Ci vuole un FISICO speciale...

Andrea Aparo Von Fluee

Riflessioni (più o meno serie) di un fisico sperimentale riguardo a scienza, tecnologia e business

  1. Jul 2

    CI MANCAVANO I VERMI INTELLIGENTI!

    Torniamo al 1988. Non troppi anni nel tempo ordinario, un ritorno alla preistoria nel tempo dell’informatica. 2 novembre 1988. Fu allora che si materializzò il primo verme capace di infestare computer, distribuito tramite la Rete. Il primo verme di Internet. Venne battezzato con il cognome del suo creatore, Robert Tappan Morris, studente alla Cornell University. Ideato per misurare la dimensioni della rete degli albori, finì per generare una sequenza di DOS, (Denial Of Service), ovvero deleteria interruzione di servizio. Sfruttando delle vulnerabilità, ben note, del sistema operativo Unix (in particolare sendmail e finger), il verme era programmato per replicarsi in modo continuo da un sistema all’altro. Morris però aveva fatto qualche “piccolo” errore di programmazione. Il verme, invece di replicarsi una volta sola, lo faceva in modo continuo e incontrollato. Migliaia di computer si ritrovarono affogati da innumerevoli copie del virus. Harvard, Princeton, la NASA dovettero spegnere i loro sistemi. Il 10 per cento della rete venne messo fuori uso. Morris, ai sensi dell’allora innovativo Computer Fraud and Abuse Act, anche se non aveva intenzioni criminali e non distrusse alcun dato, venne arrestato e poi condannato, diventando così il primo cyber-criminale della storia dell’informatica. Il governo degli Stati Uniti, in risposta al Morris worm, creò presso la Carnegie Mellon University il primo CERT (Computer Emergency Response Team), una squadra di esperti di informatica pensata per evitare il ripetersi di eventi simili.

  2. Jun 25

    IL REGISTRO DEL CONSENSO UMANO

    Potrebbe sembrare un’iniziativa di interesse dei professionisti del teatro e della settima arte: attori, doppiatori, sceneggiatori e simili, ma non lo è.Il 23 giugno scorso, la pluripremiata attrice -fra l’altro vincitrice di due premi Oscar- e produttrice australiana Cate Blanchett, magnifica Galadriel nella trilogia cinematografica del Signore degli Anelli, dopo avere firmato nel gennaio scorso una lettera aperta con più di 800 artisti, accusando i giganti dell’intelligenza artificiale di “furto”, in riferimento alla loro propensione ad alimentare i loro modelli con opere dell’ingegno, o comunque artefatti, senza necessariamente richiedere il consenso dei loro autori, ha presentato al Parlamento europeo, a Bruxelles, RSL Media.Si tratta di un sito Web gratuito il cui scopo è diventare il “Registro del consenso umano”, pubblico e leggibile dalle macchine, che documenta quali informazioni ogni soggetto, o un suo rappresentante autorizzato, abbia deciso, per proteggere il proprio nome, il proprio volto, o la propria voce, di fare accedere e utilizzare ai modelli di intelligenza artificiale (IA) generativa. In un secondo tempo, RSL Media permetterà anche di proteggere creazioni e marchi. Tre sono i livelli di consenso fra cui scegliere per ogni elemento registrato: verde (autorizzazione senza restrizioni), giallo (uso condizionato), oppure rosso (divieto). Alle piattaforme di IA è demandata la responsabilità di verificare e rispettare l’eventuale protezione dei contenuti che desiderano utilizzare. Ne riparliamo più avanti...

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