Storie nel cassetto

Davide Calabria

Un viaggio fra luoghi antichi, storie locali, documenti, leggende e memorie perdute. Ogni episodio parte da una traccia reale per inseguire ciò che la storia può ricostruire e ciò che il tempo ha trasformato in racconto.

  1. Oct 24

    Episodio 23 - Donna Lucida Mansi - La sposa del demonio.

    Una donna bellissima. Una città che crede ancora nei segni, nelle apparizioni e nei patti col Diavolo. E una leggenda che, per secoli, ha continuato a cambiare forma. Lucida Mansi è uno dei personaggi più inquietanti della tradizione lucchese: specchi, giovinezza, desiderio, campane, fuoco. Ma dietro il racconto esiste una donna realmente vissuta nel Seicento, e i documenti restituiscono una storia molto diversa. In questo episodio proviamo a capire come nasce una leggenda, quali elementi appartengono alla vita reale di Lucida e quali invece sembrano arrivare da racconti più antichi, da paure collettive e da un immaginario che attraversa l’Europa. E, seguendo una pista inattesa, arriviamo perfino in Baviera. FONTI: Eugenio Lazzareschi, Lucida Mansi nella leggenda e nella storia, prima edizione 1930, poi ristampato da Maria Pacini Fazzi. Francesco Maria Pellegrini, Borgo a Mozzano e Pescaglia in Val di Serchio nella storia e nell’arte, Lucca, 1925. Materiali archivistici citati da Lazzareschi: registri parrocchiali di San Giovanni, Santa Maria Forisportam, San Pietro Somaldi e San Alessandro; atti del Consiglio Generale della Repubblica di Lucca; Rogiti notarili; carte del Magistrato dei Segretari; manoscritti di Bernardino Baroni. Doloroso lamento di una infelicissima Dama condannata alle fiamme dell’Inferno per certe vanità, edizioni ottocentesche e precedenti; Lucida Mansi ovvero la novella Psiche, poemetto anonimo tra fine Settecento e inizi Ottocento. Historia von D. Johann Fausten, 1587, e i manoscritti lucchesi settecenteschi di Bartolomeo Fioriti e Iacopo Chelini. DA VEDERE.... Lucca. Il primo luogo da visitare è il Museo Nazionale di Palazzo Mansi, uno dei palazzi nobiliari più importanti della città. Il palazzo che vediamo oggi fu trasformato soprattutto nella seconda metà del Seicento. Museo Nazionale di Palazzo Mansi – Ministero della Cultura Poi la Torre delle Ore, in via Fillungo: la torre più alta di Lucca, con il suo orologio e la cella campanaria. Torre delle Ore – Turismo Lucca Nel Duomo di San Martino si conserva invece il Volto Santo, il grande crocifisso ligneo che nei secoli è diventato uno dei simboli della città. Cattedrale di San Martino e Volto Santo Approfondimento sul Volto Santo Per chi ama viaggiare, la deviazione più curiosa è in Baviera, nella cappella della Heilige Kümmernis a Obergammenried, presso Bad Wörishofen. È la santa conosciuta anche come Wilgefortis, rappresentata crocifissa, vestita con una lunga tunica e spesso barbuta. E qui trovate le immagini della cappella di Obergammenried: Heilige Kümmernis di Obergammenried Infine Borgo a Mozzano, con il Ponte del Diavolo. Ogni 31 ottobre la leggenda di Lucida viene ripresa nella grande festa di Halloween, con la marcia di Lucida e Lucifero verso il ponte e lo spettacolo finale. Halloween Borgo a Mozzano – sito ufficiale Lucida Mansi e il Diavolo – la leggenda nell’evento

    Episodio 23 - Donna Lucida Mansi - La sposa del demonio.
  2. Oct 15

    Speciale Ucronia Napoleonica - Episodio 2 - La successione al principato dell'Elba.

    E se Napoleone fosse rimasto all'Elba? Nel secondo episodio del nostro esperimento ucronico immaginiamo gli ultimi sei anni di vita dell'imperatore, alle prese con un piccolo Stato da far sopravvivere. La crisi alimentare del 1816, le miniere di ferro, i debiti, i progetti di sviluppo e una corte che costa decisamente troppo. Ma anche scuole, cultura e nuove istituzioni. Poi arriva il 5 maggio 1821. Napoleone muore, lasciando un principato ancora fragile e un erede di appena dieci anni. Tra fatti documentati e possibilità, proviamo a raccontare un'Elba che avrebbe potuto imboccare una strada completamente diversa. FONTI: L'episodio prende avvio da fatti documentati, utilizzati per immaginare le conseguenze di una permanenza di Napoleone all'Elba fino al 1821. Trattato di Fontainebleau (1814). Gli articoli III e V regolano la sovranità di Napoleone sull'Elba e i diritti successori del figlio sui ducati parmensi. Guillaume Peyrusse, registri delle entrate e delle uscite dell'Elba (1814-1815). Documentazione contabile del principato conservata a Carcassonne. Alberto Mori, L'isola d'Elba intorno al 1815. Studio sulle condizioni economiche e demografiche dell'isola, con dati sulla produzione agricola e sul fabbisogno alimentare. André Pons de l'Hérault, Souvenirs et anecdotes de l'île d'Elbe. Memorie del direttore delle miniere di Rio, testimone del governo napoleonico. NOAA, Mount Tambora Explosively Erupts in 1815. Ricostruzione dell'eruzione del Tambora e delle anomalie climatiche del 1816. Trattato di Parigi (1817). Accordo internazionale che ridefinì la successione dei ducati di Parma, Piacenza e Guastalla a favore dei Borbone. Maria Luigia d'Asburgo-Lorena, Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani. Biografia che documenta la relazione con Neipperg, i figli e l'educazione del duca di Reichstadt. Fondation Napoléon, Buonavita et Vignali, destins croisés. Ricostruzione dell'assistenza religiosa a Napoleone durante l'esilio di Sant'Elena. Catalogo generale dei Beni Culturali, lapide della Misericordia di Portoferraio. Documenta il lascito di Anatolio Demidoff del 1852 per la messa annuale in suffragio di Napoleone. DIVERGENZE... Il punto di divergenza è il 26 febbraio 1815: Napoleone decide di non lasciare l'Elba. Da questo momento sono ricostruzioni immaginarie il prolungamento del suo governo, i risultati delle riforme economiche, i finanziamenti organizzati da Eynard, la Carta elbana, il riconoscimento della successione. Anche il trasferimento di Maria Luisa e del figlio all'Elba, appartiene alla nostra immaginazione. Le fonti permettono di individuare i problemi, i personaggi e gli equilibri politici dell'epoca. Le soluzioni che abbiamo immaginato rappresentano invece un esperimento narrativo, non avvenimenti storici documentati.

  3. Oct 11

    episodio 22 - "Solo mio!" - Antonia Maria Fieschi, la dama fantasma di Varese Ligure.

    La tradizione vuole che i fantasmi del castello di Varese Ligure siano le anime dei prigionieri cinquecenteschi, intrappolati nelle segrete. Tuttavia, è stato il '400 forse il secolo più tetro per il borgo rotondo più celebre della liguria Difficile allora non immaginare qualche altro spirito che abbia voglia di far sentire la propria "voce". Tra storia documentata e leggende tramandate, seguiamo le tracce di alcuni personaggi del passato, alla ricerca di una presenza che ancora possa palesarsi dal maniero. #StorienelCassetto #VareseLigure #Fieschi #AntoniaMariaFieschi #Halloween Fonti Marina Firpo, Dai conti di Lavagna ai Fieschi: vicende dinastiche di una famiglia ligure tra i secoli XI e XV, Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino, CXIX, 2021. Italo Cammarata, Gatto! Gatto! Documenti sforzeschi per la storia dei Fieschi a Montoggio, Varzi, 2006.Italo Cammarata, Una bellissima fortezza. Documenti sforzeschi per la storia di Torriglia & dei feudi Fieschi, Varzi, 2008.La memoria degli Sforza – Lombardia Beni Culturali. Barbara Bernabò, Fieschi e Landi fra Val di Vara e Val di Taro nel XV secolo, in La montagna tosco-ligure-emiliana e le vie di commercio e pellegrinaggio, 2002. DA VEDERE- Il luogo imprescindibile è naturalmente il Castello Fieschi. È stato riaperto il 31 maggio 2026 dopo un importante restauro conservativo che ne ha restituito piena fruibilità pubblica; il Comune punta a farne uno spazio per mostre, incontri ed eventi culturali. Per informazioni su aperture e visite conviene contattare lo IAT – Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica di Varese Ligure, in via Portici 19, tel. 0187 842094; il Comune indica anche 0187 842934 e l’e-mail proloco.vareseligure@libero.it per informazioni turistiche. - Attorno al castello si sviluppa il Borgo Rotondo, progettato dai Fieschi come complesso abitativo e difensivo: impianto ellittico, case in muratura, portici verso l’interno e antiche botteghe al piano terreno. Dall'alto la forma ricorda quella del simbolo dell'euro... passeggiare per credere. Nel Borgo Rotondo vale infine una visita anche la Chiesa di San Filippo Neri e Santa Teresa d’Avila, riconoscibile per i due campanili e la facciata barocca. - Già che si parlava di passeggiare, merita una passeggiata anche il quartiere di Grecino con il suo ponte storico. - E poi la Chiesa di San Giovanni Battista, la parrocchiale di Varese. L’edificio attuale è seicentesco, ma sorge sul luogo di una chiesa precedente. Proprio accanto si trova l’Oratorio dei Santi Antonio e Rocco, legato a una confraternita fondata nel 1451 e ancora attiva. L’interno conserva decorazioni barocche, tele degli Apostoli, affreschi di Giuseppe Galeotti e soprattutto i tradizionali crocifissi processionali e arredi confraternali. - Castello di Monte Tanano. Oggi restano i ruderi ben riconoscibili della fortificazione medievale. Sorgeva in posizione dominante sulla valle dello Stora, lungo la direttrice che da Varese Ligure sale verso il Passo di Cento Croci. Per trovarlo, la cosa più pratica è partire da Varese Ligure e seguire la SP 523R in direzione Passo di Cento Croci / Taglieto. I ruderi si trovano sul crinale fra le valli dello Stora e del Crovana; non è un castello attrezzato o musealizzato, quindi l’ultimo tratto va considerato come accesso a ruderi in area naturale. Per praticabilità del percorso e indicazioni ulteriori è sempre meglio chiedere informazioni aggiornate alla Pro Loco di Varese Ligure, Piazza Castello 1, tel. 0187 842094.

  4. Sep 27

    ep. 21 - Una notte per Genova: la congiura dei Fieschi.

    Genova, notte fra il 2 e il 3 gennaio 1547. Gianluigi Fieschi tenta di rovesciare il potere di Andrea Doria. Le porte della città vengono occupate, le galee assalite e nel buio si grida «Libertà». Per alcune ore la congiura sembra riuscita. Poi accade l’imprevedibile... Ricostruiamo quella notte come un conto alla rovescia: dall’ultima visita di Gianluigi ad Andrea Doria fino alla morte quasi simultanea del ribelle e dell’erede, Giannettino. Non mancano i segnali infausti del Cappelloni, registrati nelle cronache però 2 anni dopo i fatti. E, in effetti, scriverlo dopo, fa la differenza. Ma la congiura dei Fieschi è anche teatro. Nel dramma di Friedrich Schiller entrano in scena Leonora, il Moro di Tunisi e una battuta destinata a divenire immortale. Fra cronaca e invenzione: una congiura predestinata, magari non a riuscire, ma al palcoscenico si! FONTI: Jacopo Bonfadio, Gli annali di Genova dall’anno 1528 fino al 1550 https://books.google.com/books?id=MudiAAAAcAAJLorenzo Capelloni, Vita del prencipe Andrea Doria https://www.digitale-sammlungen.de/en/details/bsb10161998Jean-François Paul de Gondi, cardinale de Retz, La conjuration du comte Jean-Louis de FiesqueFriedrich Schiller, La congiura di Fiesco a Genova, tragedia repubblicanaDA VERDERE... Villa del Principe – Palazzo di Andrea Doria Piazza del Principe 4, Genova. È la villa di Fassolo nella quale Gianluigi incontrò Andrea e Giannettino poche ore prima della congiura. Conserva gli appartamenti, gli affreschi, gli arazzi e il giardino della corte doriana. https://www.doriapamphilj.it/genova/ Santa Maria in Via Lata e l’antico insediamento dei Fieschi Il grande palazzo nel quale si preparò la congiura venne demolito dopo il suo fallimento; la chiesa è sopravvissuta, ma non è normalmente visitabile all’interno. è un perfetto esempio di tentata damnatio memoriae. https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-santa-maria-in-via-lata-gia-abbazia-della-famiglia-fieschi Palazzo Ducale e le statue dei Doria Piazza Matteotti, Genova. Davanti alla facciata si trovano le ricostruzioni delle statue monumentali di Andrea e Giovanni Andrea Doria. Gli originali, abbattuti durante la rivoluzione del 1797, sono conservati nel Museo di Sant’Agostino. La statua di Andrea, realizzata dal Montorsoli nel 1540, precede la congiura. https://palazzoducale.genova.it/evento/la-statua-di-andrea-doria/ Ruderi del castello dei Fieschi di Montoggio Montoggio, nell’entroterra genovese. Qui si rifugiarono gli ultimi congiurati e qui la resistenza dei Fieschi terminò dopo un lungo assedio. Rimangono i ruderi del castello fatto distruggere nel 1547, imponenti, meravigliosi, struggenti. https://fuorigenova.cittametropolitana.genova.it/content/poi/ruderi-di-castello-dei-fieschi-di-montoggio

  5. Sep 20

    EP. 20 - L'ombra della Regina: il mistero della torre di San Giovanni in Campo.

    Una donna cammina fra uomini armati, mentre due servitori trascinano una lunga scala nel bosco. Sopra uno sperone di granito si alza una torre quadrata, senza alcuna porta al livello del terreno. È lì che il padre ha ordinato di rinchiuderla. La sua colpa: un'amore proibito. È la leggenda della regina Alba, legata alla Torre di San Giovanni, sulle pendici del Monte Perone. Ma chi era davvero questa donna? E la torre fu realmente una prigione? Nel 1815 Giuseppe Ninci interpretò l’edificio come un carcere di epoca romana. Gli studi architettonici e i restauri condotti da Massimo Ricci nel 1996-1997 raccontano però una storia diversa: quella di una torre medievale, costruita per sorvegliare il golfo di Campo e offrire protezione durante le incursioni nemiche. Fra assalti franco-ottomani, scale ritirate, tradimenti e memorie deformate dal tempo, cercheremo il punto in cui la storia e la leggenda si incontrano. E se anche Alba non fosse esistita, la sua leggenda resta imprigionata fra le mura alte di una torre impenetrabile. Fonti e approfondimenti Giovanni Vincenzo Coresi Del Bruno, Zibaldone di memorie, Biblioteca Marucelliana di Firenze, manoscritto C 29, 1729. Sebastiano Lambardi, Memorie antiche e moderne dell’isola dell’Elba, Firenze, 1791. https://arachne.dainst.org/books/Lambardi1791 Giuseppe Ninci, Storia dell’isola dell’Elba, Portoferraio, presso Broglia, 1815. https://books.google.com/books?id=VbZQAAAAcAAJ Michelangelo Zecchini, studi sulla Torre di San Giovanni e sull’archeologia dell’Isola d’Elba. Profilo e pubblicazioni: https://independent.academia.edu/michelangelozecchini Edoardo Vanni, Laura Pagliantini, Ceci n’est pas une Villa. La ripresa delle indagini archeologiche al sito romano delle Grotte (Portoferraio, Isola d’Elba), FOLD&R, 2022. PDF completo: http://www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2022-533.pdf Richard Colt Hoare, A Tour through the Island of Elba, Londra, 1814. Scheda bibliografica: https://www.christies.com/en/lot/lot-948033 Sul restauro conservativo della Torre di San Giovanni, condotto negli anni 1996-1997 dall’architetto Massimo Ricci: https://www.quinewselba.it/la-torre-di-campo-non-e-abbandonata.htm Scheda storico-architettonica della Torre di San Giovanni: https://www.isoladelba.online/luoghi-da-visitare/campo_nell_elba/torre_di_san_giovanni.asp Approfondimento sulla tradizione della regina Alba, della Linguella e di Albizach: https://www.isoladelba.online/luoghi-da-visitare/portoferraio/villa_romana_della_linguella.asp DA VEDERE...1 - ... laTorre di San Giovanni e pieve romanica. La torre e la vicina pieve si raggiungono dalla strada provinciale del Monte Perone. La visita esterna è libera e non risultano orari d’ingresso; l’interno della torre non è normalmente accessibile. Anche la pieve è un rudere all’aperto, visitabile liberamente. È possibile unirle nel Percorso della Pieve di San Giovanni, itinerario del Parco adatto alle famiglie, della durata indicativa di circa un’ora. Percorso e informazioni. Per verificare accessibilità del sentiero e condizioni aggiornate contattare Pro Loco Campo nell’Elba, telefono: +39 0565 976792 Museo archeologico e area della Linguella. Proprio alla Linguella si trovavano i bagni della leggendaria regina Alba. È un sito museale con biglietto e orari stagionali, quindi non va presentato come sempre aperto. Gli orari pubblicati per il 2026 devono essere controllati prima della visita. Informazioni aggiornate . Telefono: +39 0565 914121 3 - ...Villa romana delle Grotte. La villa non è aperta tutto l’anno con orario continuativo. Fuori dal periodo estivo possono essere previste visite su prenotazione: è necessario controllare prima di partire. Sito ufficiale , telefono informazioni e prenotazioni: +39 0565 1933589, e-mail: villadellegrotte@gmail.com

    EP. 20 - L'ombra della Regina: il mistero della torre di San Giovanni in Campo.
  6. Sep 16

    SPECIALE UCRONIA NAPOLEONICA 1 - 26 febbraio 1814: Napoleone resta all'Elba!

    Nel primo episodio dello Speciale Ucronia di Storie nel cassetto, immaginiamo che Napoleone, ormai pronto a salpare da Portoferraio, cambi idea perché sono sorte ragioni per cui è preferibile sostare. Da questa decisione nasce una nuova storia possibile per l’Elba e per l’Europa. Un nuovo episodio ogni mese. FONTI E METODO La ricostruzione segue gli avvenimenti documentati fino alla sera del 26 febbraio 1815: il governo napoleonico dell’Elba, le difficoltà economiche, i preparativi dell’Inconstant e il sistema di sorveglianza organizzato intorno all’imperatore. L’ucronia comincia poco prima dell’imbarco: nella realtà Napoleone lasciò l’Elba; nel racconto ordina ai soldati di scendere dalla nave, la decisione è presa, non si parte. FONTI PRINCIPALI Trattato di Fontainebleau e condizioni dell’esilio: https://www.napoleone-elba.it/napoleone-all-elba/il-trattato-di-fontainebleau.php Giuseppe Ninci, Storia dell’Isola dell’Elba (1815): https://books.google.com/books?id=MVZfAAAAcAAJ André Pons de l’Hérault, Souvenirs et anecdotes de l’île d’Elbe: https://www.gutenberg.org/ebooks/27828 Neil Campbell, Napoleon at Fontainebleau and Elba: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Napoleon_at_Fontainebleau_and_Elba;_being_a_journal_of_occurrences_in_1814-1815_%28IA_napoleonatfontai00camp%29.pdf Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche: https://museitoscana.cultura.gov.it/luoghi_della_cultura/museo_nazionale_delle_residenze_napoleoniche_palazzina_dei_mulini/ Approfondimento sulla sorveglianza britannica e sulla spia detta “Oil Merchant”: https://www.napoleon.org/en/history-of-the-two-e

    SPECIALE UCRONIA NAPOLEONICA 1 - 26 febbraio 1814: Napoleone resta all'Elba!
  7. Sep 13

    ep. 19 - L'amaro caso di Aloisa Malaspina - Gost Hunter a fosdinovo!

    Nel Castello Malaspina di Fosdinovo si racconta ancora la storia di Bianca Maria Aloisa: una giovane albina che avrebbe osato innamorarsi di uno stalliere e che, per punizione, sarebbe stata murata viva insieme a un cane e a un cinghiale. Una tragedia familiare, un fantasma e persino il presunto ritrovamento di ossa umane e animali. Ma quando proviamo a cercare Aloisa nelle genealogie dei Malaspina, le date non coincidono, i nomi cambiano e la marchesa sembra dissolversi proprio mentre tentiamo di raggiungerla. In questo episodio entriamo nel castello da “ghost hunter fra le carte”: confrontiamo la leggenda con le genealogie di Pompeo Litta, la storia feudale della Lunigiana e le vicende documentate della famiglia di Giacomo II Malaspina. FONTI E APPROFONDIMENTI – Pompeo Litta Biumi, Famiglie celebri d’Italia – Malaspina, Milano, 1852: tavole genealogiche dedicate ai diversi rami della famiglia. https://it.wikipedia.org/wiki/Dispense_della_prima_serie_delle_Famiglie_celebri_italiane – Eugenio Branchi, Storia della Lunigiana feudale, Pistoia, 1897-1898. Il terzo volume riguarda i feudi dei Malaspina dello Spino Fiorito, compreso Fosdinovo. https://books.google.com/books?id=aV78671--DMC – Paola Cervia, L’Archivio storico comunale di Fosdinovo. Inventario della sezione preunitaria (1615-1870), consultabile attraverso l’Archivio Storico Toscano della Scuola Normale Superiore. https://ast.sns.it/view/md/34 – Scheda storica del Feudo di Fosdinovo nell’Archivio Storico Toscano. https://ast.sns.it/public/sp/469/Fosdinovo_SP_Ente_01_FeudodiFosdinovo – Comune di Fosdinovo, storia e architettura del Castello Malaspina e versione locale della leggenda di Bianca Maria Aloisia. https://comune.fosdinovo.ms.it/vivere-il-comune/territorio/cosa-ce-da-vedere/monumenti/ DA VEDERE Castello Malaspina di FosdinovoÈ il luogo nel quale la leggenda è ambientata e continua a essere raccontata. La visita guidata attraversa saloni, torri, prigioni e la cosiddetta stanza del fantasma. Permette di vedere gli ambienti reali sui quali si è depositata la storia di Aloisa, ma naturalmente non dimostra che la giovane sia realmente vissuta né che sia stata murata nel castello. Sito ufficiale: https://castellodifosdinovo.it/ Email: info@castellodifosdinovo.it Tel. 0187 680013 – 0187 68891 – 349 8163641 La prenotazione è consigliata. Borgo di Fosdinovo, chiesa di San Remigio e oratori dei Bianchi e dei RossiIl borgo merita una passeggiata. La chiesa di San Remigio conserva il monumento funebre trecentesco di Galeotto Malaspina. I vicini oratori dei Bianchi e dei Rossi raccontano invece la società che viveva all’ombra del castello: la confraternita dei Bianchi era legata soprattutto ai marchesi e alle famiglie più abbienti, mentre quella dei Rossi raccoglieva prevalentemente gli strati popolari. Approfondimento: https://www.visitrivieraapuana.it/esplora/luoghi-da-visitare/il-borgo-di-fosdinovo/ Per verificare l’apertura degli edifici religiosi o prenotare una visita guidata: Centro Servizi per il Turismo di Fosdinovo Email: visitfosdinovo@gmail.com Tel. 0187 1788126 #StorieNelCassetto #AloisaMalaspina #Fosdinovo #CastelloMalaspina #Lunigiana #LeggendeItaliane #PodcastItaliano

    ep. 19 - L'amaro caso di Aloisa Malaspina - Gost Hunter a fosdinovo!
  8. Sep 6

    ep. 18 - Vescovo in fuga: Brugnato sotto assedio!

    Nel Medioevo Brugnato è una piccola sede vescovile stretta fra interessi molto più grandi. Nel 1313 i Malaspina di Villafranca assediano la città e, quando la situazione diventa insostenibile, il vescovo Giacomo è costretto alla fuga. Ma perché assediare un vescovo? Seguendo il suo viaggio attraverso la Val di Vara scopriamo la diocesi di Brugnato, i rapporti di potere del tempo e le difficoltà di una popolazione costretta a vivere in una terra continuamente contesa. FONTI E APPROFONDIMENTI – Ubaldo Mazzini, Il registro della Curia vescovile di Brugnato, 1277-1321, «Giornale storico della Lunigiana», voll. X-XII, 1920-1921. – Ubaldo Formentini, Brugnato: gli abati, i vescovi, i “cives”, «Memorie dell’Accademia Lunigianese di Scienze Giovanni Capellini», vol. XX, 1939. – Giovanna Petti Balbi, I Fieschi e il loro territorio nella Liguria orientale, studio sull’espansione dei Fieschi, sul vicedominato di Brugnato e sui loro interessi nelle valli della Vara, del Taro e della Magra. – Eugenio Branchi, Storia della Lunigiana feudale, riferimento per la genealogia, le divisioni dinastiche e i possedimenti dei diversi rami dei Malaspina. – Pietro Ferrari, Studi di storia lunigianese, raccolta di studi sulla Lunigiana medievale, sulle sue comunità e sulle sue signorie. - Luisa Cascarini, a cura di, Brugnato. L’Abbazia, la Diocesi, Edizioni Giacché, La Spezia, 2001. - Approfondimento: Brugnato: un passo nella storia fra monaci e vescovi, portale Val di Vara: https://www.valdivara.it/it/Eventi/2671/brugnato-un-passo-nella-storia-fra-monaci-e-vescoviDA VEDERE 1. Brugnato e il Museo Diocesano. Nel borgo si possono visitare la concattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano e osservare i resti delle mura e delle antiche porte. Il Museo Diocesano occupa alcuni ambienti dell’antica dimora vescovile e conserva testimonianze dell’abbazia e della diocesi. Il museo viene aperto in occasioni specifiche; è quindi necessario verificare prima della visita. Periodicamente vengono organizzate visite guidate al borgo, alla concattedrale e al palazzo vescovile. Comune di Brugnato Tel. 0187 894110 2. I borghi fortificati di Bozzolo e Cornice. Due insediamenti d’altura posti a controllo del pianoro di Brugnato. Bozzolo, antico castellum dell’abbazia, è liberamente accessibile. Del castello di Cornice rimangono alcune evidenze murarie, fra le quali un vecchio cassero nella parte alta del paese. La posizione panoramica permette di comprenderne immediatamente la funzione strategica. Le chiese dei due borghi possono essere chiuse.3. Il Castello di Godano. Nel 1313 Godano si trovava sotto l’influenza dei Malaspina di Villafranca, gli stessi che assediavano Brugnato. I documenti fanno riferimento a un castrum et arx: un castello con la propria fortezza. Il sito archeologico è liberamente accessibile e si raggiunge a piedi attraverso una scalinata. Comune di Sesta Godano https://comune.sestagodano.sp.it/ Tel. 0187 891525 Email: cultura@comune.sestagodano.sp.it Ricostruzione virtuale del castello: https://www.youtube.com/watch?v=hqCZzsvZQS0 4. Via dei Monti o Via de Pontremolo. L’antico itinerario collegava il porto di Levanto con Brugnato e Pontremoli, attraversando la Val di Vara e l’Appennino. Il sito dedicato al cammino raccoglie storia, tappe, cartografia, segnaletica e punti d’interesse. Il percorso completo è impegnativo: è possibile scegliere una singola tappa, controllando sempre le condizioni dei sentieri e la traccia. https://www.viadeimonti.it/ Tel. 347 4657039 Email: info@valdivara.it #StorieNelCassetto #Brugnato #ValDiVara #Lunigiana #Malaspina #StoriaMedievale #Liguria

    ep. 18 - Vescovo in fuga: Brugnato sotto assedio!

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