b2eyes today

Fabiano Editore

Il primo quotidiano nel settore dell'ottica

  1. 1d ago

    Mittelmoda: anche una neodiplomata dell’Its Eyewear Product Manager nel palmares

    La sezione eyewear 2026 dell’award internazionale è andata alla bellunese Emma Gerlin, tra i premiati insieme a creativi arrivati da oltre 80 paesi: rappresenta la terza vittoria consecutiva nella categoria per uno studente del corso proposto a Belluno da Fondazione Its Cosmo Fashion Academy e Ablògos, società dedicata all’education e controllata da CertotticaGroup All'International Lab of Mittelmoda-The Fashion Award, concorso che coinvolge diverse categorie del mondo fashion, dall’abbigliamento agli accessori, giunto alla trentaduesima edizione, Emma Gerlin ha presentato il project work (nelle foto, a sinistra) realizzato nel secondo anno del suo iter di studi all'Its Eyewear Product Manager: nei giorni scorsi a Milano si è aggiudicata l'Eyewear Award, prestigioso riconoscimento internazionale di Mittelmoda dedicato al mondo dell'occhialeria e finanziato da Mido (nella foto, a destra, il momento della premiazione). Grande la gioia e la soddisfazione per la giovane professionista. «Aver vinto questo premio è stata un'enorme soddisfazione - commenta Gerlin in una nota di CertotticaGroup - È un traguardo che non ho raggiunto da sola, e per tale motivo ringrazio di cuore l'Its Eyewear Product Manager dove ho trovato professori competenti, progetti concreti e soprattutto il contatto diretto con le aziende del distretto dell'occhialeria: senza tale opportunità, che mi ha portato a lavorare e confrontarmi con chi opera nell'eccellenza del settore, il mio progetto non si sarebbe mai realizzato». Durante il percorso infatti ha potuto svolgere un primo periodo di tirocinio in De Rigo Vision, dove è stata accolta nello staff e ha trovato strumenti e aiuto per realizzare gli occhiali presentati poi a Mittelmoda. «Questo riconoscimento è il coronamento di un iter in cui ho imparato non solo a disegnare l'occhiale, ma anche a costruirlo fisicamente, dalla materia prima al prodotto finito - sottolinea Gerlin - Mi ha dato gli strumenti e soprattutto la sicurezza per iniziare una carriera solida nel mondo dell'occhialeria, un settore che nel nostro territorio ha radici profondissime e ha ancora tanto da offrire». Con quella di quest'anno, salgono così a tre le vittorie consecutive nella categoria Eyewear di un neodiplomato del corso Its Eyewear Product Manager: prima di Emma Gerlin era infatti andata a Davide Vardanega nel 2024 e a Daniele De Simone nel 2025. «Quarto anno di seguito in finale, tre vittorie di categoria in un panel così internazionale: questi risultati non sono certo frutto del caso – commenta nel comunicato il direttore generale di Ablògos, Michele Dal Farra - Il nostro sistema formativo permette di valorizzare il talento, la creatività e le competenze tecniche del singolo studente, aiutandolo a farli evolvere in opportunità concrete di professione proprio per l’industry per la quale siamo famosi in tutto il mondo. Lo dimostrano i numeri: la media storica di collocamento lavorativo ad alto livello nel settore dei diplomati del corso Its Eyewear Product Manager è di poco inferiore al 90%, grazie anche alla collaborazione con le aziende del comparto che consente agli studenti di entrare da subito nel mondo e nelle dinamiche lavorative, mettendoli all'opera su progetti concreti, portandoli ad affrontare le reali necessità delle industrie e contribuendo così a costruire competenze immediatamente spendibili nella filiera, la quale trova nel Bellunese il suo epicentro». A cura della redazione

  2. 1d ago

    Premio Sergio Momini: Tottone conquista la terza edizione

    Il riconoscimento alla carriera che gli organizzatori del Convegno di Monopoli assegnano a esponenti del settore distintisi per qualità professionale e presenza all’evento, intitolato all’esperto di contattologia scomparso due anni e mezzo fa, nel 2026 è andato all’head of professional affairs & marketing Emea di Omisan «Sono stato premiato per i miei 38 anni nel campo delle lenti a contatto: quando ho sentito il mio nome ho provato un brivido, un’emozione che si trasforma in gioia proprio perché non te l’aspetti. Mi ha fatto molto piacere anche sapere che a riconoscere il mio percorso sono stati i colleghi, i quali insieme a me lavorano da tanti anni nel settore». Così Stefano Tottone (nella foto) racconta a b2eyes TODAY le proprie sensazioni quando la sera dell’11 ottobre, alla cena di chiusura della prima giornata del Convegno 2026 di Monopoli, ha ricevuto il premio alla carriera che Mery Veneziani e Giancarlo Montani assegnano da nove anni e che dal 2024 è dedicato a Sergio Momini. «In quasi quarant’anni la contattologia ha avuto un’evoluzione strategica, nei materiali, nei design e in tutto quello che occorre per stare al passo con le nuove esigenze visive che emergono dai cambiamenti - aggiunge Tottone - Questo iter si intreccia con quello dell’evento pugliese, che seguo sin dalla sua nascita, prima con Schalcon e oggi con Omisan: un appuntamento che affronta sempre tematiche di alto livello professionale, in cui si cerca di condividere esperienze, innovazioni e i metodi operativi più attuali, come l’applicazione dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie in ambito ottico optometrico, focus dell’ultima edizione del convegno». Angelo Magri

  3. 1d ago

    Il Forum della Vista chiude il 2026 per riflettere e agire sul 2027

    L’8 e 9 novembre a Bari, dopo un anno in salita e con il prossimo che non promette sconti, l’ottava edizione dell’evento sceglie la via meno comoda: fermarsi a pensare, per poi partire con un piano più chiaro C'è un momento, nella vita di un'impresa, in cui correre non basta più. Anzi, rischia di portare nella direzione sbagliata. Per molti ottici indipendenti quel momento è adesso. Il 2026 è stato un anno difficile: margini sotto pressione, traffico in negozio altalenante, una concorrenza che non arretra. E il 2027, con ogni probabilità, non sarà diverso. In uno scenario così la tentazione è reagire d'istinto: una promozione in più, un fornitore in meno, un taglio qua e là. Ma l’azione senza riflessione produce movimento, non risultati. Per questo il prossimo Forum della Vista, che chiude il ciclo degli eventi 2026 dell’ottica, si presenta come l’occasione per riflettere. Pochi lustrini, tante idee che lavorano insieme, un obiettivo preciso: uscire da Bari con un quadro ben delineato delle strategie e delle azioni da mettere in campo. Se la domenica sarà la bussola dell'ottico indipendente, il lunedì sarà la mappa. La seconda giornata del Forum ruota attorno a due appuntamenti che dialogano tra loro: una ricerca di mercato che dà voce agli oculisti e una maste rclass dedicata alla multidotazione. La logica è semplice. Prima si ascolta chi sta a monte della filiera, poi si lavora su una leva concreta per far crescere il valore di ogni cliente. Per anni il rapporto tra classe medica e mondo ottico optometrico è stato raccontato per luoghi comuni: diffidenza da una parte, invasioni di campo dall'altra. La ricerca che verrà presentata al Forum prova a sostituire le opinioni con i dati, interrogando direttamente i medici. Le domande sono quelle che ogni ottico si pone senza avere spesso il coraggio di farle ad alta voce. Che cosa si aspetta l'oculista quando il suo paziente esce dallo studio con una prescrizione? Quali competenze riconosce al professionista della visione e su quali invece chiede rispetto dei ruoli? Che cosa lo spinge a fidarsi, fino a indicare un centro ottico piuttosto che un altro? Il punto non è compiacere l’oftalmologo, ma capire dove le due categorie possono costruire valore insieme. Le precedenti ricerche del Forum hanno già mostrato che il paziente-cliente, dopo la visita, tende a scegliere un solo centro ottico. Se la relazione con l'oculista funziona, quella fiducia diventa un percorso continuo. Se non funziona, si spezza al primo passaggio. Se il sondaggio fotografa la relazione, la master class lavora sul banco. La multidotazione è forse la leva più sottoutilizzata del retail indipendente: un consumatore, più esigenze visive, più soluzioni. Lontano, vicino, schermo, sole, sport: non un upselling, ma la risposta completa a come quella persona vive davvero la sua giornata. Perché allora si vende così poco? Spesso non per mancanza di prodotto, ma di metodo. Si ha paura di sembrare insistenti, si dà per scontato che il cliente non spenda, si propone la seconda soluzione a fine vendita, quando l'attenzione è già calata. La multidotazione nasce invece nell'analisi visiva e nel dialogo: dalle domande corrette, poste nel momento giusto, con un linguaggio che la persona sente vicino. È qui che ricerca e master class si toccano. Una prescrizione accompagnata da un confronto con l’oculista, ove necessario, sulle reali necessità del paziente-cliente rende la proposta di più soluzioni credibile: l’utente finale non percepisce una spesa in più, ma una attenzione in più.

  4. 1d ago

    Forum della Vista: sondaggio tra gli oculisti e multidotazione al centro della seconda giornata

    Lunedì 9 novembre l’evento in programma a Bari affronterà le aspettative della classe medica nei confronti degli ottici e il valore di una proposta visiva personalizzata, che integri dialogo commerciale ed evidenze scientifiche Un sondaggio tra gli oculisti italiani e la multidotazione visiva saranno il cuore della seconda giornata del Forum della Vista 2026 (nella foto, il logo): due temi diversi, accomunati dalla ricerca di strumenti per migliorare la gestione del benessere visivo e per valorizzare il contributo del centro ottico. Il primo riguarda le aspettative dell’area medica nei confronti di quella ottico optometrica. Saranno presentati in forma aggregata i risultati di “Quello che gli oculisti non ci dicono, ma che vorrebbero”, rivolto agli oftalmologi del nostro paese: il questionario anonimo ha l’obiettivo di verificare la qualità del rapporto attuale tra le due professioni, gli ambiti nei quali il confronto è più utile e i comportamenti che possono rafforzare o compromettere la fiducia reciproca. Tra i temi toccati figurano la corretta realizzazione della prescrizione, le difficoltà di adattamento, la miopia in età evolutiva, la presbiopia, le lenti a contatto, l’ipovisione e la prevenzione. «L’indagine approfondisce inoltre le aspettative degli oculisti sulla comunicazione con gli ottici, sulle competenze professionali e sugli strumenti che potrebbero facilitare la collaborazione, come canali di contatto diretti, modelli di segnalazione condivisi, criteri comuni per l’invio dei pazienti-clienti e reti territoriali - anticipa a b2eyes TODAY Nicola Di Lernia, che illustrerà gli esiti del sondaggio - Un’altra questione riguarda l’eventuale utilità di una certificazione di qualità dei centri ottici basata su requisiti verificabili». Nella mattinata del 9 novembre è in programma anche la master class “Dai malesseri visivi alle soluzioni e alle multidotazioni possibili”, introdotta sempre da Di Lernia e sviluppata con quattro esperti e docenti del mondo dell’optometria. «Abbiamo pensato di fare luce su questo argomento unendo le evidenze optometriche a quelle dei consumatori: verranno perciò affrontati tre temi dominanti nella multidotazione del cliente del centro ottico, il Digital Eye Strain, il dual wear occhiali da vista-lenti a contatto da parte dei più giovani e la proposta congiunta di un occhiale da vista e di una soluzione vista sole, introducendo ogni singolo argomento con un’appendice di mercato - dice ancora Di Lernia - Questo esperimento di abbinare optometria e marketing consentirà a chi sarà presente al Forum di portarsi a casa un bagaglio di idee da applicare subito per agevolare la diffusione della multidotazione presso l’utente finale». A cura della redazione

  5. 1d ago

    Congresso Siso 2026: più di tremila presenze attese

    L’evento, che si svolgerà dal 29 al 31 ottobre presso il Rome Cavalieri, ha in programma un ampio numero di sessioni scientifiche, chirurgia in diretta e simposi. Saranno presenti anche diverse realtà dell’oftalmica e della contattologia Oltre 2.500 medici, più di 70 aziende presenti con ulteriori 500 professionisti appartenenti allo staff, un’area espositiva estesa su oltre 2.400 metri quadrati in una delle sedi storiche per gli oculisti italiani, il centro congressi Rome Cavalieri: sono i numeri della quinta edizione del Congresso annuale della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche, come si legge sul sito dell’organismo, che per tre giorni sarà il punto d’incontro in cui scambiare opinioni e pareri professionali e dove aggiornarsi sulle ultime novità. Un appuntamento importante, non solo per i riscontri positivi ottenuti dalla Siso che dal 2021 a oggi è passata da 21 consiglieri fondatori a oltre 2.800 membri, come si evince dal portale della società scientifica, ma anche perché si terranno le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali, presidente e consiglio direttivo. Undici aule tecnologicamente attrezzate ospiteranno nei tre giorni di Congresso tutte le sessioni scientifiche, mentre la Main Hall, cioè il Salone Cavalieri, trasmetterà la chirurgia in diretta e alcuni simposi su argomenti di interesse, per un totale di oltre 110 appuntamenti. I relatori coinvolti saranno più di mille: parteciperanno all’evento anche alcuni oculisti stranieri, europei e non. Protagonisti anche giovani oftalmologi under 35, in momenti loro dedicati e nelle 13 sessioni di comunicazioni a tema libero. La chirurgia in diretta sarà presente in ciascuna giornata congressuale grazie a collegamenti con le sale operatorie del Policlinico Gemelli per il trattamento delle patologie vitreo retiniche: il coordinamento è affidato a Stanislao Rizzo. Venerdì 30 ottobre, mattina e pomeriggio, saranno 20 gli interventi della cataratta trasmessi dalle sale operatorie dell’Ospedale San Giovanni-Britannico, la cui supervisione è di Augusto Pocobelli, con l’utilizzo delle ultime tecnologie, di microscopi e principalmente delle lenti intraoculari. Nella mattinata di sabato 31 ottobre, sempre dall’Ospedale San Giovanni-Britannico, una sessione sulla chirurgia delle palpebre e degli annessi. Tra gli argomenti più di attualità è stato inserito un approfondimento sull’intelligenza artificiale (nella foto, la platea a uno degli ultimi congressi Siso, tratta dal sito della società scientifica). A cura della redazione

  6. 2d ago

    Hoya a Siso 2026: miopia e presbiopia, due sfide da affrontare

    In occasione del Congresso di Roma, sono in programma due simposi su tali argomenti: per l’azienda oftalmica si tratta di importanti momenti di confronto scientifico, utili a promuovere conoscenza e dialogo sulle soluzioni ottiche dedicate La salute visiva si trova oggi di fronte a due grandi sfide: da un lato l'aumento della miopia nei più giovani, dall'altro una popolazione sempre più longeva e attiva che ricerca proposte efficaci per affrontare la presbiopia e mantenere una buona qualità della vita. Per rispondere a questi bisogni è fondamentale che tutti gli attori coinvolti nel percorso del paziente e cliente condividano conoscenze, dati e soluzioni innovative. Lo ricorda Hoya che «da anni è impegnata nel promuovere il dialogo con la classe medica sul tema del controllo della progressione miopica, contribuendo alla diffusione delle evidenze scientifiche che supportano l'importanza di una gestione precoce e strutturata della miopia nei giovani – sottolineano a b2eyes TODAY dall’azienda oftalmica - Un impegno che oggi si affianca a una crescente attività di aggiornamento e sensibilizzazione anche nell'ambito della presbiopia, una condizione che interessa una popolazione in costante crescita e sempre più esigente dal punto di vista della qualità visiva». Il 29 ottobre è in programma “Nuove prospettive nella gestione della presbiopia: il valore della prescrizione e delle soluzioni visive”, che vedrà la partecipazione di Aldo Vagge, Giuseppe Giannaccare, Mario Damiano Toro, Giulia Coco, Andrea Russo, Vito Romano, Adriano Carnevali e Andrea Lembo. Il 30 ottobre si terrà “L'evoluzione nel controllo della progressione miopica: nuove evidenze cliniche della tecnologia D.I.M.S. TED”, al quale interverranno Paolo Nucci, Roberto Caputo, Aldo Vagge, Massimiliano Serafino e Giuliano Stramare. Attraverso queste iniziative Hoya conferma la volontà di favorire una crescente integrazione tra ricerca, pratica clinica e soluzioni visive, valorizzando il ruolo complementare di oculisti e ottici optometristi nel percorso di cura. «Quanto più la classe medica è informata sulle opportunità oggi disponibili nella gestione della presbiopia e della miopia, tanto maggiore è la possibilità di indirizzare le persone verso percorsi visivi efficaci e personalizzati - commenta al nostro quotidiano Michele Liguori (nella foto), medical relations team coordinator di Hoya Vision Care Italia - Un beneficio che si traduce in una migliore esperienza per il portatore e in nuove opportunità di dialogo e collaborazione per tutti i professionisti della vista e della visione». A cura della redazione

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