Caffè espresso

Il Napolista - Podcast

L'appuntamento, per i lettori del Napolista e non solo, con il direttore Massimiliano Gallo e il suo punto di vista su quello che avviene nel calcio, nello sport e nel mondo. 

  1. 2d ago

    S1E15 - Quelle ad Allegri non sono critiche ma rese dei conti

    Massimiliano Allegri contro tutti. È da dieci anni, forse più, che la narrazione del calcio italiano ruota attorno all'ostilità nei confronti di Allegri. Che ha il torto - secondo loro - di sostenere la primazia della tecnica sulla tattica. Il tecnico livornese smonta alla radice l'impalcatura dell'odierna narrazione che ci propinano i commentatori, come se fosse una partita a scacchi o una battaglia navale. O una partita alla PlayStation. Adesso i numeri del Napoli di Allegri sono pessimi, siamo nei dintorni del disaatro. Ma le critiche sembrano rese dei conti. Lo attendono al varco. Non vogliono che alleni. Impazziscono all'idea che abbia ancora una panchina, come se non si trattasse di uno dei cinque allenatori italiani più forti degli ultimi vent'anni. La crisi del Napoli non c'entra niente con le assurde critiche che perseguitano Allegri: è superato, non studia, non si aggiorna. Allegri ha funzionato anche nella seconda parentesi alla Juventus. Chi è arrivato dopo di lui, ha fatto peggio di lui. E Amorim al Milan ha potuto fare affidamento su una campagna acquisti da 150 milioni (e al momento i punti in classifica sono gli stessi di Allegri).  Al Napoli sta andando male. Molto male. Ma per altri motivi. Il Napoli non sembra una sua squadra. Non capisce i momenti della partita. Non è solo responsabilità sua, la società lo sa bene. Certo lui ha una discreta fetta della torta di responsabiità. Soprattutto perché si tratta di un grande allenatore. E da lui ci si aspetta sempre moltissimo.

    S1E15 - Quelle ad Allegri non sono critiche ma rese dei conti
  2. 3d ago

    S1E14 - Esonerare Allegri? No. Ma il Napoli non è ancora una squadra

    È giunto il momento di esonerare Allegri? Secondo noi no. Il Napoli esce male da Torino: brutta sconfitta, brutto passo indietro. Quarta sconfitta in dieci partite, nove punti dal quarto posto. Siamo nei dintorni del disastro, con tutte le attenuanti degli infortuni. La cosa migliore della serata sono state le parole di Landucci: niente alibi, questa partita si poteva non perdere. Ma attenzione a dare la colpa a Marianucci per il gol di Alajbegovic. Prima di lui sono stati Beukema, Rrahmani, Badiashile: ogni volta c'è qualcuno che non regge. Gli errori sono i sintomi, la malattia è che il Napoli non ha trovato l'amalgama. Al 2 novembre non è ancora una squadra: non sa quando soffrire, quando colpire, quando buttare la palla in tribuna. Ed è responsabilità di Allegri, che non è venuto a capo del puzzle. Ma faccio fatica a immaginare che esonerarlo possa cambiare qualcosa. La società ha le sue colpe: si è incaponita nel dimostrare a Conte che la campagna acquisti dell'anno scorso non era fallimentare, e invece Lucca, Beukema e Lang non si sono rivelati all'altezza. Il Napoli si è impiccato a quel mercato. E da Manna, uno degli artefici della Next Gen della Juventus, mi sarei aspettato più ricerca di giovani pronti a esplodere. Ora ci sono due partite importanti, Porto e Lazio. L'aspetto più inquietante di Torino è stato il secondo tempo, a zero energia. Altre due prestazioni senza reazione e a quel punto le riflessioni potrebbero essere diverse. E voi che ne pensate? Scrivetelo nei commenti. 📰 Tutti i pezzi su https://www.ilnapolista.it ▶️ Caffè espresso anche in video sul canale YouTube del Napolista.

    S1E14 - Esonerare Allegri? No. Ma il Napoli non è ancora una squadra
  3. 6d ago

    S1E12 - Il Napoli avrà mai il suo stadio? Se imita Firenze, forse

    L'improvvisa febbre per le infrastrutture. Adesso sembrano appassionare i tifosi più che il calciomervato. Preferisci Olise o il centro sportivo del Napoli? Non ponetela la domanda, qualcuno potrebbe rispondervi il centro sportivo.  Le infrastrutture sono importanti ma il tema va contestualizzato. L'Udinese da quando ha lo stadio di proprietà non si affaccia più ai piani alti del campionato. La Juventus è in crisi nonostante lo stadio di proprietà. Detto questo, De Laurentiis sta lavorando per il centro sportivo. Ha individuato i terreni a Qualiano (area Nord di Napoli) ma non è fatta. Sono tre proprietari diversi. Sarà firmato un preliminare di contratto e bisogna stabilire la forma di pagamento. Per quel che riguarda lo stadio, al momento è molto remota la possibilità di realizzare lo stadio nell'area Q8 a Napoli Est. Va ultimata la bonifica. Va verificata la possibilità di realizzare uno stadio lì e non è affatto detto che si possa. Vanno acquistati i terreni. Eventualmente l'area dovrà essere dotata di trasporti. Insomma, siamo molto indietro. Più precisamente a zero.  Mentre a Firenze c'è una situazione simile a quello dello stadio Maradona di Napoli. Con investimenti pubblici che in questo caso non sono bastati a ultimare i lavori. Si sta trattando con la Fiorentina: il club potrebbe investire cento milioni e ottenere una concessione sessantennale. Potrebbe accadere anche a Napoli se solo De Laurentiis fosse interessato all'impianto. Per ora no. Per ora.

    S1E12 - Il Napoli avrà mai il suo stadio? Se imita Firenze, forse
  4. Oct 25

    S1E9 - Il Napoli di Allegri non sa fare la partita

    Il Napoli di Allegri non sa fare la partita. Il che è gravissimo per una squadra del livornese. Non sa stare nella partita, non ne capisce i momenti. È tutto il contrario di quel che l'allenatore ha sempre rappresentato nell'immaginario calcistico (vero o falso che sia). La squadra ha subito l'ennesima rimonta della stagione: stava vincendo 2-0 e 3-2 contro la Roma, la partita è finita 3-3.   Un effetto paradossale del nuovo Napoli è che oggi in rassegna stampa ha ricevuto un coro di elogi: dal Corriere della Sera alla Gazzetta, fino a Libero che lo ha sempre fatto a pezzi.  La realtà però è che i numeri sono impietosi. 7 punti in meno rispetto a Conte. 3 in meno rispetto a Garcia. Ha subito 10 gol in 8 partite. E in Champions ne ha subiti 7 in 3. Il Napoli è nono in classifica e al termine della giornata potrebbe essere undicesimo. Se non è un disastro, poco ci manca.  Ci sono anche aspetti positivi. Tanti. A partire dalla virtuosa convivenza tra De Bruyne e McTominay che fin qui sembrava non potessero gicoare insieme. Il belga è finalmente nel cuore del gioco del Napoli. Allegri ha giocato con una coppia difensiva inedita composta da Rafa Marin e Badiashile che per la critica, a inizio stagione, sembravano destinati alla raccolta differenziata. Li ha recuperati entrambi. E il Napoli ha tenuto benissimo il cmapo anche in difesa finché non si è infortunato Badiashile. Poi c'è la questioen centravanti. Con Hojlund che non segna mai. Il Napoli rischia di pagare a caro prezzo la decisione di non fare mercato e di consegnare a Hojlund il posto fisso di centravanti del Napoli.

    S1E9 - Il Napoli di Allegri non sa fare la partita

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