A come...

Francesco Congiu

A come... è un vodcast nel quale incontro persone normali, semplici non necessariamente famose che raccontano la propria storia, le proprie esperienze professionali ed i propri sogni. Lo studio nel quale si svolge lo show è l'interno della mia macchina dove è posizionata una videocamera puntata sul presentatore e l'ospite in una inquadratura fissa che riprende lo scorrere della strada. L'idea è quella di creare una situazione nella quale ci si possa trovare a proprio agio, dove si possa dimenticare di avere un microfono e sopratutto dove ci si possa aprire ed essere A come...Autentici!

  1. Aug 14

    A come...Apprendimento con Roberto Pintor

    Roberto Pintor è un imprenditore che da anni sviluppa progetti nel mondo della formazione, dello sport e del networking, creando connessioni tra persone, imprese e territorio.Ex giocatore di basket, oggi è anche fondatore di Innoversity Business School e, insieme al fratello Marco, di Parrot English Method, la scuola di inglese nata da un percorso imprenditoriale costruito passo dopo passo.In questa puntata parliamo di:sport e mentalità vincente.imprenditorialità e rischio d’impresa.brand, identità e posizionamento.formazione pratica e ambiente di apprendimento.soft skills, public speaking e vendita.famiglia, figli e crescita personale.Roberto racconta come il basket abbia lasciato un’impronta profonda nel suo modo di fare impresa: il lavoro di squadra, la disciplina, la cattiveria agonistica, la capacità di leggere il contesto e di portare a terra le idee.Dal campo alla scuola, dalla scuola al business, emerge una visione molto concreta: l’ambiente giusto fa la differenza, e anche nella formazione contano le persone, non solo i contenuti.Centrale anche il tema dell’umiltà: partire da un modello esistente, imparare, migliorare, poi costruire un metodo proprio. È così che nasce il percorso di Parrot English Method, con un approccio che non vuole “fare scuola” in senso tradizionale, ma creare un contesto reale, dinamico e coinvolgente per imparare l’inglese.Nel dialogo emerge anche Inversity, business school orientata allo sviluppo delle persone e delle organizzazioni, con corsi su vendita, marketing, comunicazione, social media e competenze umane e comportamentali.Per Roberto, il futuro è sempre più umano che tecnologico: le competenze relazionali, la capacità di persuadere senza manipolare e di lavorare bene con gli altri restano decisive.Non manca la parte più personale: le figlie Clotilde e Rachele, la paternità, il rapporto tra caratteri diversi in famiglia, la fatica e la bellezza di fare il genitore, la ricerca continua di equilibrio tra ambizione e concretezza.E poi ancora: la nascita di nuove idee, il primo progetto di programmazione informatica, il valore del naming, il senso di costruire brand che restano nella testa delle persone.Una puntata piena di energia, visione e autenticità, perfetta per chi è interessato a:sport e impresa.formazione e orientamento.business school e competenze trasversali.cultura del lavoro e sviluppo personale.🎧 Ascolta fino alla fine e porta a casa una parola chiave: apprendimento.Capitoli00:00 Intro e presentazione di Roberto Pintor02:00 La macchina, il tempo e l’autenticità della conversazione04:00 Che cos’è per lui l’imprenditore06:00 Nascita di Parrot English Method10:00 Umiltà, metodo e crescita continua12:00 Figlie, paternità e carattere17:00 Basket giovanile, disciplina e squadra22:00 Ambiente, scuola e selezione delle persone25:00 Sport e impresa: gli stessi principi27:00 Esperienza in Serie C e passaggio ad Aprilia33:00 Campi caldi, pressione e mentalità agonistica39:00 Scelte di vita, studio e futuro47:00 Marketing, consulenza e vendere se stessi50:00 Nasce Inversity Business School58:00 Soft skills, formazione e competenze umane1:04:00 Vendita, persuasione e manipolazione1:05:00 Rebound, Sport Summit Sardegna e seconda puntata1:08:00 A come APPRENDIMENTO

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  2. Jul 31

    A come...Accidenti con Ignazio Puligheddu

    In questo episodio di “A come puntini puntini” Francesco Congiu incontra Ignazio Puligheddu, storico direttore della COASCO–Confcooperative, 40 anni nel mondo della cooperazione e oggi pensionato “iper-attivo” tra food coop, comunità energetiche e studio continuo.paste.txtUna chiacchierata piena di storie, “accidenti” e cambiamenti che mostra come la pensione possa diventare una seconda vita al servizio delle persone e dei territori.paste.txt DescrizioneIgnazio Puligheddu, nato nel 1959, è un caro amico e una figura chiave della cooperazione sarda: per decenni ha diretto la COASCO, centro servizi di Confcooperative a livello provinciale, seguendo contabilità e gestione di decine di cooperative.paste.txtCresciuto nel liceo Pacinotti “sezione inglese” e nel quartiere popolare di Cagliari, racconta la fuga a Londra da neodiplomato, i lavori in ristoranti e alberghi di lusso come il Dorchester e il ritorno in Sardegna come insegnante di inglese.paste.txt La svolta arriva con i corsi sul mondo cooperativo: dai quadri promozionali agricoli a Foligno all’assunzione in Confcooperative, fino alla nascita della cooperativa di servizi COASCO.paste.txtIn mezzo, il teatro con l’Alchestis, la musica (chitarra, tastiera, sax) e la scelta di lasciare gli studi universitari per dedicarsi a lavoro e scena.paste.txt Oggi, in pensione, Ignazio non sta fermo: è consigliere di amministrazione di Mesanoa Food Coop, emporio cooperativo a Cagliari ispirato alle food coop americane, dove circa 400 soci prestano 3 ore di lavoro volontario al mese per gestire un supermercato senza dipendenti, se non una coordinatrice part-time;paste.txt lavora con produttori sardi selezionando prodotti “a chilometro equo”, visitando aziende, scegliendo frutta, verdura, salumi, pasta e trasformati che garantiscano qualità e giusta remunerazione, con prezzi competitivi grazie alla filiera corta;paste.txt organizza insieme agli altri soci eventi sotto il portico dell’emporio: presentazioni di libri, letture di poesia, incontri su alimentazione e salute, coinvolgendo il quartiere.a href="https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/attachments/18317373/829016dc-05a2-40c8-bdf4-521646654cec/paste.txt?AWSAccessKeyId=ASIA2F3EMEYE4JG3BF7D&Signature=U8hKhT0wM0Ck5j0nawNbfXOkVAA%3D&x-amz-secur

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  3. Jul 24

    A come...Ascoltatevi con Francesco Delpiano

    Per chi volesse acquistare il libro di Francesco Delpiano questo il link per Amazonhttps://amzn.eu/d/08xbLxD1 Il libro lo trovate anche a Parma alla Libreria Mieleamaro di via Manno, Libreria Mondadori di via Paoli di Cagliari In questo episodio di “A come puntini puntini” Francesco Congiu incontra Francesco Delpiano, sardo di Nuoro trapiantato a Parma, ingegnere “nato due volte” e oggi counselor e restauratore degli interni dell’anima.Una storia vera di incidente, coma, memoria, spiritualità e rinascita che diventa un “libro in viaggio” capace di parlare a chiunque abbia attraversato dolore, traumi e voglia di ricominciare.DescrizioneFrancesco Del Piano racconta l’incidente che lo ha visto investito da un’auto a 120 all’ora, gli anni di degenza, una lunga vicenda giudiziaria ancora aperta e soprattutto il percorso interiore che lo ha portato a cambiare radicalmente vita.A partire da una frase della figlia (“Mio padre è un uomo nato due volte, è morto una volta”), il dialogo entra nel cuore di temi come: confini e curiosità infantile, follia come capacità di rinunciare al controllo, relazione di aiuto, spiritualità, fisica quantistica e possibilità di riscrivere il proprio destino.Parliamo di:come si passa da ingegnere, ricercatore e manager a counselor, coach e motivatore;cosa significa “restaurare gli interni dell’anima” partendo dalle proprie ferite;perché la follia, se messa al servizio del cuore, può diventare un ingrediente salvifico;il ruolo dello sport nei percorsi di lunga degenza e riabilitazione;la differenza tra mente, cuore e pancia in una società ossessionata dal controllo razionale;esperienze di premorte, energia, “scintilla divina” e simboli come strumenti per leggere la propria vita.Questo episodio è pensato per chi:ha vissuto un trauma e cerca un modo diverso per leggerlo;si chiede se sia davvero possibile cambiare il proprio investimento/destino;è curioso di capire come 700–800 frammenti di appunti possano diventare un diario di bordo potente e universale;lavora nella relazione di aiuto e vuole riflettere sul valore della presenza, del corpo e della relazione vera, oltre lo schermo.🎧 Ascolta l’episodio, lasciati toccare dalle sue immagini e domandati: “E io, sto davvero ascoltando me stesso?”.Capitoli (aggiorna i minuti reali)00:00 Intro e presentazione del libro02:00 La lettrice in spiaggia e il potere delle storie04:00 Dal “vecchio ingegnere” al restauratore degli interni dell’anima08:00 Il libro in viaggio e le presentazioni con musica e voci narranti11:00 “Scarnificazione dell’essere umano” e definizione della figlia17:00 L’incidente, il coma, i frammenti di carta e la nascita del diario di bordo22:00 I giornalisti-mentori e il coraggio di scrivere27:00 Follia, mente, cuore e pancia: rinunciare al controllo32:00 Infanzia senza confini: monellerie, curiosità e scuola41:00 Bambino “senza gabbia” e critica alla società del controllo49:00 Traumi, epatite, ospedali e rapporto con il corpo55:00 Possiamo cambiare il nostro investimento/destino?60:00 Energia, scintilla divina e fisica quantistica66:00 Medici, relazione di cura e metafora della moto70:00 A come ASCOLTATEVI: parola-chiave e saluti finali

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  4. Jul 17

    A come...Affetti con Giorgio Granara

    In questo episodio di “A come puntini puntini”, Francesco Congiu ospita Giorgio Granara, ingegnere “un po’ architetto”, sportivo e grande sostenitore della riscoperta della civiltà nuragica.Giorgio racconta il suo percorso di studi in ingegneria con indirizzo il più vicino possibile ad architettura, la scelta di restare in Sardegna da “mammone” invece di trasferirsi, e come la formazione tecnica gli abbia dato una forma mentis orientata alla risoluzione dei problemi, che poi ha portato in ogni ambito della vita.Ripercorre cinque anni fondamentali di pratica nello studio dell’ingegner Luciano Deplano, figura carismatica e creativa che progettava villaggi turistici e altre opere disegnando tutto a mano, con una capacità quasi artistica di immaginare e costruire spazi, vissuti da Giorgio come una vera scuola di architettura sul campo.Si discute del rapporto tra ingegneri, architetti, commercialisti, medici e avvocati, dei diversi momenti “formativi” e di come la professione tecnica possa risultare “pallosa” nella vita quotidiana proprio perché spinge a vedere problemi e soluzioni ovunque, mentre il lavoro creativo sull’architettura gli ha dato un’altra dimensione estetica e culturale.Giorgio parla anche della collaborazione professionale con Francesco, di un periodo lavorativo molto particolare e di crescita condivisa, in cui si sono contaminati a vicenda tra progettazione, idee sulla città e ricerca di un modo diverso di guardare al territorio sardo.Verso la fine, il discorso si sposta sugli affetti: la scelta sua e di Noemi di fregarsene dei soldi e privilegiare relazioni, tempo, famiglia; le vite dei due figli, Giuseppe (ingegnere, trader di energie rinnovabili in Germania) e Marta (biologa marina che lavora sui nidi di tartarughe), e il suo modo di sostenerli nel seguire ciò che li fa stare bene.C’è spazio anche per una riflessione sul dialogo nei social, sulle discussioni frequenti di Giorgio su temi energetici e ambientali, sulla frustrazione nel vedere quanto poco si pensi davvero prima di scrivere, e sul bisogno di riportare la conversazione pubblica a un livello più consapevole.Alla richiesta di scegliere una parola con la A, Giorgio propone “A come affetti”, perché considera affetti, famiglia, amici e legami umani la cosa più importante e ciò che alla fine rimane davvero nella vita.

    A come...Affetti con Giorgio Granara
  5. Jul 10

    A come...Allontanarsi con Elisabetta Pau

    In questo episodio di “A come puntini puntini”, Francesco Congiu incontra Elisabetta Maria Pau (Betta), 25 anni, laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali, che vive e lavora a Copenhagen dopo una triennale a Cagliari, un Erasmus in Finlandia e una magistrale in Danimarca.paste.txtBetta racconta le sue origini tra Pirri, Assemini e Monserrato, il compleanno “sfortunato” del 23 dicembre, una famiglia molto presente e il forte legame con la ginnastica ritmica agonistica, che ha segnato l’infanzia e l’adolescenza, fino allo stop e alla lunga ricerca di un nuovo equilibrio tra corpo e identità.paste.txtSi parla di sport di alto livello, disciplina, sacrifici, pressione, ma anche di cosa significa smettere e ricostruirsi: anni di distanza dalla pedana, il passaggio attraverso altri sport e infine l’approdo ai tessuti aerei e al cerchio aereo, dove ritrova il brivido della disciplina senza agonismo, in un contesto più morbido e creativo.paste.txtLa conversazione attraversa la scelta di andare al Nord, il rapporto con il freddo e il mare, la vita in Danimarca tra studio, lavoro e nuove relazioni, il confronto tra culture diverse e il modo in cui uno sport praticato da bambina può continuare a influenzare scelte, carattere e modo di stare nel mondo.paste.txtSe ti interessano migrazione giovanile, studi internazionali, sport agonistico, arti aeree e trasformazioni personali, questa puntata è il ritratto di una generazione che si sposta, sperimenta e prova a trovare il proprio posto tra Sardegna e Scandinavia.

    A come...Allontanarsi con Elisabetta Pau
  6. Jun 26

    A come...AI con Gian Marco Tocco

    In questo episodio di “A come puntini puntini”, Francesco Congiu dialoga con Gianmarco Tocco (Jimmy), web master, web designer, specialista e-commerce e consulente su intelligenza artificiale, che si definisce “schiavo di tutto questo” ma che in realtà è un professionista consapevole e molto lucido sul futuro del digitale.Si parte dalla sua vita da neo-papà tra lavoro autonomo, agenzia web e senso di responsabilità economica, per arrivare all’uso concreto dell’AI nelle aziende: micro-automazioni, report per agenti immobiliari, generazione di creatività, avatar video per validare campagne, con un punto fermo: serve sempre il “human in the loop”, il controllo umano nel ciclo di automazione.Jimmy racconta come ha iniziato, dal rifiuto dello scooter per comprarsi il primo computer a 14 anni, passando per lo IED di Roma in Digital Design, la scoperta del web, il lavoro in agenzia fino alla società con tre soci specializzati, dove si lavora senza capi ma con grande rispetto reciproco.La conversazione tocca temi caldi: paura dell’AI e dei robot umanoidi, posti di lavoro che cambiano, loghi generati male dai modelli, analogia con il passaggio pellicola–digitale, e l’idea dell’AI come strumento che può migliorare la qualità del lavoro se usata bene, studiata e integrata con intelligenza.Se ti interessano AI, web marketing, automazione nei processi aziendali, vita da freelance, paternità e futuro del lavoro digitale, questa puntata è un mix di esempi pratici, storie personali, ironia e riflessioni molto concrete su ciò che sta cambiando sotto i nostri occhi.

    A come...AI con Gian Marco Tocco

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A come... è un vodcast nel quale incontro persone normali, semplici non necessariamente famose che raccontano la propria storia, le proprie esperienze professionali ed i propri sogni. Lo studio nel quale si svolge lo show è l'interno della mia macchina dove è posizionata una videocamera puntata sul presentatore e l'ospite in una inquadratura fissa che riprende lo scorrere della strada. L'idea è quella di creare una situazione nella quale ci si possa trovare a proprio agio, dove si possa dimenticare di avere un microfono e sopratutto dove ci si possa aprire ed essere A come...Autentici!