, poi la vicinanza e l'attenzione al prossimo, cercando di migliorare il mondo un po' alla volta". Siena oggi ha un tasso di natalità bassissimo, ma Paolo e Marta rappresentano l'eccezione più bella: "Vogliamo solo essere una famiglia che condivide i privilegi che ha ricevuto, consapevoli che il problema della denatalità è reale: mancano i cittadini di domani". La società italiana, secondo loro, non è ad oggi molto accondiscendente verso le famiglie numerose. "Fino alla fine degli anni '90 c'era ancora un certo affetto verso di noi. Oggi prevale l'individualismo. Le famiglie numerose sono viste al massimo come una stranezza, o addirittura un problema. Ma noi crediamo che servano più famiglie numerose, non meno". Anche il legame tra i fratelli è forte. "Non è scontato, ma certamente nella nostra famiglia il fatto di condividere esperienze come gli scout ha rafforzato molto i legami. È normale che ci siano litigi, ma c'è anche una grande capacità di perdonarsi e di aiutarsi". Ogni tanto arriva qualche domanda curiosa. "Quando aspettavo il terzo figlio, una signora mi chiese perché lo avessimo fatto, avendo già un maschio e una femmina. Ma in generale riceviamo reazioni positive, anche se spesso di stupore: in Italia le famiglie numerose sono rare". Chiediamo loro se c'è stato un momento in cui hanno pensato: "Ne vale la pena?". Marta risponde senza esitazione: "Ne vale la pena lo dici ogni volta che vedi questa circolazione d'amore, quindi ci possono essere litigi anche forti, incomprensioni, anche chiusure, però poi c'è una capacità di perdono, di perdonarsi, di riaccogliersi e dici ne vale la pena". Infine, se potessero mandare un messaggio a chi oggi ha paura di avere figli? Marta dice: "Non abbiate paura. Il figlio non ha bisogno di benessere materiale, ma di sentirsi amato, accolto. Noi adulti gli trasmettiamo l'idea sbagliata che la felicità dipenda dalle cose. Invece essere amati basta. È l'essere, non l'avere, che conta. Rinunciare volontariamente ad avere figli significa rinunciare a una delle esperienze più grandi della vita. È davvero triste pensare di non lasciare niente di sé al futuro. Avere un figlio ti completa, ti fa scoprire l'altra faccia della luna". In un'Italia che fatica a credere nel domani, la famiglia di Paolo e Marta ricorda a tutti noi che il futuro nasce da piccoli gesti quotidiani di amore e coraggio. Perché dove si è di più, si sta meglio, e loro, ne sono l'esempio.

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  4. Famiglie numerose non siamo ipocriti

    07/08/2025

    Famiglie numerose non siamo ipocriti

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8224 FAMIGLIE NUMEROSE, NON SIAMO IPOCRITI di Andrea Zambrano   Caro direttore, una volta, invitata a un matrimonio, conobbi un santo sacerdote che, prima della Comunione eucaristica, fece annunciare dall'ambone le condizioni ecclesiastiche per potersi accostare all'Eucaristia. Quel sacerdote mise in atto l'unico mezzo a sua disposizione per evitare - con carità - che molti degli invitati, di cui non conosceva la condotta personale, si accostassero in modo indegno alla Comunione. Con quell'annuncio, egli aveva assolto il proprio compito e adempiuta la propria responsabilità. Se neppure l'autorità ecclesiastica dispone di strumenti migliori per esplorare il foro interno delle coscienze, come potrebbe un'associazione laica, aconfessionale e apartitica indagare sui pensieri e sul comportamento degli iscritti, quando questi abbiano firmato consapevolmente la Carta dei Valori? Non si è trattato dell'iscrizione di famosi personaggi pubblici, ma della richiesta di iscrizione da parte di private cittadine, le cui scelte di vita potevano essere conosciute solo violando la loro privacy e cercandole sui social. È in questo contesto che inquadrerei il dissidio sorto tra alcuni iscritti ANFN e il Consiglio Nazionale. Come ripetutamente chiarito dallo stesso Consiglio, non c'è stato alcun cambiamento nei valori fondanti. Si è verificato un unico caso, gestito con prudenza e nell'unico modo possibile, ossia chiedendo l'adesione alla Carta dei valori - che le  aspiranti socie hanno accettato. È stato invece l'allarmismo di chi ha gridato allo scandalo tramite lettere pubbliche - una volta venuto a conoscenza di dati sensibili in violazione della legge - a mettere seriamente in difficoltà l'Associazione. Si è, infatti, creata una questione di principio da un caso isolato, minando pubblicamente l'immagine di una delle poche voci che agisce in concreto per le famiglie, proprio mantenendo il suo profilo aconfessionale e apartitico. Ovvero si è concretizzato ciò che viene usato dagli ideologi per poter "sfondare" la cosiddetta Finestra di Overton: l'uso di un casus belli, di un'eccezione, per poter riformulare tutta la realtà in modo artificioso. Con un unico obiettivo, tra l'altro: quello di minare l'autorevolezza di ANFN strumentalizzando l'accaduto e facendo piovere sull'associazione un fiume di critiche negative che deducevano l'accaduto attraverso i presupposti e i pregiudizi di chi, nella questione, non aveva alcuna informazione certa. (...) Non vi è alcuna condanna verso chi, mosso con l'intenzione di tutelare il Bene dell'associazione, ha voluto capire meglio per compiere un delicato discernimento. Quello che c'è, oltre che un dispiacere per un fuoco di paglia, è l'effettiva riuscita di creare divisione e sospetto reciproci, mettendo in crisi l'intero andamento dell'associazione che, invece che promuovere una cultura di tutela verso i bambini e le bambine - attraverso le loro famiglie associate o meno - ha dovuto concentrarsi per un tempo inutilmente lungo e verboso, per dipanare un nodo cui sarebbe bastato un po' di chiarimento e di buona fede, perché fosse sciolto senza problemi. Francesca - associata ANFN RISPONDE IL CAPOREDATTORE DELLA BUSSOLA Gentile Francesca, la ringrazio per la sua lettera che ci dà l'occasione di tornare su un argomento evidentemente esplosivo dentro l'associazione. Il punto di caduta che fa crollare il castello delle sue argomentazioni, come di molti altri, è la natura pubblica di quell'unione civile.  Quelle donne sono civilunite, quindi la loro non è una scelta personale, non c'è nessuna questione di privacy perché l'unione civile di due lesbiche è un fatto pubblico e dal pubblico trae le sue conseguenze necessarie. Tanto più che, noi sappiamo, il discernimento effettuato è falsato. Quella donna chiedeva la possibilità di avere una scontistica per un supermercato. Ora, ci si iscrive ad un'associazione per avere un buono di dieci euro per comprare il latte? E si chiede un'adesione alla carta dei valori per questo? È evidente che l'operazione era di quelle perfette dell'infiltrazione perché quelle donne sono due attiviste della causa arcobaleno, non si tratta di entrare in foro interno dentro le loro decisioni, ma di corrispondere nell'impegno ciò che si riflette nella vita pubblica che è quella della militanza omosessualista, evidentemente in contrasto con i principi e i valori richiesti dallo Statuto di ANFN.  Insomma, addossare a noi la divisione, quando abbiamo soltanto preso atto di una tendenza a includere anche chi nella vita contraddice espressamente e pubblicamente la carta dei valori è piuttosto ipocrita. Ovviamente diciamo questo da amici di ANFN, dato che siamo probabilmente l'unico quotidiano che dà sistematicamente spazio alle attività di ANFN e alle necessità e alla promozione delle famiglie XL, ma è inutile nascondersi dietro un dito: questa decisione è un problema perché non c'è nessuna necessità vitale a tutela dei minori coinvolti, è solo un cavallo di Troia.

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  5. Famiglie numerose, tensioni per il rischio di una breccia Lgbt

    06/17/2025

    Famiglie numerose, tensioni per il rischio di una breccia Lgbt

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8202 FAMIGLIE NUMEROSE, TENSIONI PER IL RISCHIO DI UNA BRECCIA LGBT di Andrea Zambrano   All'interno dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose c'è una situazione piuttosto turbolenta. Oggetto del contendere è una vicenda che sta animando le chat degli iscritti e che ha portato, al momento, alle dimissioni dal direttivo di uno dei componenti, Lucio Cotticelli. Questi si è dimesso perché non ha condiviso le vicende che hanno portato all'iscrizione nell'associazione come socio sostenitore di una donna con tre bambini piccoli, unita civilmente con un'altra donna. A dare fuoco alle polveri e a far deflagrare un malcontento che covava sotto la cenere da qualche giorno, è stato ieri un articolo di una iscritta, Carola Profeta, pubblicato sul blog del giornalista Aldo Maria Valli nel quale si denuncia quella che sembra essere un'apertura dell'associazione alle coppie omogenitoriali: «Apprendo che i nuovi vertici intendono modificare radicalmente l'identità dell'associazione, aprendo alle coppie omogenitoriali, definendo questo passaggio come "fisiologico"».  Subito dopo la pubblicazione dell'articolo è partito un tam tam inarrestabile tra gli associati e sui social, che ha reso indispensabile in serata un chiarimento da parte di Alfredo Caltabiano, presidente dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose. Nel richiamarsi allo statuto e alla carta dei valori associativi, il presidente ha risposto a quelli che ha definito «giudizi e affermazioni che non corrispondono al vero e che danneggiano gravemente l'immagine e la credibilità dell'Associazione», e ha ribadito che «abbiamo sempre rigettato, e continueremo a farlo, richieste di iscrizione da parte di singoli, separati, coppie etero o omosessuali che non dichiarino di condividere la nostra visione antropologica e statutaria della famiglia fondata sull'unione tra uomo e donna». Poi ha aggiunto che «l'Associazione non entra nel merito della vita privata e delle storie personali di nessuno, né intende farlo: non è questo il nostro compito, né il nostro spirito. Come quando si entra in Chiesa, nessuno ti interroga sulla tua perfezione morale: ciò che ci unisce è il desiderio di sostenere nella società e con azioni politiche la famiglia composta da uomo e donna, e dai loro figli, crescere insieme, aiutarsi». COME STANNO LE COSE Dunque, come stanno le cose? C'è stata o no un'apertura alle coppie omo dentro l'associazione che, pur essendo aconfessionale, è comunque ispirata ad una visione naturale e cristiana dell'uomo e della famiglia? La Bussola ha potuto ricostruire i fatti come si sono svolti con i protagonisti e ha appurato che dentro l'Associazione Nazionale Famiglie Numerose c'è una maggioranza di membri che sono con il presidente, mentre una minoranza vive queste "novità" come una questione identitaria e di arroccamento. Ma anche questa è una lettura parziale che non spiega tutto. Prima di tutto è bene chiarire che con la sua decisione, l'Associazione non ha aperto alle coppie omosessuali, cosa contraria allo statuto, ma ha consentito ad una donna con tre bambini avuti all'interno di una relazione lesbica (non è dato sapere con che modalità, ma è immaginabile), l'iscrizione come socio sostenitore. È questa una possibilità che lo statuto dell'Associazione all'articolo 3 dà «nella persona di uno dei coniugi, anche quelle famiglie con meno di sei componenti tra quelli indicati all'art. 1, che si riconoscano nei principi espressi nello Statuto e nella Carta dei Valori». La questione dello statuto e della carta dei valori è infatti dirimente. In essi si ribadisce che possono iscriversi solo i coniugi regolarmente uniti in matrimonio e che il matrimonio è composto da un uomo e una donna. Ciononostante, dato che è stata data la possibilità di iscriversi come socio sostenitore anche a famiglie con meno di 6 componenti o monogenitoriali o anche a persone non genitoriali, come ad esempio i sacerdoti, la richiesta della donna unita civilmente con un'altra donna, è stata in fine accolta. E non senza polemiche. Su di lei e sul suo caso, l'associazione specifica che non può rivelare informazioni per non violarne la privacy. Ma da quello che la Bussola è riuscita a scoprire, si tratta di una donna civilunita con una compagna e che è madre biologica di 3 bambini. Infatti, ad iscriversi è soltanto lei e non la compagna. Ma questa iscrizione le consentirà di avere comunque accesso ai benefici concessi agli associati, come ad esempio scontistiche particolari nei supermercati o altri benefici. Ed è per questo motivo che la donna ha chiesto l'ingresso nell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose. UN CAVALLO DI TROIA Ma siamo sicuri che non si tratti di un cavallo di Troia per iniziare ad aprire alle famiglie arcobaleno nell'associazione? Il presidente dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose Caltabiano, alla Bussola è lapidario: «No, lo escludo categoricamente. Ci sono arrivate richieste di iscrizione di coppie omosessuali che chiedevano di iscriversi come coppia e lo abbiamo negato perché questo contrasta con la nostra carta dei valori. In questo caso si è iscritta una mamma da sola, ma la condicio sine qua non per noi invalicabile è la sottoscrizione della carta dei valori. Abbiamo chiesto alla donna per ben tre volte se fosse convinta di sottoscriverla e lei ci ha garantito che è così. A quel punto abbiamo ritenuto di dover procedere anche per non creare delle discriminazioni tra i bambini e soprattutto per ribadire che il nostro modo di difendere la famiglia non è quello delle crociate del tutti contro tutti, ma di promuovere in positivo i nostri valori e i bisogni delle famiglie». Dunque, con la sottoscrizione della carta dei valori, l'ingresso in associazione della donna ha avuto il semaforo verde. Questo anche perché, l'Associazione Nazionale Famiglie Numerose per essere considerata una Aps (associazione di promozione sociale) è vincolata dal Ministero del Lavoro anche da una iscrizione che si considera libera, nel senso che può iscriversi anche chi non ha i requisiti statutari (in questo caso i 4 figli), ma condivide la carta dei valori. Basterà? C'è chi nutre dei forti dubbi, anche perché a molti è sembrata una breccia della galassia Lgbt per mettere un piede con qualche suo attivista dentro la vita dell'associazione. Evenienza esclusa categoricamente da Caltabiano, che è pronto ad ribadire come la donna non sia una attivista Lgbt, ma evenienza che in linea teorica non è esclusa a priori, ora che le porte si sono aperte anche per questa categoria. UNA BRECCIA SI È APERTA «Ci sono tanti iscritti - ha proseguito Caltabiano - che sono separati e divorziati o addirittura delle coppie che non sono sposate, oppure ci sono famiglie ricostituite. La stessa che ha scritto la lettera inviata al blog non possiede i requisiti per entrare pienamente secondo l'articolo 1 (e ieri ha ricevuto i saluti dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose perché ha annunciato di non voler più rinnovare la tessera ndr)». Dunque, secondo Caltabiano non c'è alcun rischio che questa iscrizione possa costituire un cavallo di Troia negli equilibri associativi, «anche perché se dovessero esserci delle richieste che contrastano con lo statuto le respingeremo con forza». Nel frattempo, però è innegabile che una breccia si è aperta. La donna in questione è madre di tre bambini, ma sui social, con la sua compagna, non fa mistero del suo appartenere con orgoglio alle "famiglie Lgbt". Come faccia a condividere la carta dei valori risulta difficile e poco convincente, ma tant'è.  Di sicuro, il suo ingresso ha provocato una forte turbolenza dentro un'associazione che meritoriamente, in questi anni ha cercato di trovare interlocuzioni con i governi - e con quest'ultimo in particolare - per la promozione dei bisogni e dei diritti delle cosiddette famiglie XL, in un periodo storico anti natalista dove tutto rema contro. Anche l'ideologia omosessualista portata avanti dalle "famiglie arcobaleno", che, almeno questa volta ha fatto una piccola breccia affacciandosi in un mondo finora del tutto precluso ad essa. Nota di BastaBugie: Vittorio Lodolo D'Oria nell'articolo seguente dal titolo "Famiglie Numerose Cattoliche, le ragioni di una testimonianza" parla degli sviluppi nell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose dopo l'iscrizione di una lesbica. Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 giugno 2025: A proposito alla presunta apertura dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose alle coppie omogenitoriali, riportata da Duc in altum e ripresa dalla Nuova Bussola Quotidiana, ritengo di poter apportare il mio contributo in qualità di presidente dell'associazione Famiglie Numerose Cattoliche. Quest'ultima nacque a seguito di un forte contrasto in seno al direttivo Associazione Nazionale Famiglie Numerose sulla questione dei famigerati DICO (2007), sostenuti da Rosi Bindi, che costrinse il vicepresidente di allora (Gianni Archetti) e il sottoscritto (portavoce nonché membro del direttivo) a lasciare l'Associazione Nazionale Famiglie Numerose stessa perché in netta opposizione sulla questione dei DICO. Lo stesso presidente Associazione Nazionale Famiglie Numerose di allora, dichiarò alla stampa (Il Giorno 11.05.07) di non essere contrario ai DICO e passò la linea del «non siamo contrari ai DICO, ma siamo a favore della famiglia». La rottura in seno alla Associazione Nazionale Famiglie Numerose fu traumatica e i due dissidenti sopracitati chiesero un colloquio col cardinale Caffarra per sottoporgli il progetto di dare vita a una nuova associazio

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  6. Niente di meglio che la ninna nanna

    06/17/2025

    Niente di meglio che la ninna nanna

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8200 NIENTE DI MEGLIO CHE LA NINNA NANNA DELLA MAMMA di John Horvat   La musica giusta può avere un effetto calmante sui bambini. Alcuni sostengono quindi che, per favorire la loro formazione, ai bambini dovrebbero essere fatti ascoltare brani di musica classica dai passaggi tranquilli. Tuttavia, non è Mozart ad avere il maggiore effetto sui neonati. Il tono rassicurante di una madre amorevole è molto più efficace. Un recente studio condotto dal Child Studies Center dell'Università di Yale ha confermato gli effetti benefici sui neonati del canto. I ricercatori hanno cercato anche di misurare i vantaggi del canto rispetto al silenzio. Il team di ricerca ha diviso 110 genitori con bambini di età compresa tra i 3 e i 6 mesi in due gruppi. Al gruppo A di genitori sono state fornite canzoni popolari, testi e letteratura che promuovevano la pratica del canto durante il periodo di prova. Il gruppo B invece non ha ricevuto nulla da controllare. Ai due gruppi è stato poi chiesto di riferire sulle loro pratiche di cura del bebè. Una domanda chiedeva se i genitori gli avessero cantato. CANTA CHE TI PASSA Il risultato più importante e prevedibile è stata la conferma dell'effetto positivo del cantare al bambino. I bambini esposti al canto erano meno irrequieti e più calmi di quelli che non lo erano. L'effetto non era necessariamente immediato, ma generale. "L'umore dei bambini è migliorato complessivamente grazie all'intervento", ha riferito Samuel Mehr, curatore principale dello studio. "Eppure non sono molti i pediatri che consigliano ai genitori di bambini irrequieti di cantare loro delle canzoni". I ricercatori hanno inoltre concluso che i genitori hanno una naturale predisposizione a far felici i bambini con il canto. Il dottor Mehr ha affermato: "I genitori inviano ai bambini un chiaro messaggio con le ninne nanne: sono vicino, ti sento, ti proteggo, quindi le cose andranno bene". In effetti, le melodie e le ninne nanne per neonati sono particolarmente adatte al loro pubblico, utilizzando scale e ritmi limitati e una gamma melodica ridotta che si adatta alle orecchie meno sofisticate dei neonati. Le canzoni sono spesso costituite da una singola linea musicale ripetuta molte volte. Tale semplicità si riflette nelle canzoni per neonati in tutto il mondo, a testimonianza della natura universale dell'infanzia. Nella ricerca delle migliori tecniche genitoriali, questa pratica non viene spesso presa in considerazione. Eppure, è ricca di senso. Lo sforzo costante per aumentare il contatto tra genitore e figlio non si limita al tatto. Anche una relazione intima che coinvolga il suono è importante. UN PROBLEMA CULTURALE: COME CREARE UNA NINNA NANNA I risultati dello studio sollevano un'altra questione culturale sconcertante. La società frenetica di oggi generalmente scoraggia il canto ai bambini. Di conseguenza, non produce nemmeno le canzoni e le ninne nanne da cantare loro. Il team di ricerca è dovuto ricorrere a vecchie canzoni popolari per fornire materiale ai genitori musicalmente più preparati a cantare. Non esistono canzoni popolari moderne perché non esiste il concetto di folk, del paesano. Non c'è quell’unità all'interno di una comunità che dia origine a esperienze comuni ma semplici e che possano poi essere immortalate in una canzone. È scomparsa la ricca immaginazione dei luoghi e della comunità che creava le condizioni per le ninne nanne. Non ci sono punti di riferimento come scene naturali, legami familiari e devozioni religiose che favoriscono l'innocenza infantile e trovano posto nelle canzoni. Nell'odierno confuso panorama musicale, c'è ben poco che stimoli l'immaginazione verso piaceri moderati e puri. In una cultura della morte che permette l'aborto, non c'è l’universale celebrazione della nuova vita che favorisca le ninne nanne. Per cambiare le cose ci vorrebbe una società piena di madri e padri amorevoli, non un tasso di natalità in calo. Una tenera devozione alla Madre di Dio e al suo Divin Bambino sarà il mezzo perfetto per risvegliare il desiderio di bambini nati per conoscere, amare e servire Dio. Certo, ci vuole molto per creare una ninna nanna, ma cantare qualsiasi cosa sia disponibile è un buon inizio per tornare all'ordine. I ricercatori hanno confermato ciò che molti genitori sanno: nella battaglia tra la madre e Mozart, la ninna nanna materna vince sempre.

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  7. Leone XIV demolisce Amoris Laetitia

    06/10/2025

    Leone XIV demolisce Amoris Laetitia

    VIDEO: Il matrimonio secondo Leone XIV ➜ https://www.youtube.com/watch?v=wDC5MlhOm_o TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8189 LEONE XIV DEMOLISCE AMORIS LAETITIA: IL MATRIMONIO NON E' UN IDEALE di Roberto de Mattei   "Il matrimonio non è un ideale, ma il canone del vero amore tra l'uomo e la donna: amore totale, fedele, fecondo". Così ha detto Leone XIV il 31 maggio 2025, nell'omelia della Messa del Giubileo delle famiglie, sottolineando che questo amore "rende capaci, a immagine di Dio, di donare la vita". Il significato di questa frase non deve sfuggire, perché oggi troppo spesso la legge morale viene ridotta a un ideale che può essere difficilmente raggiunto. La parola "canone", nel linguaggio religioso, indica una regola ufficiale della Chiesa, una norma giuridica e morale, una legge oggettiva, che tutti i cristiani sono tenuti ad osservare. Il matrimonio, uno e indissolubile, formato da un uomo e da una donna, è un'istituzione divina e naturale, voluta da Dio stesso ed elevata da Gesù Cristo alla dignità di Sacramento. La famiglia, fondata sul matrimonio, è perciò una vera società con un'unità spirituale, morale e giuridica, di cui Dio ha fissato la costituzione e i diritti. Chi osserva questa legge riceve da Dio tutte le grazie necessarie ad osservarla.  Presentare il matrimonio come un ideale, e non come una legge a cui è legata una grazia, equivale ad affermare che questo modello non appartiene al mondo della realtà, ma a quello dei desideri, talvolta irraggiungibili. Significa dunque cadere nel relativismo morale. Gli uomini, per vivere, hanno bisogno di princìpi che possono e debbono essere vissuti: uno di questi è il matrimonio. L'idea, invece, che "il matrimonio è un ideale" percorre l'Esortazione apostolica Amoris Laetitia, del 2016, nella quale Papa Francesco ha insistito sul fatto che questo ideale va proposto gradualmente, accompagnando le persone nel loro cammino. Ma la morale cattolica non è graduale e non ammette eccezioni: o è assoluta o non è. La possibilità di "eccezioni" alla legge nasce proprio dall'idea di un ideale impraticabile. Era la tesi di Lutero, il quale sosteneva che Dio ha dato all'uomo una legge impossibile da seguire. Lutero elaborò perciò il concetto di un "fede fiduciale", che salva senza le opere, proprio perché i comandamenti non possono essere osservati. Alla concezione luterana dell'impraticabilità della legge, il Concilio di Trento replicò che ci si salva attraverso la fede e le opere. Il Concilio colpisce di anatema chi dice che "per l'uomo giustificato e costituito in grazia, i comandamenti di Dio sono impossibili da osservare" (Denz.H, n. 1568) e afferma: "Dio infatti non comanda l'impossibile; ma quando comanda ci ammonisce di fare quello che puoi, di chiedere quello che non puoi, e ti aiuta perché Tu possa" (Denz.H, n. 1356). L'AIUTO NON MANCHERÀ Ci si può trovare di fronte a problemi apparentemente insormontabili, ma in questi casi bisogna fare di tutto, con le proprie forze, per osservare la legge naturale e divina e chiedere a Dio l'aiuto per superare il problema. È di fede cattolica che questo aiuto non mancherà e che ogni problema sarà risolto. Nei casi eccezionali Dio ci offrirà un aiuto straordinario della grazia, proprio perché non ci ha dato una legge impraticabile. La dottrina non è un ideale astratto e la vita del cristiano non è altro che la pratica dei comandamenti, secondo l'insegnamento di Gesù: "Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama" (Gv 14, 21).  Per questo, in un'intervista del 2019 riportata da Corrispondenza Romana, il cardinal Burke spiegava: "Qualcuno ha detto che in fin dei conti dobbiamo renderci conto che il matrimonio è un ideale che non tutti possono raggiungere e quindi dobbiamo adattare l'insegnamento della Chiesa alle persone che non riescono a mantenere le promesse matrimoniali. Ma il matrimonio non è un "ideale". Il matrimonio è una grazia e quando una coppia si scambia i voti, entrambi ricevono la grazia di vivere un legame fecondo e fedele per tutta la vita. Anche la persona più debole, la persona meno formata, riceve la grazia per vivere fedelmente l'alleanza matrimoniale". AMORE TOTALE, FEDELE, FECONDO Ma leggiamo con attenzione le parole di Leone XIV: "Negli ultimi decenni abbiamo ricevuto un segno che dà gioia e al tempo stesso fa riflettere: mi riferisco al fatto che sono stati proclamati Beati e Santi dei coniugi, e non separatamente, ma insieme, in quanto coppie di sposi. Penso a Louis e Zélie Martin, i genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino; come pure i Beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, la cui vita familiare si è svolta a Roma nel secolo scorso. E non dimentichiamo la famiglia polacca Ulma: genitori e bambini uniti nell'amore e nel martirio. Dicevo che si tratta di un segno che fa pensare. Sì, additando come testimoni esemplari degli sposi, la Chiesa ci dice che il mondo di oggi ha bisogno dell'alleanza coniugale per conoscere e accogliere l'amore di Dio e superare, con la sua forza che unifica e riconcilia, le forze che disgregano le relazioni e le società". "Per questo, col cuore pieno di riconoscenza e di speranza, a voi sposi dico: il matrimonio non è un ideale, ma il canone del vero amore tra l'uomo e la donna: amore totale, fedele, fecondo (cfr S. Paolo VI, Lett. Enc. Humanae vitae, 9). Mentre vi trasforma in una carne sola, questo stesso amore vi rende capaci, a immagine di Dio, di donare la vita". "Perciò vi incoraggio ad essere, per i vostri figli, esempi di coerenza, comportandovi come volete che loro si comportino, educandoli alla libertà mediante l'obbedienza, cercando sempre in essi il bene e i mezzi per accrescerlo. E voi, figli, siate grati ai vostri genitori: dire "grazie", per il dono della vita e per tutto ciò che con esso ci viene donato ogni giorno, è il primo modo di onorare il padre e la madre (cfr Es 20,12)". All'inizio e alla fine della sua omelia il Papa è tornato su un tema che gli è caro: la preghiera di Gesù al Padre, tratta dal Vangelo di Giovanni: "Che tutti siano una sola cosa" (Gv, 17, 20). Non un'uniformità indistinta, ma una comunione profonda, fondata sull'amore stesso di Dio; "uno unum", come dice sant'Agostino (Sermo super Ps. 127): una cosa sola nell'unico Salvatore, abbracciati dall'amore eterno di Dio. "Carissimi, se ci amiamo così, sul fondamento di Cristo, che è «l'alfa e l'omega», «il principio e la fine» (cfr Ap 22,13), saremo segno di pace per tutti, nella società e nel mondo. E non dimentichiamo: dalle famiglie viene generato il futuro dei popoli"

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Consigli utili (e verificati sul campo) su come vivere bene in famiglia