b2eyes today

Fabiano Editore

Il primo quotidiano nel settore dell'ottica

  1. 2 DAYS AGO

    Milano-Cortina e Mido, tra successo e riflessione

    I Giochi Olimpici Invernali 2026 appena conclusi si portano dietro una scia di emozioni e grandi risultati sportivi e di immagine. Un po’ come la fiera che li ha preceduti di una settimana. Tornati però alla quotidianità, quali considerazioni possiamo fare sul contesto economico e sociale in cui viviamo? Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina dovevano essere le prime davvero ecosostenibili, secondo le direttive del Comitato Olimpico Internazionale. Alla fine, però, il loro costo complessivo, tra spese dirette e indirette, è stimato sfiorare i 6 miliardi di euro, circa lo 0,3% del Pil italiano 2025 e oltre quattro volte la previsione iniziale di 1,3 miliardi. Il caso simbolo potrebbe essere, proprio a Cortina d'Ampezzo, la pista da bob, disciplina che in Italia conta meno di mille atleti. La spesa per tale pista è più che raddoppiata, ha richiesto l'abbattimento di 500 larici centenari, piantati per contenere l'erosione del terreno, e per mantenere il ghiaccio occorre l'equivalente energetico di settemila frigoriferi. Frigoriferi in montagna, in una nazione dove nel solo 2025, secondo un rapporto di Legambiente, hanno chiuso 265 impianti di risalita per mancanza di neve e costi elevati. Se la sostenibilità è saltata, almeno la strategia dietro gli impianti e i fabbricati realizzati per l’occasione dovrebbe avere un senso. Il villaggio olimpico di Milano è sorto in un'area centrale della metropoli con l’impegno di riconvertirlo in residenze per studenti, oggi costretti a spendere anche 500-600 euro per una stanza. Vedremo se la promessa reggerà. A Cortina, invece, quasi 40 milioni di euro per un villaggio che verrà smontato a fine giochi. Eppure… Abbiamo assistito a due cerimonie splendide. Il made in Italy e il nostro saper vivere hanno fatto il giro del mondo, con apprezzamenti che segneranno il futuro ricettivo del paese. Trenta medaglie. Ha perfino nevicato. Data anche la parziale concomitanza temporale, si potrebbe fare un parallelismo con l’ultimo Mido: un’edizione del più grande salone internazionale dell’ottica ben organizzata, con visitatori da oltre 160 paesi che hanno apprezzato l’ampia offerta merceologica. E grande entusiasmo tra gli operatori nelle tre giornate di fiera. Tuttavia il sentiment dei centri ottici, almeno in Italia, in questo primo scorcio di 2026 non appare all’insegna dell’ottimismo. Per quanto riguarda le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non dovremo dunque dimenticarci del successo registrato in quelle due settimane di gare, cui farà sicuramente seguito quello delle prossime Paralimpiadi. Il presente però non cancella ciò che è mancato: una visione di medio-lungo termine. L'impressione è che nel nostro paese si sia smarrito quel buon senso del padre di famiglia che guidò l'Italia nella ricostruzione del secondo dopoguerra: lo stesso che portò in America il primo Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, a cercare fondi per l’Italia, con il cappotto usato. Nicola Di Lernia

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  2. 2 DAYS AGO

    Sanremo: l’eyewear intona una “nota” di stile strategica

    Il Festival, in corso fino a sabato 28 febbraio nella città ligure, non è solo la gara canora più attesa dell'anno, ma una passerella dove il look definisce da sempre l’identità dell’artista. In questa 76esima edizione, dominata da un’estetica sobria e lineare, gli occhiali sono diventati per alcuni protagonisti un alleato per rafforzare la comunicazione non verbale dei cantanti Mentre per quel che riguarda l’outfit i veterani e i giovani talenti, inclusi i rapper in un inedito rigore sartoriale, hanno scelto abiti essenziali per rimettere al centro la musica, nelle prime due serate del Festival di Sanremo 2026 l'accessorio eyewear è emerso come strumento di rottura o di protezione. Il re indiscusso in questo contesto, Dargen D’Amico, non ha deluso. Per l'interpretazione di AI AI, ha sfoggiato una montatura “aliena” e futuristica, impreziosita da cristalli Swarovski. Le lenti avvolgenti cyber glam riflettevano i colori dell'Ariston, confermando l'occhiale non come maschera, ma come confine necessario tra Jacopo, l'uomo, e Dargen, l'artista. Ditonellapiaga ha invece usato l'accessorio solo per sottolineare un momento dell’esibizione canora. Una montatura nera, stretta e squadrata dal taglio cat-eye, indossata soltanto per pochi istanti per enfatizzare la canzone Che fastidio. Un gesto comunicativo potente per schermare in un attimo lo sguardo dal mondo esterno. Il rapper napoletano Luchè ha portato sul palco un perfetto esempio di urban luxury. I suoi occhiali “blackout”, scurissimi e impenetrabili, hanno completato un look intriso di mistero e rigore street, in perfetta simbiosi con il suo brano Labirinto. LDA, in coppia con Aka 7even, ha giocato sulla variazione cromatica. Se nella prima serata ha scelto la sobrietà di una montatura nera squadrata, mercoledì ha scaldato l'atmosfera con lenti aranciate, utilizzate strategicamente solo per l'ingresso sul palco. Tredici Pietro, nome d’arte di Pietro Morandi, ha optato per un design rimless moderno e minimale. Una scelta che valorizza il viso e sottolinea la somiglianza con il padre Gianni, sebbene il fitting “scivolato sul naso” abbia rivelato la sua audacia casual. Non sono mancati i richiami al passato: il corpo di ballo di J-Ax ha interpretato una versione “cowboy post-moderno” con cappelli e occhiali vintage anni 70, creando un ponte visivo tra nostalgia e innovazione. Non è passato inosservato l’eclettico maestro Enrico Melozzi, confermandosi uno dei direttori d'orchestra più coinvolti della rassegna. Con i suoi occhiali oversize e lenti colorate, ha mantenuto il suo stile energico inconfondibile, amato da molti artisti. Infine, la spontaneità di Laura Pausini: il suo modello nero squadrato, visto sia sul palco sia nei backstage e sui suoi canali social, è diventato il simbolo di un’eleganza accessibile e quotidiana. Li ha usati solo per una presentazione sul palco dichiarando di non vedere più bene: sarà una reale necessità? (nelle foto, tratte da raiplay.it, da sinistra: Tredici Pietro, Luchè, Ditonellapiaga e Dargen D’Amico). Angelica Pagnelli

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  3. 2 DAYS AGO

    Transitions Color Touch: prima tappa a Roma per il lancio

    L'ultima linea del brand, disponibile dal 24 febbraio, è stata protagonista di un evento presso la Capitale, alla presenza di un centinaio di ottici partner Quattro ragazzi e quattro ragazze sfilano, alternandosi sulla passerella allestita presso Officine Farneto, nella Capitale, nella serata di lunedì 23 febbraio, la prima tappa di un mini tour che toccherà Napoli il 2 marzo per poi chiudere a Milano il 16 marzo. «Sono i vostri consumatori e ognuno di loro porta con sé una scelta, che parla di identità, di chi vogliono essere, di come vogliono essere visti - recita uno speaker - C'è chi sceglie il colore per farsi notare, chi lo vive come parte di sé». Ogni modella e modello interpreta i colori della nuova palette di Transitions Color Touch, l’ultima linea del brand presentata in anteprima lo scorso Mido e ufficialmente in distribuzione presso i centri ottici italiani dal 24 febbraio, con le colorazioni Ruby, Ambra, Zaffiro, Ametista e Smeraldo, ispirate alla palette di Transitions Gen S. Presenti un centinaio di professionisti della visione, principalmente dal Lazio, ma anche da Toscana, Umbria e Sardegna. A ritmare il catwalk, un jingle orecchiabile, in stile TikTok, che identifica subito il target di riferimento di questo nuovo prodotto. “Power-Up Your Look” è il messaggio chiave della serata. «Le nuove Transitions Color Touch si presentano come l’evoluzione delle lenti fotocromatiche intelligenti, capaci di unire performance visiva e tocco estetico distintivo, grazie a una resa indoor personalizzabile in due effetti, sfumato o uniforme, e a un’intensità maggiore outdoor, con ultra reattività, comfort e protezione durante l’intera giornata - ha detto Chiara Forgione, business brand manager Transitions EssilorLuxottica - Rafforzano il valore identitario dell’occhiale per Millennials e Gen Z, che lo trasformano in un vero elemento di stile». La strategia di posizionamento che mira ai più giovani punta ad aumentare il valore della qualità visiva, facendo della gestione della luce il nuovo “gold standard” abbinata a monofocali evolute, ad esempio Eyezen per il mondo Essilor, o alle progressive, accompagnando il passaggio dall’occhiale “basic” a una proposta ultra dinamica, high style e high tech, in un mercato che mostra ampi margini di crescita. «La penetrazione di Transitions nelle monofocali raggiunge il 14%, mentre nelle progressive raggiunge il 36%, per una media del 21%, lasciando spazio a strategie di incremento del valore medio - ha spiegato Antonio Gadaleta, group business brand manager EssilorLuxottica - Una case history degli ottici del nostro Advisory Board evidenzia come la proposta standard di monofocali evolute abbinate a Transitions su target giovani abbia generato nell’ultimo anno un aumento della busta intorno al 20%, un aumento della marginalità del 15% e una penetrazione, consolidata negli anni, di Transitions fino al 75%, con benefici tangibili quali maggiore autorevolezza dell’ottico e percezione premium del punto vendita».

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  4. 2 DAYS AGO

    EssilorLuxottica: con Sedico Experience Center uno spazio per clienti e partner

    Nella località in provincia di Belluno, all’interno dell’hub strategico del gruppo che integra produzione di lenti e montature in acetato nonché logistica avanzata a supporto del mercato europeo, è stato recentemente creato uno spazio che si inserisce nel percorso avviato con l’Experience Center di Milano, inaugurato nel 2022 in zona Tortona Nelle intenzioni di EssilorLuxottica, Sedico Experience Center rappresenta una nuova fase della trasformazione della società, che dà forma al disegno tracciato da Leonardo Del Vecchio: oltre all’eredità di azienda orientata a marchi, prodotti e consumatori, il gruppo vuole affermarsi come leader nell’ambito dell’innovazione e delle tecnologie medicali, in cui eyewear, salute e tecnologia si incontrano, aprendo nuove opportunità per migliorare concretamente la vita quotidiana delle persone. Al centro ci sono proprio loro, che vengono accompagnate lungo l’intero percorso, dalla prevenzione alla correzione visiva, dalla diagnostica avanzata delle patologie oculari fino al mondo delle cliniche: Sedico Experience Center (nella foto) vuole raccontare proprio questa nuova identità, più ampia e articolata. Con una superficie di più di 290 metri quadrati, lo spazio, ricavato da un ex magazzino, si suddivide in settori dedicati alle diverse anime di EssilorLuxottica. L’area med-tech offre soluzioni integrate e avanzate per la gestione dei principali disturbi visivi, a supporto dei professionisti del settore: all’interno si trovano le tecnologie sviluppate da Essilor Instruments e Shamir, in un ambiente dove gli ottici possono vivere un’esperienza immersiva e scoprire il funzionamento dei diversi macchinari. Per quanto riguarda le lenti, si può osservare da vicino il processo produttivo e seguire un racconto che si snoda tra i principali brand e tecnologie, dalle lenti Stellest a Transitions. Un’area specifica è riservata al mondo wearable, dove sono esposti i modelli Ray-Ban Meta, Oakley Meta e i Nuance Audio, e quella delle montature in acetato, in cui è specializzato il sito di Sedico, con l’illustrazione delle principali fasi del processo di lavorazione. Una postazione è poi dedicata al complete pair, per mostrare il momento cruciale in cui montature e lenti vengono integrate, servizio distintivo dell’offerta rivolta a clienti finali e ottici. Infine, si possono conoscere i principali parametri energetici e di consumo dello stabilimento veneto. Pensato per accogliere visitatori selezionati da tutto il mondo, Sedico Experience Center diventa dunque uno spazio chiave anche per tutti i dipendenti che vogliono conoscere meglio EssilorLuxottica e le sue diverse anime, vivendo un’esperienza completa dell'azienda. A cura della redazione

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  5. 3 DAYS AGO

    Roma, un organismo per sostenere l’orientamento scolastico

    Fondata nei mesi scorsi da Rodolfo Baiocchi e Valerio Cavalli, insieme a Lorenzo Labella di Optariston e a Luca Folletto di Milleocchiali, l’Associazione Romana Ottica vuole coinvolgere figli d’arte e non solo per far crescere l’interesse verso il percorso di studi professionale Il 15 dicembre, a due giorni da Santa Lucia, protettrice della vista e patrona degli ottici, si è svolto all’Istituto De Amicis di Roma un incontro che non voleva solo celebrare una ricorrenza simbolica, ma essere anche un momento di riflessione e di confronto sul presente e sul futuro della professione di ottico. In quell’occasione è stata presentata l’Associazione Romana Ottica, realtà non profit nata ufficialmente nell’ottobre scorso con una serie di obiettivi: diffondere la cultura della visione, avvicinare studenti e famiglie all’attività di ottico, valorizzarla attraverso eventi e attività divulgative, sostenere i giovani con borse di studio e opportunità di inserimento lavorativo e restituire al professionista della visione un ruolo sociale ancora troppo spesso sottovalutato. «Nel corso degli interventi è emerso anche un quadro realistico delle difficoltà che il settore sta attraversando: una concorrenza che nel tempo ha contribuito a svalutare la figura dell’ottico e rischia di ridurla a una semplice attività di vendita, allontanandola dal suo significato più autentico, fatto di competenze, responsabilità e attenzione al benessere visivo delle persone, e soprattutto la carenza di studenti - si legge in una nota del nuovo organismo - Proprio da queste riflessioni nasce la volontà dell’Associazione Romana Ottica di intervenire in modo attivo e concreto, promuovendo iniziative capaci di generare valore, informazione e nuove opportunità per il futuro della filiera: in particolare intende supportare le scuole pubbliche di ottica, oggi caratterizzate da un numero ridotto di iscritti». Tra i prossimi appuntamenti, a giugno è previsto un incontro con gli ottici di Roma, durante il quale saranno coinvolte alcune aziende di lenti a contatto, lenti oftalmiche e strumentazione, con l’obiettivo di incentivare la partecipazione all’associazione e favorire l’avvicinamento di nuovi studenti alla professione. «Roma e provincia contano circa 1.500 punti vendita: l’ideale sarebbe riuscire a portare almeno 20 ragazzi all’anno verso gli istituti di ottica, coinvolgendo figli e parenti degli operatori del settore - dice a b2eyes TODAY Rodolfo Baiocchi, in passato alla guida delle Scuole di Ottica in Rete - A partire da settembre, inoltre, l’Associazione intende avviare iniziative a sostegno dell’orientamento scolastico anche al di fuori del comparto: gli ottici andranno direttamente nelle scuole per effettuare test visivi e, quindi, sensibilizzare sull’importanza e il valore sociale della professione e, parallelamente, verranno coinvolte le famiglie, accompagnando ragazzi e genitori nei negozi di ottica per far conoscere da vicino l’attività quotidiana che vi si svolge». Secondo Baiocchi, la nuova realtà non si pone in conflitto o sovrapposizione con la Rete delle scuole pubbliche di ottica, già attiva da un decennio con diverse iniziative, ma vuole mettersi a disposizione delle richieste dell’intero settore. «Nel medio periodo vorremmo trasformare l’Associazione Romana Ottica in un progetto che coinvolga altre regioni, alla luce dei risultati di questa prima fase di sperimentazione sul territorio romano», conclude Baiocchi.

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  6. 3 DAYS AGO

    Milano, una rete pubblica per le emergenze oftalmologiche

    Regione Lombardia avvia una sperimentazione per migliorarne la gestione nella Città Metropolitana: il nuovo modello riorganizza gli ospedali con oculistica per garantire ai cittadini risposte più veloci, percorsi chiari e una migliore gestione tra casi gravi e urgenze minori La giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha approvato un progetto sperimentale della durata di un anno coordinato dalla Asst Fatebenefratelli-Sacco, attraverso il Presidio Oftalmico, centro di riferimento cittadino per la gestione delle emergenze oculistiche complesse. Lo rende noto un comunicato di Regione Lombardia. «Il progetto nasce dall’analisi dei flussi di accesso al Pronto Soccorso Oftalmico del Fatebenefratelli, che nel 2024 ha registrato 36.521 accessi, di cui circa un terzo classificati come codice bianco. Nel periodo 1° gennaio-31 ottobre 2025 gli accessi sono stati 31.714, con 10.780 codici bianchi - spiega la nota - Un’analisi prospettica condotta a marzo 2025 ha evidenziato che il 18,2% dei pazienti giunti al Pronto Soccorso Oftalmico aveva effettuato un precedente accesso, nelle 36 ore precedenti, presso un altro ente ospedaliero. Inoltre, il 47% dei pazienti risultati nel periodo gennaio-febbraio 2025 aveva domicilio fuori dal Comune di Milano, a conferma della valenza sovraterritoriale del presidio». Il nuovo modello contempla la centralizzazione dei casi complessi e la gestione diffusa delle urgenze minori. La rete coinvolge le strutture pubbliche con Unità Operativa di Oculistica, comprese le sedi di Dipartimenti di Emergenza e Accettazione di II livello: oltre al coordinatore Asst Fatebenefratelli-Sacco, ne fanno parte Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e le Asst Santi Paolo e Carlo, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Melegnano Martesana, Rhodense, Nord Milano, Ovest Milano e Lodi. Più nel dettaglio, a livello organizzativo prevede «la centralizzazione presso il Presidio Oftalmico del Fatebenefratelli dei casi emergenti e delle urgenze complesse, con disponibilità di chirurgia maggiore, diagnostica avanzata e pronta disponibilità chirurgica h24; la definizione e condivisione di protocolli uniformi di triage oculistico per guidare il personale dei Pronto Soccorso generali anche in assenza dello specialista; l’attivazione di percorsi fast track ambulatoriali interni per la gestione dei codici minori, al fine di ridurre accessi impropri - prosegue il comunicato - Previsti, inoltre, il potenziamento della telemedicina e dei servizi di teleconsulto tra specialisti della rete, percorsi di formazione sul triage e di formazione chirurgica avanzata, anche con utilizzo di tecnologie video assistite di ultima generazione e possibilità per i professionisti della rete stessa di svolgere turni in pronto soccorso specialistico per favorire l’integrazione e la crescita professionale». Particolare rilievo assume la formazione: il Presidio Oftalmico metterà a disposizione programmi dedicati sia per il personale medico sia per quello infermieristico, finalizzati a uniformare criteri decisionali, tempistiche di intervento e modalità di invio dei casi complessi. L’obiettivo, si sottolinea nel comunicato, è costruire un percorso condiviso che garantisca valutazioni rapide e omogenee, maggiore integrazione tra professionisti e un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili. La Asst Fatebenefratelli-Sacco trasmetterà una relazione intermedia alla Direzione Generale Welfare dopo sei mesi dall’avvio delle attività. Sulla base dei risultati la Regione potrà valutare l’eventuale estensione della sperimentazione anche alle strutture private accreditate a contratto presenti nell’area metropolitana.

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  7. 3 DAYS AGO

    Ray-Ban Meta: in arrivo una versione optical in esclusiva per il canale ottico

    Il lancio è previsto sul mercato italiano in primavera ed è stato annunciato a Roma nell’ambito dell’evento di presentazione agli ottici partner, principalmente provenienti dal Lazio, delle nuove Transitions Color Touch La direzione è chiara: non più solo occhiali e lenti come dispositivi funzionali, ma strumenti di self-expression e di upgrade delle performance quotidiane, con un focus preciso su Millennials, fra i 30 e i 45 anni, e Gen Z, fra i 14 e i 29 anni. In questo scenario EssilorLuxottica ha presentato il 23 febbraio a Roma, nell’ambito dell’evento dedicato al lancio di Transitions Color Touch, dati che evidenziano una domanda crescente verso assistenti AI e dispositivi integrati negli occhiali. «Quanti di voi indossano le cuffiette dell'iPhone? Quanti di voi hanno un Apple Watch o qualcosa di simile? Ci siamo trovati all’interno di una trasformazione silenziosa, quella dell’intelligenza ambientale, per cui la tecnologia non è soltanto da portare in tasca, ma anche da indossare», ha spiegato alla platea Alessandra Barzaghi, marketing director lenses wholesale EssilorLuxottica & Transitions Italy. La tendenza è confermata da una ricerca realizzata da EssilorLuxottica, secondo la quale il 65% degli intervistati è interessato a utilizzare l’AI come assistente personale, il 60% ritiene che l’AI supporterà a breve le attività quotidiane, l’uso è cresciuto di 10 punti in 21 paesi nell’ultimo anno e il 73% di chi già se ne serve si dichiara pronto ad acquistare occhiali con intelligenza artificiale integrata. «Questa nuova categoria di prodotto si è affacciata con prepotenza nel 2025 e attendiamo che la domanda esploda a breve e a dirlo sono ancora i dati, che trasformano tale categoria in fondamentale per il nostro settore - ha illustrato Antonio Iagulli, senior business brand manager Ray-Ban –Uno dei motivi che dimostrano il suo ampio margine di crescita è la penetrazione della categoria wearable a livello globale: negli Stati Uniti è al 28%, in Europa è all’8%, guidata nel dettaglio dal Nord Europa con il 30%, indicando che proprio nel Sud, Italia compresa, è atteso il punto di svolta nella curva di adozione tecnologica, con la conseguente necessità da parte dei centri ottici di prepararsi a tale evento». Ed è proprio qui l'elemento chiave sul quale il gruppo ha puntato: i target di riferimento, Millenials e Gen Z, spaziano dal social lifestyle e fashion all’utility everyday fino allo sport, con una quota rilevante di utenti che necessita anche di correzione visiva, rafforzando il ruolo del professionista della visione nell’offerta dell’occhiale completo. In tale prospettiva è previsto il lancio in primavera di una nuova categoria di Ray-Ban Meta, in esclusiva per il canale ottico, «con una versione optical, un’opportunità concreta per attrarre nuovi pubblici, differenziare l’offerta e generare risultati misurabili in termini di marginalità», hanno annunciato Barzaghi e Iagulli. «Ma in tutti questi occhiali intelligenti, che tipo di lenti si possono montare? Siamo convinti che l’abbinamento con Transitions Color Touch sia la combinazione ideale perché consente di indossare un tipo di occhiale always on, da portare in ufficio, al bar con gli amici e così via, funzionando sempre bene sia all’interno sia all’esterno», ha sottolineato Barzaghi.

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  8. 4 DAYS AGO

    Gastel: nei suoi still life inconsueti gli occhiali prendevano vita

    Gli scatti del grande maestro della fotografia, in esposizione fino al 26 luglio a Palazzo Citterio, a Milano, vedono le montature trasformare gli oggetti in strani personaggi, crescere dai vasi come piante e conquistare la scena, sia come protagoniste sia come complementi di un’immagine “Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta”: questo il pensiero di Giovanni Gastel. La fotografia per lui è stata molto di più di un modo di raccontare la realtà. È bene evidente nella mostra, curata da Uberto Frigerio, “Giovanni Gastel. Rewind”: delle 250 immagini presenti la maggior parte sono degli still life, pubblicati su riviste, soprattutto Donna e Mondo Uomo, trampolino di lancio per molti fotografi. In questi Gastel riesce incredibilmente a dare vita agli oggetti. Di lui si è detto che trattava gli oggetti stessi come modelle e le modelle come oggetti. Non è uno sterile gioco di parole, con un significato che può apparire negativo, ma è una spiegazione della sua capacità di interpretare la realtà dando risalto a cose e persone in modo inconsueto. Moltissimi gli still life con occhiali, sia come protagonisti sia come fondamentali complementi di un’immagine. Dal casco di banane che con eyewear e cravatta diventa uno strano personaggio alla montatura che spicca su un profilo disegnato da una collana di perle o allo spremiagrumi che si trasforma in un volto quasi umano con una fetta di arancia come cappello e dei grandi occhiali azzurri (nella foto, a sinistra). Dal fazzoletto semiaperto che funge da naso su cui poggiano occhiali tartarugati (nella foto, a destra) a quelli su un’inquietante testa d’argento. Per non parlare delle svariate montature che crescono da un vaso, come una pianta. O ancora le foto di modelle che indossano occhiali, “trattate” con un taglio geometrico tali da sembrare still life. A completare la mostra, un angolo dove è ricostruito il suo studio con oggetti vari, tra cui le sue poesie. O ancora la stanza con foto di donne interpretate come icone russe, o i ritratti di personaggi famosi di cui svariati con gli occhiali. Dall’architetto e designer Michele De Lucchi con un ampio modello di corno a Carlo Verdone, empatico e naturale, con una montatura metallica. Un’intera parete è dedicata alle foto che amici, colleghi, personaggi hanno scattato a Gastel. Da queste, come dal video, si intuisce l’ottimo rapporto del grande fotografo con le persone e il mondo intorno e come questo sia stato la base per il suo lavoro. Luisa Espanet

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