Le interviste del Presidente

ACEF

Proponiamo una serie di interviste di approfondimento a cura del Presidente ACEF Gianfranco Barbieri a esperti economisti, operatori economici, imprese e professionisti nelle quali cercheremo di fornire chiavi di lettura differenti per costruire scenari realistici e delineare strategie adeguate alla luce del contesto fortemente incerto.

  1. Sep 14

    Composizione negoziata 2026: l’analisi del prof. Alessandro Danovi

    La composizione negoziata sta entrando in una fase di maggiore maturità. L’esperienza dei primi anni di applicazione, il decreto dirigenziale del 23 aprile 2026, i principi elaborati dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e i più recenti interventi dell’Agenzia delle Entrate stanno progressivamente definendo una cornice operativa più chiara. Nella conversazione promossa da ACEF, il prof. Alessandro Danovi analizza questa evoluzione e affronta una questione centrale: la composizione negoziata resta un percorso flessibile oppure sta assumendo caratteristiche sempre più vicine a quelle di una procedura? La maggiore formalizzazione può rappresentare un limite, perché rischia di appesantire uno strumento nato per favorire il dialogo tra impresa e creditori. Allo stesso tempo, però, regole più precise aiutano a superare le incertezze che hanno caratterizzato le prime esperienze, nelle quali non sempre gli esperti possedevano un’adeguata conoscenza dello strumento o riuscivano a distinguere il proprio ruolo da quello del commissario giudiziale o del curatore. Il decreto dirigenziale del 23 aprile 2026 Il nuovo decreto dirigenziale aggiorna le precedenti versioni e recepisce le indicazioni emerse dall’applicazione concreta della composizione negoziata. Gli interventi più rilevanti riguardano il test pratico, la checklist, il protocollo di conduzione del percorso e la tracciabilità dell’attività svolta dall’esperto. L’obiettivo è favorire una maggiore standardizzazione del metodo di lavoro, senza però trasformare l’esperto nel soggetto che dirige o sostituisce l’imprenditore nelle trattative. Il debitore conserva infatti la regia del percorso, sceglie quali creditori coinvolgere e può condurre direttamente alcune interlocuzioni, purché vengano rispettati i doveri di correttezza, trasparenza e buona fede.

  2. Sep 14

    Servitizzazione, filiere e valore per il cliente: il modello Bibus

    In questa intervista ACEF incontra Giuseppe Lodi di Bibus Italia per approfondire il tema della servitizzazione.Il termine richiama un cambiamento nel modo di concepire il rapporto tra impresa, prodotto, cliente e mercato. “Servitizzazione” significa spostare il centro della proposta di valore dal prodotto considerato in sé al sistema di servizi, competenze, progettazione, assistenza, logistica e capacità organizzativa che rende quel prodotto realmente utile per il cliente. Nel caso di Bibus Italia, questo approccio nasce dall’esperienza diretta sul mercato. L’azienda rappresenta in Italia il gruppo multinazionale Bibus, realtà nata nel 1947 e specializzata nella fornitura di servizi, sistemi e soluzioni in settori tecnici. La società italiana è stata fondata nel 2012 e ha costruito negli anni un percorso di crescita che l’ha portata a sviluppare sedi operative in Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte, con un team oggi composto da circa settanta persone.Bibus ha riconosciuto solo in un secondo momento che il proprio modo di lavorare corrispondeva al concetto di servitizzazione. Prima ancora della definizione, esisteva un metodo: ascoltare il cliente, comprendere il problema da risolvere, costruire una soluzione tecnica e organizzativa coerente con le sue esigenze. Una PMI che deve sviluppare un nuovo macchinario, un nuovo sottosistema o una soluzione tecnica specifica può trovare in Bibus un interlocutore capace di mettere insieme componenti, competenze e fornitori diversi, trasformandoli in un sistema coerente e utilizzabile. Il cliente può così concentrarsi sul proprio mercato, sulla produzione e sulla relazione commerciale, affidando a un partner specializzato una parte rilevante della complessità tecnica e organizzativa. Nel confronto con Gianfranco Barbieri, Presidente ACEF, emergono inoltre riflessioni più ampie sul ruolo dell’imprenditore, sulla capacità di assumere rischio, sul passaggio generazionale, sull’attrazione dei talenti e sulla necessità di creare ambienti di lavoro nei quali le persone possano crescere e contribuire allo sviluppo dell’impresa.

  3. Sep 14

    Osservatorio Composizione Negoziata della Crisi - Conversazione con Sandro Pettinato

    La composizione negoziata della crisi è entrata in una fase nuova. I numeri, le prassi applicative e le recenti novità normative impongono una lettura più matura, capace di distinguere tra ciò che funziona, ciò che va corretto e ciò che rischia di compromettere l’efficacia dell’intero percorso.Nel video viene offerta una ricognizione aggiornata, al 22 giugno 2026, dello stato della composizione negoziata, alla luce del decreto dirigenziale di aprile, degli aggiornamenti della piattaforma, delle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’evoluzione dei dati raccolti negli ultimi anni. Il primo elemento che emerge è la crescita del ricorso allo strumento. Le domande di composizione negoziata hanno superato quota 4.600, collocando la CNC tra i principali strumenti oggi utilizzati per affrontare situazioni di crisi d’impresa, con numeri superiori a quelli del concordato preventivo. Questo dato, tuttavia, non può essere letto in modo automatico come indice di successo, l’aumento delle istanze può segnalare una maggiore conoscenza dello strumento, ma può anche nascondere ricorsi tardivi o domande deboli. Il dato più significativo riguarda piuttosto l’evoluzione qualitativa delle domande e delle chiusure favorevoli. Se nella prima fase applicativa le percentuali di successo erano molto contenute, oggi si registra un miglioramento sensibile, con una media di circa un caso favorevole su cinque.  Restano però criticità rilevanti. La prima riguarda la tardività di molte domande, presentate quando la crisi è ormai cronicizzata o addirittura a ridosso di iniziative giudiziali. In questi casi la composizione negoziata rischia di diventare un passaggio formale, poco utile per l’impresa e dannoso per creditori, dipendenti e fornitori. Un secondo profilo riguarda la qualità dell’Esperto. E’ necessario affidare l’incarico a una figura dotata non solo di competenze tecniche, ma anche di capacità negoziale, autorevolezza, equilibrio e conoscenza concreta delle dinamiche aziendali.

About

Proponiamo una serie di interviste di approfondimento a cura del Presidente ACEF Gianfranco Barbieri a esperti economisti, operatori economici, imprese e professionisti nelle quali cercheremo di fornire chiavi di lettura differenti per costruire scenari realistici e delineare strategie adeguate alla luce del contesto fortemente incerto.