L’Europa può permettersi un nuovo shock energetico mentre guerre, inflazione, debito e instabilità politica si intrecciano sempre più strettamente? A tre anni dal 7 ottobre 2023, il Medio Oriente continua a rappresentare uno dei principali fattori di rischio per gli equilibri globali. In questo episodio analizziamo il bilancio della guerra tra Israele e Hamas, la devastazione della Striscia di Gaza, la questione degli ostaggi e le conseguenze politiche e giudiziarie del conflitto, tra le indagini della Corte Penale Internazionale e il procedimento davanti alla Corte Internazionale di Giustizia. Restiamo in Israele, dove le nuove rivelazioni sugli allarmi ricevuti prima dell’attacco del 7 ottobre riaccendono il confronto sulle responsabilità dell’intelligence e del governo Netanyahu. Il trauma della società israeliana, le proteste delle famiglie delle vittime e degli ostaggi e le prossime elezioni contribuiscono a delineare uno scenario politico particolarmente delicato. Al centro dell’attenzione torna poi lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici più importanti per l’economia mondiale. La parziale ripresa dei flussi di greggio non coincide infatti con un ritorno alla normalità: assicurazioni, scorte navali, costi di trasporto e distruzione degli impianti di raffinazione trasformano la sicurezza energetica in una vera e propria “tassa geopolitica”, con conseguenze sui prezzi dei carburanti e sull’inflazione. Lo shock energetico arriva direttamente in Europa. In Francia, proteste studentesche e sindacali, blocchi della didattica e nuove forme di mobilitazione digitale si sovrappongono a una situazione finanziaria sempre più fragile, mentre il debito pubblico e l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato riportano Parigi al centro delle preoccupazioni dei mercati dell’Eurozona. Anche la Germania deve affrontare una crisi di sicurezza senza precedenti, con il caso di spionaggio che coinvolge ambienti dell’intelligence tedesca proprio mentre il governo di Friedrich Merz lavora alla riforma degli apparati di sicurezza e al rafforzamento della risposta alle minacce ibride provenienti dalla Russia. A Bruxelles, intanto, la questione energetica diventa inseparabile da quella della competitività industriale. Italia, Germania e altri Paesi europei discutono della revisione dell’ETS, del rinvio dell’ETS2, dei costi della CO₂ e delle misure necessarie per proteggere i settori energivori. Il confronto europeo mette così in evidenza una tensione destinata a diventare sempre più centrale: come conciliare transizione energetica, decarbonizzazione e competitività dell’industria europea? In Italia, l’aumento dell’inflazione e il ritorno del gasolio verso quota 2,25 euro al litro costringono il Governo Meloni a valutare nuovamente il ricorso alle accise mobili. Ma il problema è più ampio: la crescita della spesa pensionistica, gli oltre 100 miliardi di euro di interessi sul debito e i vincoli del nuovo Patto di Stabilità europeo restringono lo spazio disponibile per la prossima manovra di bilancio. Parleremo anche di evasione fiscale, pressione fiscale, fiscal drag e welfare, analizzando il rapporto tra recupero dell’evasione e sostenibilità dei conti pubblici. Sul fronte industriale, invece, seguiremo le difficoltà di Stellantis a Cassino, il futuro dell’ex Ilva di Taranto e le nuove indicazioni della Cassazione sul reato di caporalato e sullo sfruttamento del lavoro. La politica italiana completa il quadro con la riforma elettorale, il cosiddetto “Melonellum” o “Stabilicum”, e le tensioni all’interno del centrosinistra sulle modalità di scelta della leadership. Fuori dall’Europa, infine, ci spostiamo in India, dove le contestazioni sulle cancellazioni dai registri elettorali riaccendono il dibattito su algoritmi, diritto di voto e democrazia, mentre il ventennale dell’assassinio di Anna Politkovskaja riporta al centro il tema della libertà di stampa nella Russia di Vladimir Putin. E, in una parentesi più curiosa ma significativa, scopriamo anche il lato meno istituzionale di Warren Buffett: la sua passione per YouTube e il rapporto, tutt’altro che banale, tra cultura popolare, tecnologia e investimenti. Un episodio per capire come energia, geopolitica, finanza pubblica, industria, sicurezza e politica siano ormai parti di un unico sistema interconnesso — e perché gli shock che nascono in Medio Oriente possano arrivare rapidamente fino ai mercati, alle imprese e alle famiglie europee. 📰 Dal lunedì al sabato: la rassegna stampa per iniziare la giornata già aggiornati. 🎯 Ogni domenica: un episodio di approfondimento su un singolo tema. 🔔 Clicca su “Segui” o "Iscriviti" per non perdere i prossimi episodi. Questo episodio include contenuti generati dall’IA.