Movimento Estensione Vita

Fulvio Dominici

Portare in Italia la conoscenza riguardo le recentissime tecnologie per l’estensione della durata della vita umana e il mantenimento di uno stato di vitalità e gioventù anche in età avanzata. Diffondere un nuovo punto di vista, già ufficializzato in molti paesi stranieri: la vecchiaia non è una condizione normale e inevitabile, ma uno stato curabile e reversibile. Iscriviti al podcast e resta aggiornato su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, con contenuti tutti in italiano.

  1. 1d ago

    VIDEO:Lo sapevi che, con gli anni, il nostro intestino perde uno dei suoi alleati migliori?

    Lo sapevi che, con gli anni, il nostro intestino perde uno dei suoi alleati migliori? E se un piccolo batterio potesse aiutarci a invecchiare meglio? Oggi parliamo di un protagonista invisibile della nostra salute: un batterio che vive nell'intestino e che si chiama Akkermansia muciniphila. Un nome difficile, lo so... ma ricordatelo, perché negli ultimi anni è diventato uno dei microrganismi più studiati nel campo dell'invecchiamento. Nel 2019 un gruppo di ricercatori belgi e olandesi ha pubblicato su Nature Medicine il primo studio sull'uomo. Per tre mesi, i partecipanti hanno assunto Akkermansia pastorizzata; Il calore della pastorizzazione rende il batterio inattivo. Rispetto al placebo, la sensibilità all'insulina è migliorata di quasi il trenta per cento. Il calore della pastorizzazione rende il batterio inattivo, rispetto al placebo la sensibilità all'insulina è migliorata di quasi il 30 per cento, l'insulina nel sangue è scesa del 34 per cento, il colesterolo totale di quasi il 9 per cento. Nel 2026, sempre su Nature Medicine, un nuovo studio su 90 adulti in sovrappeso, ha osservato un altro effetto: dopo una dieta, chi assumeva Akkermansia pastorizzata ha ripreso in media poco più di 1 kg, contro gli oltre 3 kg del gruppo placebo e, c'è un terzo dato, forse il più interessante per chi ha superato i 60 anni! Attenzione a non trarre conclusioni affrettate, parliamo di un'associazione, non di una causa potrebbe essere la malattia a modificare l'intestino e non il contrario; ma questo dato ci ricorda una lezione preziosa: in biologia di più non significa sempre meglio, ogni batterio ha il suo equilibrio, allora come comportarsi? L'Akkermansia non è una pillola dell'eterna giovinezza, è una finestra affascinante su un'idea nuova; invecchiare bene dipende anche dai piccoli alleati che portiamo dentro di noi e prendercene cura è in fondo un modo per prenderci cura di noi stessi. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita

    VIDEO:Lo sapevi che, con gli anni, il nostro intestino perde uno dei suoi alleati migliori?
  2. 1d ago

    TRATTAMENTI:Lo sapevi che, con gli anni, il nostro intestino perde uno dei suoi alleati migliori?

    Lo sapevi che, con gli anni, il nostro intestino perde uno dei suoi alleati migliori? E se un piccolo batterio potesse aiutarci a invecchiare meglio? Oggi parliamo di un protagonista invisibile della nostra salute: un batterio che vive nell'intestino e che si chiama Akkermansia muciniphila. Un nome difficile, lo so... ma ricordatelo, perché negli ultimi anni è diventato uno dei microrganismi più studiati nel campo dell'invecchiamento. Nel 2019 un gruppo di ricercatori belgi e olandesi ha pubblicato su Nature Medicine il primo studio sull'uomo. Per tre mesi, i partecipanti hanno assunto Akkermansia pastorizzata; Il calore della pastorizzazione rende il batterio inattivo. Rispetto al placebo, la sensibilità all'insulina è migliorata di quasi il trenta per cento. Il calore della pastorizzazione rende il batterio inattivo, rispetto al placebo la sensibilità all'insulina è migliorata di quasi il 30 per cento, l'insulina nel sangue è scesa del 34 per cento, il colesterolo totale di quasi il 9 per cento. Nel 2026, sempre su Nature Medicine, un nuovo studio su 90 adulti in sovrappeso, ha osservato un altro effetto: dopo una dieta, chi assumeva Akkermansia pastorizzata ha ripreso in media poco più di 1 kg, contro gli oltre 3 kg del gruppo placebo e, c'è un terzo dato, forse il più interessante per chi ha superato i 60 anni! Attenzione a non trarre conclusioni affrettate, parliamo di un'associazione, non di una causa potrebbe essere la malattia a modificare l'intestino e non il contrario; ma questo dato ci ricorda una lezione preziosa: in biologia di più non significa sempre meglio, ogni batterio ha il suo equilibrio, allora come comportarsi? L'Akkermansia non è una pillola dell'eterna giovinezza, è una finestra affascinante su un'idea nuova; invecchiare bene dipende anche dai piccoli alleati che portiamo dentro di noi e prendercene cura è in fondo un modo per prenderci cura di noi stessi. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita

    TRATTAMENTI:Lo sapevi che, con gli anni, il nostro intestino perde uno dei suoi alleati migliori?
  3. 4d ago

    VIDEO:Il tuo Cervello può essere più vecchio della tua età anagrafica o più giovane?

    Se tre domande fossero sufficienti per scoprire da che parte stai? Oggi facciamo un test: tre domande, una risposta corretta ciascuna, tienila a mente mentre ascolti. Domanda uno: quante ore di sonno per notte riducono il rischio di declino cognitivo? A 5-6 ore - B 7-8 ore - C 9-10 ore: hai risposto? La risposta corretta è B: 7-8 ore; durante il sonno profondo il Cervello attiva il sistema glinfatico, una rete di canali che elimina i rifiuti metabolici accumulati durante il giorno, tra cui la betamiloide, la proteina associata all'Alzheimer. Dormire meno di 6 ore per notte accelera questo accumulo in modo misurabile; uno studio pubblicato su Nature Communications ha dimostrato che anche una sola notte di sonno ridotto è sufficiente per aumentare i livelli di betamiloide nel Cervello di una persona sana. Domanda due: quale tipo di esercizio ha il maggior effetto sulla neurogenesi, cioè sulla nascita di nuovi neuroni? A: stretching quotidiano - B: camminata veloce o attività  aerobica - C: sollevamento pesi intenso, hai risposto? La risposta corretta è B: l'esercizio aerobico stimola la produzione di BDNF, il fattore neurotrofico che favorisce la nascita e la sopravvivenza dei neuroni nell'ippocampo, la zona del Cervello deputata alla memoria. 30 minuti di camminata veloce, quattro volte a settimana, aumentano il volume ippocampale in modo misurabile già dopo 6 mesi; in termini pratici significa una memoria più reattiva, una migliore capacità di orientamento ed un rischio significativamente ridotto di demenza. Domanda tre, l'ultima: quale alimento consumato regolarmente è associato ad un Cervello biologicamente più giovane di 3, 6 anni? A: olio d'oliva extravergine - B: mirtilli - C: verdure a foglia verde come spinaci e cavolo nero, hai risposto? La risposta corretta è C; uno studio della Rush University condotto su 900 persone over 60, ha dimostrato che chi consuma una porzione al giorno di verdure a foglia verde ha un profilo cognitivo equivalente a quello di una persona di quasi 4 anni più giovane. Il merito va alla luteina, alla vitamina K ed ai folati in esse contenuti; questi nutrienti riducono lo stress ossidativo nei neuroni e rallentano la perdita di connessioni sinaptiche che normalmente accompagna l'invecchiamento. Tre domande, tre abitudini concrete: sonno, movimento, verdure verdi; la scienza è chiara! Il Cervello risponde e risponde ancora meglio quando le abitudini giuste sono affiancate dagli integratori giusti. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti. Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita. Iscrivendosi al canale ed attivando le notifiche con l'icona della campanella (metti anche un “mi piace”, grazie) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita

    VIDEO:Il tuo Cervello può essere più vecchio della tua età anagrafica o più giovane?
  4. 4d ago

    DIVULGAZIONE:Il tuo Cervello può essere più vecchio della tua età anagrafica o più giovane?

    Se tre domande fossero sufficienti per scoprire da che parte stai? Oggi facciamo un test: tre domande, una risposta corretta ciascuna, tienila a mente mentre ascolti. Domanda uno: quante ore di sonno per notte riducono il rischio di declino cognitivo? A 5-6 ore - B 7-8 ore - C 9-10 ore: hai risposto? La risposta corretta è B: 7-8 ore; durante il sonno profondo il Cervello attiva il sistema glinfatico, una rete di canali che elimina i rifiuti metabolici accumulati durante il giorno, tra cui la betamiloide, la proteina associata all'Alzheimer. Dormire meno di 6 ore per notte accelera questo accumulo in modo misurabile; uno studio pubblicato su Nature Communications ha dimostrato che anche una sola notte di sonno ridotto è sufficiente per aumentare i livelli di betamiloide nel Cervello di una persona sana. Domanda due: quale tipo di esercizio ha il maggior effetto sulla neurogenesi, cioè sulla nascita di nuovi neuroni? A: stretching quotidiano - B: camminata veloce o attività  aerobica - C: sollevamento pesi intenso, hai risposto? La risposta corretta è B: l'esercizio aerobico stimola la produzione di BDNF, il fattore neurotrofico che favorisce la nascita e la sopravvivenza dei neuroni nell'ippocampo, la zona del Cervello deputata alla memoria. 30 minuti di camminata veloce, quattro volte a settimana, aumentano il volume ippocampale in modo misurabile già dopo 6 mesi; in termini pratici significa una memoria più reattiva, una migliore capacità di orientamento ed un rischio significativamente ridotto di demenza. Domanda tre, l'ultima: quale alimento consumato regolarmente è associato ad un Cervello biologicamente più giovane di 3, 6 anni? A: olio d'oliva extravergine - B: mirtilli - C: verdure a foglia verde come spinaci e cavolo nero, hai risposto? La risposta corretta è C; uno studio della Rush University condotto su 900 persone over 60, ha dimostrato che chi consuma una porzione al giorno di verdure a foglia verde ha un profilo cognitivo equivalente a quello di una persona di quasi 4 anni più giovane. Il merito va alla luteina, alla vitamina K ed ai folati in esse contenuti; questi nutrienti riducono lo stress ossidativo nei neuroni e rallentano la perdita di connessioni sinaptiche che normalmente accompagna l'invecchiamento. Tre domande, tre abitudini concrete: sonno, movimento, verdure verdi; la scienza è chiara! Il Cervello risponde e risponde ancora meglio quando le abitudini giuste sono affiancate dagli integratori giusti. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti. Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita. Iscrivendosi al canale ed attivando le notifiche con l'icona della campanella (metti anche un “mi piace”, grazie) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita

    DIVULGAZIONE:Il tuo Cervello può essere più vecchio della tua età anagrafica o più giovane?
  5. Sep 26

    VIDEO:Ti senti mai solo anche in mezzo alla gente? E se quella sensazione ti invecchiasse più del fumo?

    Ti spiego perché e come difenderti. Nell'aprile 2026 il Journal of the American Heart Association ha pubblicato uno studio imponente: 462.000 persone seguite per quasi 14 anni. L'obiettivo? Capire se la solitudine avesse un effetto sulle valvole del cuore, le piccole porte che con l'età possono irrigidirsi o chiudersi male. Il risultato: chi si sentiva più solo aveva un rischio più alto del 19 per cento di malattia valvolare degenerativa, 21 per cento per la stenosi aortica, 23 per l'insufficienza mitralica, ma il dato più sorprendente è un altro. Vivere da soli, vedere poche persone non aumentava il rischio, contava una cosa sola: sentirsi soli, non avere nessuno con cui confidarsi. Ecco il paradosso: puoi essere circondato da gente e sentirti solo lo stesso e il tuo cuore lo registra e non è solo il cuore. Uno studio pubblicato su "Aging" ha misurato l'età biologica di migliaia di adulti cinesi, con un orologio dell'invecchiamento basato sugli esami del sangue. Sentirsi soli ed infelici aggiungeva fino a quasi 1 anno e 8 mesi, il fumo 1 anno e 3 mesi: perché succede? Secondo l'Istat il 38, 5 per cento delle persone oltre i 75 anni si è sentito solo almeno per una parte del tempo, quasi 4 su 10, allora cosa puoi fare? Primo non ti serve una folla, ti serve una persona con cui parlare davvero, coltiva quel legame con appuntamenti fissi, anche solo una telefonata alla settimana. Secondo: unisci compagnia e movimento; una parte del rischio passa dallo stile di vita: sedentarietà, sonno, fumo, una camminata in compagnia lavora su entrambi i fronti. Terzo: parlane con il tuo medico; la solitudine non è una debolezza, è un fattore di rischio ed i fattori di rischio si possono ridurre. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita su Apple: https://podcasts.apple.com/us/podcast/movimento-estensione-vita/id1567804669

    VIDEO:Ti senti mai solo anche in mezzo alla gente? E se quella sensazione ti invecchiasse più del fumo?
  6. Sep 26

    DIVULGAZIONE:Ti senti mai solo anche in mezzo alla gente? E se quella sensazione ti invecchiasse più del fumo?

    Ti spiego perché e come difenderti. Nell'aprile 2026 il Journal of the American Heart Association ha pubblicato uno studio imponente: 462.000 persone seguite per quasi 14 anni. L'obiettivo? Capire se la solitudine avesse un effetto sulle valvole del cuore, le piccole porte che con l'età possono irrigidirsi o chiudersi male. Il risultato: chi si sentiva più solo aveva un rischio più alto del 19 per cento di malattia valvolare degenerativa, 21 per cento per la stenosi aortica, 23 per l'insufficienza mitralica, ma il dato più sorprendente è un altro. Vivere da soli, vedere poche persone non aumentava il rischio, contava una cosa sola: sentirsi soli, non avere nessuno con cui confidarsi. Ecco il paradosso: puoi essere circondato da gente e sentirti solo lo stesso e il tuo cuore lo registra e non è solo il cuore. Uno studio pubblicato su "Aging" ha misurato l'età biologica di migliaia di adulti cinesi, con un orologio dell'invecchiamento basato sugli esami del sangue. Sentirsi soli ed infelici aggiungeva fino a quasi 1 anno e 8 mesi, il fumo 1 anno e 3 mesi: perché succede? Su "Nature Human Behavior" un'analisi su oltre 42.000 persone ha trovato nel sangue di chi si sente solo proteine legate all'infiammazione ed alle difese immunitarie, più della metà è collegata a malattie del cuore, ictus e diabete. In pratica il corpo vive la solitudine come una minaccia continua e si consuma per difendersi ed in Italia? Secondo l'Istat il 38, 5 per cento delle persone oltre i 75 anni si è sentito solo almeno per una parte del tempo, quasi 4 su 10, allora cosa puoi fare? Primo non ti serve una folla, ti serve una persona con cui parlare davvero, coltiva quel legame con appuntamenti fissi, anche solo una telefonata alla settimana. Secondo: unisci compagnia e movimento; una parte del rischio passa dallo stile di vita: sedentarietà, sonno, fumo, una camminata in compagnia lavora su entrambi i fronti. Terzo: parlane con il tuo medico; la solitudine non è una debolezza, è un fattore di rischio ed i fattori di rischio si possono ridurre. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita su Apple: https://podcasts.apple.com/us/podcast/movimento-estensione-vita/id1567804669

    DIVULGAZIONE:Ti senti mai solo anche in mezzo alla gente? E se quella sensazione ti invecchiasse più del fumo?
  7. Sep 23

    VIDEO - 90 Minuti che cambiano tutto

    90 minuti alla settimana: non 90 al giorno, 90 alla settimana è la dose di esercizio che secondo uno studio su quasi 150.000 persone, abbassa del 27% il rischio di morire di malattie neurologiche. Lo studio è stato pubblicato quest'anno sul British Journal of Sports Medicine e non è una ricerca qualunque: i ricercatori hanno seguito 147.000 persone per 30 anni. Sono i dati di tre grandi indagini americane sul personale sanitario, medici, infermiere, ogni 2 anni; queste persone dichiaravano quanto tempo dedicavano all'attività aerobica e quanto all'esercizio di forza. All'inizio avevano in media 54 anni, sull'attività aerobica sapevamo già molto: camminare a passo svelto, nuotare, andare in bicicletta, allunga la vita, ma sull'esercizio di forza, i pesi, gli esercizi a corpo libero, le prove erano molto più deboli. Questo studio le ha finalmente messe in fila ed il risultato ha una forma inattesa: chi faceva tra 90 e 120 minuti di esercizi di forza alla settimana, aveva un rischio di morte inferiore del 13% rispetto a chi non ne faceva affatto. Sul cuore il vantaggio saliva al 19% e sulle malattie neurologiche al 27%; il numero più interessante però è un altro: oltre i 120 minuti settimanali il beneficio si ferma, non cresce più. Fermiamoci un attimo su questo: 90 minuti alla settimana significa tre sedute da mezz'ora, oppure due da 45 minuti è molto meno di quanto la maggior parte delle persone immagini quando sente la parola palestra e, soprattutto, fare di più non serve. C'è poi un dettaglio che riguarda i tumori e va nella direzione opposta: lì il vantaggio compariva già a dosi piccolissime, fra 1 e 29 minuti alla settimana il rischio di morte per cancro era inferiore del 21%: dosi diverse, benefici diversi, ma il dato più forte arriva quando le due cose si combinano. Chi univa un buon volume di attività aerobica ad un'ora abbondante di esercizi di forza alla settimana, aveva un rischio di morte inferiore del 45%, non è la somma dei due, è qualcosa di più, una precisazione onesta perché conta. Questo è uno studio osservazionale, mostra un'associazione robusta, non una relazione di causa ed effetto dimostrata e l'attività fisica era dichiarata dai partecipanti, non misurata. Chi si allena di più tende anche a mangiare meglio, a pesare meno, a fumare meno; detto questo la direzione è chiara ed è la stessa da anni con una novità: adesso abbiamo un numero, 90 minuti alla settimana e dopo i 60 anni, quando la massa muscolare comincia a scendere più in fretta, quel numero pesa ancora di più. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita su Apple: https://podcasts.apple.com/us/podcast/movimento-estensione-vita/id1567804669 Guarda un nostro video completo qui:https://youtu.be/_cO1g-oaWbI'

    VIDEO - 90 Minuti che cambiano tutto
  8. Sep 23

    DIVULGAZIONE - 90 Minuti che cambiano tutto

    90 minuti alla settimana: non 90 al giorno, 90 alla settimana è la dose di esercizio che secondo uno studio su quasi 150.000 persone, abbassa del 27% il rischio di morire di malattie neurologiche. Lo studio è stato pubblicato quest'anno sul British Journal of Sports Medicine e non è una ricerca qualunque: i ricercatori hanno seguito 147.000 persone per 30 anni. Sono i dati di tre grandi indagini americane sul personale sanitario, medici, infermiere, ogni 2 anni; queste persone dichiaravano quanto tempo dedicavano all'attività aerobica e quanto all'esercizio di forza. All'inizio avevano in media 54 anni, sull'attività aerobica sapevamo già molto: camminare a passo svelto, nuotare, andare in bicicletta, allunga la vita, ma sull'esercizio di forza, i pesi, gli esercizi a corpo libero, le prove erano molto più deboli. Questo studio le ha finalmente messe in fila ed il risultato ha una forma inattesa: chi faceva tra 90 e 120 minuti di esercizi di forza alla settimana, aveva un rischio di morte inferiore del 13% rispetto a chi non ne faceva affatto. Sul cuore il vantaggio saliva al 19% e sulle malattie neurologiche al 27%; il numero più interessante però è un altro: oltre i 120 minuti settimanali il beneficio si ferma, non cresce più. Fermiamoci un attimo su questo: 90 minuti alla settimana significa tre sedute da mezz'ora, oppure due da 45 minuti è molto meno di quanto la maggior parte delle persone immagini quando sente la parola palestra e, soprattutto, fare di più non serve. C'è poi un dettaglio che riguarda i tumori e va nella direzione opposta: lì il vantaggio compariva già a dosi piccolissime, fra 1 e 29 minuti alla settimana il rischio di morte per cancro era inferiore del 21%: dosi diverse, benefici diversi, ma il dato più forte arriva quando le due cose si combinano. Chi univa un buon volume di attività aerobica ad un'ora abbondante di esercizi di forza alla settimana, aveva un rischio di morte inferiore del 45%, non è la somma dei due, è qualcosa di più, una precisazione onesta perché conta. Questo è uno studio osservazionale, mostra un'associazione robusta, non una relazione di causa ed effetto dimostrata e l'attività fisica era dichiarata dai partecipanti, non misurata. Chi si allena di più tende anche a mangiare meglio, a pesare meno, a fumare meno; detto questo la direzione è chiara ed è la stessa da anni con una novità: adesso abbiamo un numero, 90 minuti alla settimana e dopo i 60 anni, quando la massa muscolare comincia a scendere più in fretta, quel numero pesa ancora di più. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita su Apple: https://podcasts.apple.com/us/podcast/movimento-estensione-vita/id1567804669 Guarda un nostro video completo qui:https://youtu.be/_cO1g-oaWbI'

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