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Le notizie positive per un mondo migliore selezionate da AVIS, Associazione Volontari Italiani del Sangue

  1. 02/06/2025

    Da Gostneth alla raccolta di plasma in Italia: le buone notizie di oggi

    Partiamo, oggi, dall’operazione “Gostneth” dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, messa in atto recentemente lungo la costa siciliana tra Augusta e Siracusa. In soli 60mila metri quadrati di fondale ispezionati sono state recuperate oltre 30 reti da pesca abbandonate in mare, lunghe fino a 260 metri, come un grattacielo di 100 piani, a una cinquantina di metri di profondità che minacciavano fauna e flora marine, in particolare le piante di Posidonia oceanica. Il recupero delle “reti fantasma”, finanziato dal Pnrr, prevede la rimozione, la raccolta, il trasporto, lo smaltimento e il riciclo di queste attrezzature come reti a strascico, da posta, grovigli di cime, lenze e nasse - non solo in Sicilia ma anche lungo le coste di Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Marche, Emilia-Romagna e Veneto. Grazie all’uso di robot sottomarini filoguidati con braccia meccaniche per tagliare, manipolare e rimuovere le reti in profondità, i subacquei altamente specializzati non realizzeranno solo una semplice pulizia ma praticheranno un intervento preciso e meticoloso simile al restauro di un dipinto. Un progetto ambizioso, quello di “Gostneth” di ISPRA, che fino al 30 giugno 2026 punta a tutelare l’immenso patrimonio naturalistico che popola i fondali italiani. Sono oltre 900 mila i kg di plasma raccolti lo scorso anno nel nostro Paese e impiegati nella produzione di farmaci salvavita. Per l’esattezza sono 906.938, pari a un aumento del 3% rispetto agli 880.000 del 2023. Un traguardo importantissimo raggiunto per la prima volta nel nostro Paese grazie alla solidarietà di centinaia di migliaia di italiani, che avvicina sempre di più l’obiettivo dell’autosufficienza nazionale. L’Italia, infatti, è ancora costretta a importare dall’estero - e in particolare dagli Stati Uniti - circa il 25% di questi medicinali ed è fondamentale - oggi più che mai, anche in considerazione degli attuali equilibri internazionali - cercare di ottenere la piena autonomia. Il plasma è la parte liquida del sangue, ampiamente utilizzata per curare le gravi ustioni o per produrre medicinali somministrati a pazienti affetti da emofilia, per curare malattie del fegato come la cirrosi oppure nella terapia di patologie in cui il sistema immunitario perde, totalmente o in parte, la sua funzionalità. Non bisogna, poi, dimenticare che dal plasma si ottengono i vaccini contro infezioni come l'epatite B o il tetano.     Ma come si dona? Mediante una procedura che separa il plasma da tutti gli altri componenti (cioè i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine) i quali vengono restituiti al donatore. I requisiti per compiere questo gesto sono semplici: bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 60 anni, pesare almeno 50 kg e godere di buona salute.  A rendere possibile il raggiungimento di questo risultato è stato l’impegno congiunto di tutti gli attori del sistema trasfusionale italiano: istituzioni, sanità e associazioni. Centrale è stato il ruolo di AVIS, che più di 6 anni fa lanciò la prima campagna nazionale per la promozione della donazione di plasma di cui vi facciamo ascoltare, in chiusura di puntata, uno spot. Per sapere più nei dettagli come fare per diventare donatori di sangue e plasma e per cercare la sede a voi più vicina, visitate il sito avis.it

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  2. 01/23/2025

    Le buone notizie della settimana

    Siamo ancora capaci di confrontarci con gli altri, soprattutto se abbiamo opinioni divergenti su temi delicati e importanti come i diritti civili o l’immigrazione? La risposta non è semplice in un’epoca come quella attuale, dove i social network hanno polarizzato molto il dibattito pubblico, favorendo la creazione di reti sociali basate sulla condivisione di interessi, passioni e stessi punti di vista.   Partendo proprio dall’esigenza di creare dialogo tra persone che la pensano diversamente, il settimanale tedesco Die Zeit (pronuncia “dii zait”) ha lanciato nel 2017 l’iniziativa My country talks. L’idea è semplice: su una piattaforma online gli utenti rispondono a 10 domande e un algoritmo crea dei match, cioè delle coppie, che hanno una visione opposta invitandole a incontrarsi e confrontarsi per scambiare i propri punti di vista. Il successo non si è fatto attendere: quasi 300mila partecipanti si sono registrati in Germania e hanno accettato di partecipare a questi confronti. L’iniziativa è stata esportata in altri Paesi come la Francia, dove in un solo mese sono state coinvolte ben 6.500 persone!  Ma al di là del numero degli iscritti, qual è il reale impatto di questo progetto nella vita non online? Secondo le stime, più della metà dei partecipanti - per l’esattezza il 60% - è rimasto in contatto con il suo binomio dopo l’incontro e il 90% sarebbe pronto a fare e a consigliare una conversazione con un’altra persona. Con l'apertura della Porta Santa, lo scorso 24 dicembre, si è dato inizio all’anno santo che, secondo la CEI - Conferenza episcopale italiana , rappresenta anche un’occasione speciale per abbattere i confini e permettere a tutti di beneficiare dell’immenso patrimonio non solo religioso, ma anche culturale e artistico del Paese, a partire da chi è in una condizione di disabilità. Partendo da questi presupposti, alcune diocesi hanno realizzato il progetto "Giubileo for all”, che raccoglie diversi itinerari sul territorio italiano pensati per persone con e senza disabilità. Attraverso percorsi che si sviluppano tra Calabria, Campania, Marche, Molise ed Emilia-Romagna, i pellegrini andranno alla scoperta di santuari, luoghi d'arte e di culto caratteristici delle zone interne del nostro Paese, entrando in contatto con gli abitanti di questi luoghi e con le loro tradizioni. Tutta la segnaletica è stata progettata in modo che chiunque, indipendentemente dalla lingua o dalle capacità fisiche, sensoriali e cognitive, possa comprendere cosa troverà lungo il cammino. Un modo per rendere ancora più inclusivo questo viaggio alla scoperta di luoghi talvolta remoti, spesso lontani dalle grandi rotte del turismo, ma pieni di fascino e spiritualità senza tempo e, soprattutto, senza barriere.

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