Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo

Paolo Bersani Psicologo

Cosa significa vivere con l'ADHD, la dislessia, la discalculia, la disgrafia o l'Asperger? Sono termini che sentiamo spesso sui social e sono entrate nel linguaggio comune di molti di noi, ma cosa significano davvero? Nel podcast “Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo” esploriamo insieme le sfide e le risorse delle neurodivergenze, con esempi concreti, strategie pratiche, testimonianze e consigli per genitori. Io sono Paolo Bersani, e sono uno Psicologo. Ti aspetto ogni 15 giorni, il giovedì alle 18. Perchè capire è il primo passo per includere.

  1. 2d ago

    Ep. 23 | Ma ci sono i DSA in Università?

    Siamo in pieno periodo di immatricolazioni e molti studenti si preparano a compiere il grande salto dalla scuola superiore al mondo accademico. Per i ragazzi e le ragazze neurodivergenti, sorge quasi subito una domanda fondamentale: "Posso usare la mia vecchia diagnosi di DSA per richiedere gli strumenti compensativi durante gli esami universitari?" La risposta breve è no. In questa puntata facciamo chiarezza su uno dei momenti burocratici più delicati per uno studente con Disturbo Specifico dell'Apprendimento: la transizione all'Università. Il sistema universitario italiano si sta trovando oggi ad accogliere la primissima generazione di studenti tutelati dalla Legge 170 del 2010. È una fase di transizione profonda per gli atenei, che non sono ancora del tutto pronti, ma che si stanno (fortunatamente) attrezzando. In questo episodio, nello specifico, vedremo: L'obbligo di aggiornamento: perché, per legge, il profilo di funzionamento deve essere rinnovato a ogni cambio di "ordine scolastico" e perché i centri di Neuropsichiatria Infantile non possono più intervenire dopo il compimento del diciassettesimo anno di età; Il "limbo" del PDP Universitario: l'assenza attuale di un Piano Didattico Personalizzato standard per l'Università e come le diverse facoltà stanno cercando di colmare questa lacuna; La mappa in 3 step per gli studenti: cosa fare concretamente per tutelarsi (1. Rinnovare la diagnosi presso centri per adulti; 2. Consegnarla in segreteria; 3. Contattare immediatamente l'Ufficio Disabilità e DSA del proprio ateneo per accordarsi sulle modalità d'esame). L'obiettivo di oggi è darvi gli strumenti per non farvi cogliere impreparati dalla burocrazia e per far valere il vostro diritto allo studio, con la consapevolezza che ogni università deve avere per legge un ufficio e un referente dedicato a voi. Scopriamo insieme come affrontare questa nuova avventura nel ventitreesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.

  2. Sep 17

    Ep. 22 | Come organizzare una lezione per ragazzi con ADHD

    Siamo a metà settembre, la campanella è suonata e l'anno scolastico è appena iniziato. Tra i dubbi e le sfide che accompagnano i docenti in queste prime settimane, c'è una domanda che mi viene posta spessissimo: "Come posso strutturare una lezione che sia davvero inclusiva e che mantenga alta l'attenzione degli studenti con ADHD?" In questa puntata, ho deciso di rispondere proprio a questo bisogno, mettendo a disposizione dei docenti (e non solo) strumenti pratici e concreti. Riprendendo le linee guida del questionario "Meta-cognizione e Attenzione (Q-MAI)" – sviluppato da colleghi esperti del settore – esploreremo insieme come organizzare la didattica per favorire il successo formativo dei ragazzi con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD). Nello specifico, in questo episodio vedremo: La gestione dello spazio e del corpo: perché fare lezione in piedi, muoversi in classe e utilizzare la prosodia (le variazioni del tono di voce) sono elementi cruciali per mantenere l'ancoraggio attentivo; La gestione dei tempi: l'importanza di suddividere argomenti complessi in sottomoduli più semplici e di scindere la lezione con momenti di stacco e respiro; Costruire l'interesse: come l'uso di esperienze pratiche, aneddoti personali e domande aperte (anziché punizioni verbali) possano riagganciare l'attenzione in modo costruttivo e non giudicante; I segnali di disattenzione: imparare a leggere il linguaggio del corpo (la irrequietezza motoria) non come un disturbo per la classe, ma come un campanello d'allarme che ci invita a cambiare strategia. Queste strategie, pur essendo pensate specificamente per le menti neurodivergenti, si rivelano in realtà preziose per aumentare la qualità dell'apprendimento di tutta la classe. Inoltre, in apertura di puntata, vi svelo in anteprima alcune importanti novità che ci accompagneranno in questa nuova stagione, tra cui la nascita di una nuova associazione dedicata alle persone neurodivergenti. Scopriamo insieme come rendere la didattica più flessibile e inclusiva nel ventiduesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.

  3. Sep 3

    Ep. 21 | Dove eravamo rimasti... riflessioni di settembre

    Ben ritrovati dopo la pausa estiva! Iniziamo questo settembre affrontando insieme uno dei dubbi più comuni e disorientanti che si presentano alla fine di un percorso di valutazione: "Ho ricevuto una diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA), e adesso cosa devo fare?" In questa prima puntata della nuova stagione, rispondo a questa fatidica domanda fornendovi una bussola pratica per orientarvi nel mondo della burocrazia post-diagnostica. Facendo riferimento specifico all'iter normativo della regione Emilia-Romagna (e portando l'esempio pratico della città di Piacenza, dove registro), faremo chiarezza sui passaggi burocratici necessari per far valere i propri diritti. In questo episodio, nello specifico, scopriremo: L'iter burocratico per i minorenni: come funziona la consegna della diagnosi privata alla commissione di conformità dell'AUSL (Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza) per ottenere il documento fondamentale che permetterà alla scuola di redigere il PDP (Piano Didattico Personalizzato); L'iter per i maggiorenni e universitari: le differenze procedurali per gli adulti, i centri pubblici di riferimento (come Parma e Reggio Emilia) e le semplificazioni per l'invio telematico della documentazione tramite PEC; Le novità della nuova stagione: uno sguardo in anteprima ai nuovi progetti, tra cui la nascita di una community/associazione per persone neurodivergenti, l'impegno formativo all'interno delle scuole e una puntata futura dedicata interamente ai docenti. L'obiettivo di oggi è fare chiarezza e alleggerire il carico mentale delle famiglie e degli adulti, trasformando la burocrazia da ostacolo a semplice passaggio formale. Vi ricordo inoltre che potete scrivermi le vostre idee per i prossimi episodi all'indirizzo info@paolobersanipsicologo.it! Scopriamo insieme i prossimi passi nel ventunesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.

  4. Jul 9

    Ep. 20 | Mi hanno diagnosticato un DSA: cosa devo fare?

    Hai appena terminato un percorso diagnostico per un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) e ti senti disorientato di fronte alla burocrazia? Non sei il solo: "E adesso cosa devo fare?" è la domanda più frequente che ricevo in studio dai genitori o dai diretti interessati. In questa nuova puntata ho deciso di rispondere a questo dubbio creando una guida pratica e diretta per districarsi nel post-diagnosi. Facendo riferimento all'iter normativo specifico della regione Emilia-Romagna (ricordando che le procedure possono variare su base regionale), in questo episodio esploreremo: L'iter per i minori: tutti i passaggi necessari per presentare la relazione clinica al gruppo di conformità dell'AUSL territoriale (come la Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza) per ottenere il documento fondamentale che permetterà alla scuola di redigere il Piano Didattico Personalizzato (PDP); L'iter per gli adulti: le differenze e le semplificazioni burocratiche (come l'utilizzo della PEC) per chi riceve la diagnosi in età adulta o durante il percorso universitario; Il valore del lavoro di équipe: perché è fondamentale che la valutazione venga svolta da una rete multidisciplinare (composta da psicologo, neuropsichiatra e logopedista) per definire al meglio il profilo di funzionamento della persona. L'obiettivo di oggi è alleggerire il carico mentale delle famiglie e degli adulti neurodivergenti, rendendo la burocrazia un ostacolo in meno da affrontare. Vediamo insieme i prossimi passi nel ventunesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.

  5. Jun 25

    Ep. 19 | Lavoro e Neurodivergenze: l'esperienza di Luna

    Cosa succede quando si scopre la propria neurodivergenza in età adulta e come si affronta, con questa nuova consapevolezza, la quotidianità del mondo del lavoro? In questa puntata ho il piacere di ospitare Luna, che ha deciso di condividere con noi la sua esperienza in prima persona come donna neurodivergente. Partiremo dal suo percorso di scoperta, arrivato a 42 anni dopo una vita passata a sentirsi "troppo diversa", per capire l'importanza e il profondo senso di sollievo che una diagnosi clinica di autismo ha saputo restituirle. Non un'etichetta, ma la spiegazione di un funzionamento fisiologico differente. Esploreremo insieme a lei le sfide specifiche all'interno dell'ambiente lavorativo e le strategie pratiche per gestirle al meglio, tutelando le proprie energie. Nello specifico, vedremo: La faticosa gestione degli imprevisti e delle interazioni sociali non strutturate, come le classiche small talks (chiacchiere di cortesia) alla macchinetta del caffè; L'impatto del sovraccarico sensoriale in ufficio causato da luci, rumori e voci sovrapposte; L'utilizzo di strumenti e comportamenti compensativi fondamentali per l'autoregolazione, come l'uso di cuffie per attutire i rumori e l'impiego di fidget toys (oggetti anti-stress) da tenere tra le mani; Il ruolo cruciale dello smart working come risorsa per modulare il carico cognitivo; Il delicato momento della condivisione della propria diagnosi con i dirigenti e l'importanza di costruire, passo dopo passo, una cultura aziendale realmente inclusiva e supportante. Infine, Luna condividerà alcuni preziosi consigli rivolti a chiunque sospetti una propria neurodivergenza, ricordando quanto sia essenziale affidarsi a professionisti per fare chiarezza e non sentirsi mai più "sbagliati". Vediamo insieme questo tema nel diciannovesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.

  6. Jun 11

    Ep. 18 | Oggi vi racconto la mia storia

    Cosa si prova a vivere gli anni di scuola sentendosi costantemente dire "scrivi male, impegnati di più", quando in realtà il problema non è affatto la mancanza di volontà? In questa puntata speciale, ho deciso di condividere con voi la mia esperienza in prima persona. Vi racconterò le sfide, le fatiche e le frustrazioni che ho vissuto dalla scuola primaria fino all'università, affrontando il sistema scolastico con un ostacolo invisibile che solo molto tempo dopo avrebbe trovato una spiegazione clinica: la disgrafia evolutiva. Ripercorreremo insieme le tappe di questo viaggio per comprendere l'impatto emotivo e psicologico che la mancanza di consapevolezza può avere su un alunno. Nello specifico, vedremo: I primi campanelli d'allarme alla scuola primaria: la profonda fatica grafomotoria, l'odio per la scrittura e il peso dei giudizi scolastici basati unicamente sulla "brutta calligrafia"; Gli ostacoli alle scuole medie e superiori: l'incomprensione da parte dei docenti, le penalizzazioni nei voti a causa di una forma illeggibile e l'iniziale negazione di strumenti compensativi fondamentali come il computer; La svolta all'università: l'importanza cruciale di sottoporsi a una vera valutazione clinica e l'enorme sollievo emotivo derivato da una diagnosi chiara, capace di restituire un senso a tanti anni di fatica scolastica; Il significato della consapevolezza: perché è fondamentale riconoscere precocemente queste difficoltà per valorizzare il funzionamento alternativo della mente, evitando che bambini e ragazzi si sentano "sbagliati". Attraverso la mia storia, rifletteremo su quanto le parole di insegnanti e adulti possano segnare il percorso emotivo di chi apprende in modo diverso e sull'importanza di costruire una scuola realmente supportiva. Vediamo insieme la mia esperienza in questo nuovo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.

  7. May 28 ·  Bonus

    Ep. 17 | RESPIRAZIONE

    In questa seconda parte del diciassettesimo episodio di "Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo", mettiamo da parte la teoria per lasciare spazio all'esperienza: siete pronti a trasformare la conoscenza dello stress in una pratica capace di cambiare la vostra biologia in pochi minuti? Se nella prima parte abbiamo esplorato i meccanismi che "sequestrano" il nostro sistema nervoso, questa puntata è stata pensata come uno strumento pratico da portare sempre con voi. Ho deciso di separare questo momento esperienziale affinché possiate riascoltarlo ogni volta che ne avrete bisogno — in un momento di forte tensione, prima di un evento importante o semplicemente a fine giornata — senza dover ripercorrere tutta la spiegazione teorica. In questa sessione guidata, praticheremo insieme: La respirazione diaframmatica: vi guiderò passo dopo passo nell'uso del "palloncino" addominale per attivare il nervo vago e stimolare la risposta riflessa di rilassamento.La tecnica "One" di Benson: una strategia avanzata che unisce il respiro diaframmatico alla ripetizione mentale ritmica, uno strumento potentissimo per abbassare la frequenza cardiaca e calmare i pensieri.Vi invito a trovare una posizione comoda, a chiudere gli occhi se potete, e a concedervi questi minuti per riportare il vostro corpo in uno stato di omeostasi e benessere. Spesso bastano piccoli accorgimenti quotidiani per migliorare sensibilmente la nostra qualità e speranza di vita. Seguimi su Instagram: @paolo.bersani_psicologo

  8. May 28

    Ep. 17 | Teniche di gestione dello stress

    Cosa succede al nostro corpo quando la pressione dell'ambiente circostante supera le nostre risorse interne? Spesso sentiamo parlare di stress in termini generici, ma raramente comprendiamo i meccanismi biologici che "sequestrano" il nostro sistema nervoso, portandoci verso un logoramento continuo che può compromettere tessuti, organi e salute mentale. Ho deciso di strutturare questo tema in modo particolare, dividendo l'episodio in due parti: questa prima puntata è dedicata interamente alla psicoeducazione, per capire come funziona la "macchina" dello stress, mentre la successiva sarà un'esperienza pratica di respirazione che potrete riascoltare ogni volta che ne avrete bisogno. Insieme esploreremo: La differenza tra Eustress (lo stress positivo che ci aiuta a concentrarci) e Distress (quello negativo che genera sovraccarico).Le tre risposte biologiche primordiali: attacco, fuga e la meno conosciuta reazione di freezing (immobilizzazione).Il ruolo del sistema nervoso simpatico, che ci attiva con adrenalina, e del parasimpatico, che ha il compito di riportarci in equilibrio.L'impatto del cortisolo, l'ormone dello stress, e come la sua presenza cronica influenzi il peso corporeo, la digestione e le cefalee.I nostri due grandi alleati interni: il diaframma e il nervo vago, i "tasti" fisiologici per attivare la risposta riflessa di rilassamento.Vi spiegherò inoltre le basi della respirazione diaframmatica e della tecnica "One" di Benson, strumenti concreti che hanno cambiato la mia vita e che possono aiutarvi a gestire l'iperattivazione quotidiana. Vediamo insieme questo tema nella prima parte del diciassettesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo. Perché capire come funziona il nostro sistema nervoso è il primo passo per imparare a regolarlo. Seguimi su Instagram: ⁠@paolo.bersani_psicologo

About

Cosa significa vivere con l'ADHD, la dislessia, la discalculia, la disgrafia o l'Asperger? Sono termini che sentiamo spesso sui social e sono entrate nel linguaggio comune di molti di noi, ma cosa significano davvero? Nel podcast “Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo” esploriamo insieme le sfide e le risorse delle neurodivergenze, con esempi concreti, strategie pratiche, testimonianze e consigli per genitori. Io sono Paolo Bersani, e sono uno Psicologo. Ti aspetto ogni 15 giorni, il giovedì alle 18. Perchè capire è il primo passo per includere.

You Might Also Like