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La medicina può migliorare la vita umana, ma può anche pervertire pericolosamente la sua natura

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  1. Se perfino Elon Musk mette in guardia dalla pillola

    09/10/2025

    Se perfino Elon Musk mette in guardia dalla pillola

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8287 SE PERFINO ELON MUSK METTE IN GUARDIA DALLA PILLOLA di Manuela Antonacci   È bastato un post su X a scatenare polemiche a non finire. Post in cui Elon Musk invita le persone a badare bene ai medicinali che ingeriscono, con particolare riferimento alla pillola anticoncezionale: «Un nuovo studio dimostra che le donne che usano contraccettivi ormonali mostrano risposte emotive significativamente più forti rispetto alle donne con ciclo mestruale naturale e, cosa interessante, ricordano anche meno dettagli di eventi negativi». Il suo commento è arrivato in risposta a un nuovo studio scientifico sui contraccettivi orali che indicava potenziali effetti sulle funzioni cerebrali, emotive e sulla memoria. Il post di Musk è stato criticato principalmente perché ha condiviso queste informazioni con un’enorme platea di persone instillando il dubbio che gli effetti collaterali a lungo termine dei farmaci di uso comune siano pienamente compresi o comunicati efficacemente. Comunque sia, Musk faceva riferimento ad uno studio della Rice University pubblicato su Hormones and Behavior. I ricercatori hanno scoperto che i contraccettivi ormonali possono alterare l’attività nella corteccia prefrontale ventromediale. In sostanza si è notato che le adolescenti che facevano uso dei contraccettivi orali rielaboravano le emozioni in modo molto più forte rispetto alle ragazze che non ne facevano uso e ricordavano meno le esperienze negative. La pillola contraccettiva è stata, inoltre, collegata a molti problemi medici come il cancro al seno, la perdita di capelli, l’aumento del rischio di diabete gestazionale, il glaucoma e coaguli di sangue mortali, ictus, indurimento delle arterie e cancro cervicale. Nel 2005, una divisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha anche dichiarato che i contraccettivi chimici sono cancerogeni del Gruppo 1, la più alta classificazione di cancerogenicità. Già nel marzo del 2024 Musk si era pronunciato sugli effetti collaterali della pillola contraccettiva: «Ti fa ingrassare, raddoppia il rischio di depressione e triplica il rischio di suicidio».. E anche il nostro giornale, in un recente passato, si è occupato di questo argomento, in un articolo in cui sono stati riportati i risultati di un recente studio (2023) apparso sulla rivista Epidemiology and Psychiatric Sciences che riferisce dati importanti sull’incidenza tra le donne che usano la pillola anticoncezionale e il rischio di depressione in cui incorrono fino al 130% in più, rispetto a chi non ne fa uso e in particolare nei primi due anni di utilizzo. Secondo lo studio in questione, le donne che hanno iniziato a usare le pillole contraccettive durante l’adolescenza, avevano sviluppato un rischio di ammalarsi di depressione del 130% in più, mentre il corrispondente aumento tra le utenti adulte si è attestato intorno al 92%. Una spiegazione importante sulle cause della maggiore incidenza in età adolescenziale, la fornisce Therese Johansson dell’Università di Uppsala, una delle autrici della ricerca: «I potenti effetti delle pillole contraccettive sulle adolescenti possono essere attribuiti ai cambiamenti ormonali che si sviluppano durante la pubertà e tutto questo perché le donne in quella fascia di età subiscono già sostanziali cambiamenti in questo senso, divenendo più ricettive e soggette ad ulteriori squilibri ormonali». Insomma, con l’uso dei contraccettivi ormonali che alterano il naturale funzionamento del corpo femminile, le donne mettono a rischio la propria salute e fertilità futura, nell’illusione che è stata loro inculcata di controllare le loro scelte e le loro azioni, in questo modo. Ma la vera libertà non si raggiunge imbottendo il proprio corpo con ormoni sintetici e pericolosi e soprattutto, non si possono considerare tra i benefici, come si vuol far credere, quello di proteggere da un’eventuale gravidanza che, ancora al giorno d’oggi, è considerata al pari di una malattia.

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  2. In Texas l'aborto via posta diventa crimine

    06/24/2025

    In Texas l'aborto via posta diventa crimine

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8196 IN TEXAS L'ABORTO VIA POSTA DIVENTA CRIMINE di Fabio Piemonte   Una sanzione esemplare, pari a 100.000 dollari, sarà comminata a chiunque produca, spedisca o distribuisca pillole abortive in Texas. È quanto prevede un disegno di legge che il Senato dello Stato americano si prepara ad approvare per vietare l'aborto farmacologico e, soprattutto, andare incontro ai diritti delle donne di essere non solo correttamente informate sui gravissimi danni che le pillole portano, ma anche e soprattutto ad essere protette proprio da questi rischi, oltre che proteggere i nascituri nel grembo materno. Se da un lato tale disegno di legge - dal nome HB2880 - non prevede sanzioni penali, dall'altro consentirà ai singoli cittadini di intentare cause contro chiunque violi la nuova normativa, compresi i produttori di pillole abortive. Esso amplia dunque di fatto il noto Texas Heartbeat Act, secondo il quale un aborto non può essere eseguito dopo la rilevazione del battito cardiaco del feto, che come insegna la stessa scienza, si può già ascoltare intorno al ventunesimo giorno di gestazione. GLI EFFETTI COLLATERALI DEVASTANTI DELLE PILLOLE Più nello specifico tutto parte da quando, lo scorso dicembre, la dottoressa abortista newyorkese Margaret Carpenter è stata sorpresa a spedire pillole abortive ad alcune donne in Texas. Di qui un giudice, dopo averla sanzionata con una multa di 100.000 dollari, le ha ingiunto di cessare le spedizioni. E ancora, all'inizio di quest'anno tre persone sono state arrestate con l'accusa di favorire l'aborto illegale, in quanto gestivano una rete di attività che praticava illegalmente aborti nell'area nordoccidentale di Houston. «Si tratta di pillole che vengono spedite in Texas direttamente alle donne, spesso senza istruzioni, senza richiedere la presenza di un medico e senza prevedere cure di follow-up», ha dichiarato il senatore Bryan Hughes, primo firmatario del disegno di legge. Pertanto «finora non siamo stati in grado di proteggere le donne», ha affermato con amarezza ancora il senatore, nella consapevolezza che il nuovo disegno di legge «è una dichiarazione forte su queste pillole e sui loro danni per i bimbi non nati e per le donne». In uno studio recente, dal titolo The Abortion pill harms women ("La pillola abortiva danneggia la donna") pubblicato dall'Ethics and Public Policy Center (EPPC), sono stati ribaditi i danni delle pillole abortive, dunque ormai consolidati nella letteratura scientifica, per quanto gli stessi vengano puntualmente ignorati o del tutto trascurati dagli abortisti. Nello studio in oggetto i ricercatori hanno infatti analizzato i dati pervenuti riferiti a «eventi avversi gravi», derivanti dall'assunzione di mifepristone e hanno riscontrato un tasso di eventi avversi 22 volte superiore rispetto a quello attualmente indicato dalla Food and Drug Administration (FDA). Tra queste complicazioni figurano in special modo emorragie, infezioni, sepsi, trasfusioni e ospedalizzazioni. E IN ITALIA? Per quanto in Italia la pillola del giorno dopo e la pillola dei cinque giorni dopo non giungano tra i banchi di scuola in dono per le minorenni, come purtroppo accade ad esempio nel Regno Unito, esse sono comunque oggetto di una martellante propaganda ideologica anche da parte di numerosi professionisti dei consultori delle Asl, allorquando si recano soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado per i corsi di educazione alla sessualità. Così, in nome del "sesso sicuro", si spalancano le porte alla potenziale morte di un bimbo appena concepito nelle sue prime settimane nel grembo materno. Infatti quando la dose ormonale assunta non riesce a impedirne il concepimento interviene sull'annidamento, impedendone la crescita una volta giunto dalle tube all'utero, sua prima casa. Questo il potenziale effetto più atroce, di cui purtroppo ancora oggi tante donne e ragazze sono spesso quasi del tutto inconsapevoli. Relativamente agli effetti collaterali di tali pillole sulla salute della madre vi sono non solo quelli in ambito cardiocircolatorio rilevati anche dallo studio poc'anzi menzionato, ma anche quelli legati all'infertilità, a quella stessa salute riproduttiva che pure si presume ingannevolmente di voler preservare proprio assumendo tali "bombe ormonali". Tra l'altro in piena pandemia, nel nostro Paese, l'allora Ministro della Salute Roberto Speranza si premurò di diramare nuove linee guida anche nel merito della RU486, che può così essere assunta senza ricovero obbligatorio, anche in day hospital e fino alla nona settimana di gestazione. In questo modo il SSN si deresponsabilizza ulteriormente e si compie un altro passo verso un'ulteriore privatizzazione dell'aborto, da cui scaturisce un lutto e un dolore lancinante che grava tragicamente sulla salute psicofisica della madre che assume questa pillola. Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "La Pillola abortiva: dati drammatici sui danni alla salute delle donne" parla degli effetti drammatici dell'aborto farmacologico, sempre più diffuso grazie alla pillola abortiva mifepristone (RU486). Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 22 maggio 2025: L'aborto farmacologico, sempre più diffuso grazie alla pillola abortiva mifepristone (RU486), si presenta come una falsa e drammatica bugia, ovvero una soluzione rapida e indolore per la fine di una gravidanza. Tuttavia, un recente studio ha lanciato un campanello d'allarme sulle reali implicazioni di questa pratica, svelando dati eloquenti. La ricerca, condotta dall'Ethics and Public Policy Center (EPPC), ha analizzato oltre 865.000 richieste di rimborso sanitario tra il 2017 e il 2023, rivelando che ben il 10,93% delle donne che utilizzano la pillola abortiva sperimentano eventi avversi gravi entro soli 45 giorni dall'assunzione. Questo dato è particolarmente allarmante se paragonato alla percentuale di eventi avversi gravi riportata sull'etichetta approvata dalla FDA, che si attesta su una cifra irrealisticamente bassa. I risultati dello studio, come detto, sono allarmanti: tra le donne che hanno assunto la pillola abortiva, oltre il 4,7% ha dovuto recarsi al pronto soccorso a causa di complicazioni. Più del 3,3% ha subito emorragie significative, mentre oltre l'1,3% ha contratto infezioni. Non solo: alcune donne hanno avuto bisogno di trasfusioni di sangue e sono state ricoverate in ospedale a causa di complicazioni derivanti dall'aborto farmacologico. In alcuni casi, sono stati registrati casi di sepsi, una condizione grave e potenzialmente letale, che aggiunge ulteriori preoccupazioni sulla sicurezza della pillola abortiva. Ciò che rende ancora più inquietante questo scenario è l'aumento della percentuale di eventi avversi gravi negli ultimi anni. Nel 2023, la percentuale è salita addirittura all'11,2%, un dato che solleva interrogativi inquietanti sulla presunta efficacia e sulla sicurezza di questo tipo di aborto, che viene spesso presentato come una soluzione semplice e indolore. L'incremento delle complicazioni evidenzia chiaramente come l'uso di questa pillola, soprattutto in un contesto meno regolamentato e con un accesso sempre più facile, stia comportando rischi maggiori di quelli precedentemente indicati negli studi clinici. Nonostante la crescente evidenza dei pericoli legati all'aborto farmacologico, le voci che tentano di minimizzare questi rischi non mancano. Alcuni medici, come quelli intervistati dal Guardian, hanno criticato la metodologia dello studio, sostenendo che alcuni eventi comuni, come il sanguinamento vaginale durante l'aborto, sono stati erroneamente classificati come eventi avversi gravi. Una critica palesemente ideologica che parla da sé e che non cancella la gravità dei dati presentati. Il sanguinamento e le infezioni non sono fenomeni trascurabili e vanno trattati con serietà, soprattutto quando riguardano la salute di donne che potrebbero trovarsi a dover affrontare complicazioni ancora più gravi. Inoltre, va sottolineato che lo studio è stato condotto su una vasta base di dati, con una ricerca approfondita che ha esaminato numerosi casi di complicazioni, e i risultati non possono essere ignorati. La pillola abortiva mifepristone, dunque, viene promossa come una soluzione semplice e sicura, ma i numeri raccontano una storia diversa, una storia che merita di essere ascoltata, per informare davvero e correttamente le donne. L'aborto farmacologico, quindi - contrariamente alla narrazione mainstream comune - non è privo di rischi e potrebbe, anzi, essere ben più pericoloso di quanto suggerito dalle istituzioni che ne promuovono l'uso. Mentre le lobby pro-aborto continuano a difendere l'accesso libero alla pillola abortiva, la salute delle donne sembra essere messa in secondo piano. È fondamentale che ogni donna sia pienamente consapevole dei rischi che corre e che le politiche pubbliche riflettano questa consapevolezza. In un mondo in cui il rispetto per la vita dovrebbe essere al centro di ogni decisione, è inaccettabile che si promuovano soluzioni che mettono a rischio la salute e la vita delle donne. La pillola abortiva non è la risposta, non lo è mai e mai lo sarà e i dati che emergono da questo studio devono servire da monito per un cambiamento radicale nelle politiche sanitarie. Ogni donna merita di essere protetta, di ricevere il massimo supporto e di sapere che il suo benessere fisico e psicologico viene messo al primo posto. È ora, quindi, di fare chiarezza e di smettere di ignorare le reali conseguenze di questa pratica: non solo l'omicidio di un innocente, di una vita umana, ma anche i pericoli per la salute delle madri. Il be

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  3. Un disegno di legge per vietare la pillola abortiva negli Usa

    10/05/2023

    Un disegno di legge per vietare la pillola abortiva negli Usa

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7556 UN DISEGNO DI LEGGE PER VIETARE LA PILLOLA ABORTIVA NEGLI USA Il deputato repubblicano Andy Ogles, rappresentante per lo Stato del Tennessee, è pronto a presentare un disegno di legge per vietare gli aborti chimici e penalizzare la vendita o la distribuzione di pillole abortive. "L'Ending Chemical Abortions Act" del 2023, dunque, proibirebbe l'uso di farmaci abortivi chimici allo scopo di eseguire un aborto, secondo quanto dichiarato dallo stesso Ogles. Inoltre, secondo la proposta, chiunque prescriva, distribuisca, venda o utilizzi farmaci per l'aborto chimico potrebbe essere soggetto ad una pena detentiva massima di 25 anni ed essere multato. L'uso della pillola abortiva chimica, oggi, rappresenta oltre il 50% degli aborti negli Stati Uniti e le pillole «vengono ora spedite oltre i confini statali per uccidere i bambini». La distribuzione della pillola abortiva attraverso i confini statali spesso «viola molte leggi statali pro-life esistenti» e, prosegue nella sua dichiarazione Ogles, «è imperativo che i nostri Rappresentanti eletti difendano le donne e i bambini vietando legislativamente l'uso di questi farmaci». L'ufficio di Ogles ha inoltre dichiarato che la Food and Drug Administration (FDA) ha «continuato a deludere le donne diminuendo le misure di sicurezza per proteggere loro e i loro bambini non ancora nati contro questi farmaci dannosi», a partire dalla controversa decisione dell'agenzia di approvare il mifepristone nell'ormai lontano anno 2000. Nel 2016, inoltre, la FDA ha ridotto il numero di visite mediche di persona richieste per una donna che desidera un aborto chimico da 3 a una soltanto e ha ampliato la disponibilità di indurre l'aborto chimico da 7 a 10 settimane. Nel 2021, poi, la FDA ha eliminato l'obbligo di acquisto di persona per i farmaci per l'aborto chimico, rendendoli accessibili tramite la vendita per corrispondenza. Il disegno di legge di Ogles arriverebbe dopo che il giudice distrettuale del Texas Matthew Kacsmaryk ha emesso una sentenza preliminare in aprile che ha sospeso l'approvazione del mifepristone da parte della FDA. L'amministrazione Biden ha presentato ricorso contro la sentenza alla Corte d'Appello statunitense del Quinto Circuito di New Orleans. Lì, una commissione si è pronunciata parzialmente contro la sentenza di Kacsmaryk, ma ha confermato alcune restrizioni sull'uso della pillola abortiva. A settembre sempre l'amministrazione Biden e la Danco Laboratories, produttrice di mifepristone, hanno presentato ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti per annullare le sentenze del tribunale di grado inferiore. Ora, per contrastare queste derive abortiste di Biden e delle case farmaceutiche, l'Ending Chemical Abortions Act verrà presentato e, si spera, possa avere un iter positivo.

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  4. Premiata la blasfemia contro Gesù e Maria

    06/25/2019

    Premiata la blasfemia contro Gesù e Maria

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5701 PREMIATA LA BLASFEMIA CONTRO GESU' E MARIA di Chiara Chiessi La Società Medica Italiana per la Contraccezione (Smic) e l'Associazione culturale LaScelta, che da tre anni coinvolgono gli studenti di quarto superiore, hanno indetto un concorso rivolto agli studenti dei licei artistici di tutta Italia con in palio una borsa di studio da mille euro a testa, per sensibilizzare i giovani sulla contraccezione e le pillole abortive. In questa massiccia opera di propaganda, il preservativo è stato presentato come un "supereroe", una "caramella" da tenere in borsa come fosse qualcosa di innocuo, al pari di un'aspirina. Gli effetti collaterali delle pillole e della contraccezione sono ben noti e comprendono tra gli altri cancro al seno, trombosi ed embolia. LA BLASFEMIA VIENE PREMIATA "Prevenire è meglio che cullare", questo è il motto che i ragazzi hanno portato avanti nel concorso "Informiamoci". Il progetto vincitore, che ha avuto più di 12mila like sui social ed è stato quello più votato da una giuria, è il progetto #Usalafamiracoli dell'Istituto Giorgi-Woolf di Roma. In cosa consiste? Gli studenti hanno utilizzato il famoso dipinto dell'Annunciazione di Botticelli, immaginando però che l'Arcangelo Gabriele porgesse all'Immacolata l'ellaOne, il tutto accompagnato dalla frase "Usala, fa miracoli!" Il secondo progetto vincitore si inserisce invece nell'opera di Tiziano "Adamo ed Eva", dove Satana offre ad Eva il preservativo al posto della mela. "Prendilo non è peccato" dice la scritta. Sottolineiamo che il gruppo di studenti è stato coordinato da una docente. Un'adulta, che ha incoraggiato degli studenti non solo a ridicolizzare alcune delle più importanti opere d'arte italiane, ma a compiere un vero e proprio atto di blasfemia. La giuria ha celebrato il progetto vincitore come "originale" e "creativo"; è abitudine di chi vuole veicolare determinate ideologie deformare il sacro (pensiamo al Cristo di Massa Carrara) per far passare le proprie idee. Se riflettiamo sul significato del progetto realizzato dagli studenti, comprendiamo che è imperante in esso il rifiuto di Dio: l'Arcangelo offre a Maria la pillola contraccettivo-abortiva, come a dire che non c'è bisogno di Cristo, anzi ancora peggio: lo si rifiuta. Il progetto è un invito ad abortire il Messia ed un oltraggio alla verginità di Maria. LE REAZIONI L'associazione "Non si tocca la famiglia" ha scritto al MIUR denunciando la diffusione di "contenuti che risultano in antitesi con i principi e i valori educativi del sistema scolastico" e definendo un "atto di vilipendio alla religione cattolica oltraggiare immagini di altissimo valore artistico e religioso". Fortunatamente, anche sui social si sono levate molte proteste per la blasfemia dell'immagine. Su questa triste e vergognosa vicenda possiamo fare molte considerazioni. La prima è che nelle scuole avevamo visto di tutto, ma non la blasfemia in cattedra, premiata e divenuta esempio per i giovani. Ormai da tempo la scuola ha abdicato al suo ruolo di educatrice dei giovani, che assomigliano sempre di più a poveri fantocci vittime dell'ideologia e di quello che viene propinato loro ogni giorno. Questi sono i risultati: ora la contraccezione viene inserita anche in progetti scolastici ed i ragazzi sono ipersessualizzati. [...] All'apice di tutto c'è il grave problema della mancanza di fede del nostro mondo. Nostro compito è quindi quello di testimoniare la verità, anche a costo di gravi difficoltà e riparare la blasfemia con preghiera e penitenza, come disse la Madonna ai Pastorelli di Fatima.

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  5. Con la pillola del giorno dopo, aborto più facile

    03/16/2016

    Con la pillola del giorno dopo, aborto più facile

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4138 CON LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO, ABORTO PIU' FACILE di Renzo Puccetti   Dal 4 marzo 2016 è stato modificato il regime prescrittivo della specialità medicinale Norlevo (levonorgestrel), conosciuto come la pillola del giorno dopo. Come già per l'Ulipristal, la cosiddetta dei 5 giorni dopo, anche il Levonorgestrel post-coitale potrà essere dispensata senza ricetta medica alle donne maggiorenni. Da medicinale che necessitava ricetta non ripetibile, il prodotto diventa medicinale non soggetto a prescrizione medica Sop (senza obbligo di prescrizione) per le pazienti di età pari o superiore a 18 anni; per le pazienti di età inferiore a 18 anni rimane soggetto a prescrizione medica da rinnovare volta per volta. Le farmacie, nei casi in cui la maggiore età del richiedente non sia evidente, dovranno chiedere l'esibizione di un documento di identità attestante la maggiore età. UN MEDICINALE DA BANCO Di fatto la pillola del giorno dopo come quella dei cinque giorni dopo diventa un medicinale da banco per le donne di qualsiasi età dal momento che basterà che una minorenne domandi ad un amico maggiorenne di richiedere il prodotto in farmacia al suo posto. Gli studi indicano che il prodotto ha una grande efficacia antiovulatoria quando il follicolo ovarico è piccolo, cioè quando la probabilità di gravidanza anche senza il prodotto è bassa o assente, ma quando il rapporto sessuale avviene in un momento più ravvicinato all'ovulazione, sappiamo che la molecola perde progressivamente la propria capacità di bloccare l'ovulazione. Si postula dunque che in questi casi almeno una parte dell'efficacia della molecola sia conservata attraverso meccanismi post-fecondativi, cioè microabortivi. Non c'è la prova diretta, vi sono soltanto indizi, ma è significativo che la scheda tecnica del prodotto parli del blocco dell'ovulazione come meccanismo "principale", dunque quanto meno non si escludono altri meccanismi. NASCITE ANCORA PIÙ RIDOTTE Dal punto di vista del rifiuto a dispensare il prodotto per ragioni di coscienza, il fatto che almeno per le donne maggiorenni la ricetta non serva più fa venire meno il contenzioso con i medici, scaricandolo interamente sul farmacista il quale dovrà fare appello al proprio codice deontologico che impone all'articolo 3 il rispetto della vita. Dal punto di vista dello Stato questa decisione è sintomatica della schizofrenia che connota l'azione della dirigenza del Paese. In una nazione in cui si è giunti al di sotto delle cinquecentomila nascite all'anno, dove le culle vuote stanno già causando uno squilibrio demografico che sta già creando enormi problemi, si allargano le maglie per ridurre ancora di più le nascite. Chapeau! I pensionati dei prossimi anni che andranno a ritirare la pensione, forse riceveranno pochi spiccioli, ma in una bella scatolina di Norlevo. Dal punto di vista educativo la scelta si è dimostrata disastrosa. La Francia è la nazione europea dove la distribuzione di pillole post-coitali ha raggiunto i numeri maggiori. Secondo il più recente rapporto dell'Istituto di statistica ufficiale francese (DREES) nel 2000 furono consegnate 350.000 pillole del giorno dopo con un numero di aborti pari a 205.000. Nel 2013 le pillole dei giorni dopo sono salite a circa un milione e duecentomila, ma il numero di aborti è cresciuto a 229.000. NESSUNA RIDUZIONE DELL'ABORTO Tutti le pubblicazioni scientifiche concordano nel sostenere che a livello di salute pubblica la diffusione della pillola del giorno dopo non ha determinato alcuna riduzione dell'aborto e delle gravidanze indesiderate. Messaggini, bevute, compressina per extasi, sveltina, pillolina del giorno dopo. È questa la sequenza dello sballo del sabato sera apparecchiata dalla modernità per i giovani, ancor oggi sazi e disperati, nel prossimo futuro temo soltanto disperati. Nota di BastaBugie: Benedetta Frigerio nell'articolo sottostante dal titolo "Pillola del giorno dopo senza ricetta: che ne dicono i farmacisti?" ha intervistato Elisa Fiocchi di Pro-Farma. Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 15 marzo 2016: «La "pillola del giorno dopo" è il vero pronto soccorso per chi non vuole abortire né subire un bambino non voluto», ha scritto Daniela Minerva su Repubblica dopo la decisione dell'Aifa di vendere il Norlevo senza ricetta alle maggiorenni. «Prossimo obiettivo l'abolizione dell'obbligo di ricovero di tre giorni per la Ru486 che continuo a non rispettare», ha commentato il ginecologo radicale Silvio Viale. È così che il femminismo e la battaglia radicale contro la vita, cominciata teorizzando la necessità di evitare gli aborti clandestini, giunge sempre più «verso la sua ultima e normale conseguenza con la decisione di vendere la Ella One ("pillola dei 5 giorni dopo") senza prescrizione e di legalizzare la "kill pill" Ru486». Ossia l'aborto come diritto e quindi il "fai-da-te". Elisa Focchi, titolare farmacista riminese e membro dell'associazione Pro-Farma, spiega a tempi.it perché «quella dell'Aifa non è una decisione con basi scientifiche». Cosa intende? Mesi fa, l'Aifa aveva già scelto di vendere senza ricetta la pillola "dei 5 giorni dopo", sebbene essa abbia una efficacia d'azione abortiva maggiore del Norlevo. La scelta dell'Aifa sulla "pillola del giorno dopo" è quindi la logica conseguenza della decisione precedente. Una decisione che non ha fondamenta scientifiche e le cui conseguenze, che non conosciamo, potrebbero essere pericolose. Ma l'Aifa non dovrebbe seguire il principio di precauzione? Queste pillole, come dimostrano diversi studi, possono essere abortive. Non solo, un dosaggio incontrollato può essere pericoloso, come provato da altre ricerche, per la futura fertilità della donna. Basti pensare che la "pillola del giorno dopo" ha un dosaggio di progestinico dieci volte maggiore a quello contenuto nelle pillole contraccettive. Eppure questi studi non sono presi in considerazione, tanto meno dunque il principio di precauzione. Come si è passati dall'obbligo di ricetta ripetibile alla totale assenza di prescrizione? La decisione è stata così radicale da generare molte perplessità fra i farmacisti: basti pensare che nell'ultimo sondaggio di Federfarma è emerso che il 46 per cento degli intervistati era contrario alla decisione. Come vi comporterete ora? Questi farmaci hanno dei rischi abortivi, come ho spiegato, basti pensare che le gravidanze reali sono minori di quelle attese. Quindi chi non vuole non deve vendere la pillola, anche se la pressione di alcuni titolari sui farmacisti dipendenti può essere forte. Come possono proteggersi i farmacisti? Il Movimento per la Vita, l'associazione Giovanni Paolo XXIII, i farmacisti cattolici hanno dato vita a Pro-Farma per aiutare i farmacisti a difendersi dalle accuse o dalle intimidazioni. [...] Ma purtroppo le spinte dall'alto restano enormi. Da chi provengono queste spinte? Come ho già spiegato, alla base della corsa alla liberalizzazione non ci sono motivazioni scientifiche. È quindi evidente che il problema sia politico: si vuole seguire l'Europa dove dominano le lobby abortiste. Ma credo che la ragione sia sopratutto economica: le pressioni delle case farmaceutiche sono enormi

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