Buongiorno amici Kristallini! Anche oggi il nostro Fabio è in collegamento dalla città dei fiori, dove ieri sera ha seguito il Festival di Sanremo direttamente dalla Sala Stampa con taccuino alla mano. Le canzoni le aveva già ascoltate alle prove, ma è solo quando si accendono le luci dell'Ariston che un brano inizia davvero a vivere. Fabio ha raccolto le sue prime impressioni a caldo e adesso è ora di tirare le somme di quello che abbiamo sentito ieri sera. Ecco le prime impressioni di Fabio e della redazione: Michele Bravi: melodia articolare, ti aspetti un accordo e invece lui ti porta altrove. La canzone non si concede tutta al primo ascolto, va riascoltata.Mara Sattei: sembra la colonna sonora perfetta per i sequel di un film Disney come Frozen. Corretta e pulita, però l'entusiasmo resta tiepido.Dargen D'Amico: parte con un cantato sottotono, poi cresce e trova il suo equilibrio. Sul palco resta fermo, a canzone c'è, ma non arriva fino in fondo a pubblico.Arisa: voce inconfondibile, con quell'effetto "fringuello" che ti porta dentro un film Disney. Ma sta vota manca la scintilla emotiva, è tutto ben eseguito ma l'emozione che ti aspetti da lei resta a metà strada.Luchè, la domanda sorge spontanea: perché cantare quando il rap è il suo territorio naturale? Il look nn è quello da rapper e la canzone scivola via senza lasciare un segno forte. è un luchè un po' snaturato.Dito Nella Piaga: un po' diva, un po' club. Fa alzare le braccia senza risultare eccessiva, sbrana il palco. Tommaso Paradiso: abbozza un ritornello che sembra voler strizzare l'occhio a Venditti. Si aggiunge una mezza litigata con il microfono. Elettra Lamborghini: sul palco e davanti alla telecamera è una macchina da spettacolo Anche da ferma riesce a trasmettere energia e controllo. L'esibizione funziona, il carisma pure. Meno incisiva, invece, la canzone, che non regge allo stesso livello della performance. Patty Pravo: lei è semplicemente di un altro livello, per storia, presenza e carisma. Ma il brano non è all'altezza del suo percorso. Fulminacci: dà il meglio sui palchi più piccoli, dove il suo mondo indie respira meglio. Sul palco dell'ariston si perde un po'. Fedez e Marco Masini: Masini gestisce meglio la voce rispetto alle prove. La coppia funziona: le metriche di Fedez trovano spazio perfetto negli acuti di Masini. Il pezzo arriva. Sal Da Vinci: professionista vero, presenza solida, nulla da dire sull'esperienza e la tenuta scenica. Però la domanda sorge spontanea: ce lo vediamo davvero all'Eurovision? Enrico Nigiotti: interpretazione decisamente migliorata rispetto alle prove. La canzone fa sognare, gli strilli sono controllati. Non sembra un brano destinato a durare a lungo, ma almeno ci ha provato.TrediciPietro: strafottente o timido? Difficile capirlo. Il microfono non funziona, nella seconda partenza la tensione si sente. Dovrebbe rappare al posto di cantare e il coro femminile non ha aiutato.Ermal Meta: ci è piaciuto. Si vede che quel palco lo conosce bene, sicuro, centrato e con un look azzeccatissimo. Serena Brancale: voce leggermente offuscata dall'emozione. Alla fine dell'esibizione scoppia a piangere. Canzone molto forte e carica di storia. Nayt: grande penna, ma su questo palco sembra essersi perso un po'. Troppo acerbo, forse, per reggere il peso del Festival. Ma senza dubbio il talento c'è. Malika Ayane: troppo entusiasmo, passi di danza che sembrano non essere nelle sue corde. Ha voluto strafare. Chiello: urla, si dimena lo fa all'una di notte. Ma è lui. Forse l'unico rimaso totalmente se stesso, non tradisce la propria identità. Leo Gassman: meglio rispetto alle prove, strofa ben cantata e gestione della voce più controllata. Peccato per il ritornello urlato, ma la presenza scenica è forte, anche l'occhio vuole la sua parte. Ma la domanda che ci poniamo è sempre la stessa: quali di queste canzoni ci accompagneranno fino alla primavera?