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  1. Sep 26

    Podcast. Solitudine e isolamento sociale: costano 6 anni di vita sana

    Un team della Tulane University ha analizzato i dati di 277.489 adulti tra 40 e 69 anni, senza patologie croniche all'inizio dello studio. L'obiettivo: calcolare quanti anni di vita senza malattie si perdono per solitudine e isolamento sociale. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, è il primo nel suo genere.   Due condizioni diverse, non sinonimi   Isolamento sociale e solitudine non coincidono. Il primo è una misura oggettiva della frequenza dei contatti sociali. La seconda è soggettiva: riguarda l'insoddisfazione per la qualità delle relazioni, indipendentemente da quanto si è socialmente attivi. I numeri: fino a sei anni in meno Rispetto a chi non vive né solitudine né isolamento, le donne che sperimentano entrambe le condizioni perdono 2,4 anni di vita libera da malattie fisiche, gli uomini 1,7. Sul fronte della salute mentale il divario si allarga: le donne perdono circa 3,7 anni, gli uomini circa 5,8.  Perché gli uomini sono più vulnerabili  Secondo l'autore principale Lu Qi, gli uomini risultano più sensibili agli effetti della solitudine rispetto alle donne, che tendenzialmente vivono più a lungo e mostrano un vantaggio biologico rispetto ad alcune patologie.   Lo stile di vita sano non basta contro la solitudine   Dieta equilibrata, attività fisica, sonno regolare e assenza di fumo riducono l'impatto negativo dell'isolamento sociale sugli anni di vita in salute. Lo stesso non vale per la solitudine: uno stile di vita sano non ne attenua in modo significativo gli effetti. Un dato che suggerisce la necessità di strategie di intervento distinte per le due condizioni. I prossimi passi Il team di ricerca prevede di estendere l'analisi ad altri gruppi di popolazione e di verificare il nesso di causalità attraverso studi clinici randomizzati.   Nature Communications: "Associations of loneliness, social isolation and healthy lifestyle with life expectancy free of major physical disease and mental disorder". DOI: 10.1038/s41467-026-74498-8   Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni

  2. Sep 23

    Podcast. Fibrillazione atriale, diagnosi dagli occhi. Oculomica: I segnali nella retina già 4 anni prima

    Un’analisi condotta da University College London e Moorfields Eye Hospital indica che alcune alterazioni della retina possono essere associate alla fibrillazione atriale prima della diagnosi clinica. Il segnale riguarda soprattutto l’assottigliamento di uno specifico strato retinico, rilevabile attraverso esami oculari non invasivi. Lo studio su oltre 90.000 persone La fibrillazione atriale è l’aritmia cardiaca più comune. Può aumentare il rischio di ictus, insufficienza cardiaca e altri eventi cardiovascolari. Poiché spesso si presenta in modo intermittente e senza sintomi evidenti, un normale elettrocardiogramma può non intercettarla. Per questo motivo, i ricercatori hanno valutato se le immagini della retina potessero offrire un indicatore precoce del rischio cardiovascolare. Lo studio, pubblicato il 10 settembre 2026 su PLOS Digital Health, ha analizzato i dati di 90.190 persone appartenenti a due grandi coorti britanniche. La prima, AlzEye, comprendeva 50.651 pazienti del Moorfields Eye Hospital, tra i quali 5.735 avevano già una diagnosi di fibrillazione atriale. La seconda, UK Biobank, includeva circa 39.500 partecipanti, con 526 casi di fibrillazione atriale già presenti al momento della valutazione. Il ruolo dello strato mGCIPL  Gli esami utilizzati comprendevano fotografie a colori del fondo oculare e scansioni ottenute con la tomografia a coerenza ottica, o OCT. Questa tecnica permette di visualizzare in dettaglio i diversi strati della retina. In entrambe le coorti, le persone con fibrillazione atriale presentavano un assottigliamento dello strato maculare formato dalle cellule ganglionari e dallo strato plessiforme interno, indicato con la sigla mGCIPL. Si tratta di una struttura composta da cellule nervose coinvolte nella trasmissione dei segnali tra occhio e cervello. Nella coorte AlzEye, lo spessore medio del mGCIPL risultava inferiore di 1,96 micrometri nei pazienti con fibrillazione atriale. Nella UK Biobank la differenza era di 1,19 micrometri. L’associazione non riguardava soltanto le persone già diagnosticate. Tra i partecipanti che non presentavano fibrillazione atriale quando furono acquisite le immagini, coloro che svilupparono in seguito l’aritmia avevano uno strato mGCIPL più sottile già in precedenza. Un segnale visibile quattro anni prima Nella UK Biobank, 39.013 persone senza fibrillazione atriale all’inizio del monitoraggio sono state seguite nel tempo. Durante il periodo di osservazione, 838 partecipanti hanno sviluppato l’aritmia. In media, la diagnosi o la presentazione ospedaliera per fibrillazione atriale è avvenuta circa quattro anni dopo l’esame retinico iniziale. Il rapporto è rimasto significativo anche dopo aver considerato età, sesso, etnia, ipertensione, diabete, fumo e consumo di alcol. Secondo l’analisi statistica, ogni riduzione di una deviazione standard dello spessore mGCIPL era associata a un aumento del 27% del rischio di sviluppare fibrillazione atriale. Questo dato descrive un’associazione statistica e non significa che l’assottigliamento della retina, da solo, possa diagnosticare la malattia.  Perché la retina può riflettere la salute del cuore  La retina contiene una fitta rete di piccoli vasi sanguigni e cellule nervose. Per questo viene studiata come possibile “finestra” sui processi che interessano il sistema cardiovascolare e il cervello. Gli autori ipotizzano che l’assottigliamento del mGCIPL possa essere collegato a eventi ischemici cerebrali silenziosi o a una riduzione del flusso sanguigno nelle cellule nervose retiniche. Le persone con fibrillazione atriale possono infatti andare incontro a piccoli infarti cerebrali senza sintomi evidenti. Questa spiegazione resta però un’ipotesi. Lo studio non ha dimostrato direttamente che le alterazioni osservate siano causate da mini-ictus e non ha utilizzato un’imaging cerebrale per verificare il meccanismo. Gli stessi ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori studi di validazione. Non sostituisce l’elettrocardiogramma L’imaging retinico non è oggi un test diagnostico per la fibrillazione atriale. La diagnosi richiede la documentazione dell’alterazione del ritmo mediante ECG o monitoraggio cardiaco appropriato. Il possibile ruolo dell’esame oculare sarebbe quindi complementare: individuare persone che potrebbero beneficiare di un controllo cardiologico più approfondito, soprattutto quando l’aritmia è intermittente o asintomatica. Le scansioni retiniche sono già utilizzate negli studi optometrici e nelle cliniche oculistiche. Se i risultati saranno confermati, in futuro i dati raccolti durante una visita oculistica potrebbero contribuire a stimare anche il rischio di alcune malattie sistemiche. La ricerca rientra nel campo dell’“oculomica”, che utilizza immagini oculari e sistemi di analisi computerizzata per studiare possibili indicatori di patologie non limitate all’occhio. Per ora, il risultato più solido riguarda l’associazione tra fibrillazione atriale e assottigliamento del mGCIPL, non una diagnosi automatica ottenuta da una fotografia della retina. PLOS Digital Health: "Atrial fibrillation and retinal imaging-based oculomics: A cross-sectional and longitudinal analysis of two large cohorts". DOI : 10.1371/journal.pdig.0001661 Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni

  3. Jul 27

    PODCAST. JET LAG INTESTINALE: PERCHÉ I PRIMI GIORNI DI VACANZA SONO I PEGGIORI E COME EVITARLO

    Scopri il jet lag intestinale: come i cambi di fuso orario alterano il microbiota e causano stanchezza, disturbi digestivi e sonno pessimo. Consigli scientifici dall'Università di Medicina di Breslavia per godervi subito la vacanza Jet Lag Intestinale: Consigli per non rovinare le vacanze  Una vacanza esotica dopo un lungo volo intercontinentale dovrebbe essere sinonimo di relax. Invece, molti viaggiatori passano i primi giorni tra stanchezza cronica, sonno disturbato, bassa energia e problemi digestivi. Secondo uno studio pubblicato su Nutrients dall'Università di Medicina di Breslavia (Wrocław Medical University) in Polonia, la colpa non è solo del classico jet lag del cervello, ma anche del “jet lag intestinale” . Cos'è il jet lag intestinale? Il jet lag intestinale è la sincronizzazione tra il nostro orologio biologico centrale ei ritmi del microbiota intestinale, formato da trilioni di batterie.I ricercatori spiegano che l'intestino può impiegare tanto tempo quanto il cervello per adattarsi a un nuovo fuso orario. Voli che attraversano più continenti, uniti a cambiamenti improvvisi di dieta, sonno e luce, compromettono la barriera intestinale e riducono la produzione di acidi grassi a catena corta benefici. "Il nostro apparato digerente è estremamente sensibile a questi cambiamenti perché l'intero asse intestino-cervello funziona secondo un ritmo circadiano strettamente regolato. Quando i segnali biologici si disallineano, la comunicazione tra intestino, sistema immunitario e cervello viene temporaneamente interrotta", spiega il coautore Kacper Wiśniewski- Questa temporanea disregolazione è responsabile di disturbi digestivi, peggiore qualità del sonno e riduzione dei livelli di energia in molte persone durante i primi giorni dopo l'arrivo".  Perché ci sentiamo peggio dopo un volo lungo? In poche ore cambiano ritmi di sonno, orari dei pasti, esposizione alla luce e livelli di stress. L'asse intestino-cervello, regolato da ritmi circadiani precisi, si disallinea. Ne conseguono:Disturbi digestivi (stitichezza, gonfiore, pesantezza)Peggiore qualità del sonnoCalo di energiaLa flora batterica rimane “sintonizzata” sul fuso orario di partenza, creando un circolo vizioso di malessere. Quando l'istinto non tiene il passo col viaggio Cambi improvvisi negli orari dei pasti alterano la secrezione di enzimi, produzione di bile e motilità intestinale. Il microbiota si sposta verso ceppi meno benefici, rallentando il transito e peggiorando la stanchezza. Non è solo la “cucina locale”: è un problema di timing biologico.  Come non sprecare i primi giorni di vacanza  La buona notizia: si può preparare l'organismo. "Un breve viaggio all'interno dell'Europa difficilmente causerà tali gravi alterazioni, ma il problema diventa significativo durante i voli a lungo raggio che comportano l'attraversamento di più fusi orari – spiega il coautore Karol Biliński. – In queste condizioni, la stanchezza e i cambiamenti nella dieta possono compromettere l'integrità della barriera intestinale e ridurre la produzione di acidi grassi a catena corta benefici". Strategie efficaci consigliate dai ricercatoriAdatta gradualmente l'orologio biologico alcuni giorni prima della partenza, gestendo l'esposizione alla luce e gli orari di sonno.Crononutrizione : inizia a mangiare secondo gli orari del Paese di destinazione già prima di partire.Durante il volo e dopo l'arrivo, consuma pasti solo nelle “ore diurne” del nuovo fuso orario. Evita di mangiare di notte.Mantieni un'ottima idratazione.Valuta l'uso di probiotici e prebiotici personalizzati prima del viaggio.La melatonina può aiutare, ma solo se assunta nel momento giusto.Non solo per i viaggiatori Lo studio si concentra su atleti, ma i risultati valgono per tutti. Lavoratori a turni, personale di volo e chiunque viva con ritmi irregolari subisce gli stessi effetti sul microbioma, mantenere l'igiene del sonno, pasti regolari e giusta esposizione alla luce solare e la base della salute moderna.  Inizia la vacanza prendendoti cura del tuo orologio biologico Preparare un viaggio non significa solo prenotare voli e hotel. Significa anche proteggere la propria fisiologia. Prendersi cura dei “passeggeri invisibili” – i batteri intestinali – permette di godere appieno le esperienze fin dal primo giorno.  Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni

  4. Jul 19

    PODCAST. ANSIA E DEPRESSIONE, SCOPERTI 19 GENI COLLEGATI A RBFOX1: LA CHIAVE GENETICA DEI DISTURBI PSICHIATRICI

    Uno studio dell’Università di Barcellona identifica 19 geni regolati da RBFOX1 associati a depressione, ansia e irritabilità. Possibili sviluppi per biomarcatori e cure personalizzate RBFOX1 e depressione: cosa ha scoperto lo studio  Un nuovo studio dell’Università di Barcellona accende i riflettori sulla genetica della depressione. I ricercatori hanno identificato 19 geni potenzialmente coinvolti nella vulnerabilità a depressione, ansia, irritabilità e nevroticismo, tutti regolati dal gene RBFOX1, considerato il centro di una rete genetica cerebrale. Un “direttore d’orchestra” dei geni Secondo gli autori, RBFOX1 non agisce da solo: funziona come un regolatore chiave, capace di coordinare l’attivazione e il processamento di molti altri geni coinvolti nella funzione cerebrale. Se questo meccanismo si altera, può innescare effetti a catena su sviluppo neuronale, comunicazione tra neuroni e neurotrasmissione.  Perché conta nella salute mentale La scoperta aiuta a spiegare perché depressione, ansia e altri disturbi psichiatrici compaiono spesso insieme nella stessa persona. Lo studio integra dati da ricerche di associazione a livello genomico- GWAS, espressione genica cerebrale, reti molecolari e malattie rare per dare priorità ai geni più rilevanti.  I geni sotto osservazione Tra i candidati più interessanti emergono SP4, TCF4, PAX6 e CADM2, già collegati in vari studi ad altri disturbi psichiatrici o a risposte allo stress. Gli autori sottolineano che questi risultati potrebbero aprire la strada a biomarcatori di rischio, stratificazione dei pazienti e terapie più personalizzate. “Questi risultati forniscono una nuova prospettiva sui meccanismi biologici condivisi dalla depressione e da vari disturbi associati, e potrebbero contribuire in futuro allo sviluppo di biomarcatori e trattamenti più personalizzati”, spiegano i ricercatori che hanno coordinato lo studio, Bru Cormand e Noèlia Fernández, del Dipartimento di Genetica, Microbiologia e Statistica della Facoltà di Biologia e dell'Istituto di Biomedicina dell'Università di Barcellona ( IBUB ), dell'Istituto di Ricerca Sant Joan de Déu ( IRSJD ) e dell'Area CIBER per le Malattie Rare ( CIBERER ). Lo studio, pubblicato sulla rivista Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry , ha coinvolto anche ricercatori dell'Università Goethe di Francoforte (Germania). Prospettive future I ricercatori invitano però alla cautela: serviranno nuove validazioni su campioni diversi e studi dedicati alle differenze tra uomini e donne. Serviranno anche esperimenti funzionali per capire quali meccanismi molecolari siano davvero coinvolti nell’origine della depressione.  Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni

  5. May 16

    Podcast Medicina estetica 2026: i trend dal Congresso SIME di Roma

    La medicina estetica globale entra nell’era della Bellezza 3.0: risultati naturali, personalizzazione e prevenzione diventano il nuovo standard. Il 42° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica- SIME a Roma conferma il superamento degli eccessi volumetrici e dell’“Instagram face”, in favore di un approccio scientifico e misurato. Il mercato continua a crescere (CAGR +9,8% 2024-2034, fonte Precedence Research), trainato da pazienti sempre più giovani e da una forte domanda di trattamenti non invasivi.  Medicina rigenerativa: il cuore dell’innovazione  Il focus si sposta dal riempimento alla rigenerazione cutanea. I trattamenti più richiesti stimolano i processi biologici della pelle: Polinucleotidi: attivano fibroblasti e produzione di collagenEsosomi: favoriscono la comunicazione cellulare e la riparazione tissutalAcido polilattico: stimola collagene a lungo terminTerapie autologhe (PRP, cellule staminali adipose): approccio personalizzato e biocompatibile Obiettivo: migliorare qualità, elasticità e funzione della pelle.   Tweakments: risultati invisibili e naturali   Cresce la domanda di micro-trattamenti (“tweakments”) con risultati non riconoscibili. Piccole dosi di tossina botulinica, skin booster e trattamenti mirati migliorano texture, luminosità ed elasticità senza alterare la fisionomia. La parola chiave è armonia: correggere senza trasformare. GLP-1 e impatto su volto e corpo   I farmaci antiobesità basati su GLP-1 stanno creando una nuova categoria di pazienti estetici. Studi clinici evidenziano: Riduzione del volume del terzo medio del visLassità cutaneAumento delle rughe Questi effetti (noti come “Ozempic face/body”) aumentano la richiesta di trattamenti rigenerativi e tecniche di ripristino volumetrico. Intelligenza artificiale e diagnosi avanzata   L’AI entra stabilmente nella pratica clinica estetica. Scanner avanzati analizzano: Danno solarVascolarizzazionDensità del collagene “Strumenti diagnostici basati sull’IA sono sempre più utilizzati nelle consulenze di medicina estetica: scanner che misurano danni solari, vascolarizzazione e densità del collagene sotto la superficie cutanea, permettendo ai professionisti di perfezionare la diagnosi e di creare piani di trattamento sempre più personalizzati e costruiti sulla biologia di ogni singolo paziente”, sottolinea il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME. Neurotossine di nuova generazione    Il mercato delle tossine botuliniche evolve verso una maggiore flessibilità: Durata breve (2–3 settimane) per approcci soft e test inizialDurata standard e prolungata fino a 6 mesi Le nuove molecole permettono strategie su misura e maggiore controllo del risultato. Treatment stacking: combinare per potenziare    La medicina estetica abbandona il concetto di trattamento singolo. Il “treatment stacking” combina più tecnologie: Radiofrequenza microneedling per la superficiUltrasuoni focalizzati per i tessuti profondBiostimolatori per il rimodellamento Un approccio multilivello che migliora i risultati e ritarda la chirurgia. K-Beauty e protocolli stratificati L’influenza coreana continua a crescere: la “glass skin” punta su luminosità, prevenzione e trattamenti progressivi. Routine e procedure sono stratificate per risultati graduali, naturali e duraturi.   Estetica maschile: boom del “Brotox” Aumenta la domanda maschile di medicina estetica. Il “Brotox” prevede:  Dosaggi ridottMantenimento dell’espressivitFocus su fronte e glabellaL’obiettivo è un aspetto più fresco e riposato, senza effetto artificiale.. Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni

  6. May 1

    Podcast: Alcol in Italia, 8,2 milioni di persone a rischio: giovani, donne e over 65 i più esposti

    Nel 2024 sono 36 milioni i consumatori di alcol in Italia. Ma 8 milioni e 200mila persone sopra gli 11 anni bevono in modo da mettere a rischio la salute, secondo il rapporto annuale dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità.    I numeri chiave  Il fenomeno riguarda soprattutto giovani, donne e anziani. Tra gli 11 e i 24 anni i consumatori a rischio sono 1 milione e 270mila, mentre il binge drinking coinvolge 4 milioni e 450mila persone, inclusi 79mila minorenni. Preoccupa anche la fascia over 65, con 2 milioni e 450mila anziani a rischio, spesso non intercettati dai servizi sanitari.   Donne e consumi fuori pasto Negli ultimi dieci anni sono aumentati sia il consumo fuori pasto sia il bere per ubriacarsi, soprattutto tra le donne. Nel 2024 il 57,1% delle italiane ha bevuto alcol almeno una volta nell’anno e il 24,6% ha consumato alcol lontano dai pasti.  Prevenzione e cure    Per gli esperti, la priorità è rafforzare identificazione precoce, intervento breve e presa in carico clinica. Oggi solo l’8,3% dei consumatori con danni alcol-correlati viene intercettato dal Servizio sanitario nazionale. La bevanda più consumata e di riferimento per il rischio alcol in questa fascia di età rimane, come negli anni scorsi, il vino, sia per gli uomini che per le donne.    Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni

  7. Apr 26

    PODCAST. 7,3 MILIARDI € DI COSTI: IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E LE ALLERGIE PER 12 MILIONI DI PERSONE IN ITALIA

    Scopri l’impatto dei cambiamenti climatici, i costi sanitari e le strategie per ridurre rischi e assenze dal lavoro Le allergie respiratorie stagionali pesano sull’economia italiana per 7,3 miliardi di euro all’anno. Colpiscono 12 milioni di cittadini (il 20% della popolazione), con picchi regionali fino al 40%. I dati sono del Consumers’ Forum, promotore del convegno “Allergie respiratorie e attenzione: strategie per ridurre i rischi invisibili”.  Non più solo un fastidio primaverile Grazie ai cambiamenti climatici, le allergie respiratorie durano sempre più a lungo. Temperature più alte, umidità e precipitazioni anomale allungano la stagione di pollinazione di 19-23 giorni. Inquinanti come PM10, PM2.5, biossido di azoto e ozono rendono il polline più aggressivo per il sistema immunitario. L’impatto economico in cifre 5,32 miliardi di euro: costi diretti (farmaci, visite, ospedalizzazioni)2,02 miliardi di euro: costi indiretti (assenze dal lavoro, produttività ridotta del 40%, presenteismo)A livello europeo il conto sale tra i 30 e i 50 miliardi di euro annui. Lavoratori più a rischio Agricoltura e foreste: 30-40% degli addetti colpiti. Seguono edilizia e ambienti indoor con scarsa ventilazione. Anche la sicurezza stradale è a rischio: gli antistaminici sedativi aumentano del 61% la probabilità di incidenti. Effetti sulla qualità della vita 61% disturbi del sonno60% sbalzi d’umore49% rinuncia all’attività fisica38% riduce la vita socialeCosa fare Le strategie concrete: Servono campagne di sensibilizzazione, corsi di salute e sicurezza sul lavoro, visite mediche aziendali e informazioni chiare sul packaging dei farmaci. Solo un’alleanza tra istituzioni, medici, farmacisti e pazienti può ridurre l’impatto sanitario ed economico. «Per affrontare il problema è necessario intervenire con campagne di sensibilizzazione sui trattamenti disponibili, corsi di salute e sicurezza sul lavoro e maggiori informazioni sul packaging degli antistaminici», dichiara Furio Truzzi, presidente di Consumers’ Forum. Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni

  8. Apr 18

    PODCAST, UTAH TESTA L’IA PER IL RINNOVO DELLE PRESCRIZIONI: SVOLTA O RISCHIO PER LA SANITÀ?

    Nel 2026 lo Utah ha avviato un esperimento unico: un sistema di intelligenza artificiale può rinnovare prescrizioni per malattie croniche. Il progetto, sviluppato con Doctronic, copre 192 farmaci e introduce un modello “agentivo” destinato a scalare rapidamente. Sebbene inizialmente saranno i medici a convalidare le azioni dell'IA, il programma pilota diventerà rapidamente una delle prime implementazioni su larga scala di un sistema autonomo e agentivo in medicina. L'annuncio ha suscitato preoccupazione tra le associazioni di medici e farmacisti, i quali hanno affermato che l'IA "NON dovrebbe prendere decisioni in ambito sanitario" . Ne parla un articolo su JAMA Health Forum. Perché nasce il progetto Alla base del progetto ci sono problemi reali: carenza di medici, burocrazia crescente e difficoltà di accesso alle cure. Molti pazienti richiedono solo rinnovi di terapie stabili, ma questo grava sui medici senza reale valore clinico aggiunto.  Sicurezza e limiti Il sistema include controlli: revisione iniziale da parte di medici, criteri clinici rigidi ed escalation automatica in caso di anomalie. Possono partecipare solo adulti e i farmaci selezionati sono terapie consolidate per patologie comuni come ipertensione, depressione, contraccezione, diabete, glaucoma, asma, infiammazione e iperlipidemia. I medici incaricati da Doctronic esamineranno i risultati dell'intelligenza artificiale per i primi 250 pazienti prima che il sistema intraprenda qualsiasi azione e, successivamente, esamineranno retrospettivamente i risultati dei successivi 1000 pazienti dopo che l'agente di intelligenza artificiale avrà iniziato ad agire in autonomia. Tuttavia, le evidenze scientifiche restano limitate e mancano studi indipendenti sulle prestazioni reali.  Rischi aperti Il contratto impone a Doctronic di monitorare le prestazioni e di presentare report che includano dati sulle prestazioni, reclami degli utenti e osservazioni dei medici. Vieta inoltre a Doctronic di utilizzare i dati dei pazienti per scopi diversi dalla valutazione delle richieste di rinnovo. Restano dubbi su responsabilità legale, trasparenza dei dati e perdita di contatto medico-paziente. Inoltre, l’IA non può modificare terapie né sostituire valutazioni cliniche complete. Se gli errori di prescrizione causano danni ai pazienti, la responsabilità di Doctronic è ambigua. Il suo contratto prevede che l'azienda risarcisca lo Utah per eventuali costi di responsabilità sostenuti dallo stato e Doctronic ha stipulato una polizza assicurativa specifica per negligenza medica . Utah e Doctronic riconoscono che le prescrizioni non dovrebbero essere rinnovate indefinitamente senza consultazione medica. Il contratto stabilisce che il numero di rinnovi consentiti per un farmaco sarà limitato "in base agli standard di cura accettati", tra cui "l'esecuzione di appropriati esami di laboratorio di sorveglianza". Il vero nodo: il futuro Il progetto pilota potrebbe essere solo l’inizio. L’IA potrebbe estendersi e  prevedere che molte funzioni dell'assistenza primaria potrebbero in futuro essere gestite dall'intelligenza artificiale autonoma. Queste includono l'esecuzione di una valutazione iniziale; la prescrizione di esami di imaging, di laboratorio e diagnostici; la formulazione di diagnosi; la gestione delle malattie croniche; e la fornitura di assistenza preventiva annuale. È importante tenere sotto controllo il potenziale di ampliamento incontrollato dell'ambito di applicazione. Una volta che un sistema di intelligenza artificiale ha ottenuto l'accettazione, i fornitori potrebbero essere in grado di rilasciare aggiornamenti che includono modifiche sostanziali senza attirare lo stesso livello di controllo dell'adozione iniziale. Il rischio è un’espansione rapida senza adeguati controlli. Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni

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