In questo episodio di Educare con calma vi racconto di una recente intervista radiofonica sui ristoranti «child-free» e vi propongo la riflessione che non sono riuscita a portare fino in fondo in quella sede: capisco il desiderio di spazi senza bambinə, ma contesto l'etichetta «child-free». Credo ci serva meno discriminazione e più educazione, e che la vera soluzione stia nella responsabilità genitoriale, in limiti non permissivi e in ambienti pensati per aiutare i bambinə ad avere successo, come facciamo con la nostra app Spazi La Tela. Vi condivido, inoltre, alcuni messaggi che ho ricevuto, da cui emerge chiaramente quanto nei media italiani prevalgano spesso litigi e sensazionalismo e mi sono chiesta se sia la società a influenzare quel modo di fare informazione, o se siano i media a plasmare il modo di essere della società. Penso che a livello societario non ci serva un'etichetta che discrimina di più, come «Child Free». Ci serve, come società, più educazione, nel senso proprio di imparare cose nuove, educarci su alcuni temi: Per i genitori, per esempio, insegnare ai bambinə ad adattare il comportamento all'ambiente (concetto per me molto importante, che è ben diverso da «stai zitto e fermo»);Per i ristoratori, come chiedere a una famiglia di portare fuori il bimbə che piange ininterrottamente e aiutarlə lì a regolarsi (più facile che restando dentro, tra l'altro). Questo, secondo me, la famiglia dovrebbe avere l'accortezza di notare e farlo senza che glielo si chieda, ma se ce l'ha, perché non glielo si può chiedere con gentilezza?;Per i genitori, come accogliere quella richiesta senza prenderla sul personale: non c'è nulla di personale nel chiedere a una famiglia di uscire perché il pianto del bambinə sovrasta tutte le altre voci. Se un adulto urlasse, gli si chiederebbe lo stesso, no? Non significa che i bambinə non sono benvenutə, significa che tutte le persone presenti hanno il diritto di avere un pasto piacevole (incluso il bambinə, che se piange disperato chiaramente non sta godendo di quel momento);Per i ristoratori, imparare a offrire piccole cose nei loro ristoranti per intrattenere i bambinə o, se non vogliono, imparare a comunicare con gentilezza a una famiglia che il loro locale non è adatto a bambinə piccoli: non solo non ci sarebbe nulla di cui scandalizzarsi, ma farebbero anche un piacere sia ai genitori sia ai bambinə.Per i genitori, imparare a mettere i bambinə nella condizione di avere successo: se i bambinə hanno una brutta reputazione è anche perché (oltre a quello che dico nell'episodio) spesso noi genitori lə indirizziamo verso il «fallimento», come portarlə a cena fuori tardi o in un ristorante non adatto a loro… Tutto il resto lo trovate nel podcast. Non ci serve il «Child Free». Ci serve meno discriminazione e più educazione. Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca. :: Come appoggiare il podcast Io non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così: Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela. In ogni caso, grazie di 💜.