IL LABIRINTO DEI NUMERI: Come AIFA ha Occultato 15.891 Reazioni Avverse Gravi Nel settembre 2021, mentre la percentuale di reazioni avverse gravi ai vaccini COVID-19 raddoppiava dal 7,3% al 14,4%, l'Agenzia Italiana del Farmaco decise di diradare i rapporti di sorveglianza da mensili a trimestrali, giustificando la scelta con una presunta "stabilità" dei dati. Un anno dopo, l'agenzia ANSA pubblicò statistiche obsolete di 12 mesi, cancellando dalla percezione pubblica 15.891 reazioni gravi già registrate. Questa è la storia di come un sistema di farmacovigilanza è stato trasformato in propaganda attraverso tre meccanismi: la diluizione temporale (ridurre la frequenza dei rapporti mentre il rischio aumenta), l'esclusione metodologica (eliminare migliaia di segnalazioni per "vizi di forma"), e la psicologizzazione del danno fisico (attribuire il 64% delle reazioni a "effetto nocebo"). L'ESCALATION INVISIBILE Dai Rapporti AIFA 1-14 emerge una progressione inequivocabile: dal 7,3% di reazioni gravi del gennaio 2021 al 18,7% del 2022. Per alcuni vaccini come Moderna, più di una segnalazione su cinque riguardava eventi gravi. Eppure la narrativa pubblica continuava a parlare di "reazioni lievi e transitorie". IL PARADOSSO DEL GREEN PASS Migliaia di segnalazioni furono escluse per "dati mancanti": sesso, età, data di somministrazione. Il paradosso è feroce: lo stesso sistema che controllava capillarmente l'accesso a bar e ristoranti sosteneva di non poter recuperare i dati necessari alla farmacovigilanza. Casi di miocardite e pericardite furono cancellati per mancanze formali. Più inquietante: 11 segnalazioni di neonati allattati (20 giorni-18 mesi) con reazioni post-vaccinazione materna sparirono completamente dai comunicati pubblici. LA FINESTRA CHE SI ALLUNGA I rapporti documentano decessi fino a 189 giorni dalla somministrazione (oltre sei mesi), ma la valutazione del nesso causale restava ancorata a 14-15 giorni. La vaccinazione eterologa (mix di marchi diversi) creò una nebbia statistica che favoriva sistematicamente l'esclusione della correlazione. IL CASO ANSA: 15.891 CASI SCOMPARSI Il 20 luglio 2022, ANSA pubblicò dati del giugno 2021: 11,9% di reazioni gravi su 49,5 milioni di dosi. La realtà: 18,1% su 138,2 milioni di dosi. Utilizzando dati vecchi di un anno, l'agenzia più autorevole d'Italia rese invisibili 15.891 reazioni gravi già registrate. Un errore? Durante l'emergenza, i governi erogarono ingenti finanziamenti pubblici ai media per sostenere la campagna vaccinale. IL CONFLITTO DI MAGRINI Nell'aprile 2022, Nicola Magrini ricopriva simultaneamente il ruolo di Direttore Generale AIFA (controllore della sicurezza) e membro dello Steering Board europeo (acquirente dei vaccini), gestendo opzioni per 260-520 milioni di euro. Un conflitto d'interesse strutturale: come segnalare criticità su prodotti per cui hai appena negoziato contratti da centinaia di milioni? LA DOMANDA CHE RESTA Se i dati ufficiali AIFA contengono queste percentuali di gravità, queste ammissioni di esclusione, queste finestre temporali sempre più ampie, perché la comunicazione pubblica ha raccontato un'altra storia? La risposta è nelle pagine dei rapporti che quasi nessuno ha letto, nei numeri che i media hanno sistematicamente ignorato, nei conflitti d'interesse che nessuno ha voluto vedere.Il sistema non ha fallito: ha funzionato esattamente come era stato progettato. Non per proteggere i cittadini, ma per proteggere la campagna. Per l'acquisto della nuova versione del libro in due parti: 1. PAURA : https://amzn.to/43nzTsV 2. PROFITTO : https://amzn.to/4dGdk7u