Berlusconi e gli affari con i Graviano. Il boss di cosa nostra, mai pentito, in carcere da 32 anni, Giuseppe Graviano ha parlato. Venerdì scorso, 2 ottobre, come testimone nel processo di Firenze a Salvatore Baiardo, già condannato per aver favorito la latitanza di Graviano negli anni ’90. «Mio nonno Filippo Quartararo, insieme ad amici, ha fatto una società con Silvio Berlusconi nel 1969-70». E’ uno dei passaggi centrali della testimonianza di Graviano. Sarà vero? La prova che porta il boss mafioso – debolissima, quasi incosistente - è “una carta” che, però, può recuperare solo se libero, ha detto il suo avvocato. La testimonianza di Graviano è stata messa in ombra in questi ultimi giorni da un’altra notizia, sabato 3 ottobre: la decisione del gip di Caltanissetta, Santi Bologna, di archiviare un filone di inchiesta – a carico di ignoti – sulle stragi di Capaci e via d’Amelio del 1992. Una vicenda complicata. Ad essere archiviato è stato il filone “mafia e affari”, che nasce da un rapporto del Ros dei Carabinieri del 1991 con al centro un intreccio tra esponenti del mondo politico, imprenditoriale e mafioso. Nella decisione del gip di Caltanissetta viene sferrato un colpo all’ex pm Roberto Scarpinato, oggi senatore M5S. Il gip Bologna ha definito l’ex procuratore generale di Palermo autore di un “attività depistante” nei confronti di un ex collega, Gioacchino Natoli. Tanto è bastato per aizzare la destra che in commissione antimafia ha chiesto subito le dimissioni di Scarpinato. I parlamentari della destra, dall’inizio della legislatura, vedono nel senatore Cinque Stelle un irriducibile avversario politico. Scarpinato è il portatore di una sua tesi sulle stragi del 1992-93. Le stragi non furono solo di mafia, sostiene Scarpinato, ma coinvolsero mandanti e complici eccellenti esterni a cosa ostra, come dimostrato «da gravi e ripetuti depistaggi, dalla partecipazione di soggetti esterni e dalle dichiarazioni di vari collaboratori di giustizia». Opite della puntata Marco Lillo, giornalista e vice-direttore del Fatto Quotidiano.