Architettura, interior design, product design

Giuseppe Leida

Architecture, interior design and product design; the themes of my work. https://www.giuseppeleida.it

Episodes

  1. 10/02/2021

    Sostenibilità e retail

    SOSTENIBILITÀ E RETAIL Sapete che il settore delle costruzioni consuma il 72% della corrente elettrica; il 40% delle materie prime; il 30% dei rifiuti? E’ necessario un cambio di mentalità di ognuno di noi. Oggi le aziende sono ancora miopi rispetto a questo argomento; usciamo dalla crisi del Covid, il retail fisico era già in sofferenza prima, per i nostri clienti sostenibilità troppo spesso significa fare bei progetti spendendo poco denaro. Per tutto il resto del mondo esiste una definizione chiara di sostenibilità: ‘Condizione di un modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.’ Negli anni 50 l’economista Boulding ci invitava a guardare la terra come un’astronave isolata e con energie limitate sostenendo come fosse impossibile il concetto di sviluppo infinito sostenuto dai suoi colleghi economisti. Nel nostro piccolo possiamo contribuire grazie con i nostri progetti? Dobbiamo lavorare in queste direzioni: 1 Dobbiamo pensare al ciclo di vita di quello che progettiamo e costruiamo, come e stessimo progettando un oggetto di design industriale che verrà utilizzato per un ciclo di vita piuttosto breve, ma che poi alla fine della sua utilità dovrà essere smontato, recuperato, riutilizzato. 2 Dobbiamo iniziare ad utilizzare prodotti realizzati con materie prime riciclabili o riciclate. Il mercato dei materiali si sta aprendo velocemente a questo tipo di soluzioni. 3 Dobbiamo pensare al riuso come scelta logica, ecologica, economica e perfino estetica. 4 Dobbiamo sensibilizzare i nostri clienti e incrociare l’esperienza dei nostri fornitori con la nostra capacità di progettisti. A proposito di Estetica, dobbiamo pensare che alcune tendenze che hanno riguardato la moda e il design fino ad ora sono venute dalla scoperta di materiali nuovi, dalla coraggiosa re-interpretazione di forma archetipiche o dal risolvere una necessità. I materiali che vengono da reimpiego hanno colorazioni differenti, granulometrie differenti, un aspetto estetico proprio ed è questo che dovrebbe farci riflettere a proposito della ricerca di una nuova estetica. Il retail è già lavoro in questa direzione da almeno tre anni: hanno iniziato i big dello sportswear e ora tutta la moda è lì, a partire da Stella McCartney con l’omonimo brand (dedicherò una puntata presto). Nel food retail ancora poco, anche se solo Starbucks, la prima catena food che vuole cambiare rotta e intraprendere la strada maggiormente ecologica ha un programma di 10.000 refitting in un programma che ha chiamato Go-greener. Nelle pagine del loro sito spiegano che questo programma che terminerà nel 2025 farà risparmiare 6 miliardi di consumo di litri d’acqua pulita e farà risparmiare corrente come quella che serve per alimentare 30 mila case americane per un anno.

    3 min
  2. 10/01/2021

    Retail delle emozioni di Giuseppe Leida

    Dalla fine degli anni 2000, cioè da quando alcuni scienziati capeggiati da un neurologo, neuro scienziato, psicologo e saggista, il portoghese Antonio Damasio, teorizzano che i processi di decision making passano soprattutto attraverso le emozioni e meno dalla razionalità, il settore retail ha cambiato radicalmente approccio e si è passati dal vendere i generi necessari in spazi di acquisto funzionali, all’offrire prodotti sempre più legati ad un consumo rivolto ai nostri gusti emotivi più che alle nostre necessità. Prendiamo due esempi per rimarcare quanto detto La prima immagine mi ricorda che mio padre, nel 1999, mi mandava dal ferramenta che non era il Bricoman, ma una bottega di strada, per comprare ad esempio un cacciavite. È probabile che servisse a riparare qualche cosa? Questo era un approccio funzionalista. La seconda immagine mi ricorda mia moglie, una donna intelligente e bene organizzata, che come molti di noi va da Tiger (noi ne abbiamo uno molto vicino a casa) e compra ‘cose’ che potranno servire a gratificare uno dei miei tre figli quando ne avremo bisogno..Questo è un approccio emotivo. Vediamo qualche altro esempio di approccio emotivo. Ma ne scoprirete altri pensandoci. Pensate che qualcuno di noi sia entrato mai da Victoria's Secret per comprare un paio di mutande o un reggiseno? O avevate in mente altro? Starbuks due anni fa ha lanciato un nuovo gusto del Frappuccino: Avevate in mente di comprare un frappuccino al gusto unicorn perché pensavate fosse buono? Credete che comprare in un negozio Amazon Go sia solo il modo più veloce per fare la spesa? oppure è possibile che il nostro iper individualismo possa godere nel non dover incrociare l’umore nero di un commesso indisponente? Scegliete una scarpa Nike o Adidas solo per comfort e colore? E i vostri figli? Avete conosciuto i programmi Nike move to zero o Parley per Adidas? Oppure ancora avete un apple watch con l’applicazione di Nike o siete iscritti all’Adidas Run Base? Sapete cos’è l’Adidas Run Base? E’ uno spazio fisico, prossimo ai parchi di grandi città, dove clienti Adidas possono trovare, al prezzo di lasciare i propri dati, uno spogliatoio, docce, una community di corridori, un programma di allenamento, e nuove scarpe o abbigliamento da provare. Chiaramente a marca Adidas. Tutti questi sopra erano approcci alla progettazione che toccano le emozioni. Damasio aveva ragione.

    3 min

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