Early Music Stories

Giornale della Musica

Scopri il ricco e affascinante mondo della musica antica con Early Music Stories, una serie podcast che racconta il lavoro di musicisti, ricercatori e artigiani. Esplora manoscritti, iconografie e strumenti storici per riportare in vita i suoni autentici di secoli fa e ricreare la musica nel suo contesto originale. Realizzata per Il Giornale della Musica da Paolo Scarnecchia, ogni puntata ti porta dietro le quinte di concerti e prove, svelando la maestria e l’artigianato musicale di quest’arte senza tempo.

  1. 4D AGO

    Intervista a Sarah Jeffery | REMA Early Music Day 2026

    Due musiciste, un solo strumento e una passione condivisa per la musica antica: sono Sarah Jeffery e Lucie Horsch, le ambasciatrici della 14ª edizione dell’Early Music Day, la giornata internazionale promossa dal REMA – Early Music Network, che riunisce oltre duecento istituzioni, ensemble, conservatori e centri di ricerca attivi in ventinove paesi. Entrambe suonano il flauto dolce, lo strumento simbolo del movimento di riscoperta e valorizzazione della musica antica, e rappresentano la vitalità delle nuove generazioni di interpreti capaci di comunicare con il pubblico anche attraverso i media digitali. Di formazione eclettica, l’inglese Sarah Jeffery, residente ad Amsterdam, è nota per il suo progetto online Recorder Team, una seguitissima serie di video su YouTube dedicata alla storia, alla tecnica e alla pratica del flauto dolce, che ha contribuito ad avvicinare migliaia di persone a questo strumento semplice e accessibile. La flautista olandese Lucie Horsch, appartenente alla Generazione Z, è stata invece un’enfant prodige e oggi è una delle interpreti più apprezzate a livello internazionale. Accanto al flauto dolce, suona il pianoforte e canta come mezzosoprano, affiancando all’attività concertistica una discografia già importante. Nel podcast, diviso in due parti, le due musiciste raccontano il loro percorso artistico, la formazione musicale e il modo in cui si sono avvicinate alla musica. Due storie diverse che condividono la stessa energia e lo stesso entusiasmo per un repertorio che continua a ispirare interpreti e ascoltatori di ogni generazione. Un podcast del: giornale della musica In collaborazione con: REMA – Early Music Network Ospiti: Sarah Jeffery, Lucie Horsch Realizzato e curato da Paolo Scarnecchia

    17 min
  2. 4D AGO

    Intervista a Lucie Horsch | REMA Early Music Day 2026

    Due musiciste, un solo strumento e una passione condivisa per la musica antica: sono Sarah Jeffery e Lucie Horsch, le ambasciatrici della 14ª edizione dell’Early Music Day, la giornata internazionale promossa dal REMA – Early Music Network, che riunisce oltre duecento istituzioni, ensemble, conservatori e centri di ricerca attivi in ventinove paesi. Entrambe suonano il flauto dolce, lo strumento simbolo del movimento di riscoperta e valorizzazione della musica antica, e rappresentano la vitalità delle nuove generazioni di interpreti capaci di comunicare con il pubblico anche attraverso i media digitali. Di formazione eclettica, l’inglese Sarah Jeffery, residente ad Amsterdam, è nota per il suo progetto online Recorder Team, una seguitissima serie di video su YouTube dedicata alla storia, alla tecnica e alla pratica del flauto dolce, che ha contribuito ad avvicinare migliaia di persone a questo strumento semplice e accessibile. La flautista olandese Lucie Horsch, appartenente alla Generazione Z, è stata invece un’enfant prodige e oggi è una delle interpreti più apprezzate a livello internazionale. Accanto al flauto dolce, suona il pianoforte e canta come mezzosoprano, affiancando all’attività concertistica una discografia già importante. Nel podcast, diviso in due parti, le due musiciste raccontano il loro percorso artistico, la formazione musicale e il modo in cui si sono avvicinate alla musica. Due storie diverse che condividono la stessa energia e lo stesso entusiasmo per un repertorio che continua a ispirare interpreti e ascoltatori di ogni generazione. Un podcast del: giornale della musica In collaborazione con: REMA – Early Music Network Ospiti: Sarah Jeffery, Lucie Horsch Realizzato e curato da Paolo Scarnecchia

    15 min
  3. MAR 6

    Intervista a Emiliano Pellisari | Le Carnaval, Teatro Comunale di Ferrara

    Un caleidoscopio di musica, danza e meraviglia barocca: al Teatro Comunale di Ferrara è tornata in scena, per la prima volta in tempi moderni, la mascarade Le Carnaval di Jean-Baptiste Lully, composta nel 1675. L’opera è stata eseguita dall’ensemble Modo Antiquo e dal coro I Musici del Gran Principe, diretti rispettivamente da Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci, con un cast vocale formato da Valeria La Grotta, Giuseppina Bridelli, Philippe Talbot, Cyril Auvity, Biagio Pizzuti e Alexandre Baldo. Le dieci entrées che compongono Le Carnaval rappresentano una sorta di summa del teatro musicale di Lully per la corte francese. Assemblate secondo la pratica del pastiche, riuniscono scene tratte da diversi generi – ballet, mascarade e comédie-ballet – provenienti da spettacoli su testi di Molière, Benserade e Quinault. Ne nasce un mosaico scenico che riflette pienamente l’immaginario spettacolare del Seicento francese. L’allestimento ferrarese è stato firmato dal regista Emiliano Pellisari, che insieme a Mariana Porceddu ha curato le coreografie affidate ai danzatori della compagnia NoGravity Theatre, ricreando la meraviglia visiva del barocco attraverso giochi di illusioni ottiche e movimento scenico. Nella prima parte del podcast Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci raccontano la struttura e il significato di questa mascarade, mettendo in luce il ruolo centrale di Lully nella storia della musica del Seicento. Nella seconda parte Emiliano Pellisari descrive la concezione scenica dello spettacolo e il modo in cui la dimensione spettacolare barocca viene reinterpretata per il pubblico di oggi. La produzione è stata trasmessa in diretta sul canale Opera Streaming, la piattaforma che raccoglie le principali produzioni liriche dei teatri dell’Emilia-Romagna, dove è disponibile in visione online. Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

    15 min
  4. MAR 6

    Intervista a Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci | Le Carnaval, Teatro Comunale di Ferrara

    Un caleidoscopio di musica, danza e meraviglia barocca: al Teatro Comunale di Ferrara è tornata in scena, per la prima volta in tempi moderni, la mascarade Le Carnaval di Jean-Baptiste Lully, composta nel 1675. L’opera è stata eseguita dall’ensemble Modo Antiquo e dal coro I Musici del Gran Principe, diretti rispettivamente da Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci, con un cast vocale formato da Valeria La Grotta, Giuseppina Bridelli, Philippe Talbot, Cyril Auvity, Biagio Pizzuti e Alexandre Baldo. Le dieci entrées che compongono Le Carnaval rappresentano una sorta di summa del teatro musicale di Lully per la corte francese. Assemblate secondo la pratica del pastiche, riuniscono scene tratte da diversi generi – ballet, mascarade e comédie-ballet – provenienti da spettacoli su testi di Molière, Benserade e Quinault. Ne nasce un mosaico scenico che riflette pienamente l’immaginario spettacolare del Seicento francese. L’allestimento ferrarese è stato firmato dal regista Emiliano Pellisari, che insieme a Mariana Porceddu ha curato le coreografie affidate ai danzatori della compagnia NoGravity Theatre, ricreando la meraviglia visiva del barocco attraverso giochi di illusioni ottiche e movimento scenico. Nella prima parte del podcast Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci raccontano la struttura e il significato di questa mascarade, mettendo in luce il ruolo centrale di Lully nella storia della musica del Seicento. Nella seconda parte Emiliano Pellisari descrive la concezione scenica dello spettacolo e il modo in cui la dimensione spettacolare barocca viene reinterpretata per il pubblico di oggi. La produzione è stata trasmessa in diretta sul canale Opera Streaming, la piattaforma che raccoglie le principali produzioni liriche dei teatri dell’Emilia-Romagna, dove è disponibile in visione online. Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

    23 min
  5. FEB 27

    Intervista a Ottavio Dantone, Alessandro Tampieri & Accademia Bizantina | IUC Istituzione Universitaria Concerti

    Lectio magistralis di anatomia musicale barocca alla Sapienza Una vera e propria lectio magistralis di anatomia musicale barocca: così si può definire il concerto dell’Accademia Bizantina all’Aula Magna della Sapienza, nell’ambito dell’81ª stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma. Sotto la direzione di Ottavio Dantone, l’ensemble ha posto al centro del programma il Concerto Brandeburghese n. 5 di Johann Sebastian Bach, affiancandolo a pagine scelte per affinità timbriche e per ragioni storiche: il Concerto triplo in la minore dello stesso Bach, un concerto in mi minore di Georg Philipp Telemann e un Trio di Carl Philipp Emanuel Bach. Un percorso che illumina il Brandeburghese da prospettive diverse, mettendone in evidenza la rete di relazioni stilistiche e generazionali. Il progetto si inserisce nel più ampio ciclo “Baroque Anatomy”, con cui Dantone intende incorniciare e contestualizzare progressivamente tutti e sei i Concerti brandeburghesi, sia attraverso una serie discografica – il primo volume, dedicato al Quinto, è appena uscito – sia con un itinerario concertistico che ne approfondisce la struttura e il contesto. Nella conversazione che accompagna questo episodio, Ottavio Dantone e Alessandro Tampieri, primo violino dell’ensemble, raccontano la genesi dell’iniziativa e la logica delle scelte di programma. Gli esempi musicali inseriti nel podcast sono stati registrati durante le prove del concerto alla Sapienza. POdcast curato e realizzato del Paolo Scarnecchia per il gironale della musica

    28 min

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Scopri il ricco e affascinante mondo della musica antica con Early Music Stories, una serie podcast che racconta il lavoro di musicisti, ricercatori e artigiani. Esplora manoscritti, iconografie e strumenti storici per riportare in vita i suoni autentici di secoli fa e ricreare la musica nel suo contesto originale. Realizzata per Il Giornale della Musica da Paolo Scarnecchia, ogni puntata ti porta dietro le quinte di concerti e prove, svelando la maestria e l’artigianato musicale di quest’arte senza tempo.