Reno, 1959

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Il lesbismo ha assunto in questi anni una rilevanza senza precedenti sugli schermi mainstream occidentali. Non più fantasma, vampira, psicopatica, utile solo a confermare l’eterosessualità della protagonista, la lesbica ha raggiunto nuovi regni del visibile difficili da ipotizzare fino a dieci/venti anni fa. La copertina è una rielaborazione del film 'Cuori nel deserto' di Donna Deitch.

  1. Sep 1

    Essere Queer è un atto politico. Tip Toe, Russell T Davies e il diritto di fare ancora “ta-da”

    Oggi la mappa di Reno, 1959 ci porta di nuovo un po’ fuori strada. Tip Toe parla soprattutto di uomini gay e anche la violenza che mette al centro ha una storia profondamente legata all’omofobia. Quindi, tecnicamente, potrei dichiararmi fuori servizio. Il problema è che conosco fin troppo bene le domande che ci pone questa serie tv. Quanto possiamo considerarci al sicuro in uno spazio che abbiamo faticato tanto a conquistare? E che cosa succede quando la nostra presenza comincia a essere raccontata come una minaccia? Insomma, Davies parla di uomini gay e io continuo a pensare anche alle lesbiche. Non so. Mi succede sempre. Sitografia: Interview with Russell T Davies, writer, creator and executive producer  https://www.channel4.com/press/news/interview-russell-t-davies-writer-creator-and-executive-producer Is ‘Tip Toe’ Based On a True Story? Ending Explained and What Those Finale Revelations Really Mean di Laura Martin  https://www.esquire.com/uk/culture/tv/a71535576/is-tip-toe-based-on-a-true-story-ending-explained/ ‘How often I’m called a paedophile online is shocking’: inside Russell T Davies’s horrifying drama about rising hatred di Scott Bryan https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2026/may/29/inside-russell-t-davies-tip-top-drama-alan-cumming-david-morrissey Bibliografia: Maya De Leo, "Queer. Storia culturale della comunità LGBT+", Einaudi, 2023 Sara Garbagnoli, Massimo Prearo, La crociata "anti-gender". Dal Vaticano alle manif pour tous, Kaplan, 2018

    Essere Queer è un atto politico. Tip Toe, Russell T Davies e il diritto di fare ancora “ta-da”
  2. Feb 2

    Oro. Amore. Avventura. Viaggio nel cinema di Ulrike Ottinger

    In questo episodio di Reno 1959 attraversiamo il cinema di Ulrike Ottinger, figura iconoclasta del Nuovo Cinema Tedesco. A partire dalla pirateria visionaria di Madame X, il racconto mette a fuoco una poetica che intreccia desiderio lesbico, artificio e critica del potere, trasformando stilizzazione, collage e viaggio in pratiche di visione politica. Il cinema di Ottinger rifiuta il realismo pacificato e lavora per accostamenti spiazzanti: comunità che diventano trappole, immagini spettacolari che smascherano la normalità come dispositivo di controllo, incontri culturali che restano aperti e irrisolti. È un cinema che espone le asimmetrie e affida allo sguardo il compito di stare nella complessità. E rimaniamo in attesa della premiere berlinese di The Bloody Countess, il ritorno alla finzione della regista attraverso la figura di Elizabeth Báthory, la Contessa Sanguinaria, che attraversa i secoli come immagine perturbante del potere femminile. Bibliografia: Laurence Rickels, Ulrike Ottinger. The Autobiography Of Art Cinema, University Of Minnesota Press, 2008 Caryl Flynn, The New German Cinema. Music, History, and the Matter of Style, University of California Press, 2004 - http://ark.cdlib.org/ark:/13030/kt9j49q63s/ Marlena von Wedel, Une petite flânerie. Traveling as Method in the Work of Ulrike Ottinger, 2025 - https://tinyurl.com/45kbwcda Amy Sherlock, Following Ulrike Ottinger to the End of the World, 2019 - https://tinyurl.com/5dmsk4ur Marc Silberman, Interview with Ulrike Ottinger. Surreal images - https://tinyurl.com/52cfa5mu Filmcentric, Two Films by Ulrike Ottinger: Ticket of No Return (1979) and Johanna d’Arc of Mongolia (1989) - https://tinyurl.com/62m4zpcp Sam Bodrojan, Ulrike Ottinger, https://tinyurl.com/4xszzfum

    Oro. Amore. Avventura. Viaggio nel cinema di Ulrike Ottinger

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Il lesbismo ha assunto in questi anni una rilevanza senza precedenti sugli schermi mainstream occidentali. Non più fantasma, vampira, psicopatica, utile solo a confermare l’eterosessualità della protagonista, la lesbica ha raggiunto nuovi regni del visibile difficili da ipotizzare fino a dieci/venti anni fa. La copertina è una rielaborazione del film 'Cuori nel deserto' di Donna Deitch.

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