Le Cronache di Roma Antica

Paolo Guercini

Dai Consoli della Repubblica ai grandi Nemici di Roma, dai Tribuni della Plebe agli Imperatori: un viaggio epico tra i Titani che hanno forgiato il destino dell'Urbe. Approfondimenti tratti dalle collane disponibili su Amazon.

  1. Sep 21

    I CENACOLI DI ROMA ANTICA - Vol.3: I Poeti Nuovi e la rivolta dei Neòteroi

    Catullo, Licinio Calvo, Cinna e la rivoluzione alessandrina (65 avanti Cristo – 43 avanti Cristo)Negli anni tempestosi e convulsi che segnarono l'agonia della Repubblica romana, mentre i triumviri Cesare, Pompeo e Crasso si spartivano le legioni e le province del Mediterraneo e il sangue delle guerre civili tingeva il selciato del Foro, una giovane e sfolgorante generazione di aristocratici e provinciali colti scatenò la più radicale, scandalosa e duratura rivoluzione estetica dell'Occidente classico: la rivolta dei Poeti Nuovi, i celeberrimi Neòteroi. Bollati con disprezzo sarcastico dal conservatore Cicerone come effeminati cantores Euphorionis per il loro totale rifiuto dell'antica epica guerresca nazionale di Ennio, questi giovani intellettuali guidati dal magistero critico di Valerio Catone decisero di rompere per sempre con il dovere civico del patriziato, disertando la carriera delle magistrature e i tribunali per proclamare il primato assoluto dell'individuo, dell'amicizia fraterna e delle follie del cuore.Al vertice di questa costellazione di ribelli brillò l'astro immortale di Gaio Valerio Catullo. Giunto a Roma dalle sponde lombarde dell'Adige e dalla quiete fatata della villa di famiglia a Sirmione sul Lago di Garda, Catullo trapiantò nella lingua latina la grazia preziosa, l'ironia e la rigorosa brevità alessandrina di Callimaco, trasformando il proprio canzoniere in una confessione autobiografica a nudo priva di ipocrisie. Fu all'interno dei salotti più esclusivi dell'Urbe che si consumò la travolgente e devastante passione per Lesbia: la bellissima e spregiudicata nobildonna patrizia Clodia, sorella del temuto tribuno Clodio Pulcro e sposa del console Metello Celere. Attraverso il canto del passero domestico, l'estasi divina del Carme cinquantuno ispirato a Saffo e la tragica maturazione del distico immortale "Odi et amo", Catullo decostruì i cardini morali della società romana, trasferendo le categorie sacre del diritto pubblico e della lealtà tra alleati (foedus, fides) all'interno di un amore adultero e libero, fino a formulare la prima diagnosi moderna della lacerazione interiore dell'animo umano diviso tra l'attrazione carnale e la stima spirituale.Accanto a lui, il sodalizio neoterico unì personalità d'eccezione: il brillante avvocato e oratore Licinio Calvo, temibile campione dell'atticismo giudiziario capace di far tremare i pretori con arringhe chirurgiche e carmi composti nella complicità di notti insonni trascorse con Catullo; e Gaio Elvio Cinna, autore dell'epillio perduto della Smyrna, cesellato per ben nove anni di ostinato labor limae, destinato a un tragico martirio storico nelle giornate convulse successive alle Idi di Marzo del quarantaquattro avanti Cristo, linciato a morte nel Foro dalla folla inferocita che lo scambiò per il congiurato cesaricida. Ma la penna dei Neòteroi seppe farsi anche lama politica spietata: con dissacrante indipendenza, Catullo scagliò i suoi epigrammi giambici contro i signori della guerra, sbeffeggiando apertamente il potente prefetto dei genieri Mamurra e proclamando dinanzi allo stesso Giulio Cesare il proprio sovrano e beffardo disinteresse per il potere armato.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKH7QLY9

    I CENACOLI DI ROMA ANTICA - Vol.3: I Poeti Nuovi e la rivolta dei Neòteroi
  2. Sep 21

    I CENACOLI DI ROMA ANTICA - Vol.2: Il Circolo di Lutazio Catulo

    L'epigramma, l'oratoria e la vigilia delle Guerre Civili (102 avanti Cristo – 87 avanti Cristo)Tra la gloriosa vittoria campale sui Cimbri ai Campi Raudii nel centouno avanti Cristo e la tragica esplosione delle guerre civili mariano-sillane nell'ottantasette avanti Cristo, la società aristocratica di Roma visse una stagione irripetibile di sublime fioritura intellettuale, eleganza formale e fatale presagio: la stagione del Circolo di Lutazio Catulo. Figura monumentale del patriziato senatorio, console vittorioso accanto a Gaio Mario, oratore terso e uomo di cultura sconfinata, Quinto Lutazio Catulo seppe raccogliere attorno alla propria domus palatina e alle ville laziali il cenacolo più raffinato ed esclusivo dell'Urbe tardo-repubblicana, fungendo da ponte ideale tra l'antico umanesimo degli Scipioni e la travolgente rivoluzione poetica del I secolo avanti Cristo.Fu all'interno di questa cerchia aristocratica che nacque la poesia pre-neoterica e si affermò per la prima volta a Roma l'arte dell'epigramma erotico. Affrancandosi dall'obbligo civile della celebrazione epica e bellica dello Stato, Catulo e i poeti del suo sodalizio, tra cui Valerio Edituo e Porcio Licino, trasposero nella lingua latina la grazia alessandrina di Callimaco e dei maestri ellenistici: brevi e perfetti componimenti in distici elegiaci dedicati al tormento interiore della passione amorosa, all'elogio dell'attore Roscio e all'ebbrezza dell'otium colto, celebrati con ammirazione due secoli più tardi dalle pagine erudite delle Noctes Atticae di Aulo Gellio. Accanto alla lirica, il circolo fu il santuario della suprema oratoria senatoria: fu qui che militarono figure titaniche dell'eloquenza come Lucio Licinio Crasso e Marco Antonio, immortalati da Cicerone nel suo dialogo capolavoro De Oratore, ambientato nella villa di Tuscolo nel novantuno avanti Cristo, dove la teoria della perfetta sintesi tra sapienza filosofica greca e virtù repubblicana si scontrò con la pragmatica difesa del talento naturale e dei tribunali.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKH83MW1

    I CENACOLI DI ROMA ANTICA - Vol.2: Il Circolo di Lutazio Catulo
  3. Sep 21

    I CENACOLI DI ROMA ANTICA - Vol.1: Il Circolo degli Scipioni

    La nascita dell'umanesimo romano, Polibio, Panezio e la commedia di Terenzio (168 avanti Cristo – 129 avanti Cristo)Nel secondo secolo avanti Cristo, all'indomani della trionfale battaglia di Pidna che abbatté per sempre la monarchia macedone e spalancò alle legioni romane le porte del Mediterraneo orientale, la città di Roma visse una delle più vertiginose e feconde metamorfosi intellettuali della storia universale: l'incontro fatale tra la severa virtù civica dei Quiriti e la superiore raffinatezza della civiltà ellenica. Fu all'interno della nobile casata dei Cornelii Scipioni, attorno alla statura morale e politica di Publio Cornelio Scipione Emiliano e del suo inseparabile amico Gaio Lelio Sapiente, che prese forma il primo e più leggendario cenacolo intellettuale dell'antichità classica: il Circolo degli Scipioni.Molto più di un semplice salotto letterario per patrizi colti, il cenacolo scipionico operò come un autentico laboratorio filosofico e politico in cui Roma definì la propria coscienza di potenza ecumenica e forgiò il concetto immortale di humanitas: l'ideale supremo che fondeva la disciplina militare dei padri (mos maiorum) con l'apertura alla cultura greca, la dignità morale della persona umana, l'empatia verso i vinti e la consapevolezza della precarietà del dominio terreno. Il cuore di questa fucina spirituale scaturì dalla straordinaria amicizia tra il giovane Scipione e lo statista acheo Polibio di Megalopoli, giunto a Roma tra i mille ostaggi greci deportati nel centosessantasette avanti Cristo: testimone oculare della distruzione di Cartagine e di Numanzia al fianco del console, Polibio elaborò nelle sue monumentali Storie la prima grande indagine scientifica sulle cause della conquista romana, celebrando la prodigiosa stabilità della costituzione mista dell'Urbe dove consoli, Senato e comizi popolari si bilanciavano in un perfetto equilibrio istituzionale.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKH4BXV5

    I CENACOLI DI ROMA ANTICA - Vol.1: Il Circolo degli Scipioni
  4. Sep 20

    L'IMPERO DI ROMA - Vol.9: La Dinastia Severiana e la Cittadinanza Universale

    Dalla guerra civile del 193 dopo Cristo e la monarchia militare di Settimio Severo alla Constitutio Antoniniana, i grandi giuristi e la caduta a Magonza (193 – 235 dopo Cristo)Dalle ceneri della guerra civile del centonovantatré dopo Cristo all'instaurazione della monarchia militare di Settimio Severo, dalla rivoluzione giuridica della Constitutio Antoniniana all'età dell'oro dei sommi giureconsulti Papiniano e Ulpiano, fino agli stravaganti culti solari di Eliogabalo e allo scontro frontale con la rinata potenza persiana dei Sasanidi: i quarantadue anni della Dinastia Severiana rappresentano l'epocale spartiacque in cui Roma supera definitivamente i confini della città-stato per trasformarsi in una comunità universale di cittadini, aprendo al contempo le porte alle tensioni che travolgeranno il terzo secolo. Il volume 9 della monumentale collana "L'Impero di Roma" inaugura la terza grande parte dell'opera dedicata alla crisi e alla trasformazione del mondo antico.Attraverso una magistrale comparazione tra le fonti storiche (Cassio Dione, Erodiano, la Historia Augusta) e gli straordinari documenti epigrafici e papiracei tra cui il celebre Papiro di Giessen 40 e i frammenti della Forma Urbis Marmorea, il saggio decostruisce l'ascesa del generale africano Settimio Severo: la liquidazione dei rivali a Lugdunum, la riforma dell'esercito con la concessione del matrimonio ai soldati, l'insediamento della Legio II Parthica ad Albano Laziale e la creazione della provincia di Mesopotamia dopo il sacco di Ctesifonte. L'opera esplora l'apogeo del pensiero giuridico classico fiorito all'interno della Prefettura del Pretorio grazie all'opera immortale di Papiniano, Ulpiano e Paolo, i cui scritti costituiranno l'architrave del futuro Digesto giustinianeoVuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKF4F5KN

    L'IMPERO DI ROMA - Vol.9: La Dinastia Severiana e la Cittadinanza Universale
  5. Sep 20

    L'IMPERO DI ROMA - Vol.8: L'Età Aurea, la Pandemia Antonina. Da Antonino Pio a Commodo

    Dalla stabilità dell'apogeo e la giurisprudenza classica alla Peste Antonina, le guerre marcomanniche di Marco Aurelio e la degenerazione di Commodo (138 – 192 dopo Cristo)Dall'apogeo dorato della prosperità e della concordia universale sotto il governo saggio di Antonino Pio al baratro della prima grande pandemia globale e delle invasioni germaniche, fino al dramma interiore del principe-filosofo Marco Aurelio e alla rovinosa tirannide gladiatoria di Commodo: i cinquantaquattro anni compresi tra il centotrentotto e il centonovantadue dopo Cristo segnano il culmine insuperato e il contestuale inizio della crisi strutturale della civiltà romana. Il volume 8 della monumentale collana "L'Impero di Roma" chiude la gloriosa seconda parte dedicata agli Antonini, guidando il lettore attraverso la più profonda metamorfosi demografica, militare e spirituale del mondo antico.Attraverso una magistrale disamina delle fonti storiche (la Historia Augusta, Cassio Dione, le lettere di Frontone, i trattati medici di Galeno) e dei testi filosofici immortali come i Pensieri (Ta eis heauton) scritti da Marco Aurelio al fronte, il saggio ricostruisce la stagione della stabilità economica di Antonino Pio, la nascita delle Istituzioni di Gaio e la prima diarchia paritaria della storia romana con Lucio Vero. L'opera documenta con precisione epidemiologica e storiografica l'arrivo della devastante Peste Antonina del centosessantacinque dopo Cristo, che falcidiò un terzo della popolazione imperiale paralizzando l'erario, la leva militare e la produzione agricola.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKF49S62

    L'IMPERO DI ROMA - Vol.8: L'Età Aurea, la Pandemia Antonina. Da Antonino Pio a Commodo
  6. Sep 20

    L'IMPERO DI ROMA - Vol.7: L'Impero delle Città, il Limes e la Rinascita Culturale. Adriano

    Dall'abbandono strategico delle conquiste orientali alla costruzione dell'invalicabile muraglia del Vallo in Britannia, dalla monumentale codificazione dell'Editto Perpetuo alla distruzione definitiva della Giudea ribelle e alla rinascita del Filellenismo: i ventuno anni del principato di Publio Elio Adriano rappresentano la transizione decisiva dall'imperialismo espansionistico alla difesa scientifica, culturale e giuridica dei confini dell'Impero. Il volume 7 della monumentale collana "L'Impero di Roma" conduce il lettore all'interno dell'età dell'imperatore cosmopolita e architetto, analizzando come la trasformazione dell'Urbe in una federazione universale di città abbia ridefinito per sempre il concetto stesso di romanità.Attraverso una magistrale disamina delle fonti storiche primarie (la Historia Augusta, Cassio Dione, le orazioni di Frontone e Pausania) e dei documenti epigrafici fondamentali dall'Oratio dell'accampamento di Lambaesis alle tavolette lignee manoscritte di Vindolanda, il saggio decostruisce l'inversione di rotta geopolitica del centodiciassette dopo Cristo: la liquidazione delle province partiche oltre l'Eufrate, la teoria della "pace armata" fondata sul rigore della disciplina militare e il dramma dell'eliminazione dei quattro consolari traianei che segnò i difficili rapporti con il Senato. L'opera documenta nei minimi dettagli tecnici la costruzione del Vallo di Adriano lungo ottanta miglia tra il Mare del Nord e il Mare d'Irlanda, con i suoi fortini a intervalli regolari, fossati e camerate per le truppe ausiliarie.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HKF4R5X3

    L'IMPERO DI ROMA - Vol.7: L'Impero delle Città, il Limes e la Rinascita Culturale. Adriano
  7. Sep 15

    L'IMPERO DI ROMA - Vol.6: L'Optimus Princeps e la Massima Espansione. Traiano

    Dal principato adottivo di Nerva e il Panegirico di Plinio alle guerre daciche e partiche, l'oro dei Carpazi, gli Alimenta e la Colonna Traiana (98 – 117 dopo Cristo)Dall'invenzione del principato adottivo sotto l'egida di Nerva alla sottomissione implacabile del regno dacico di Decebalo, dalla monumentale istituzione del welfare degli Alimenta fino alla titanica discesa delle legioni lungo il Tigri e l'Eufrate fino al Golfo Persico: i diciannove anni del governo di Marco Ulpio Traiano rappresentano l'apogeo assoluto della potenza militare, della grandiosità monumentale e dell'integrazione civile dell'Impero Romano. Il volume 6 della monumentale collana "L'Impero di Roma" conduce il lettore all'interno dell'età dell'Optimus Princeps, analizzando la perfetta fusione tra l'autorità imperiale e il consenso dell'aristocrazia senatoria teorizzata nel celebre Panegirico di Plinio il Giovane.Attraverso una rigorosa disamina delle fonti storiche (Cassio Dione, Plinio il Giovane, Eutropio, Aurelio Vittore) e dei documenti epigrafici fondamentali tra cui la straordinaria Tabula Alimentaria di Veleia e il carteggio burocratico con Plinio in Bitinia, il saggio decostruisce le dinamiche tattiche e ingegneristiche delle due Guerre Daciche (centouno-centosei dopo Cristo). L'opera documenta la costruzione del ponte sul Danubio a Drobeta opera di Apollodoro di Damasco, l'assedio titanico della rocca montana di Sarmizegetusa, il suicidio di Decebalo e il recupero del favoloso tesoro reale dacico di oltre centosessantacinque tonnellate d'oro puro, che finanziò la rinascita economica e monumentale dello Stato.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJT9NKN2

    L'IMPERO DI ROMA - Vol.6: L'Optimus Princeps e la Massima Espansione. Traiano
  8. Sep 15

    L'IMPERO DI ROMA - Vol.5: L'Anno dei Quattro Imperatori e la Rifondazione Flavia

    Dalla guerra civile del 69 dopo Cristo e la Lex de Imperio Vespasiani alla caduta di Gerusalemme, il Colosseo e l'autocrazia di Domiziano (69 – 96 dopo Cristo)Dalle ceneri della sanguinosa guerra civile del sessantanove dopo Cristo alla salita al trono di un generale sabino privo di sangue aristocratico, dalla distruzione epocale del Secondo Tempio di Gerusalemme alla costruzione titanica del Colosseo e all'autocrazia amministrativa di Domiziano: i ventisette anni della Dinastia Flavia rappresentano la rifondazione pragmatica, monumentale e giuridica dell'Impero Romano. Il volume 5 della monumentale collana "L'Impero di Roma" apre la seconda grande sezione dell'opera dedicata all'apogeo del principato, analizzando come una nuova classe dirigente provinciale e borghese abbia saputo ricomporre la frattura costituzionale post-neroniana trasformando l'Urbe nella capitale monumentale del mondo antico.Attraverso una magistrale disamina delle fonti storiografiche primarie (Tacito, Svetonio, Cassio Dione, Giuseppe Flavio, Plinio il Giovane) e dei documenti epigrafici fondamentali a partire dalla celebre Tabula della Lex de Imperio Vespasiani conservata ai Musei Capitolini, il saggio decostruisce l'anno dei quattro imperatori (Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano) e la scoperta del fatidico arcanum imperii, ovvero la consapevolezza che il principe poteva essere eletto dagli eserciti di frontiera lontano dal Senato. L'opera esplora nei dettagli tecnici la codificazione per legge dei poteri del sovrano, il risanamento finanziario attuato dal rigore di Vespasiano con l'imposizione di nuovi tributi e la memorabile censura del settantatré dopo Cristo che aprì le porte del Senato e dell'ordine equestre alle migliori aristocrazie municipali di Spagna e Gallia.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HJTGG5QB

    L'IMPERO DI ROMA - Vol.5: L'Anno dei Quattro Imperatori e la Rifondazione Flavia

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