b2eyes today

Fabiano Editore

Il primo quotidiano nel settore dell'ottica

  1. 19H AGO

    Roma, un organismo per sostenere l’orientamento scolastico

    Fondata nei mesi scorsi da Rodolfo Baiocchi e Valerio Cavalli, insieme a Lorenzo Labella di Optariston e a Luca Folletto di Milleocchiali, l’Associazione Romana Ottica vuole coinvolgere figli d’arte e non solo per far crescere l’interesse verso il percorso di studi professionale Il 15 dicembre, a due giorni da Santa Lucia, protettrice della vista e patrona degli ottici, si è svolto all’Istituto De Amicis di Roma un incontro che non voleva solo celebrare una ricorrenza simbolica, ma essere anche un momento di riflessione e di confronto sul presente e sul futuro della professione di ottico. In quell’occasione è stata presentata l’Associazione Romana Ottica, realtà non profit nata ufficialmente nell’ottobre scorso con una serie di obiettivi: diffondere la cultura della visione, avvicinare studenti e famiglie all’attività di ottico, valorizzarla attraverso eventi e attività divulgative, sostenere i giovani con borse di studio e opportunità di inserimento lavorativo e restituire al professionista della visione un ruolo sociale ancora troppo spesso sottovalutato. «Nel corso degli interventi è emerso anche un quadro realistico delle difficoltà che il settore sta attraversando: una concorrenza che nel tempo ha contribuito a svalutare la figura dell’ottico e rischia di ridurla a una semplice attività di vendita, allontanandola dal suo significato più autentico, fatto di competenze, responsabilità e attenzione al benessere visivo delle persone, e soprattutto la carenza di studenti - si legge in una nota del nuovo organismo - Proprio da queste riflessioni nasce la volontà dell’Associazione Romana Ottica di intervenire in modo attivo e concreto, promuovendo iniziative capaci di generare valore, informazione e nuove opportunità per il futuro della filiera: in particolare intende supportare le scuole pubbliche di ottica, oggi caratterizzate da un numero ridotto di iscritti». Tra i prossimi appuntamenti, a giugno è previsto un incontro con gli ottici di Roma, durante il quale saranno coinvolte alcune aziende di lenti a contatto, lenti oftalmiche e strumentazione, con l’obiettivo di incentivare la partecipazione all’associazione e favorire l’avvicinamento di nuovi studenti alla professione. «Roma e provincia contano circa 1.500 punti vendita: l’ideale sarebbe riuscire a portare almeno 20 ragazzi all’anno verso gli istituti di ottica, coinvolgendo figli e parenti degli operatori del settore - dice a b2eyes TODAY Rodolfo Baiocchi, in passato alla guida delle Scuole di Ottica in Rete - A partire da settembre, inoltre, l’Associazione intende avviare iniziative a sostegno dell’orientamento scolastico anche al di fuori del comparto: gli ottici andranno direttamente nelle scuole per effettuare test visivi e, quindi, sensibilizzare sull’importanza e il valore sociale della professione e, parallelamente, verranno coinvolte le famiglie, accompagnando ragazzi e genitori nei negozi di ottica per far conoscere da vicino l’attività quotidiana che vi si svolge». Secondo Baiocchi, la nuova realtà non si pone in conflitto o sovrapposizione con la Rete delle scuole pubbliche di ottica, già attiva da un decennio con diverse iniziative, ma vuole mettersi a disposizione delle richieste dell’intero settore. «Nel medio periodo vorremmo trasformare l’Associazione Romana Ottica in un progetto che coinvolga altre regioni, alla luce dei risultati di questa prima fase di sperimentazione sul territorio romano», conclude Baiocchi.

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  2. 19H AGO

    Milano, una rete pubblica per le emergenze oftalmologiche

    Regione Lombardia avvia una sperimentazione per migliorarne la gestione nella Città Metropolitana: il nuovo modello riorganizza gli ospedali con oculistica per garantire ai cittadini risposte più veloci, percorsi chiari e una migliore gestione tra casi gravi e urgenze minori La giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha approvato un progetto sperimentale della durata di un anno coordinato dalla Asst Fatebenefratelli-Sacco, attraverso il Presidio Oftalmico, centro di riferimento cittadino per la gestione delle emergenze oculistiche complesse. Lo rende noto un comunicato di Regione Lombardia. «Il progetto nasce dall’analisi dei flussi di accesso al Pronto Soccorso Oftalmico del Fatebenefratelli, che nel 2024 ha registrato 36.521 accessi, di cui circa un terzo classificati come codice bianco. Nel periodo 1° gennaio-31 ottobre 2025 gli accessi sono stati 31.714, con 10.780 codici bianchi - spiega la nota - Un’analisi prospettica condotta a marzo 2025 ha evidenziato che il 18,2% dei pazienti giunti al Pronto Soccorso Oftalmico aveva effettuato un precedente accesso, nelle 36 ore precedenti, presso un altro ente ospedaliero. Inoltre, il 47% dei pazienti risultati nel periodo gennaio-febbraio 2025 aveva domicilio fuori dal Comune di Milano, a conferma della valenza sovraterritoriale del presidio». Il nuovo modello contempla la centralizzazione dei casi complessi e la gestione diffusa delle urgenze minori. La rete coinvolge le strutture pubbliche con Unità Operativa di Oculistica, comprese le sedi di Dipartimenti di Emergenza e Accettazione di II livello: oltre al coordinatore Asst Fatebenefratelli-Sacco, ne fanno parte Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e le Asst Santi Paolo e Carlo, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Melegnano Martesana, Rhodense, Nord Milano, Ovest Milano e Lodi. Più nel dettaglio, a livello organizzativo prevede «la centralizzazione presso il Presidio Oftalmico del Fatebenefratelli dei casi emergenti e delle urgenze complesse, con disponibilità di chirurgia maggiore, diagnostica avanzata e pronta disponibilità chirurgica h24; la definizione e condivisione di protocolli uniformi di triage oculistico per guidare il personale dei Pronto Soccorso generali anche in assenza dello specialista; l’attivazione di percorsi fast track ambulatoriali interni per la gestione dei codici minori, al fine di ridurre accessi impropri - prosegue il comunicato - Previsti, inoltre, il potenziamento della telemedicina e dei servizi di teleconsulto tra specialisti della rete, percorsi di formazione sul triage e di formazione chirurgica avanzata, anche con utilizzo di tecnologie video assistite di ultima generazione e possibilità per i professionisti della rete stessa di svolgere turni in pronto soccorso specialistico per favorire l’integrazione e la crescita professionale». Particolare rilievo assume la formazione: il Presidio Oftalmico metterà a disposizione programmi dedicati sia per il personale medico sia per quello infermieristico, finalizzati a uniformare criteri decisionali, tempistiche di intervento e modalità di invio dei casi complessi. L’obiettivo, si sottolinea nel comunicato, è costruire un percorso condiviso che garantisca valutazioni rapide e omogenee, maggiore integrazione tra professionisti e un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili. La Asst Fatebenefratelli-Sacco trasmetterà una relazione intermedia alla Direzione Generale Welfare dopo sei mesi dall’avvio delle attività. Sulla base dei risultati la Regione potrà valutare l’eventuale estensione della sperimentazione anche alle strutture private accreditate a contratto presenti nell’area metropolitana.

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  3. 19H AGO

    Ray-Ban Meta: in arrivo una versione optical in esclusiva per il canale ottico

    Il lancio è previsto sul mercato italiano in primavera ed è stato annunciato a Roma nell’ambito dell’evento di presentazione agli ottici partner, principalmente provenienti dal Lazio, delle nuove Transitions Color Touch La direzione è chiara: non più solo occhiali e lenti come dispositivi funzionali, ma strumenti di self-expression e di upgrade delle performance quotidiane, con un focus preciso su Millennials, fra i 30 e i 45 anni, e Gen Z, fra i 14 e i 29 anni. In questo scenario EssilorLuxottica ha presentato il 23 febbraio a Roma, nell’ambito dell’evento dedicato al lancio di Transitions Color Touch, dati che evidenziano una domanda crescente verso assistenti AI e dispositivi integrati negli occhiali. «Quanti di voi indossano le cuffiette dell'iPhone? Quanti di voi hanno un Apple Watch o qualcosa di simile? Ci siamo trovati all’interno di una trasformazione silenziosa, quella dell’intelligenza ambientale, per cui la tecnologia non è soltanto da portare in tasca, ma anche da indossare», ha spiegato alla platea Alessandra Barzaghi, marketing director lenses wholesale EssilorLuxottica & Transitions Italy. La tendenza è confermata da una ricerca realizzata da EssilorLuxottica, secondo la quale il 65% degli intervistati è interessato a utilizzare l’AI come assistente personale, il 60% ritiene che l’AI supporterà a breve le attività quotidiane, l’uso è cresciuto di 10 punti in 21 paesi nell’ultimo anno e il 73% di chi già se ne serve si dichiara pronto ad acquistare occhiali con intelligenza artificiale integrata. «Questa nuova categoria di prodotto si è affacciata con prepotenza nel 2025 e attendiamo che la domanda esploda a breve e a dirlo sono ancora i dati, che trasformano tale categoria in fondamentale per il nostro settore - ha illustrato Antonio Iagulli, senior business brand manager Ray-Ban –Uno dei motivi che dimostrano il suo ampio margine di crescita è la penetrazione della categoria wearable a livello globale: negli Stati Uniti è al 28%, in Europa è all’8%, guidata nel dettaglio dal Nord Europa con il 30%, indicando che proprio nel Sud, Italia compresa, è atteso il punto di svolta nella curva di adozione tecnologica, con la conseguente necessità da parte dei centri ottici di prepararsi a tale evento». Ed è proprio qui l'elemento chiave sul quale il gruppo ha puntato: i target di riferimento, Millenials e Gen Z, spaziano dal social lifestyle e fashion all’utility everyday fino allo sport, con una quota rilevante di utenti che necessita anche di correzione visiva, rafforzando il ruolo del professionista della visione nell’offerta dell’occhiale completo. In tale prospettiva è previsto il lancio in primavera di una nuova categoria di Ray-Ban Meta, in esclusiva per il canale ottico, «con una versione optical, un’opportunità concreta per attrarre nuovi pubblici, differenziare l’offerta e generare risultati misurabili in termini di marginalità», hanno annunciato Barzaghi e Iagulli. «Ma in tutti questi occhiali intelligenti, che tipo di lenti si possono montare? Siamo convinti che l’abbinamento con Transitions Color Touch sia la combinazione ideale perché consente di indossare un tipo di occhiale always on, da portare in ufficio, al bar con gli amici e così via, funzionando sempre bene sia all’interno sia all’esterno», ha sottolineato Barzaghi.

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  4. 2D AGO

    Gastel: nei suoi still life inconsueti gli occhiali prendevano vita

    Gli scatti del grande maestro della fotografia, in esposizione fino al 26 luglio a Palazzo Citterio, a Milano, vedono le montature trasformare gli oggetti in strani personaggi, crescere dai vasi come piante e conquistare la scena, sia come protagoniste sia come complementi di un’immagine “Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta”: questo il pensiero di Giovanni Gastel. La fotografia per lui è stata molto di più di un modo di raccontare la realtà. È bene evidente nella mostra, curata da Uberto Frigerio, “Giovanni Gastel. Rewind”: delle 250 immagini presenti la maggior parte sono degli still life, pubblicati su riviste, soprattutto Donna e Mondo Uomo, trampolino di lancio per molti fotografi. In questi Gastel riesce incredibilmente a dare vita agli oggetti. Di lui si è detto che trattava gli oggetti stessi come modelle e le modelle come oggetti. Non è uno sterile gioco di parole, con un significato che può apparire negativo, ma è una spiegazione della sua capacità di interpretare la realtà dando risalto a cose e persone in modo inconsueto. Moltissimi gli still life con occhiali, sia come protagonisti sia come fondamentali complementi di un’immagine. Dal casco di banane che con eyewear e cravatta diventa uno strano personaggio alla montatura che spicca su un profilo disegnato da una collana di perle o allo spremiagrumi che si trasforma in un volto quasi umano con una fetta di arancia come cappello e dei grandi occhiali azzurri (nella foto, a sinistra). Dal fazzoletto semiaperto che funge da naso su cui poggiano occhiali tartarugati (nella foto, a destra) a quelli su un’inquietante testa d’argento. Per non parlare delle svariate montature che crescono da un vaso, come una pianta. O ancora le foto di modelle che indossano occhiali, “trattate” con un taglio geometrico tali da sembrare still life. A completare la mostra, un angolo dove è ricostruito il suo studio con oggetti vari, tra cui le sue poesie. O ancora la stanza con foto di donne interpretate come icone russe, o i ritratti di personaggi famosi di cui svariati con gli occhiali. Dall’architetto e designer Michele De Lucchi con un ampio modello di corno a Carlo Verdone, empatico e naturale, con una montatura metallica. Un’intera parete è dedicata alle foto che amici, colleghi, personaggi hanno scattato a Gastel. Da queste, come dal video, si intuisce l’ottimo rapporto del grande fotografo con le persone e il mondo intorno e come questo sia stato la base per il suo lavoro. Luisa Espanet

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  5. 2D AGO

    Usa: si studia un cerotto di staminali per la degenerazione maculare

    I ricercatori della University of Southern California stanno sperimentando un impianto ultrasottile di cellule da impiegare contro la forma secca della malattia La ricerca, come riporta un articolo apparso di recente nella sezione LabRevolution di repubblica.it, unisce la biologia delle cellule staminali all'ingegneria di precisione al fine di sviluppare una sorta di piccolo cerotto che serva a riparare la retina dall'interno, andando a sostituire lo strato cellulare perduto a causa della malattia, e che verrà testato in uno studio clinico. Gli scienziati hanno dunque elaborato un impianto ultrasottile, che serve da substrato per la crescita di cellule sane, creato in laboratorio a partire da staminali embrionali. Tali cellule vengono coltivate e differenziate fino a diventare cellule dell'epitelio pigmentato retinico, un sottile strato delle quali viene inserito chirurgicamente nella retina con una procedura ambulatoriale. La ricerca intende ora analizzare se l'impianto è in grado di sostituire le cellule danneggiate funzionando come le cellule dell’epitelio pigmentato retinico e di migliorare così la visione di individui che al momento potrebbero non avere altre opportunità di miglioramento. I risultati ottenuti sino a ora con un primo studio, condotto su un ristretto gruppo di pazienti, mostrano che l'impianto rimane in posizione, si integra nel tessuto della retina e che il 27% dei partecipanti ha avuto un certo livello di miglioramento della vista. Il nuovo studio di fase 2b, aggiunge l’articolo, che riguarderà soggetti dai 55 ai 90 anni cui è stata diagnosticata degenerazione maculare secca in stadio avanzato e atrofia geografica, vuole stabilire se il cerotto biologico creato in laboratorio possa condurre a miglioramenti clinicamente significativi della visione e potenzialmente invertire il danno già fatto. Alcuni anni fa era già stata condotta in Inghilterra la sperimentazione di un patch a base di staminali per costruire un nuovo epitelio pigmentato della retina, ma per la forma umida della generazione maculare senile (nella foto, un’immagine di rawpixel.com tratta da Freepik). A cura della redazione

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  6. 2D AGO

    Stellest 2.0, una tavola rotonda multidisciplinare su Leonardo

    Il 2 marzo alle 14, sulla piattaforma digitale di EssilorLuxottica, alcuni dei principali esperti italiani sull’evoluzione del controllo miopico proporranno un confronto multidisciplinare e un’analisi critica delle più recenti ricerche cliniche, insieme alla presentazione della nuova versione della lente del gruppo per la gestione della miopia All’incontro online di lunedì prossimo (nella foto, la presentazione) interverranno l’oftalmologo Aldo Vagge, professore associato presso l’Università di Genova, Marta Maffioletti, responsabile ortottista presso la Casa di Cura San Francesco di Bergamo, e, per il mondo ottico optometrico, Fabrizio Zeri, professore associato presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Anastasia Rotondi e Mauro Frisani, parte del corpo docente rispettivamente all’Università Roma Tre e all’ateneo di Torino. «Il loro contributo permetterà di costruire un confronto multidisciplinare orientato a un obiettivo comune: controllare efficacemente la progressione della miopia infantile», commenta in una nota Luca Orsetti, education manager Italia di EssilorLuxottica. Giorgio Parisotto, professional & business manager di EssilorLuxottica, guiderà il dialogo tra i professionisti coinvolti, che «approfondiranno le più recenti strategie basate sulle evidenze scientifiche oggi disponibili, traducendo i dati clinici in soluzioni concrete per la pratica professionale - rivela nel comunicato Parisotto - Durante l’incontro presenteremo inoltre Essilor Stellest 2.0, la nuova generazione di lenti sviluppata con la tecnologia H.A.L.T. Max, che rafforza l’efficacia nel rallentare la progressione miopica nei bambini, mantenendo elevati standard di qualità visiva, sicurezza ed estetica». Insieme allo stesso Parisotto, Jithin Vattolil e Sara Colciago, rispettivamente medical advisor e instruments coordinator di EssilorLuxottica, condurranno un approfondimento pratico sulla nuova soluzione e sull’utilizzo del biometro nella prescrizione e nel follow-up, con l’obiettivo di fornire indicazioni concrete e immediatamente applicabili nella gestione quotidiana del portatore. Prosegue dunque l’attività di Leonardo nel «promuovere la crescita personale e professionale dei partner e dei dipendenti del gruppo attraverso contenuti educativi interdisciplinari, curati da esperti del settore, che spaziano dai marchi e prodotti alla cura della vista, fino al med-tech e alla gestione del negozio», conclude la nota. A cura della redazione

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  7. 2D AGO

    Hoya: una campagna nazionale e una promozione sulle progressive Sensity

    È in rampa di lancio “Fai felici i tuoi occhi”, il nuovo piano di comunicazione dell’azienda oftalmica dedicato alla visibilità degli Hoya Center sul territorio. Dal 2 marzo prende inoltre il via la prima iniziativa di drive to store focalizzata sulle lenti per i presbiti con la tecnologia fotocromatica di proprietà «Si tratta di una campagna multisoggetto che racconta al grande pubblico, in modo immediato e coinvolgente, quanto sia importante prendersi cura dei propri occhi ogni giorno e a ogni età – si legge in un comunicato di Hoya Italia - Al centro c’è il ruolo dell’ottico optometrista Hoya Center: un consulente di fiducia, capace di interpretare le esigenze visive delle persone e guidarle verso soluzioni personalizzate e di alta qualità. Con questo progetto l’azienda conferma il proprio impegno nell’affiancare i professionisti della visione attraverso importanti investimenti in iniziative di visibilità pensate per rafforzare il posizionamento dei partner come centri di eccellenza per il benessere visivo sul loro territorio». “Fai felici i tuoi occhi” (nella foto, uno dei soggetti della campagna) è stata annunciata alla conferenza stampa tenuta da vertici italiani e internazionali all’ultimo Mido. Sarà attiva dai prossimi giorni a livello nazionale, con un piano digital dedicato e finalizzato a guidare i consumatori verso un dealer locator progettato per facilitare la ricerca dell’Hoya Center più vicino. Parallelamente tutti i materiali saranno resi disponibili ai partner, che potranno utilizzarli sulle pagine social e nelle attività di comunicazione locale. Al suo interno verranno introdotte diverse iniziative rivolte ai portatori. «La prima, denominata “Scegli Sensity”, è pensata per offrire ai presbiti e ai neopresbiti un vantaggio concreto in termini di comfort visivo: la promozione sarà valida dal 2 marzo al 30 aprile e riguarderà tutte le progressive del portfolio Hoya e le VisuPro nella versione Sensity con antiriflesso Meiryo – spiega il comunicato - Per l’intera durata dell’iniziativa gli ottici optometristi aderenti potranno proporre queste lenti allo stesso prezzo della corrispondente versione chiara, consentendo ai clienti un upgrade significativo in termini di prestazioni e comfort visivo». Con “Fai felici i tuoi occhi” e la promozione “Scegli Sensity” l’azienda vuole rinnovare «il proprio impegno nel supportare i partner con soluzioni visive tecnologicamente evolute, strumenti concreti per crescere e una comunicazione che attrae consumatori all’interno dei punti vendita», conclude la nota. Questo nuovo progetto si inserisce nel contesto delle attività di comunicazione e visibilità per i partner che Hoya porta avanti da anni, tra cui l'iniziativa “Professionista in vista”. A cura della redazione

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  8. 2D AGO

    Autismo, gli esami oculistici di routine possono migliorare l’attenzione?

    Uno studio pubblicato sull’International Journal of Psychiatry in Medicine rileva che il 42% dei giovani soggetti con disturbo dello spettro autistico presenta deficit visivi, associati a maggiori difficoltà sociali o comportamenti ripetitivi Gli esami oculistici di routine potrebbero rappresentare uno strumento chiave per migliorare gli esiti clinici nei giovani soggetti con disturbo dello spettro autistico, secondo una ricerca pubblicata sull’International Journal of Psychiatry in Medicine e condotta da Özge Akkaş e colleghi. Lo studio ha coinvolto 57 individui tra i 7 e i 18 anni con diagnosi di Asd, sottoposti a valutazioni oftalmologiche complete e a test clinici standardizzati per misurare gravità dell’autismo, disturbi dell’attenzione, ansia e comportamenti ripetitivi. I risultati hanno evidenziato la presenza di almeno un deficit visivo nel 42,1% dei partecipanti, con exotropia (21%), deficit di stereopsi (15,8%) e insufficienza di convergenza (5,3%) tra le condizioni più frequenti. I soggetti con problematiche visive hanno mostrato punteggi significativamente più elevati nei deficit di attenzione, nelle difficoltà di relazione con i pari, nella fobia sociale e nei comportamenti stereotipati e autolesionistici rispetto a quelli senza disturbi della vista. Secondo gli autori, i deficit visivi possono aggravare le difficoltà sociali e comportamentali tipiche dell’autismo, influenzando anche lo sviluppo motorio: l’identificazione precoce e il trattamento attraverso screening oftalmologici regolari potrebbero perciò migliorare in modo significativo la qualità della vita e i risultati complessivi in questa popolazione (immagine tratta da Freepik). A cura della redazione

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