Di ritorno a Foggia, ci rimettiamo dopo brevissima sosta di nuovo in via per Manfredonia. Volevamo vedere l'unico monumento che ancora rimanga dell'eroico Re Manfredi. Le due città distano l'una dall'altra proprio come Roma e Tivoli. La strada corre attraverso la pianura, chiusa questa a manca dal lungo dorso del Gargano mentre a destra si distende a perdita d'occhio, confondendosi con l'orizzonte. Codesta pianura, onde Foggia è circondata, e la parte alta del tavoliere di Puglia. Essa ricorda assai dappresso la campagna di Roma, dove anche dall'ottobre alla primavera svagolano a migliaia le pecore, menate per pascolo dagli Abruzzi e dalla Sabina. Però, a differenza di quest'ultima, è più ricca di erba ed ha insieme qualcosa della steppa e, non offrendo alla vista che un piano perfetto, è meno pittoresca. Dal lato del Gargano è giù innanzi, verso Manfredonia, il tavoliere è quasi privo di alberi. Il finocchio selvatico dalle lunghe aste, coronate dei loro graziosi mazzolini di fiori color giallo d'oro, ha preso il posto degli alberi e degli arbusti. Qui, come nella campagna romana, lussureggiano pure l'asfodelo, il caglio, la menta e tutte quelle piante aromatiche tanto predilette dal bestiame.In alcuni punti era come un mare flessuoso e ondeggiante di fiori. Luoghi narranti narrati e citati: Foggia - Manfredonia - Tavoliere di Puglia - Campagna di Roma (Romana) - Gargano - Capitanata - Tratturi - Cerveteri - Cisterna (di Latina) - Terracina - Paludi Pontine (Agro Pontino) - (Monte) Sant’Angelo - Siponto - San Giovanni in Lamis (Abbazia di San Marco) - Santa Maria de Pulsano (Abbazia) - Pantano Salso - Barletta - Lago di Salpi - Santa Maria Maggiore (Basilica di Siponto) - Benevento - Trani - Barletta - Bari - Brindisi - Otranto - Carbonara (di Bari) - Monastero Sant'Angelo (Santuario) NOTA BIOGRAFICA AUTORE FERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882. Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.html Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.