Musica e Mondo

Giovo

La musica come punto di vista sul mondo. Sono Giovo, racconto del pianeta terra attraverso le sette note.

  1. 2h ago

    Parastoo Ahmadi, la cantante condannata a 74 frustate in Iran

    A fine settembre una corte d'appello iraniana rende definitiva una condanna a settantaquattro frustate per Parastoo Ahmadi, ventinove anni, cantante e regista. Il video che le è costato la condanna è del dicembre 2024: un concerto senza pubblico, girato in un caravanserraglio nel deserto, perché in Iran una donna non può cantare da sola davanti a uomini e donne insieme. Lo hanno visto quasi tre milioni di persone. Con lei sono condannati altri otto musicisti e tecnici. Amnesty International ha chiesto di fermare l'esecuzione della pena, definendola tortura. Si è mosso anche Hossein Alizadeh, uno dei più grandi musicisti classici iraniani, offrendosi di prendere settanta frustate al posto suo. E ha parlato Googoosh, la più grande star della musica popolare iraniana, messa a tacere per vent'anni dopo il 1979. Non è un caso isolato: il gruppo Lian ha appena cancellato i concerti ad Ahvaz perché l'ufficio competente vietava la presenza di due musiciste sul palco. Altre cantanti sono state frustate, arrestate, condannate al carcere. Anche sugli uomini la repressione è documentata, dal rapper Toomaj Salehi a Mehdi Yarrahi. Sette mesi prima, il 28 febbraio, un missile Tomahawk americano ha colpito una scuola elementare femminile a Minab, uccidendo centinaia di bambine. In Italia, di solito, si racconta una storia o l'altra, mai insieme. E l'alternativa proposta da una parte della diaspora, Reza Pahlavi, è alleata dichiarata di chi ha lanciato quell'operazione, mentre suo padre faceva torturare i musicisti iraniani attraverso la polizia segreta SAVAK.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  2. 2d ago

    Vishal Dadlani canta contro il governo: India, scarafaggi ed elezioni

    Venerdì 2 ottobre, Mumbai, Shivaji Park. Vishal Dadlani, uno dei compositori più importanti di Bollywood, canta Mera Rang De Basanti Chola, la canzone legata a Bhagat Singh, il martire dell'indipendenza indiana impiccato nel 1931. Ma cambia una riga: "Gyanu, prendi la borsa e vai", rivolto a Gyanesh Kumar, il capo della commissione elettorale. Con lui sul palco Shabana Azmi, Naseeruddin Shah, il regista Vishal Bhardwaj. Dietro c'è il Cockroach Janta Party, nato il 16 maggio dopo che il presidente della Corte suprema aveva chiamato certi attivisti "scarafaggi e parassiti". Oggi la battaglia è sulla SIR, la revisione straordinaria delle liste elettorali: secondo Reuters, circa centotrenta milioni di nomi sono rimasti fuori dalle liste preliminari, in un paese di un miliardo e quattrocento milioni di persone. L'Indian Express ha rivelato che gli stessi vice di Gyanesh Kumar avevano sollevato obiezioni almeno quattordici volte in dieci mesi. E la musica, in India, non sta mai da una parte sola. C'è l'Hindutva pop, il genere nazionalista indù con centinaia di brani e milioni di visualizzazioni su YouTube, cantanti che scrivono jingle elettorali per il partito di governo, attrici come Hema Malini diventate parlamentari. E dall'altra parte c'è Azadi, lo slogan delle proteste studentesche diventato traccia elettronica, poi canzone del film Gully Boy, oggi di nuovo cantata nelle piazze. Nel 2021, durante le proteste dei contadini, un tweet di Rihanna scatenò una campagna coordinata di Bollywood contro di lei. Oggi la scena si ripete: qualche volto noto in piazza, molti altri in silenzio.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  3. 2d ago

    Skrewdriver docet: arresti in tutta Europa per musica nazi-rock

    Il Rechtsrock finanzia l'estrema destra europea da cinquant'anni, da Skrewdriver a Blood & Honour fino a Landser. Mentre un blitz coordinato sequestra 33mila dischi, l'Italia vota una legge sull'antisemitismo che rischia di colpire i vignettisti invece dei neonazisti. Mercoledì 30 settembre, all'alba, 394 agenti fanno irruzione in una ventina di case e capannoni in cinque paesi europei, coordinati da Eurojust: Germania, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Italia. Sequestrano circa 33mila dischi, 130 dispositivi di memoria, due milioni di euro di beni. I quattro indagati principali avrebbero costituito dal 2020 un'organizzazione per produrre e vendere Rechtsrock, la musica nazi-rock. È un'infrastruttura economica vera: concerti nei capannoni, dischi per corrispondenza, soldi che finanziano la militanza. Il genere nasce in Inghilterra nel 1976 con Ian Stuart Donaldson e gli Skrewdriver, che negli anni Ottanta diventano il simbolo del Rock Against Communism, copiato pari pari da Rock Against Racism. Donaldson fonda Blood & Honour nel 1987, vietata in Germania dal 2000. Nel 2003 la band Landser viene condannata come organizzazione criminale, prima volta in Germania per un gruppo musicale. Due giorni dopo, venerdì 2 ottobre, la Camera italiana discute il disegno di legge sull'antisemitismo che adotta la definizione IHRA, già approvata al Senato a marzo. Sette degli undici esempi allegati non parlano di ebrei: parlano dello Stato di Israele. Kenneth Stern, l'avvocato ebreo americano che ha scritto quella definizione nel 2004, gira il mondo da nove anni per dire che non va trasformata in legge. In Italia ha già colpito un vignettista. Quella legge non ferma nessuno dei 33mila dischi nazi. Ma offre un esempio a chi vorrà dire che l'antisemitismo è una categoria usata per fini politici.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  4. 5d ago

    Dionysios Tabakis, il drone metal e la guerra tra Mosca e Kiev

    A Nafplio, in Grecia, un prete ortodosso di cinquantatré anni, Dionysios Tabakis, pubblica ad aprile un disco di drone metal, Paradise Metal. Pitchfork e Stereogum ne parlano bene.  Suona una chitarra elettrica a cui ha tolto i tasti, per avvicinarla ai microtoni della musica bizantina: la stessa logica dell'ison, la nota tenuta del canto ortodosso su cui si muove la melodia. Poi, poche settimane fa, un collettivo antifascista tira fuori un video del 2013 in cui Tabakis benedice l'apertura della sede di Alba Dorata, il partito neonazista greco poi dichiarato organizzazione criminale. Lui si difende: era un incarico ufficiale della diocesi, dichiarando di essere contro il nazionalismo perchè i suoi nonni combatterono i nazisti. Su vecchi post contro l'omosessualità, dice di seguire la posizione della Chiesa ortodossa da duemila anni. Poi annulla il suo debutto dal vivo a un festival di Filadelfia, dicendosi troppo distante da quei valori. La sua storia è la fotografia di cosa sia oggi l'ortodossia in Europa: non una Chiesa sola, ma una famiglia di Chiese nazionali in lotta sui confini. In Russia il patriarca Kirill ha benedetto la guerra in Ucraina come "guerra santa". In Ucraina, dal 2019, esistono due Chiese rivali, e una legge del 2024 ha messo fuorilegge quella legata a Mosca. Nella liturgia ortodossa non ci sono strumenti, solo voci: da Rachmaninov a Shchedryk, diventato Carol of the Bells, fino ai polacchi Batushka che ne rubano l'estetica per il black metal. La lite, oggi, non è su cosa credere. È su chi tiene la nota più a lungo.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  5. Sep 16

    Senza amnistia: BaianaSystem, Bolsonaro e il Brasile diviso

    Domenica 6 settembre, Rock in Rio, sotto un temporale: sul grande schermo, al posto di "ordine e progresso" sulla bandiera brasiliana, compare la scritta "senza amnistia". Sul palco i BaianaSystem, band di Salvador de Bahia nata nel 2009 dall'incrocio tra la chitarra baiana del carnevale e i sound system giamaicani. Il cantante Russo Passapusso ripete un'altra parola: sovranità. Non sono slogan generici. Dopo l'assalto ai palazzi del potere dell'8 gennaio 2023, la Corte suprema ha condannato Bolsonaro a ventisette anni per golpe. A dicembre 2025 il Congresso approva una legge che, cambiando il calcolo delle pene, lo farebbe uscire dal carcere chiuso in due anni e quattro mesi invece di sette. Lula mette il veto l'8 gennaio 2026, il Congresso lo ribalta con 318 voti contro 144. Il giudice Alexandre de Moraes dice che per i crimini contro la democrazia non c'è grazia, amnistia o perdono. Il candidato della destra alle elezioni di ottobre è il figlio Flávio Bolsonaro, appaiato a Lula nei sondaggi. La parola sovranità, per decenni della destra militare, oggi è di Lula: gli Stati Uniti hanno imposto dazi al Brasile citando esplicitamente il processo a Bolsonaro. E la musica, in Brasile, ha già vissuto tutto questo: nel 1968 la dittatura arresta ed esilia Caetano Veloso e Gilberto Gil, nel 1973 censura "Cálice" di Chico Buarque e Gil. Nel 2003 Lula nomina proprio Gil ministro della Cultura. Da quel tessuto viene anche il BaianaSystem, che nel 2024 ha suonato al Rock in Rio insieme a Olodum. Ma il Brasile è anche il paese del sertanejo, il genere più ascoltato, buona parte del quale sta con Bolsonaro. Non esiste una musica brasiliana progressista e basta: esistono due infrastrutture culturali che si contendono lo stesso paese.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  6. Sep 15

    Galena - ChatGPT, quando il balkan pop racconta le big tech

    Il 5 agosto la cantante bulgara Galena pubblica ChatGPT, canzone pop-folk in cui il chatbot AI diventa un giudice di pace sentimentale: "se non credi a quanto ti amo, chiedilo a ChatGPT". Poi pubblica anche la conversazione in cui ha chiesto al chatbot come promuovere il disco. È il momento in cui una tecnologia smette di essere una notizia e diventa un mobile di casa. Dietro c'è OpenAI, oggi tra le aziende private più valutate della storia, e il progetto Stargate: fino a cinquecento miliardi di dollari, capannoni giganti in Texas, Ohio, Wisconsin, Nuovo Messico e Michigan. A Saline Township, Michigan, duemilaquattrocento abitanti votano quattro a uno contro un data center da sedici miliardi. Il consorzio fa causa al comune, si arriva a un accordo, i lavori partono lo stesso. Un dirigente del progetto ha persino ipotizzato, senza prove, che i manifestanti fossero pagati da finanziatori stranieri. Poi c'è il fronte militare: fino al gennaio 2024 le condizioni d'uso di OpenAI vietavano gli scopi bellici, poi la clausola sparisce senza annunci. Arrivano l'accordo con Anduril, i contratti da duecento milioni col Pentagono, le proteste dei dipendenti. E dall'altra parte i musicisti: duecento firmano una lettera dell'Artist Rights Alliance, oltre mille pubblicano un disco fatto di silenzio contro l'addestramento senza permesso. Mentre Grimes vende la propria voce e Timbaland crea un'artista generata al computer. La canzone di Galena è simpatica. Ma il punto è proprio questo.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  7. Sep 9

    OnlyFans e musica: i Bad Wolves scacciati dal tour degli Skillet e l'Ucraina legalizza la pornografia

    Il 18 agosto gli Skillet, band di rock cristiano di Memphis, annunciano il tour per i vent'anni del disco Comatose, con i Bad Wolves ad aprire i concerti. Una settimana dopo i Bad Wolves non ci sono più. Il motivo: la loro nuova cantante, Sara "Killboy" Skinner, ha un profilo OnlyFans, e una parte del pubblico degli Skillet la crede anche una donna transgender. Killboy pubblica un video: "solo una delle due cose è vera, buon divertimento a scoprire quale". Non lo dice. Gli Skillet non commentano, i Bad Wolves rispondono con un messaggio di sostegno alla propria "famiglia di sex worker, persone trans e comunità LGBTQ". La storia apre una domanda più grande. Nel 2024 Kate Nash, cantautrice inglese, apre un profilo OnlyFans chiamato "Butts for Tour Buses" per coprire i diecimila sterline al giorno che le costava il tour: in una settimana incassa più di quanto le rendesse la musica in un mese. Lily Allen pubblica foto dei propri piedi e dice: non prendetevela col giocatore, prendetevela col gioco. Iggy Azalea ne fa un progetto multimediale, ed è la stessa artista che nel 2022 ha guidato il Pride di Tel Aviv sponsorizzato dal ministero del Turismo israeliano, schierandosi da allora sempre con Israele. E in Ucraina, dove produrre pornografia è reato fino a sette anni di carcere, lo Stato tassa comunque chi guadagna su OnlyFans: quasi ottomila cittadini hanno incassato oltre centotrentun milioni di dollari nel 2023. Una creatrice ha pagato novecentomila dollari di tasse e si è vista comunque perquisire casa dalla polizia. Un disegno di legge per depenalizzare è alla seconda lettura in parlamento. L'industria musicale incassa i ricavi dello streaming e paga una miseria chi scrive le canzoni. Poi si stupisce se qualcuno preferisce OnlyFans a Spotify.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

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