Imprese di Fede

Imprese di Fede

Testimonianze di fede vere: persone comuni raccontano per intero come Dio le ha rialzate. Un nuovo episodio ogni domenica. Per chi è stanco delle testimonianze patinate. Per chi ha dubitato in segreto e si è sentito solo. Per chi cerca Dio nelle macerie. Imprenditori, missionari, artisti, credenti comuni — persone che hanno attraversato qualcosa di vero mossi dalla fede — vengono a raccontare cosa c'era sotto. Il dubbio. La paura. Le notti senza risposta. Imprese di Fede non è cosa facciamo. È chi diventiamo quando permettiamo a Dio di ricostruirci dalle macerie.

  1. 6d ago

    Chi Si Mostra Perfetto Si Nasconde: La Storia di Federica Carchedi

    «Io credevo di avere una vita perfetta». Federica Carchedi nasce nella «famiglia del mulino bianco», assidua in chiesa, e «secondo tutti quanti» è «quello che dimostravo». Ma «c'era tanto altro che nessuno sapeva». Suo marito è Antonio Maglione: la sua storia, «Possono Perché Credono di Potere», è qui https://youtu.be/RCJSDxbmD4E A tredici anni i genitori le dicono a tavola che si separano. Un giorno aveva telefonato alla mamma: «forse il Signore mi ha salvato»; due giorni dopo, a casa: «abbiamo deciso di separarci». Poi una persona più grande, di cui si fidava, si approfitta di lei, e Federica sceglie il silenzio: «il mio voler tacere a tutti i costi». Segue una relazione tossica che nessuno deve sapere, perché «non poteva crollare il mio mito». Per anni vive «un piede in due scarpe»: in chiesa, con tutte le apparenze. E Dio? «L'ho preso, l'ho chiuso in una scatola e l'ho messo più lontano possibile». Quando «non ce la facevo più», prega. Vede una lavagna piena di scritte e una mano che le cancella: «non solo quelle scritte sono state cancellate, ma la lavagna è stata girata». Si sente perdonata, «la mia schiena era tornata dritta». Perché si vergognava: «ero 3.000 persone diverse», in base a dove stava e con chi. Quando chiede aiuto alla persona giusta, trova «conforto» e non giudizio, e si ricostruisce «dalle macerie vere e proprie». Torna con Antonio, e poi arriva la malattia: «un evento bellissimo deve essere devastato da una notizia pessima». Prega di viverla «da moglie, non da fidanzata». Prima chemio di lui di venerdì, domenica scopre di essere incinta: «C'è un dopo». Oggi ha smesso di chiedere i motivi. Ciò che vuole lasciare: «essere veri nonostante la vergogna», perché ammettere di vergognarsi «ti apre veramente la porta verso l'unico che ti può aiutare». ⏱️ TIMESTAMPS 0:00 – «Io credevo di avere una vita perfetta» 1:13 – Come sta il tuo cuore oggi: «in pace e appagato» 2:11 – La famiglia «del mulino bianco» 3:16 – Le medie e una cena a tavola: «mi dicono questo» 4:52 – Una fede per abitudine e un campeggio estivo 6:35 – «A me si sgretola tutto» 8:35 – «Forse il Signore mi ha salvato» 10:33 – «Signore, perché?» e una pace assurda 12:17 – Un adulto che si approfitta e il «voler tacere a tutti i costi» 15:20 – Una relazione tossica: «nessuno dovrà sapere niente» 21:22 – «Non ce la facevo più»: la lavagna girata 24:24 – Una mamma malata e «una sola vera me» 30:02 – «Io l'ho chiuso in una scatola» 32:04 – Cercare aiuto «senza la paura di far crollare il mito» 35:14 – «Io dico basta» e una preghiera in ginocchio 38:35 – «Ero 3.000 persone diverse»: l'iceberg e Antonio 40:30 – «Non è questa la strada»: l'aiuto della persona giusta 43:35 – Ricostruirsi «dalle macerie vere e proprie» 45:44 – La notizia della malattia e la rabbia con Dio 48:09 – «Fammi vivere questa cosa da moglie» 51:49 – La biopsia negativa e una pace «fuori dal normale» 54:01 – «Figurati se voglio un figlio»: la prima chemio e una domenica 58:44 – «C'è un dopo» 59:41 – «Le mie forze sole non bastano» 1:00:39 – Le motivazioni: «ho smesso di chiederle» 1:02:01 – L'eredità: «questa idea di perfezione» 1:02:35 – Essere veri nonostante la vergogna 1:03:35 – «Perché fare finta di essere quelli che non sei» ⚠️ AVVERTENZA Questo episodio contiene momenti emotivamente significativi. Sono reali. Sono veri. Sono sacri. Se stai attraversando lutto o dolore profondo, ascolta quando senti di essere pronto - o ascolta proprio perché qualcuno finalmente capisce. Racconta anche di abuso, di una relazione tossica e di malattia. La storia sul sito: https://impresedifede.com/s2e6?da=yt Tutti gli episodi completi: https://www.youtube.com/playlist?list=PLoBPPJkA934kUWn8nJC8XnP-uyzjJ1MY3 Iscriviti al canale: https://www.youtube.com/@ImpresediFede?sub_confirmation=1 WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VbDoY155PO12WMHzbL42 🙏 Imprese di Fede - Per chi cerca Dio nelle macerie, non nelle domeniche patinate.

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  2. Oct 25

    Felici, Non Perché Va Bene: La Storia di Alessandra Pagano

    Felici, Non Perché Va Bene: La Storia di Alessandra Pagano. «Lasciava mamma, e mamma stava lì a piangere, disperata». Alessandra Pagano cresce a Napoli in una casa dove il padre esce e rientra quando vuole, e la madre lo aspetta. Per lei e per sua sorella il matrimonio è «una pura follia». Suo marito è Vincenzo Casella: la sua storia, «Non So Come, So Dove», è qui https://youtu.be/1NIpQBRpH6I Tutto comincia prima di lei: la nonna lascia la madre di Alessandra, bambina, alla ruota dell'Annunziata. Cresciuta dagli zii, si sposa giovane, con il vestito al ginocchio di un matrimonio riparatore, e per anni vive gli abbandoni di un marito che «apriva la porta e andava». A quarant'anni le diagnosticano un tumore. Poco dopo vede il marito uscire dal suo deposito con un'altra donna, torna a casa e va dall'avvocato: «io non voglio vivere più così». Qualcosa era cambiato: aveva cominciato a leggere la Bibbia e a frequentare una piccola chiesa. Alessandra ha vent'anni, fuma due pacchetti di sigarette al giorno e passa le notti in discoteca. Una sera accetta l'invito. In un basso del suo quartiere il pastore le stringe la mano con tutte e due le mani e la chiama per nome: «noi stiamo pregando per te». «La prima predicazione fu il bene». Qualche tempo dopo, mentre pulisce casa, sente tutto il peso dei suoi peccati: «ma io così dove mi avvio? Dove vado?». La madre muore a quarantaquattro anni, con le figlie che le tengono le mani: «Signore accoglila», un saluto che per loro è «un semplice arrivederci». Una settimana prima aveva chiamato l'uomo che l'aveva fatta soffrire, per parlargli di Gesù. Poi nasce un sentimento per un ragazzo della chiesa, con le metastasi e in emodialisi. Il pastore le dice: «Alessandra, guarda altrove». È Vincenzo, per tutti Enzo. Dopo la disarticolazione della gamba, a Bologna, si sposano il 30 settembre: sotto l'abito da sposa, racconta, «uno scialle già di vedovanza». Dieci anni dopo il tumore Enzo entra in lista per un trapianto. Pochi giorni dopo chiamano da Bologna: «qui c'è un rene». Funziona subito. Poi la sentenza dei medici: i figli non ne potevano avere, «un nodo in gola». Nel 2009 Alessandra e sua sorella scoprono di aspettare un figlio negli stessi giorni: «fu un doppio miracolo». Quattro anni dopo arrivano due gemelli. Oggi sono sposati da ventitré anni; lei pensava che sarebbero stati giorni. A chi la ascolta lascia un sorriso che non è finto, «frutto del grande amore di Dio, che ha avuto pietà di me», e una gioia «che va al di là anche del lutto». ⏱️ TIMESTAMPS 0:00 – «La gioia era talmente grande» 7:17 – Un matrimonio riparatore e un padre che va via 16:57 – Mamma: «mi hanno diagnosticato il tumore» 31:25 – La prima sera in chiesa: «noi stiamo pregando per te» 51:59 – L'ultima sera: «un semplice arrivederci» 1:11:24 – Il 30 settembre e uno scialle di vedovanza 1:20:06 – «Qui c'è un rene» 1:35:17 – «Un avvenire e una speranza» ⚠️ AVVERTENZA Questo episodio contiene momenti emotivamente significativi. Sono reali. Sono veri. Sono sacri. Se stai attraversando lutto o dolore profondo, ascolta quando senti di essere pronto - o ascolta proprio perché qualcuno finalmente capisce. Racconta anche di fumo e altre sostanze. ▶️ GUARDA ANCHE La storia sul sito: https://impresedifede.com/s2e5?da=yt Tutti gli episodi completi: https://www.youtube.com/playlist?list=PLoBPPJkA934kUWn8nJC8XnP-uyzjJ1MY3 Iscriviti al canale: https://www.youtube.com/@ImpresediFede?sub_confirmation=1 📱 SEGUI IL PROGETTO Instagram: @impresedifede TikTok: @impresedifede Spotify: https://open.spotify.com/show/5cs6uRzNxXVCHRmRQLDlVz Apple Podcasts: https://podcasts.apple.com/it/podcast/imprese-di-fede/id6818294913 WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VbDoY155PO12WMHzbL42 💬 CONDIVIDI Se questa storia ti ha toccato, condividila con qualcuno che sta attraversando dolore. 🙏 Imprese di Fede - Per chi cerca Dio nelle macerie, non nelle domeniche patinate.

    Felici, Non Perché Va Bene: La Storia di Alessandra Pagano
  3. Oct 19

    Non So Come, So Dove: La Storia di Vincenzo Casella

    «…ci dissero che magari non avrei superato la notte». Vincenzo Casella, per tutti Enzo, ha tredici anni quando capisce «dai visi dei dottori» che qualcosa non va: è un osteosarcoma. Poi cerca Dio e tutto peggiora: «io mi accosto al Signore ma le cose vanno peggio». Non so come, so dove: la storia di chi continua a fidarsi quando i medici danno sentenze. Mancano pochi giorni al compleanno di Enzo quando chiamano per la chemioterapia; la mamma chiede di aspettare, la risposta è: «No, non possiamo aspettare perché altrimenti sarà troppo tardi». Sette cicli, una protesi al posto dell'osso del ginocchio, altri sette cicli. «Mi è capitato di piangere quando nessuno mi vedeva». Due suoi cognati gli parlano di un Gesù vivente, ed Enzo comincia a leggere la Parola nella sua cameretta: una parola che «non mi dava conforto soltanto in un Dio che poteva guarirmi, ma scendeva più in profondità». Poi, «come un fulmine a ciel sereno», le metastasi a tutti e due i polmoni. Invocando il Signore trova una risposta: «Non la risposta di essere guarito, ma di portarmi avanti anche nel momento sfavorevole». Quando non può andare in chiesa, la chiesa si riunisce a casa sua, lui con la flebo. Poi l'emorragia gastrica di quella notte. Dal 1995, dieci anni di emodialisi. Circa quindici interventi su una protesi che non regge più, finché scende «una profonda pace» ed è lui stesso a dire al medico che la soluzione è l'amputazione. Dopo l'intervento: «da lì posso dire che sono rinato, non dal punto di vista spirituale, ma dal punto di vista fisico». Alessandra, che oggi è sua moglie, comincia a pregare per loro prima di lui. I medici sono scettici sul trapianto di rene; lui risponde: «io voglio rischiare». Dopo pochi giorni, un rene compatibile al 100%. Poi un'altra sentenza: «Voi i figli non li potete avere». Finché una telefonata in cui sente solo piangere: Alessandra è incinta. Nasce il primo figlio, e quattro anni dopo due gemelli. Per anni si è chiesto «perché proprio a me?». La risposta l'ha trovata nel capitolo 9 del Vangelo di Giovanni, davanti all'uomo cieco dalla nascita. Oggi lavora a Roma ed è tornato all'università, fino alla laurea. L'eredità che vuole lasciare: «non scoraggiarsi anche quando si vede tutto nero». Perché «i medici dicevano qualcosa, il Signore aveva in serbo qualche altra cosa». E una fiducia che non nasce dall'ottimismo: «non so come, non so quale sarà la traiettoria, ma io so che quella è la destinazione». Non So Come, So Dove: La Storia di Vincenzo Casella. ⏱️ TIMESTAMPS 0:00 «Non so come, so dove»: le metastasi, il paradosso, la notte 1:08 Come sta il tuo cuore oggi: «in pace» 2:13 Una famiglia comune, lo sport e i sogni 6:04 Il ginocchio: un fastidio che non passa 8:00 Tredici anni: «dai visi dei dottori» capii 9:10 Osteosarcoma: «Ma io ho un tumore?» 10:58 La chemio: «non possiamo aspettare» 12:15 «Mi è capitato di piangere quando nessuno mi vedeva» 13:54 Due cognati e un Gesù vivente 19:54 Il Salmo 40 e un'attesa ripagata 23:02 «Mi accosto al Signore ma le cose vanno peggio» 25:59 Metastasi a tutti e due i polmoni 29:15 La chiesa a casa mia, con la flebo 31:05 L'emorragia: «non avrei superato la notte» 33:57 Dal 1995, dieci anni di emodialisi 37:29 Quindici interventi e l'amputazione: «sono rinato» 42:36 Alessandra, che pregò prima di lui 47:11 Il trapianto: «io voglio rischiare» 51:43 «Voi i figli non li potete avere» La storia sul sito: https://impresedifede.com/s2e4?da=yt La storia di Antonio Maglione: https://youtu.be/RCJSDxbmD4E Tutti gli episodi completi: https://www.youtube.com/playlist?list=PLoBPPJkA934kUWn8nJC8XnP-uyzjJ1MY3 Iscriviti al canale: https://www.youtube.com/@ImpresediFede?sub_confirmation=1 Spotify: https://open.spotify.com/show/5cs6uRzNxXVCHRmRQLDlVz Apple Podcasts: https://podcasts.apple.com/it/podcast/imprese-di-fede/id6818294913 WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VbDoY155PO12WMHzbL42 🙏 Imprese di Fede - Per chi cerca Dio nelle macerie, non nelle domeniche patinate.

    Non So Come, So Dove: La Storia di Vincenzo Casella
  4. Oct 11

    Possono Perché Credono di Potere: La Storia di Antonio Maglione

    «C’è un dopo». Antonio Maglione riceve una parola, in quell'ordine: «Nella tua vita sta per arrivare un nuovo lavoro, il matrimonio, una malattia». Poi tutto sembra dire il contrario: la prima biopsia è negativa («se la medicina dice no, perché io devo credere che sia diverso?») e il lavoro nuovo finisce. Possono perché credono di potere: la storia di chi continua a credere a ciò che Dio gli ha detto quando l'evidenza dice altro, finché Dio stesso gli dice che la storia non è finita. Antonio è cresciuto «casa e chiesa»: il piccolino di casa, figlio di un papà pastore di due chiese, sempre in macchina da una comunità all'altra. Ai suoi genitori oggi dice: «voi mi avete già dato tutto». A nove, dieci anni passa dal fondo della chiesa, accanto alla mamma, al primo banco: è lì che si innamora follemente di Gesù. Nel 2018, a un campeggio, conosce quella che oggi è sua moglie. Nel febbraio 2024 si accorge di un gonfiore alla gamba; dopo le ecografie, lo specialista non dice nulla, ma «i suoi occhi e la sua faccia parlavano abbastanza chiaro». Quella parola, in quell'ordine, lui l'aveva già ricevuta. L'intervento costa più di quanto la famiglia possa pagare: due colleghe della zia si offrono di pagarlo. Quando il conto raddoppia, le stesse persone tornano a offrire tutto. «Signore, noi ti veniamo dietro. Tu fai». Giugno 2024: la prima biopsia è negativa. Tre giorni dopo, un'altra parola: «Io ti rimetterò le mani addosso». Un anno avanti e indietro fra gli ospedali, poi un nuovo lavoro e il matrimonio, il 17 maggio 2025. Due giorni prima delle nozze l'ospedale lo chiama. La seconda biopsia conferma quello che temeva: «Ora sono io». E il lavoro nuovo finisce: «Ero così convinto». «Crollo, crollo, crollo totale». «Signore, che stai facendo?» Poi la ferita si infetta, di nuovo il pronto soccorso: «Signore, ti prego, dammi un attimo di tregua». La risposta che riceve gli cambia lo sguardo: «Io ti ho dato questo lavoro per togliertelo, perché dovevo insegnarti cosa significa rinunciare per me». Prima della chemio del 28 settembre, lui e sua moglie avevano cominciato a cercare un figlio «proprio nell'ultimo momento utile». Una domenica mattina il test: lei è incinta. Poi, il 18 dicembre: «il referto è uscito totalmente pulito». E l'eredità che vuole lasciare è la stessa che ha ricevuto: «Gesù cresca e che io diminuisca». ⏱️ TIMESTAMPS 0:00 – «C'è un dopo»: la diagnosi, il referto pulito, il dono, un figlio 1:20 – Come sta il tuo cuore oggi: «È un miracolo» 1:49 – Una famiglia di credenti, papà pastore di due chiese 4:45 – L'eredità: «voi mi avete già dato tutto» 8:13 – A 9-10 anni: innamorarsi follemente di Gesù 10:31 – Il battesimo nello Spirito Santo, a 11 anni 15:12 – 2018: un campeggio e un fidanzamento fondato su Dio 21:24 – Febbraio 2024: il gonfiore e «tu dovrai soffrire per me» 26:36 – La seconda ecografia e gli occhi dell'oncologo 29:35 – La parola in ordine: lavoro, matrimonio, malattia 31:51 – L'intervento che non potevamo pagare: due amiche, poi il doppio 41:09 – Giugno 2024, biopsia negativa: «Io ti rimetterò le mani addosso» 46:33 – Maggio 2025: il nuovo lavoro, le nozze e la chiamata dell'ospedale 53:07 – La biopsia positiva: «Ora sono io» 56:31 – Il lavoro perso: «Signore, che stai facendo?» 1:00:26 – La ferita, il pronto soccorso e «Signore, basta» 1:04:09 – «Io ti ho dato questo lavoro per togliertelo» 1:08:41 – Un figlio cercato nell'ultimo momento utile 1:18:12 – 18 dicembre: il referto pulito 1:21:26 – L'eredità che voglio lasciare ⚠️ AVVERTENZA Questo episodio contiene momenti emotivamente significativi. Sono reali. Sono veri. Sono sacri. Se stai attraversando lutto o dolore profondo, ascolta quando senti di essere pronto. La storia sul sito: https://impresedifede.com/s2e3?da=yt 🙏 Imprese di Fede - Per chi cerca Dio nelle macerie, non nelle domeniche patinate.

    Possono Perché Credono di Potere: La Storia di Antonio Maglione
  5. Oct 8

    Il Sorriso Che Il Buio Non Ha Spento: La Storia di Davide di Iorio

    A quattordici anni ricevette un sorriso. Cinquant'anni dopo capì a cosa serviva. Davide nasce a Napoli nel 1956, sesto in una casa che lui stesso definisce un campeggio permanente. Il padre ha un doppio lavoro per far studiare sei figli, modi militari, e alle spalle una storia che lo ha reso duro: orfano di padre a undici anni, di madre a dodici, cresciuto da uno zio dopo che i fratelli erano stati divisi tra i parenti. Quell'uomo amareggiato dalla vita cambia direzione per una sola frase, letta anni prima sullo schermo di un cinema, che poi cerca invano tra le persone religiose del quartiere. Nessuno sa dirgli dove si trovi. Quando finalmente la ritrova, la sua vita si riscrive da capo, e con la sua quella dei suoi figli. Il primo novembre 1970 un evangelista americano predica a Napoli. Era stato fotografo a Hollywood, aveva ritratto John Wayne, poi la guerra in Estremo Oriente, i proiettili che gli passavano sotto le braccia senza mai colpirlo. Tra i banchi c'è un ragazzo di quattordici anni che il giorno prima aveva avuto paura di alzarsi. Ha passato la notte intera a decidere che sarebbe stato il primo. E lo è. Quella sera qualcosa si stacca da lui. Descrive un peso che se ne va, e al suo posto qualcosa che arriva e che gli resterà addosso per il resto della vita. Cammina nel freddo di dicembre verso il battesimo sentendosi un metro da terra. A sedici anni insegna già. A ventuno riceve la prima chiesa. Nel mezzo, un gesto minuscolo di cui parla ancora oggi con tenerezza: le sedie della sala facevano rumore, lui comprò di nascosto dei gommini e li applicò uno per uno, badando che nessuno lo scoprisse, nemmeno i suoi fratelli. Al ventesimo compleanno, in Sicilia, riceve una Bibbia con una dedica: è il primo regalo di quella che sarebbe diventata sua moglie. Enza aveva una chiamata sua, distinta dalla sua, e nella loro storia questa distinzione conta più di quanto sembri. Trent'anni a Reggio Calabria, una chiesa che passa da ottanta persone a duecentocinquanta, un edificio costruito con i soldi della gente, una televisione locale che gli offre uno spazio che aveva chiesto soltanto in preghiera. Poi Napoli, nel 2010, e due figli che restano al Sud. "So che riesce un po' difficile ad alcuni capire come si possa sorridere vivendo certe situazioni." ⏱️ TIMESTAMPS 00:00 «Io sorridevo loro»: il sorriso che non 02:16 Giobbe 29,24: il testo che lo guida da 07:14 Napoli, 1956: sei figli, e un padre che 14:06 «Signore, guarda Gesù sulla croce e» 16:21 Monitore a 16 anni, e i gommini sotto le 28:54 Il più giovane in mezzo ai pastori dalla 37:10 Reggio Calabria, 1 novembre 1980 42:25 Fermati dalla polizia: «lui è pastore» 47:00 «Migliaia e migliaia»: la profezia del 51:09 Il DNA di Napoli: il pastore che forma 53:54 Trenta milioni di briciole: la chiesa 55:52 2010, la chiamata a Napoli: una madre 01:00:46 Le 6 di mattina del 21 ottobre: «Non» 01:03:39 «Il nostro pastore è un uomo solo»: il 01:05:55 24 dicembre: la bottiglia di aranciata 01:07:57 Il posto dove sedeva Enza, e le mani 01:12:21 «Non fare di più, ma farlo meglio»: più 01:16:52 Il libro degli Atti non si chiude ⚠️ AVVERTENZA Questo episodio contiene momenti emotivamente significativi. Sono reali. Sono veri. Sono sacri. Se stai attraversando lutto o dolore profondo, ascolta quando senti di essere pronto - o ascolta proprio perché qualcuno finalmente capisce. ▶️ GUARDA ANCHE La storia di Deborah D'Antonio: https://youtu.be/KeeM1wKWa8k Tutti gli episodi completi: https://www.youtube.com/playlist?list=PLoBPPJkA934kUWn8nJC8XnP-uyzjJ1MY3 Iscriviti al canale YouTube: https://www.youtube.com/@ImpresediFede?sub_confirmation=1 📱 SEGUI IL PROGETTO Instagram: @impresedifede TikTok: @impresedifede YouTube: https://youtu.be/kEBRbiXVjCQ 💬 CONDIVIDI Se questa storia ti ha toccato, condividila con qualcuno che sta attraversando dolore. 🙏 Imprese di Fede - Per chi cerca Dio nelle macerie, non nelle domeniche patinate.

    Il Sorriso Che Il Buio Non Ha Spento: La Storia di Davide di Iorio
  6. Oct 7

    Ho Perdonato Chi Mi Ha Abbandonato: La Storia di Angelo Colurcio

    Angelo nasce che sua madre non lo vuole. Non ce la fa, e a 7 mesi il padre se ne va con un'altra donna, lasciando lei e due bambini piccoli in un quartiere dove a crescerli, di fatto, sarà la nonna. La madre non si riprenderà mai del tutto: gli anni dell'infanzia di Angelo sono anni in cui la famiglia impara a non nominare le cose, a dire che va tutto bene quando non è vero. A 17 anni, mentre lavora in un centro scommesse, vince una bolletta e capisce qualcosa che lo accompagnerà per il resto della sua vita adulta. Il gioco diventa il posto dove tutto si azzera, dove — anche dopo aver perso una cifra assurda, anche dopo essersi trovato a terra dietro una porta a piangere — basta rialzarsi e ricominciare, e per un istante è come se non fosse mai successo. C'è un padre da perdonare, prima. "Io ero brutto quando ero piccolo? Perché mi hai lasciato?" Ci vorrà una frase sentita sull'uscio di una chiesa — "Finché tu non perdoni tuo padre, io non posso entrare nella tua vita" — e anni di lotta con un Dio che a un certo punto smette di essere un'idea e comincia a somigliare, per la prima volta, a un padre vero. Ma un vizio non si spegne perché hai perdonato qualcuno. Torna, più silenzioso, dentro il matrimonio, dentro la fiducia di chi gli sta più vicino — fino a un punto in cui Angelo si ritrova senza lavoro, senza soldi, con un futuro che non riesce più a immaginare. E fino a una notte che lui stesso, ancora oggi, non è sicuro di aver raccontato fino in fondo a chi gli sta accanto. Quello che succede dopo è la parte della storia che Angelo ha accettato di raccontare per la prima volta davanti a una telecamera. "E lo rifarei. Mi ha portato a quello che sono oggi." ⏱️ TIMESTAMPS 00:00 "Non ho nulla da perdonare a mia mamma" 02:21 "Il mio cuore oggi sta forte": cose che 05:46 Nonna la chioccia, mamma a letto: a 4 09:53 "A 15 anni camminavo con il Rolex" 12:08 Testa abbassata: 150 euro per la 16:47 Al ragazzo di 12 anni: "mamma sta male" 19:06 "Non l'ho mai additata": il perdono che 21:06 Piazza Garibaldi: presento Roberta e lui 24:31 Sull'uscio della porta: "finché non" 28:16 Su Dio proiettiamo il padre che abbiamo 29:32 "I suoi richiami non sono schiaffi": la 36:43 Rubavo, frodavo, aprivo casseforti. Poi 40:21 Il sentimento era indifferenza: "quel" 42:26 "Alzati e vattene adesso": i 15 giorni 45:39 La sua mano resta stretta. È la nostra 49:12 La promessa a Roberta: "volevo essere" 50:45 "Oggi sono fiero di essere dipendente" 53:07 Tre volte sul davanzale: "Dove stai" ⚠️ AVVERTENZA Questo episodio contiene momenti emotivamente significativi. Sono reali. Sono veri. Sono sacri. Se stai attraversando lutto o dolore profondo, ascolta quando senti di essere pronto - o ascolta proprio perché qualcuno finalmente capisce. In questo episodio Angelo racconta anni di dipendenza dal gioco e un tentativo di suicidio: se oggi non è il giorno per ascoltarlo, puoi scegliere un altro giorno. ▶️ GUARDA ANCHE La storia di Davide di Iorio: https://youtu.be/kEBRbiXVjCQ Tutti gli episodi completi: https://www.youtube.com/playlist?list=PLoBPPJkA934kUWn8nJC8XnP-uyzjJ1MY3 Iscriviti al canale YouTube: https://www.youtube.com/@ImpresediFede?sub_confirmation=1 📱 SEGUI IL PROGETTO Instagram: @impresedifede TikTok: @impresedifede YouTube: https://youtu.be/gK4hXkdZ46M 💬 CONDIVIDI Se questa storia ti ha toccato, condividila con qualcuno che sta attraversando dolore. 🙏 Imprese di Fede - Per chi cerca Dio nelle macerie, non nelle domeniche patinate.

    Ho Perdonato Chi Mi Ha Abbandonato: La Storia di Angelo Colurcio
  7. Oct 7

    Close to the Heart of God: The Story of Greg Mundis (episodio in inglese)

    "I wanted to be like the Apostle John, who could lean on His breast. Very softly. The heartbeat of God." — Gregory Mundis Greg is born in Youngstown, Ohio — a steel city. He lives in a trailer with an outdoor toilet. His parents each married and divorced three times, and the house is full of parties, alcohol, things a child sees and doesn't know where to put. And yet he remembers being happy. There were dogs. There was a parakeet that landed on the dog's head, every time, like a small daily blessing. Then one night his mother wanders, almost by accident, into an evangelistic crusade and gives her heart to Jesus. Everything changes. At thirteen, on a military base, in front of a Billy Graham film, Greg feels a tug he doesn't understand but can't resist. He stands. He walks forward. It's the beginning of a lifetime spent chasing that same closeness. The day of his calling arrives without warning, on an afternoon that becomes legendary in his family. Greg describes it like this: as if God pulled an arrow on His own bow, straight through his heart. He rises in tears in front of the whole church. And as he runs outside to tell Sandy, his wife — pregnant, in labor — she has only one answer: take me to the hospital, the baby's coming. From there, twenty years in Austria. A Bible school denied, then quietly born anyway. The Berlin Wall coming down. His appointment as director of five nations, then of all Europe, then of everything. But the heart of this conversation isn't the milestones. It's the moment his wife tells him: "Greg, you're out of sync." It's the door he knocks on, without shame, because — as he'll later tell his own missionaries — needing help and not asking for it out of pride lets something fester inside you. It's a diagnosis that arrives in a single heartbeat, from someone he didn't expect. And it's the closing: the image of the risen Christ who doesn't hide His wounds, but offers them. These are my wounds. You can put your finger here. In this episode Greg does something rare for a spiritual leader: he doesn't preach. He lets himself be seen — close, fragile, still on the way. ⏱️ TIMESTAMPS 00:00 "Greg, You're Out of Sync": The Sentence 03:41 The Trailer, the Outdoor Toilet, and the 18:52 "They Had My Back": A Little Italian 20:18 Sandy Had the Missionary Call. He 23:06 The Sunday Night Altar, and the Voice He 30:50 "Seek First the Kingdom": Two Bags of 40:48 "Not While I'm Having Birth Pains": June 44:27 Salzburg: Two Small Children, German 48:01 Two Years Building a Bible School, and 52:47 An Altar for His Own Children: Twelve 59:15 Five Countries After the Wall: "If the" 01:03:27 2,600 Personnel in 150 Countries, and 01:13:38 "Am I Adopted?": Brown Eyes in a House 01:17:58 The Psychologist Who Opened the Door Was 01:19:37 "Like Taking a Shower": Forgiving a 01:23:45 King David, the Apostle John, and What 01:25:59 The Lamb That Was Slain: "They Don't" 01:27:40 Grandchildren in Springfield, and the ⚠️ AVVERTENZA Questo episodio contiene momenti emotivamente significativi. Sono reali. Sono veri. Sono sacri. Se stai attraversando lutto o dolore profondo, ascolta quando senti di essere pronto - o ascolta proprio perché qualcuno finalmente capisce. ▶️ GUARDA ANCHE La storia di Angelo Colurcio: https://youtu.be/gK4hXkdZ46M Tutti gli episodi completi: https://www.youtube.com/playlist?list=PLoBPPJkA934kUWn8nJC8XnP-uyzjJ1MY3 Iscriviti al canale YouTube: https://www.youtube.com/@ImpresediFede?sub_confirmation=1 📱 SEGUI IL PROGETTO Instagram: @impresedifede TikTok: @impresedifede YouTube: https://youtu.be/nKvYImASlUQ 💬 CONDIVIDI Se questa storia ti ha toccato, condividila con qualcuno che sta attraversando dolore. 🙏 Imprese di Fede - Per chi cerca Dio nelle macerie, non nelle domeniche patinate.

    Close to the Heart of God: The Story of Greg Mundis (episodio in inglese)
  8. Oct 6

    Da Siringhe Sporche a Predicare il Vangelo: La Storia di Giovanni Di Crasto

    Suo padre sognava un figlio dottore. L'unico maschio di cinque figli, arrivato tardi, atteso da due genitori che in lui vedevano la rivincita di tutti i sogni che loro non avevano potuto realizzare. Giovanni cresce a Gaeta, città di mare, adolescenza spensierata tra il pallone e gli amici. Poi, al secondo anno di istituto nautico, comincia a circolare l'hashish. Lui ha sedici anni, un carattere fragile, un senso di inferiorità che porta da quando i compagni di scuola lo guardavano diverso per l'estrazione sociale della sua famiglia. La droga gli fa sentire quello che non si era mai sentito: alla pari con gli altri. Da lì il baratro. Prima l'hashish, poi l'eroina sniffata, poi l'eroina iniettata — il "flash" che i suoi stessi amici gli avevano sconsigliato di provare, perché chi si buca una volta non smette più. Cinque, sei volte al giorno. Soldi rubati ai genitori, oggetti venduti, settimane che bruciano milioni di lire. E poi le siringhe — quelle trovate per terra, lasciate da altri ragazzi che erano già sieropositivi, riutilizzate senza farsene scrupolo perché l'astinenza non lascia scelta. Suo padre trova una siringa in casa. E scoppia il finimondo. In quegli stessi mesi, una delle sue sorelle attraversa una crisi e si avvicina a una persona che pratica la magia nera nel quartiere. Giovanni la vede tornare con un aspetto che non riconosce. Poi, di colpo, qualcosa cambia in lei: un volto diverso, una luce che lui non sa spiegarsi. Sua sorella ha incontrato Gesù. E inizia a pregare per quel fratello perso nella droga, insieme a credenti che non lo hanno mai conosciuto. Giovanni oggi è un pastore. Porta ancora dentro i rimpianti per gli anni sprecati, per il dolore che ha causato ai suoi genitori, per il sogno di suo padre che non si è realizzato come lui lo immaginava — e ne ha trovato uno più grande. ⏱️ TIMESTAMPS 00:00 L'appuntamento mancato: lui andò a 02:14 «Come se qualcuno mi stesse alzando un» 03:13 Quattro sorelle e un maschio atteso: sua 10:56 Istituto Tecnico Nautico, sedici anni 18:34 «Se ti fai il primo buco, poi non ne» 23:02 La siringa trovata in casa: la delusione 23:59 La sorella che torna con un altro volto 33:25 Siringhe raccolte da terra, in astinenza 34:05 Sette milioni di lire in una settimana 39:33 Quella sera dorme tutta la notte. La 44:58 Le dieci di sera, in una casa: le 54:01 Il pastore Toppi: «nel caso di Giovanni» 56:13 Chi aveva seminato prima, senza sapere 01:03:38 Gli anni sprecati: quello che ancora non 01:04:14 «Non ho un figlio dottore, ma ho un» 01:05:50 La malattia di suo padre, e i rimpianti 01:07:54 Gli incubi: la notte si sogna che si 01:10:06 L'eredità che vuole lasciare: una vita 01:11:19 Tra la vita e la morte, una preghiera di ⚠️ AVVERTENZA Questo episodio contiene momenti emotivamente significativi. Sono reali. Sono veri. Sono sacri. Se stai attraversando lutto o dolore profondo, ascolta quando senti di essere pronto - o ascolta proprio perché qualcuno finalmente capisce. Questo episodio racconta tossicodipendenza, amici morti per overdose, siringhe infette e il desiderio di morire: puoi scegliere tu quando ascoltarlo. ▶️ GUARDA ANCHE La storia di Greg Mundis: https://youtu.be/nKvYImASlUQ Tutti gli episodi completi: https://www.youtube.com/playlist?list=PLoBPPJkA934kUWn8nJC8XnP-uyzjJ1MY3 Iscriviti al canale YouTube: https://www.youtube.com/@ImpresediFede?sub_confirmation=1 📱 SEGUI IL PROGETTO Instagram: @impresedifede TikTok: @impresedifede YouTube: https://youtu.be/aQbUjviLDjA 💬 CONDIVIDI Se questa storia ti ha toccato, condividila con qualcuno che sta attraversando dolore. 🙏 Imprese di Fede - Per chi cerca Dio nelle macerie, non nelle domeniche patinate.

    Da Siringhe Sporche a Predicare il Vangelo: La Storia di Giovanni Di Crasto

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Testimonianze di fede vere: persone comuni raccontano per intero come Dio le ha rialzate. Un nuovo episodio ogni domenica. Per chi è stanco delle testimonianze patinate. Per chi ha dubitato in segreto e si è sentito solo. Per chi cerca Dio nelle macerie. Imprenditori, missionari, artisti, credenti comuni — persone che hanno attraversato qualcosa di vero mossi dalla fede — vengono a raccontare cosa c'era sotto. Il dubbio. La paura. Le notti senza risposta. Imprese di Fede non è cosa facciamo. È chi diventiamo quando permettiamo a Dio di ricostruirci dalle macerie.