IL COUNSEL COACHING STRATEGICO IN AZIONE

LA BUSSOLA

Il Counsel Coach Strategico è una figura professionale che nasce dalla combinazione del Counseling con il Coaching applicati nel Modello Breve Strategico Nardone. Spesso,sia nelle aziende, sia nel privato o in qualsiasi ambito in cui ci troviamo coinvolti ad operare non si riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati o le nostre azioni non sono così funzionali a noi stessi e al contesto in cui siamo. I Counsel Coach Strategici, grazie alla continua ricerca in azione pratica sul campo, e al modello di riferimento, sono facilitatori sia nei processi di cambiamento, ed in particolare nelle situazioni in cui la persona o il gruppo di persone vivono dinamiche sempre più disfunzionali che vanno ad aggravare la situazione. I temi trattati spaziano settori molto diversi e possono aiutare a riconoscere ciò che maggiormente ci impedisce di vivere appieno con noi stessi, nelle relazioni e nelle nostre attività.

  1. 3d ago

    #9-Dal controllo alla connessione le competenze strategiche del manager-coach-Donatella Metelli

    C'è un momento preciso in cui un manager capisce di aver sbagliato approccio.  Di solito accade quando, dopo aver dato l'ennesima soluzione perfetta, vede il collaboratore annuire educatamente... e poi rifare esattamente gli stessi errori. O quando si accorge che il team aspetta sempre le sue indicazioni, incapace di muoversi senza una direzione esplicita. O ancora, quando realizza di essere diventato il collo di bottiglia di ogni decisione. È in quel momento che emerge la domanda: sto davvero facendo crescere le persone, o le sto solo gestendo? Il paradosso del manager competente Nel mio lavoro con manager e team, osservo spesso una dinamica ricorrente. Le persone vengono promosse perché sanno fare bene il loro lavoro: conoscono le risposte, risolvono i problemi, hanno esperienza. Ma proprio questa competenza diventa la loro trappola. Il manager esperto tende a dare soluzioni invece di far emergere soluzioni. È più veloce, più efficiente, più rassicurante – almeno nel breve termine. Nel lungo termine, però, crea dipendenza. Il team smette di pensare autonomamente perché sa che "tanto il capo ha già la risposta". È quella che nel counsel coaching strategico chiamiamo una tentata soluzione disfunzionale: un comportamento che nasce con l'intenzione di risolvere un problema, ma che finisce per alimentarlo. Più il manager controlla, meno il team si responsabilizza. Meno il team si responsabilizza, più il manager sente di dover controllare. Il circolo vizioso è servito.

  2. Jan 8

    #8-Le tentate soluzioni quando la cura alimenta il male-Donatella Metelli

    Dal modello strategico una chiave per spezzare i circoli viziosi nelle organizzazioni C’è un momento, nella vita di ogni manager, in cui si ha la sensazionedi correre sempre più veloce restando esattamente nello stesso punto. Come un criceto nella ruota.  Più energia si investe, più la situazione sembra immobile. O peggio: più ci si impegna a risolvere un problema, più quel problema si radica. È la trappola delle tentate soluzioni: quei tentativiche, ripetuti con ostinazione crescente, finisconoper alimentare proprio ciò che avrebbero dovutoeliminare. La cura che alimenta il male. Quando l’impegno diventa il problema. Lo riconosciamo tutti, quel momento.  Il responsabile commerciale che, di fronte a un venditorein difficoltà, intensifica i controlli, le verifiche, i report da compilare. E ottiene solo chiusura, demotivazione, risultati ancora peggiori. Allora raddoppia i controlli. E il circolo si stringe. Il team leader che percepisce tensioni nel gruppo e convoca riunioni su riunioni per “migliorarela comunicazione”. E vede crescere stanchezza,sguardi sfuggenti, silenzi carichi di non detto. Allora aggiunge un’altra riunione settimanale. E ilmuro si ispessisce. L’imprenditore che risponde al calo di fatturatotagliando costi, riducendo il personale, comprimendo la qualità. E si ritrova con clienti in fuga,collaboratori sfiduciati, una spirale che sembranon avere fondo. Allora taglia ancora. E il fondo si allontana. Situazioni diverse, ma con lo stesso schema nascosto: stiamo facendo “più della stessa cosa”convinti che la quantità compenserà ciò che nonfunziona nella direzione.

  3. 10/14/2025

    #6-La relazione il cuore pulsante della cura della formazione e del cambiamento-Raffaella Martini

    Possiamo essere tecnicamente eccellenti, preparati, aggiornati, esperti nei protocolli, nelle linee guida, nella comunicazione scientifica. Possiamo essere formatori brillanti, counselor strategici capaci, coach precisi. Ma se non coltiviamo la relazione, se non ci prendiamo cura di come stiamo dentro l’incontro con l’altro, manca sempre qualcosa. E spesso, è proprio quel qualcosa invisibile a fare la differenza più profonda: quella che resta nel tempo, quella che cambia le persone, quella che fa sentire visti, accolti, riconosciuti. La relazione nel mondo sanitario: più di una competenza, una scelta di presenza Nella cura, la relazione non è un accessorio. È sostanza, ambiente, clima emotivo. Un gesto tecnico, per quanto corretto, se avviene in un vuoto relazionale, rischia di risultare freddo, meccanico, a volte persino invasivo.  La persona assistita ha bisogno sì di competenza, ma anche di umanità, di presenza vera, di un ascolto che non giudica. Ha bisogno di sapere che c’è qualcuno lì, con lei, non solo per lei. Perché curare non è solo “fare qualcosa per l’altro”, ma esserci insieme all’altro. Oggi più che mai, in un sistema sanitario che corre veloce, che a volte dimentica il volto delle persone dietro ai numeri e agli indicatori, la relazione è atto rivoluzionario. È un modo per rallentare, per tornare a vedere, per ridare senso a ciò che facciamo. Una relazione autentica può cambiare l’esperienza della malattia. Anche quando non possiamo guarire, possiamo sempre prenderci cura. E la cura passa per lo sguardo, per il modo in cui nominiamo il dolore, per la qualità del silenzio che sappiamo sostenere.

  4. 07/02/2025

    #7-Il modello del cambiamento strategico-Donatella Metelli

    Perché alcune persone cambiano in un istante mentre altre restano intrappolate peranni negli stessi schemi? Perché certe organizzazioni si reinventano con successo mentre altre collassano difronte al cambiamento? La risposta si nasconde in una scoperta rivoluzionaria che ha trasformato il modo diconcepire la trasformazione umana e organizzativa. Il Segreto Nascosto Dietro Ogni Vera Trasformazione Nel 1946, Franz Alexander svelò un principio che avrebbe cambiato per sempre la nostra compren-sione del cambiamento: l’esperienza emozionale correttiva. Non è la razionalità a liberarci dai nostri schemi disfunzionali, ma l’emozione. Dobbiamo sentire diversamente prima di poter pensare diversamente. Questa intuizione geniale non si limita alla terapia. I premi Nobel Daniel Kahneman e Richard Thalerl’hanno dimostrata nell’economia comportamentale: le nostre decisioni “razionali” sono in realtà guidate da meccanismi emotivi profondi chespesso ignoriamo. Ma c’è di più. Il cambiamento autentico avvieneprima nell’inconscio, poi nella coscienza. Prima*cambiamo*, poi *capiamo* cosa è successo. La Rivoluzione del “Cambiare per Conoscere” Il Centro di Terapia Strategica di Arezzo, fondatodai visionari Giorgio Nardone e Paul Watzlawick,ha trasformato questa scoperta in una metodologia rivoluzionaria. Il loro principio fondamentale capovolge la logica tradizionale:  Non cercare di capire prima per poi cambiare. Cambia prima, e la comprensione arriverà.

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Il Counsel Coach Strategico è una figura professionale che nasce dalla combinazione del Counseling con il Coaching applicati nel Modello Breve Strategico Nardone. Spesso,sia nelle aziende, sia nel privato o in qualsiasi ambito in cui ci troviamo coinvolti ad operare non si riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati o le nostre azioni non sono così funzionali a noi stessi e al contesto in cui siamo. I Counsel Coach Strategici, grazie alla continua ricerca in azione pratica sul campo, e al modello di riferimento, sono facilitatori sia nei processi di cambiamento, ed in particolare nelle situazioni in cui la persona o il gruppo di persone vivono dinamiche sempre più disfunzionali che vanno ad aggravare la situazione. I temi trattati spaziano settori molto diversi e possono aiutare a riconoscere ciò che maggiormente ci impedisce di vivere appieno con noi stessi, nelle relazioni e nelle nostre attività.