FinanceTV Talks- Le voci dell'Economia

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🎙️FinanceTV Talks – Le Voci dell’Economia 🎙️ 🌍Benvenuti a FinanceTV Talks – Le Voci dell’Economia, il podcast che porta il mondo della finanza e dell’economia direttamente nelle tue orecchie. Ogni settimana, dialoghi esclusivi con esperti di mercati finanziari, geopolitica, innovazione tecnologica, sostenibilità e demografia per capire le dinamiche che plasmano il presente e il futuro. Dai grandi trend economici globali alle sfide dell’intelligenza artificale, dalle dinamiche demografiche alla gestione degli investimenti, FinanceTV Talks è il punto di riferimento per chi vuole approfondire, analizzare e anticipare i cambiamenti con uno sguardo autorevole e indipendente. 🔍 Cosa troverai in ogni episodio? ✅ Interviste con economisti, analisti finanziari e leader d’impresa ✅ Approfondimenti su trend geopolitici, dinamiche economiche e strategie di investimento  ✅ Il legame tra tecnologia, sostenibilità e crescita globale ✅ Dibattiti sulle sfide e le opportunità del mondo che cambia Se vuoi essere sempre un passo avanti nel mondo dell’economia e della finanza, FinanceTV Talks è il podcast che fa per te. 🎧 Ascoltalo su tutte le piattaforme di streaming e unisciti alla conversazione! 🚀. FinanceTV Talks è il podcast di PFEconomy

  1. 1d ago

    Fotografia di un declino: l’Italia può tornare a creare reddito e opportunità?

    L’Italia è ancora un Paese ricco, ma da decenni fatica a crescere. La produttività ristagna, i salari reali non aumentano, i giovani qualificati cercano opportunità all’estero e la popolazione in età lavorativa diminuisce. Sono problemi separati oppure le conseguenze di un declino strutturale che si alimenta nel tempo? Nella nuova puntata di FinanceTV, Jonathan Figoli intervista Guido Ascari, economista e coautore insieme a Riccardo Trezzi di Fotografia di un declino, un’analisi basata sui dati delle trasformazioni dell’economia italiana. La conversazione parte dalle radici della stagnazione economica, mettendo in relazione produttività, demografia, capitale umano, investimenti e debito pubblico. Un intreccio di fattori che rende difficile affrontare il declino attraverso singoli interventi o politiche di breve periodo. Un passaggio centrale riguarda la crisi demografica: il calo della popolazione in età lavorativa modifica la capacità di innovazione del Paese e pone nuove questioni sulla sostenibilità del sistema pensionistico. Il confronto si sposta poi sul rapporto tra produttività, salari e patrimonio. Se il lavoro permette sempre meno di accumulare ricchezza, quanto diventa importante il patrimonio della famiglia di origine? E quali conseguenze produce una società nella quale l’eredità pesa sempre di più sulle opportunità delle nuove generazioni? Spazio anche all’intelligenza artificiale e alla trasformazione tecnologica: l’AI può offrire nuove opportunità di crescita, ma il ritardo europeo nell’innovazione e la concentrazione del potere economico nelle grandi aziende tecnologiche aprono interrogativi sul futuro del lavoro e sulla distribuzione della ricchezza. Infine, la fuga dei cervelli. Per Ascari il problema non è soltanto che i giovani italiani vadano all’estero, ma che l’Italia non riesca ad attrarre un flusso equivalente di competenze, capitali e imprese innovative. Una conversazione per comprendere perché l’Italia abbia perso terreno rispetto alle altre economie avanzate e quali condizioni strutturali siano necessarie per recuperare produttività, capacità di innovazione e opportunità di crescita. Per approfondire questi temi, guarda i videoarticoli e le interviste disponibili su www.ProfessioneFinanza.com. #EconomiaItaliana #Produttività #Demografia

    Fotografia di un declino: l’Italia può tornare a creare reddito e opportunità?
  2. 5d ago

    L’Occidente sta diventando ciò che pensava di cambiare?

    Per trent’anni l’Occidente ha pensato che il resto del mondo sarebbe diventato più simile a lui: più mercato, più democrazia, più globalizzazione. Oggi il dubbio è quasi opposto: e se fosse stato l’Occidente, almeno in parte, a cambiare? Nella nuova intervista di FinanceTV, Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera e autore di Imperi allo specchio. Dovevamo cambiare la Russia, la Russia ha cambiato noi, parte proprio da questa provocazione per leggere la crisi del modello occidentale e gli equilibri che stanno ridisegnando il rapporto tra politica, ricchezza e potere. La conversazione attraversa il ruolo di Trump nella trasformazione degli Stati Uniti, la concentrazione della ricchezza, la crisi della democrazia liberale e il parallelo con il disfacimento del sistema sovietico. Da qui il confronto si sposta sul dollaro, sul debito pubblico americano e sulla capacità degli Stati Uniti di continuare a sostenere il ruolo di potenza che garantisce mercati e rotte commerciali aperte. Nella seconda parte, il focus passa all’Europa: ricca ma fragile sul piano strategico, tecnologico e militare, stretta tra la guerra in Ucraina e una competizione globale sempre più dura. Infine, il rapporto con la Cina mostra quanto il nuovo equilibrio internazionale sia ormai fatto non solo di rivalità, ma anche di dipendenze reciproche, compromessi e leve economiche. Un confronto per capire come stanno cambiando gli imperi, le istituzioni e il denaro, e perché leggere la geopolitica significa sempre di più capire anche il futuro dell’economia e dei mercati. Per approfondire questi temi attraverso video, analisi e articoli, visita ProfessioneFinanza.com.

    L’Occidente sta diventando ciò che pensava di cambiare?
  3. Sep 29

    Indagine sul Risparmio 2026: stiamo costruendo il patrimonio giusto per il futuro?

    Gli italiani risparmiano ancora. Ma stanno costruendo il patrimonio giusto per il futuro? Gli italiani continuano a essere grandi risparmiatori, ma il modo in cui accumulano e conservano la propria ricchezza è ancora adatto a una società che vive più a lungo, fa meno figli e deve affrontare nuove esigenze previdenziali? Nella nuova puntata di FinanceTV, Jonathan Figoli intervista Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi, per approfondire i risultati dell'Indagine sul Risparmio 2026, realizzata con Intesa Sanpaolo e intitolata Le tre dimensioni del risparmio: tecnologia, consapevolezza e disciplina. La conversazione parte dalla tradizionale preferenza degli italiani per liquidità, immobili e sicurezza finanziaria, per affrontare un cambiamento più profondo: non basta più chiedersi quanto riusciamo a mettere da parte, ma occorre capire se quel patrimonio sarà in grado di sostenere i nostri bisogni futuri. Il confronto approfondisce anche il rapporto dei giovani con il rischio. Redditi più bassi, accesso tardivo all'eredità e crisi economiche ripetute condizionano le scelte di investimento proprio delle generazioni che avrebbero più tempo per beneficiare dell'accumulo di lungo periodo. Un passaggio centrale riguarda la longevità e il trasferimento della ricchezza: la casa resta uno strumento importante per lasciare patrimonio ai figli, ma può anche diventare una risorsa per integrare il reddito durante la pensione. Come cambiano le scelte familiari quando si vive più a lungo e l'eredità arriva sempre più tardi? Si affrontano inoltre previdenza complementare, coperture sanitarie, Long Term Care e difficoltà di pianificare economicamente una vecchiaia più lunga, soprattutto in un Paese in cui le reti familiari si stanno restringendo. Infine, spazio alla tecnologia e all'intelligenza artificiale: gli strumenti digitali semplificano l'accesso ai servizi finanziari, ma il rapporto umano continua ad avere un ruolo centrale quando si tratta di prendere decisioni sul proprio patrimonio. Una conversazione sul futuro del risparmio italiano, tra trasformazioni demografiche, nuove esigenze di protezione e ruolo della consulenza finanziaria. 🎥 Per approfondire questi temi, guarda i videoarticoli e le interviste disponibili su www.ProfessioneFinanza.com. #Risparmio #Investimenti #FinanceTV

    Indagine sul Risparmio 2026: stiamo costruendo il patrimonio giusto per il futuro?
  4. Sep 24

    L’Italia è un Paese ricco. Perché fatica a creare nuova ricchezza?

    L’Italia è un Paese ricco di patrimonio, ma questo non significa automaticamente essere un Paese capace di creare nuova ricchezza, aumentare la produttività o offrire le stesse opportunità alle nuove generazioni. Nella nuova intervista di FinanceTV, Giulio Centemero affronta tre nodi strettamente collegati: il rapporto sempre più importante tra reddito e patrimonio di partenza, la difficoltà di trasformare il risparmio privato in capitale capace di sostenere imprese ed economia reale e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produttività e sul lavoro. La conversazione parte da una domanda sempre più centrale: quanto conta ancora il lavoro, se il patrimonio familiare pesa sempre di più sulle opportunità individuali? Da qui il confronto si sposta sulla ricchezza degli italiani, ancora fortemente concentrata in immobili e liquidità, e sul ruolo che educazione finanziaria, incentivi e accesso ai mercati possono avere nel renderla più produttiva. Nella parte finale, il focus passa all’intelligenza artificiale: una tecnologia destinata ad aumentare la produttività, ma che apre interrogativi importanti su salari, competenze e futuro del lavoro, soprattutto per le professioni intermedie. Un confronto che mette insieme ricchezza, crescita, opportunità e tecnologia, per capire come sta cambiando il rapporto tra patrimonio personale ed economia del Paese. Per approfondire questi temi attraverso video, analisi e articoli, visita ProfessioneFinanza.com.

    L’Italia è un Paese ricco. Perché fatica a creare nuova ricchezza?
  5. Sep 22

    Le regole con cui investiamo sono ancora quelle giuste in un nuovo mondo così complesso?

    Il mondo finanziario sta cambiando più velocemente delle regole con cui abbiamo imparato a investire. Con Giuseppe Semerano, founding partner di Stone Capital, una conversazione su cosa significhi oggi costruire un portafoglio in un contesto in cui alcune certezze del passato stanno diventando meno solide. Si parte dal debito pubblico americano e dal ruolo dei Treasury: quanto possono continuare a essere considerati un safe asset, chi finanzierà il crescente fabbisogno degli Stati Uniti e cosa cambia se Giappone ed Europa tornano ad avere rendimenti domestici più interessanti? Da qui il ragionamento si sposta su Wall Street. Tassi più elevati e rendimenti governativi più competitivi possono creare un effetto sostituzione rispetto all’equity, proprio mentre una parte importante della crescita dei mercati resta concentrata su pochi titoli e sull’intelligenza artificiale. La conversazione entra poi nella costruzione concreta del portafoglio: concentrazione dell’MSCI World, necessità di guardare davvero dentro ETF e fondi, ruolo di oro e Bitcoin e limiti dell’idea di un portafoglio valido “per tutte le stagioni”. Infine l’intelligenza artificiale, non soltanto come tema di investimento, ma come tecnologia destinata a trasformare il lavoro stesso di portfolio manager e gestori, accelerando analisi, programmazione e costruzione degli strumenti finanziari. Una riflessione su come investire quando il passato non basta più per spiegare il futuro. Per approfondire questi temi attraverso video e articoli, visita ProfessioneFinanza.com.

    Le regole con cui investiamo sono ancora quelle giuste in un nuovo mondo così complesso?
  6. Sep 15

    L'intelligenza artificiale sta cambiando il mondo: come governi, imprese e persone devono prepararsi

    Intelligenza artificiale: la vera sfida non è tecnologica, ma culturale L'intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase. Non si tratta più soltanto di chatbot capaci di rispondere alle nostre domande, ma di sistemi in grado di prendere iniziative, coordinare attività e trasformare profondamente il modo in cui lavoriamo, produciamo e prendiamo decisioni. In questa intervista di FinanceTV, Jonathan Figoli dialoga con Massimo Cerofolini, giornalista, autore del programma Codice – La vita è digitale su Rai 1 e conduttore di Eta Beta su Rai Radio 1, per analizzare il futuro dell'intelligenza artificiale e il suo impatto su imprese, economia e società. Dagli agenti AI alla competizione tra Stati Uniti e Cina, dal modello europeo dell'AI Act al rischio di dipendere da poche grandi piattaforme tecnologiche, emerge una riflessione che va oltre l'innovazione: il vero vantaggio competitivo sarà la capacità di utilizzare l'intelligenza artificiale senza rinunciare al pensiero critico e alle competenze umane. L'intervista approfondisce inoltre il ruolo dell'Europa, il ritardo delle imprese italiane, la gestione dei dati aziendali, la formazione dei talenti e le opportunità che l'AI può offrire alle piccole e medie imprese. In questo episodio scoprirai: perché gli agenti AI rappresentano la vera rivoluzione rispetto ai chatbot tradizionali;quali differenze esistono tra il modello americano, quello cinese e l'approccio europeo all'intelligenza artificiale;perché il patrimonio più prezioso delle aziende non è l'AI, ma la qualità dei propri dati;come le PMI possono introdurre l'intelligenza artificiale partendo dai problemi concreti e non dalla tecnologia;quali competenze diventeranno sempre più strategiche nei prossimi anni;perché il vero rischio non è essere sostituiti dall'AI, ma smettere di allenare il pensiero critico.🎥 Per continuare l'approfondimento, visita www.ProfessioneFinanza.com, dove trovi videoarticoli, analisi e contenuti dedicati ai grandi temi dell'economia, della geopolitica, della tecnologia e della finanza.

    L'intelligenza artificiale sta cambiando il mondo: come governi, imprese e persone devono prepararsi
  7. Sep 10

    La fine del mondo occidentale: demografia, tecnologia e nuove potenze stanno riscrivendo la storia

    L'Occidente è davvero alla fine di un'epoca? Per decenni Europa e Stati Uniti hanno rappresentato il centro dell'economia mondiale, della tecnologia e degli equilibri geopolitici. Oggi, però, la storia sembra aver cambiato direzione. In questa intervista di FinanceTV, Jonathan Figoli dialoga con Andrea Graziosi, storico e professore emerito di Storia contemporanea all'Università di Napoli Federico II, per comprendere se stiamo vivendo una normale fase di trasformazione o una vera rottura storica destinata a ridisegnare gli equilibri globali. Dal declino relativo dell'Occidente all'ascesa di Cina e India, dalla crisi del progetto europeo al ruolo della demografia, della tecnologia e dell'innovazione scientifica, emerge una riflessione che va ben oltre la cronaca. Perché il mondo non sta semplicemente cambiando leader: sta cambiando la distribuzione del potere. L'intervista affronta anche il futuro dell'Europa, il significato della guerra in Ucraina, il rapporto con la Russia, la necessità di una politica industriale comune e il ruolo dell'immigrazione in un continente sempre più anziano. In questo episodio scoprirai: perché il vero cambiamento riguarda il declino relativo dell'Occidente;come demografia, tecnologia e ricerca stanno ridisegnando i rapporti di forza mondiali;perché l'Europa rischia di diventare irrilevante senza una vera integrazione politica;quale ruolo avranno Cina, India e Africa nei prossimi decenni;perché il capitale scientifico e l'innovazione saranno le nuove leve del potere globale. Puoi approfondire questi temi attraverso i videoarticoli e gli approfondimenti pubblicati su www.ProfessioneFinanza.com.

    La fine del mondo occidentale: demografia, tecnologia e nuove potenze stanno riscrivendo la storia

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