Brand Di Design

Luca Vergani

Dalla Rivoluzione Industriale a oggi vediamo come il design ha plasmato il mondo che tocchiamo. In 'Brand Di Design', esploriamo l’evoluzione di questa disciplina nata tra le fabbriche dell’800, dove tecnologia e società hanno incontrato l’estetica. Scopriremo insieme come i grandi brand creano oggetti iconici, trasformando bisogni in bellezza e funzionalità in emozione. Non è solo ingegneria: è l’arte di dar forma al futuro, equilibrio tra forma e funzione che definisce la nostra cultura materiale. Pronto a innamorarti della materia che ci circonda? Accompagnaci nel nostro viaggio!

  1. 2d ago

    EP.128 KNUD HOLSCHER Architetto e Designer Danese

    Ciao e benvenuti all'episodio di oggi, dove esploreremo la straordinaria carriera di una figura emblematica del design scandinavo: Knud Holscher. Nato a Rødby, Danimarca, nel 1930, Holscher ha posto le basi della sua brillante carriera studiando architettura alla prestigiosa Reale Accademia d'Arte di Copenhagen. La sua formazione e il suo approccio al design sono stati profondamente influenzati dal periodo trascorso come assistente del leggendario Arne Jacobsen tra il 1960 e il 1964. Questa esperienza ha senza dubbio plasmato la sua visione, portandolo a sviluppare uno stile che unisce funzionalità impeccabile ed estetica raffinata. Holscher è un designer prolifico e pluripremiato, con un'impressionante lista di successi: Ha co-progettato con Alan Tye la linea di sanitari Modric, che ha ricevuto il British Design Award e il British Aluminium Industry Award nel 1966.Nel 1967 è diventato socio dello studio di architettura Krohn & Hartvig Rasmussen.Ha vinto un altro British Design Award nel 1970 per un innovativo sistema di segnaletica per ufficio.Nel 1972 ha lanciato la celeberrima linea di accessori per porte in acciaio inossidabile d-line. Questo sistema ha riscosso un successo straordinario, vincendo numerosi premi e crescendo fino a diventare la linea più completa di accessori metallici per bagni e strutture architettoniche in generale.La sua versatilità si è manifestata anche nel 1975, quando ha disegnato insalatiere e pinze da cucina in acciaio inossidabile per Georg Jensen, opere ammirate per la loro straordinaria semplicità.Oggi, lo studio Knud Holscher Industrial Design si distingue come uno dei principali studi di design scandinavi. Collabora con un portfolio di clienti di fama mondiale che include giganti come jC Decaux, Erco, Philips, Fritz Hansen e Facit, e continua a vincere numerosi concorsi nel campo dell'arredo urbano e dei sistemi di segnaletica. Knud Holscher è un vero pioniere, la cui impronta nel mondo del design è destinata a durare nel tempo.

  2. 5d ago

    EP.127 GEOFF HOLLINGTON Design Industriale e Innovazione

    Benvenuti a un nuovo episodio! Oggi faremo un viaggio nel mondo di Geoff Hollington, un gigante del design industriale nato nell'Essex, Inghilterra, nel 1949. Geoff ha plasmato la sua visione studiando design industriale alla Central School of Arts & Crafts e poi environmental design al Royal College of Art di Londra, dove si è laureato nel 1974. I suoi primi passi professionali lo hanno visto tra il 1976 e il 1978 come membro del team di progettazione per la nuova città di Milton Keynes, assumendosi la responsabilità del paesaggio e dell'arredo urbano. Il 1980 ha segnato una svolta con la fondazione di Hollington Associates, uno studio che si è rapidamente distinto nel disegno industriale di una vasta gamma di prodotti: dai beni di consumo alle apparecchiature mediche, dall'elettronica di consumo ai mobili da ufficio. Il suo portfolio vanta collaborazioni con nomi di spicco come Herman Miller, Parker Pen, Gillette, Matsushita, NEC, Filofax, Ericsson e Kodak. Uno dei suoi successi più riconosciuti è stata la rivoluzionaria linea di mobili Relay (1990) per Herman Miller, che nel 1992 gli è valsa una prestigiosa medaglia d'oro dall'Industrial Designers Society of America. Sebbene Hollington abbia sempre accolto l'introduzione di strumenti avanzati come il computer-aided design e le innovazioni dell'ingegneria high-tech, ha mantenuto ferma la sua convinzione che "la parte connessa al pensiero e all'innovazione creatrice" rimanga il fulcro fondamentale del processo progettuale. Negli ultimi tempi, la sua curiosità lo ha spinto nel campo del design interattivo, dove ha contribuito a progettare circa 100 mostre interattive per l'ala Wellcome del Science Museum di Londra. Sintonizzatevi per scoprire di più su questo visionario del design!

  3. Aug 31

    EP.126 HERMAN MILLER Design e Innovazione Sostenibile

    Benvenuti al nostro podcast! Oggi vi portiamo nel mondo di un'azienda che ha rivoluzionato il design del mobile: Herman Miller. Fondata nel 1923 a Zeeland, Michigan, USA, questa azienda ha iniziato riproducendo mobili molto popolari, come molti mobilifici dell'epoca. La svolta arrivò nel 1930, quando D. J. De Pree, uno dei fondatori, incontrò il designer Gilbert Rhode. Fu Rhode a suggerire di creare una serie di mobili molto semplici ma di buona qualità, il cui valore risiedesse nei materiali e nella solidità della fabbricazione piuttosto che nei trattamenti decorativi di superficie. Questo approccio innovativo ebbe un tale successo che nel 1936 Herman Miller abbandonò del tutto il mobile convenzionale. Già nel 1941, l'azienda aveva aperto a New York uno showroom per esporre i suoi nuovi design. Il percorso di innovazione è proseguito con George Nelson, che subentrò a Rhode come direttore del design nel 1946. Nelson portò con sé altri designer di talento come Charles Eames, Isamu Noguchi e Alexander Girard. Negli anni seguenti, Herman Miller produsse mobili improntati ai criteri che De Pree riteneva fondamentali per un buon design: "durata, unità, organicità, inalterabilità". Tra i design più innovativi di quegli anni sono da ricordare le celebri sedie in compensato (1945-46) e le sedie in plastica (1948-50) di Charles & Ray Eames, il Comprehensive Storage System (1959) e l'Action Office 1 (1964-65) di George Nelson. Una pietra miliare fu l'Action Office 2 di Robert Propst, messo sul mercato nel 1968, che trasformò radicalmente l'ambiente ufficio. Da allora, l'azienda è diventata leader nel settore dei mobili su ordinazione e ha prodotto sedie da ufficio decisamente rivoluzionarie come la Ergon (1976), l'Equa (1984) e l'Aeron (1992), tutte progettate da Bill Stumpf e Don Chadwick. Herman Miller è tutt'oggi una delle aziende americane che gode di maggior prestigio internazionale e continua a guidare il mercato nella ricerca dell'eccellenza, sia nel design che nelle tecniche di produzione. Come Robert Propst scrisse, la loro aspirazione è sempre stata quella di progettare "oggetti fuori dalle mode, che abbiano qualità che durano nel tempo dando importanza ai fattori fondamentali".

  4. Aug 28

    EP.125 JEAN HEIBERG L'Arte Funzionale

    Benvenuti al nostro podcast! Oggi vi portiamo nel mondo di un artista che ha lasciato il segno non solo nella pittura e nella scultura, ma anche nella vita quotidiana di milioni di persone. Stiamo parlando di Jean Heiberg, un creativo nato a Oslo, Norvegia, nel 1884 e scomparso nella stessa città nel 1976. Heiberg iniziò il suo percorso artistico studiando pittura a Monaco, per poi immergersi nella vibrante scena parigina. Tra il 1908 e il 1910, ebbe l'opportunità di essere allievo del celebre Henri Matisse, un'esperienza che plasmò profondamente la sua visione. Rimase nella capitale francese fino al 1929, diventando un convinto seguace dei Fauves e guadagnando un notevole apprezzamento per le sue opere, sia quadri che sculture. Ma la sua influenza si estese ben oltre le gallerie d'arte. Dopo il suo ritorno a Oslo, Jean Heiberg ricevette un incarico davvero particolare: progettare un nuovo telefono. L'obiettivo era rimpiazzare i vecchi modelli in metallo con un design innovativo in bachelite. L'ingegnere norvegese Johan Christian Bjerknes si occupò della struttura interna, mentre la produzione fu affidata a una joint-venture tra Norsk Elektrisk Bureau e l'azienda svedese L. M. Ericsson. Il risultato fu l'altamente scultoreo DHB 1001 in bachelite, presentato nel 1930. Questo telefono, sviluppato tramite prototipi in gesso, si distingueva per le sue linee più morbide, con meno angoli rispetto ai predecessori, e per un rapporto più armonico tra il corpo principale e la cornetta. Il DHB 1001 entrò in produzione nel 1932 e mantenne la sua posizione all'avanguardia nel design telefonico fino agli anni '50. Fu un successo internazionale, venduto non solo in Scandinavia, ma anche in Gran Bretagna, Italia, Grecia e Turchia. Persino Siemens lo produsse su licenza in Inghilterra, Francia e America. L'impatto del suo lavoro fu tale che il design di Heiberg ispirò direttamente il celebre Model 300 di Henry Dreyfuss, sviluppato nel 1937 dai Bell Laboratories. Jean Heiberg: un nome da ricordare, un artista che ha saputo unire arte e funzionalità, portando l'estetica moderna nelle nostre mani e nelle nostre case. Restate con noi per altre storie affascinanti!

  5. Aug 24

    EP.124 HARLEY-DAVIDSON Storia e Successo

    Ciao! Ti presentiamo un viaggio emozionante nel cuore di un'icona americana: Harley-Davidson. Nata nel 1902 a Milwaukee, Wisconsin, questa leggendaria azienda è stata fondata da William Harley e Arthur Davidson con un obiettivo semplice ma rivoluzionario: eliminare la fatica a chi andava in bicicletta. Già nel 1903, i due amici producevano le loro prime motociclette, azionate da un motore da 167 cc, in un modesto capannone. La loro visione ha rapidamente preso forma: Nel 1909, venne introdotto il celebre motore V-Twin a 45 gradi, capace di raggiungere i 60 miglia orarie.Dal 1913, Harley-Davidson dominava le corse motociclistiche in America, con una produzione di oltre 12.904 esemplari in quell'anno.La loro affidabilità fu riconosciuta dall'esercito americano, che ne schierò oltre 20.000 durante la Prima Guerra Mondiale.Il dopoguerra segnò una crescita esplosiva: nel 1920, Harley-Davidson era già diventata la maggiore produttrice di motociclette al mondo. La sua fama crebbe ulteriormente nel 1921, quando una moto dell'azienda fu la prima a vincere una corsa con una velocità media di 100 miglia orarie. Gli anni successivi furono segnati da continue innovazioni, come l'introduzione del serbatoio a goccia e dei freni anteriori, e la nascita di motori iconici come il Knucklehead (1936) e il Panhead (1948). Il 1957 vide il lancio della Sportster, definita il "padre delle superbike", seguita dalla maneggevole Duo Glide con sospensioni idrauliche nel 1958 e dalla Electra Glide nel 1965. Nel 1966, il motore Shovelhead prese il posto del V-Twin. Gli anni '70 furono un periodo di grande fermento, con un boom delle motociclette in America e molti appassionati che iniziarono a personalizzare le loro Harley-Davidson, spesso in stile chopper. Nonostante la crescente concorrenza delle marche giapponesi, la popolarità di Harley continuò a rafforzarsi. Oggi, Harley-Davidson detiene il 56% del mercato statunitense, con una crescente domanda anche in Europa, Giappone e Australia. Più che un semplice mezzo di trasporto, è diventata un potente simbolo dell'individualismo americano, consolidando la sua reputazione in tutto il mondo come la "King of the Road".

  6. Aug 21

    EP.123 JAMES HARGREAVES Il Filatoio di Jenny

    Ciao! Benvenuti ! Oggi, vi portiamo nell'Inghilterra del XVIII secolo per conoscere un uomo la cui semplice idea ha scatenato una rivoluzione: James Hargreaves. Nato intorno al 1720 vicino a Blackburn, nel Lancashire, e scomparso nel 1788 a Nottinghamshire, Hargreaves era un tessitore che, come molti della sua epoca, possedeva un telaio e un filatoio a mano. La sua storia è intrisa di ingegno e di quella scintilla di osservazione che trasforma il quotidiano in straordinario. La leggenda narra che l'ispirazione per la sua invenzione più celebre, la Spinning Jenny, gli venne in un momento fortuito. Si racconta che sua figlia Jenny rovesciò accidentalmente il suo filatoio a mano, e Hargreaves notò che il fuso continuava a girare. Fu allora che ebbe l'intuizione geniale: se un singolo fuso poteva continuare a girare, perché non un'intera fila? Intorno al 1764, Hargreaves diede vita al primo modello della Spinning Jenny, una macchina che utilizzava ben otto fusi contemporaneamente, aumentando la produzione di ben otto volte! La cosa sorprendente era che questa macchina rivoluzionaria era così intuitiva da poter essere azionata facilmente anche dai bambini. Inizialmente, Hargreaves la usò solo in casa sua, ma quando nel 1768 iniziò a venderla, la reazione non fu quella sperata. I filatori del Lancashire, temendo un impatto negativo sui loro mezzi di sussistenza, marciarono sulla sua casa e distrussero il suo macchinario. Costretto a lasciare la sua terra natale, Hargreaves si trasferì a Nottingham, dove aprì una piccola filanda di cotone. Nonostante avesse brevettato la sua invenzione solo nel 1770, permettendo ad altri di copiarla e migliorarla – arrivando a potenziarla da otto a ben ottanta fili – l'impatto della Spinning Jenny fu inarrestabile. Al momento della sua morte, oltre 20.000 Spinning Jenny erano operative in Gran Bretagna, consolidando il suo posto come una delle grandi invenzioni che diedero il via alla Rivoluzione Industriale. La storia di James Hargreaves è un affascinante promemoria di come un'unica idea possa cambiare il corso della storia, nonostante le sfide e la resistenza. Non perdetevi il prossimo episodio di "Innovatori del Passato"!

  7. Aug 17

    EP.122 HANS GUGELOT Design Funzionale e L'Influenza Tedesca

    Ciao e benvenuti a un nuovo episodio! Oggi vi portiamo nel mondo di un vero gigante del design, Hans Gugelot. Nato a Celebes, in Indonesia, nel 1920, e purtroppo scomparso prematuramente a Ulm, in Germania, nel 1965, Gugelot ha lasciato un'impronta indelebile nel campo del design. Dopo aver completato i suoi studi in architettura e aver collaborato con Max Bill fino al 1954, la sua carriera ha preso una svolta decisiva. Dal 1954 fino alla sua morte, è stato una figura chiave nel reparto di design di Braun, dove ha contribuito in modo fondamentale a forgiare uno stile aziendale inconfondibile. Stiamo parlando di un'identità visiva potentissima, profondamente radicata nei principi del funzionalismo e dell'essenzialismo. Ma il suo contributo non si è limitato solo a Braun! Nello stesso periodo, Gugelot ha ricoperto il ruolo di direttore del dipartimento di product design presso la celebre Hochschule für Gestaltung di Ulm. Qui, ha instancabilmente promosso un approccio che ha ridefinito il pensiero del design, riassunto nel motto: "la forma segue la funzione". Tra le sue creazioni più iconiche, non possiamo non menzionare il Phonosuper SK4 del 1956, progettato insieme al leggendario Dieter Rams. Questo pezzo è talmente distintivo da essersi guadagnato il soprannome di "La bara di Biancaneve", grazie al suo coperchio acrilico trasparente e al suo rigoroso formalismo geometrico. Un altro simbolo del suo genio per Braun è stato il rasoio elettrico Sixtant del 1962. La sua versatilità si estendeva oltre, avendo disegnato anche il proiettore di diapositive S-AV 1000 per Kodak nel 1962 e mobili incassati per Bofinger già nel 1954. Nonostante la sua carriera sia stata sorprendentemente breve, l'impatto di Gugelot, specialmente sullo sviluppo del product design tedesco, è stato assolutamente immenso. Un ascolto imperdibile per scoprire di più su questo visionario!

  8. Aug 14

    EP.121 WALTER GROPIUS Architetto e Padre della Bauhaus

    Benvenuti! Oggi vi portiamo nel mondo di Walter Gropius, una figura iconica nata a Berlino nel 1883 e scomparsa a Boston nel 1969. Gropius, dopo aver studiato architettura alla Technische Hochschule di Monaco e a Berlino, ha iniziato la sua carriera nello studio berlinese di Peter Behrens dal 1908 al 1910, dove si è distinto nella progettazione di uffici e mobili. Nel 1910 ha aperto il suo studio con Adolf Meyer ed è diventato un membro influente del Deutscher Werkbund. Inizialmente, Gropius si oppose alla standardizzazione, ma in seguito accettò la necessità di un approccio industriale al design, influenzato dai successi di Henry Ford e dalle devastazioni della Prima Guerra Mondiale, abbracciando così la modernizzazione della società. Questa visione lo ha portato a fondare la celebre Staatliches Bauhaus a Weimar nel 1919, unendo due scuole d'arte. Lo scopo era unificare le arti e "fornire servizi di consulenza artistica a industria, commercio e artigianato". Come direttore della Bauhaus dal 1919 al 1928, Gropius ha innovato, promuovendo la nascita di laboratori guidati da "maestri" e realizzando molti mobili dipinti di bianco e accessori metallici per porte insieme a Adolf Meyer, oltre a una casa prefabbricata per la tenuta Weißenhofsiedlung costruita come parte della mostra del Werkbund "Die Wohnung" del 1927. Le sue architetture riflettono questa evoluzione: dalla fabbrica Fagus del 1911, che colpì molti per un innovativo muro sospeso sostenuto dagli elementi verticali dell'edificio, alla fabbrica modello in acciaio e vetro per la mostra del Deutscher Werkbund tenuta a Colonia nel 1914. Quando nel 1925 la Bauhaus si è trasferita a Dessau, i nuovi edifici da lui progettati per questo scopo hanno segnato un decisivo spostamento verso la modernità industriale della scuola. La sua influenza si è estesa oltre la Germania. Nel 1934, Gropius si è trasferito a Londra, dove ha lavorato in società con l'architetto E. Maxwell Fry fino al 1937. A Londra ha anche lavorato per la Isokon, azienda di Jack Pritchard, della quale è stato nominato controllore del design nel 1936. Un anno dopo, nel 1937, ha emigrato negli Stati Uniti e è diventato professore di architettura alla Harvard University. Walter Gropius è riconosciuto come uno dei maggiori esponenti del Modern Movement e uno dei più influenti educatori del XX secolo nel campo del disegno industriale. Ascolta per scoprire come ha plasmato il futuro del design e dell'architettura.

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Dalla Rivoluzione Industriale a oggi vediamo come il design ha plasmato il mondo che tocchiamo. In 'Brand Di Design', esploriamo l’evoluzione di questa disciplina nata tra le fabbriche dell’800, dove tecnologia e società hanno incontrato l’estetica. Scopriremo insieme come i grandi brand creano oggetti iconici, trasformando bisogni in bellezza e funzionalità in emozione. Non è solo ingegneria: è l’arte di dar forma al futuro, equilibrio tra forma e funzione che definisce la nostra cultura materiale. Pronto a innamorarti della materia che ci circonda? Accompagnaci nel nostro viaggio!