Abbiamo già parlato della riapertura del Teatro Corvetto e oggi ci torniamo per parlare di uno degli spettacoli in scena questo weekend: Hamlet - Cronache dell'Interzona. La domanda che sorge spontanea è: c'era bisogno di mettere di nuovo in scena Amleto? In realtà si, ci risponde Leda Kreider regista e interprete dell'opera, purché venga visto con dei nuovi occhi.Amleto è, in effetti, un personaggio visto e stravisto eppure ogni volta può prendere nuove forme. Fare la regista di questa rivisitazione non è stato facile, perché ovviamente con un archetipo come questo c'è sempre il rischio di cadere nello scontato e nel banale.Ma vediamo le novità di questo Amleto, cosa dobbiamo aspettarci. Innanzitutto Leda Kreider ci parla dell'interzona, un non-luogo in cui è ambientato lo spettacolo. L'interzona è un concetto inventato da dallo scrittore William S. Burroughs mentre si trovava in Marocco, a seguito dell'uccisione della moglie. In questo luogo non-luogo non esistono logiche, cadono le strutture e nasce la possibilità di trovare nuove verità. Il meccanismo di scrittura è ricco di voci, personaggi, spettri come Gertrude, Ofelia, Claudio ed altri che spingono Amleto a interrogarsi sempre di più sui suoi dubbi, tra cui il famoso essere o non essere.Nel corso dell'opera si parla di teatro, di politica, di violenza, di società; il tutto nascosto dietro una forma di ironia. Vengono utilizzati anche meccanismi scenici come luoghi, suoni, luci. Per gli spettatori ma anche e sopratutto per gli attori diventa una specie di girotondo psichedelico dato che sono in tre ad interpretare tutti i personaggi.Leda Kreider nasce come interprete ma ha sempre avuto una tendenza al "dietro le quinte", tanto da diventare regista e curatrice dei movimenti. In lei nasce anche il desiderio di trovare un'identità creativa lavorando a un progetto proprio. Nel 2025 Hamlet vince il bando Venere, iniziativa del Centro di Residenza del Veneto – Vene.Re (costituito da Teatro del Lemming, Operaestate Festival / CSC e Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza) sostenuta dal MiC e dalla Regione Veneto per promuovere la ricerca nelle arti sceniche.Grazie a questa vittoria, Leda Kreider e il team di Hamlet, hanno ottenuto una residenza che li ha aiutati a testare lo spettacolo a teatro, finalmente sul palco. Uno spettacolo molto complesso, molto ricco, molto stratificato che aveva bisogno di tempo per capire come adattarsi al pubblico e agli spazi.Leda Kreider, il mese scorso, ha vinto il premio come miglior attrice emergente alle Maschere del Teatro. Per lei non è stato solo un momento di festeggiamenti e di gioia insieme a maestri e interpreti del teatro che ha sempre ammirato, ma anche una sorta di ritorno rispetto ai tanti anni di studio che ha affrontato. Da adesso sicuramente non sarà più un'emergente, il che porta una grande responsabilità ma anche una grande soddisfazione lavorativa e personale. La regista non manca occasione di invitare tutti ma sopratutto i giovani a teatro. A tal proposito ha tenuto a raccontare la realtà attuale che collega i giovani e il teatro, un rapporto difficile a causa anche del tecnocapitalismo che rende difficile l'essere qui e ora come accade nel teatro. In questo periodo sicuramente lavorare nel teatro richiede una forte resistenza e una ferma volontà. Quando si ha l'istinto, la vocazione bisogna afferrarla e perseguirla perché bisogna costantemente crearsi delle occasioni per andare avanti, trovare e seguire fortemente le persone che si ammirano, è importante entrare in connessione tra persone in tutto il mondo per vivere di teatro.Per vedere Hamlet - cronache dell'interzone, Leda Kreider vi aspetta da domani 28 ottobre al 1 novembre tutte le sere alle ore 21:00 al Teatro Corvetto. In scena Leda Kreider, Antonio Perretta e Mauro Lamentai.