CdTalk - L'ospite

Gruppo Corriere del Ticino

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  1. 2월 2일

    «Oggi parlare di aggregazioni a Locarno non è più un tabù»

    👉 https://cdtlink.ch/loc.aggregazione 👈 «Oggi parlare di aggregazioni a Locarno non è più un tabù» 😃💪🦁💙 Procede a passo spedito il lavoro «dietro le quinte» per immaginare delle fusioni tra i Comuni del distretto – Marzio Della Santa, caposezione Enti locali: «Un sondaggio rileva tanto benessere, dunque la missione resta sempre difficile» 😃💪🦁💙 Nel distretto di Locarno la parola «aggregazioni» non è più un tabù. Non fa più scalpore come un tempo, perché il tema è ormai entrato nella fase operativa e qualcosa inizia a muoversi anche al di fuori delle scrivanie di alcuni uffici. Lo conferma il caposezione degli Enti locali Marzio Della Santa al Corriere del Ticino, che commenta i risultati freschi freschi di un sondaggio sulla qualità della vita sottoposto alla popolazione dei «fantastici sette»: Locarno, Losone, Orselina, Brione sopra Minusio (nello scenario «Urbano»), Tenero, Mergoscia (di quello denominato «Piano», con Minusio a far parte di entrambi). 😃💪🦁💙 «Rileviamo tanto benessere, dunque la missione resta difficile. Entriamo nel campo delle opportunità e non delle necessità. Ed è più che comprensibile: se sto bene, perché dovrei cambiare?», si chiede l’esperto interpretando un sentimento diffuso. Un grande «ritratto» scattato a suon di dati, insomma, per capire punti di forza, criticità e aspettative che servirà, d’ora in poi, come base di valutazione per l’eventuale «grande passo». Le «fotografie» saranno presentate nel corso di una serata pubblica dedicata, organizzata in ognuna delle località coinvolte. Inoltre, a inizio marzo al Palexpo (ex Fevi) si terrà un grande laboratorio al quale prenderanno parte poco meno di duecento persone in rappresentanza delle istituzioni locali, della società civile e del tessuto economico di ogni realtà, incluso alcuni esperti o politici che hanno a cuore l’annosa questione rimasta ferma tanto a lungo, mentre nel resto del Cantone i poli hanno iniziato ad avere più peso grazie ai vari «matrimoni» istituzionali. «Oltre all’indagine, abbiamo condotto pure un’analisi dei dati finanziari e delle prestazioni offerte dagli enti locali, non tanto per valutare la loro “salute” contabile, quanto piuttosto per capire, nel concreto, che cosa i sette Comuni mettono a disposizione della cittadinanza e in che misura contribuiscono a farla stare bene e, più in generale, alla competitività del territorio», continua il nostro interlocutore, che snocciola alcuni dettagli sulla ricerca: il tasso di partecipazione, sul fronte delle persone fisiche, è stata attorno al 20%, pari a oltre 6.000 questionari compilati su una popolazione di circa 31.000 abitanti. «Si tratta di un risultato considerevole per questo tipo di consultazioni, soprattutto se si tiene conto delle dimensioni relativamente ridotte del comprensorio». La partecipazione delle aziende è stata più contenuta, intorno al 10%, «ma comunque sufficiente per fornire indicazioni statisticamente utilizzabili». Entrando nel merito dei contenuti, il livello di soddisfazione espresso è alto o molto alto per circa il 90% dei partecipanti: «Un dato che testimonia sia la qualità di vita percepita, sia il contributo concreto delle istituzioni attraverso servizi e iniziative». Scorrendo i numeri, saltano all’occhio alcune differenze generazionali. 😃💪🦁💙 L’apprezzamento cresce con l’età, mentre tra i più giovani, in particolare nella fascia tra i 20 e i 25 anni, affiorano segnali di maggiore fragilità: «Un elemento che ritroviamo anche in altri studi e che rimanda a difficoltà più ampie, non solo locali». Interessante è anche l’analisi delle singole dimensioni del benessere: ambiente, sicurezza, abitazione e servizi di pubblica utilità risultano tra gli aspetti più graditi. Al contrario, il tema del lavoro e della conciliazione tra vita professionale e privata appare più critico, «seppure da leggere con cautela, considerando la minore partecipazione di alcune fasce coinvolte». Infine, una curiosità al capitolo «mobilità»: «Lo si sarebbe potuto aspettare come elemento problematico in un territorio come il Locarnese. In realtà, emerge qualche criticità, ma senza scarti marcati rispetto ad altri ambiti».

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  2. 1월 28일

    Dopo l'alluvione: ponti, ricucitura e Lido Alpino, ecco i cantieri che risollevano Cevio

    👉 https://cdtlink.ch/cantieri-cevio 👈 Dopo l'alluvione: ponti, ricucitura e Lido Alpino: ecco tutti i cantieri che risollevano Cevio 💪🌉🏔️😌 La sindaca Wanda Dadò elenca i diversi progetti che daranno un futuro al territorio, tra passerelle o passaggi da ricostruire e opere di messa in sicurezza: «Tra le priorità vi è quella di restituire la dimensione rurale alla zona di Fontana» 💪🌉🏔️😌 Piano piano, Cevio si risolleva. Non solo per il ponte di Visletto che il Cantone sta ricostruendo e il cui cantiere sta entrando nella sua fase cruciale, ma anche i vari progetti in campo, tra passaggi, passerelle e opere di messa in sicurezza. Senza dimenticare uno sguardo al futuro Lido Alpino, il centro balneare che dovrà ridare ossigeno al Comune colpito dalla tragica alluvione che si era abbattuta nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2024 anche sulla vicina Lavizzara, causando in tutto otto morti. Ed è proprio la sindaca, Wanda Dadò, a fare il punto al Corriere del Ticino sulle numerose questioni da affrontare. A partire dall’acquedotto di Fontana: «I lavori stanno avanzando e in questo periodo ci stiamo concentrando sul consolidamento e sulla messa in sicurezza della struttura, approfittando del livello dell’acqua ancora basso. L’obiettivo è completare gli interventi principali prima dell’arrivo delle piogge primaverili, così da avere la parte essenziale già conclusa». E quando si parla della frazione della val Bavona non si può non ricordarsi dell’enorme frana di 300mila metri cubi, composta anche da massi giganteschi, che ha devastato il piccolo insediamento, creando una sorta di «ferita» tra le vicine Bosco e Mondada. Ferita che sarà curata, appunto, con il progetto di ricucitura: «Circa un mese fa, sono stati selezionati tre gruppi multidisciplinari incaricati di elaborare le proposte progettuali. Stanno finalizzando i loro masterplan, che presenteranno a marzo insieme all’offerta completa. Successivamente, la direzione di progetto dovrà valutare e scegliere il gruppo che proseguirà nella fase di progettazione vera e propria», evidenzia Dadò, che precisa alcuni contorni relativi alle cifre: «Quando il Gran Consiglio aveva affrontato il messaggio lo scorso settembre, erano stati inizialmente stanziati 200mila franchi per questa fase. Considerata però la complessità della sfida, il Parlamento cantonale ha deciso di raddoppiare il contributo a 400mila, approvandolo all’unanimità». Oltre a questo, anche la raccolta fondi privata sta andando avanti. «L’orizzonte temporale è ampio, ma l’idea condivisa dalla direzione di progetto è di procedere gradualmente: non aspetteremo di avere un piano definitivo per iniziare a intervenire», dice ancora Dadò. «Se emergeranno necessità prioritarie e già chiaramente individuate, si potrà partire con quelle, come il recupero di alcuni terreni agricoli. È importante restituire quanto prima anche la dimensione rurale della zona». Il mese prossimo, poi, è in programma una serata dedicata alla presentazione del percorso partecipativo. Il rapporto, elaborato dagli specialisti di «Consultati» dopo aver raccolto esigenze e proposte della popolazione, dei proprietari dei terreni e degli agricoltori, è stato già esaminato dalla direzione di progetto. «Questo materiale servirà come strumento aggiuntivo, perché racchiude ciò che la comunità immagina per questa pittoresca fetta di territorio». Tornando al presente «in corso», rientra di competenza locale anche la passerella di Cavergno, in fase di ricostruzione: «I basamenti sono pronti e il montaggio della struttura è previsto entro il prossimo mese. Per questo intervento abbiamo ricevuto contributi molto significativi, in particolare dalla Curia vescovile e da due Comuni, uno ticinese e uno del Canton Ginevra». In parallelo, prosegue anche il ripristino del ponte di San Rocco a Bignasco, «finanziato grazie all’impegno congiunto di diversi Rotary. Le imprese sono al lavoro su entrambi questi settori». Infine, largo anche a visioni per un domani di rilancio, con il Lido Alpino (il centro balneare al coperto nato dalle «ceneri» della piscina di Bignasco): «Martedì scorso abbiamo organizzato un evento pubblico per presentare i passi successivi dopo l’approvazione, a dicembre, del credito per la progettazione definitiva».

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  3. 1월 27일

    Ecco il primo «Airbus» di montagna della Rega a Locarno

    👉 https://cdtlink.ch/rega-locarno 👈 La base ticinese della Guardia aerea di soccorso è la prima tra quelle di montagna a ricevere il nuovo elicottero – Dopo 16 anni l’iconico AgustaWestland «Leo» sarà rimpiazzato – Il collaudatore: «È quanto di meglio il mercato possa offrire» — Dopo oltre tre lustri, l’iconico «Leo» se ne andrà in pensione. L’elicottero dalla forma affusolata e aerodinamica era diventato ormai sinonimo di «Rega» - la Guardia aerea svizzera di soccorso - ma, anni fa, la realtà di primo intervento ha scelto il modello che lo rimpiazzerà: l’Airbus H145 D3, già in uso in pianura. Tra qualche giorno, però, un esemplare arriverà anche a Locarno, la prima tra le basi di montagna a metterlo in servizio. Il «Da Vinci» della AgustaWestland solcherà ancora per un po’ i cieli, poiché è sempre di casa nelle zone alpine (nei Grigioni, a Samedan, Untervaz, Erstfeld, oltre che nei cantoni Glarona, a Mollis, e Berna, a Wilderswil e Zweisimmen), tuttavia cederà il passo all’ultimo arrivato, fra l’altro in una versione aggiornata rispetto alla prima soluzione. «È quanto di meglio il mercato possa offrire e nel corso di questo periodo di utilizzo lo abbiamo adeguato alle nostre necessità», racconta al Corriere del Ticino il collaudatore Silvio Pini, di stanza alla «Base 6», all’aeroporto di Locarno. Tre anni fa, tutti gli istruttori hanno ottenuto l’abilitazione per far volare la nuova macchina. Macchina impiegata quotidianamente per le missioni non ambientate tra le valli, «così abbiamo potuto accumulare l’esperienza necessaria per poi formare i colleghi ancora abituati all’apparecchio ‘classico’». Alla fine è pur sempre un aeromobile, ma il nostro interlocutore illustra le differenze tra l’AW109 dell’azienda italo-britannica e la proposta della concorrente che raggruppa società originarie della Germania, del Regno Unito, della Francia e della Spagna. «Il mezzo è differente sotto molti aspetti. Ciò che cambia radicalmente è il modo in cui interagiamo con la meccanica: il cockpit è nuovo, i sistemi di navigazione pure. Le procedure dei vari impianti, dall’elettrico all’idraulico, come la gestione del carburante, sono diverse e richiedono un percorso formativo approfondito». Un cambiamento importante, sottolinea il 46.enne, che da 27 fa il pilota ed è parte della fondazione di aiuto dal 2012. Il quale precisa come siano state tre le generazioni di elicotteri in dotazione all’ente di salvataggio, in una storia iniziata con l’Alouette 3 e proseguita con il 109 K2. Come detto, l’arrivo del quarto «rappresentante» è previsto ancora nel corso di questa settimana, «condizioni meteo permettendo». Dalla prossima, invece, partirà la fase di addestramento: «Altre due, inizialmente con piloti e paramedici, seguite dall’ingresso di medici e alpinisti. Dopo questi primi turni, arriveranno gli altri gruppi». In tutto, un periodo complessivo di circa sei settimane di formazioni. «Se tutto procede come previsto, saremo operativi e pronti per gli interventi verso la fine di marzo». Pini spiega che le procedure di emergenza sono già state ampiamente esercitate al simulatore, «quindi la parte che faremo ora riguarda soprattutto l’impiego operativo: voli al verricello, attività notturne, familiarizzazione nelle nostre valli, cioè nel territorio reale in cui lavoriamo ogni giorno. Per medici e alpinisti, invece, sarà una novità: dovranno imparare la disposizione dei materiali, l’uso della cabina e del verricello, che rispetto al passato cambia parecchio». Infine, una nota di colore sull’aspetto estetico: per i profani che guarderanno sfrecciare l’«ambulanza volante» con il naso all’insù, sarà forse l’unico cambiamento apprezzabile, almeno nell’immediato. «Il “D3” ha linee differenti e può sembrare meno “agile” a colpo d’occhio», racconta l’intervistato. «Ma l’estetica conta davvero poco, per noi ciò che importa è avere uno strumento di lavoro affidabile, sicuro ed efficiente. E la scelta che abbiamo fatto è la migliore». Che piaccia o meno visivamente, insomma, è secondario: «Ciò che conta è la sua efficacia operativa e il beneficio che porta ai pazienti». Anche i movimenti tra le vallate più strette non preoccupano l’esperto: «Non prevedo limitazioni. Per un giudizio tecnicamente più preciso, serve un anno di lavoro vissuto attraverso tutte le stagioni, ognuna con condizioni e sfide proprie. Ma sono convinto che funzionerà benissimo».

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  4. 1월 24일

    Viabilità in Città Vecchia, dopo un anno di discussioni i pro e i contro ora sono nero su bianco

    👉 https://cdtlink.ch/doc-viabilita 👈 È pronto il documento finale allestito dal gruppo di lavoro incaricato di riflettere sull’esame di una nuova gestione del traffico nel quartiere storico di Locarno - Il testo sarà consegnato la prossima settimana - Il sindaco Nicola Pini: «La Commissione della gestione ne terrà conto per la discussione del messaggio» 🚘🚦🏰🦁💙 Dopo un anno, il documento conclusivo del gruppo di lavoro che dovrà seguire la prova di tre mesi per una nuova gestione viaria in Città Vecchia - voluta dal Municipio per sgravare il nucleo storico dal cosiddetto traffico parassitario - ora è realtà. Ben presto, il quartiere potrebbe liberarsi (almeno temporaneamente) di quelle oltre 6.000 automobili che attraversano la zona senza fermarsi, trattando il pittoresco centro alla stregua di una scorciatoia, con l’illusione di risparmiare qualche minuto sull’arrivo a destinazione. La riunione finale si è tenuta martedì sera e la settimana prossima, una volta apportati gli ultimi ritocchi, le riflessioni saranno consegnate al Municipio. Il sindaco di Locarno, Nicola Pini, ribadisce al Corriere del Ticino che la Commissione della gestione «ne terrà conto per la discussione del messaggio». Messaggio nel quale si chiedono 140 mila franchi «destinati ad affinare il progetto e a organizzare la sperimentazione». 🚘🚦🏰🦁💙 Oltre a lui, al tavolo anche il vice, Claudio Franscella, e la capodicastero Sicurezza, Elena Zaccheo. Assenti, come annunciato qualche giorno fa (vedi anche l’edizione del 17 gennaio), i contrari: «Non è stata individuata una soluzione condivisa», avevano fatto sapere. «Da parte nostra c’è la volontà di tenere una porta aperta anche per chi non c’era all’appuntamento di chiusura», afferma Niso Reguzzi, del comitato della locale «pro», che ha coordinato il processo insieme alla presidente, Franca Antognini, e al vice, Emanuele Patelli. «Le loro osservazioni restano comunque all’interno del nostro rapporto. Li avevamo incoraggiati a partecipare, anche senza dover firmare nulla, perché l’obiettivo è fornire tutti gli elementi necessari, sia a favore sia contro, affinché il Legislativo possa poi decidere in modo informato». «Su questi punti è emersa in modo evidente la visione dei due schieramenti, con motivazioni legittime da entrambi i fronti. Quello che ne è uscito, però, è che tale esperimento vada sostenuto, ma anche accompagnato con attenzione, soprattutto dal punto di vista della comunicazione. È fondamentale spiegare bene come funzionerà la nuova viabilità e aiutare commercianti, residenti e anche visitatori o turisti a capire cosa cambia nel concreto, proprio per evitare fraintendimenti». 🚘🚦🏰🦁💙 La compagine, come già scritto, avrà un ruolo nel corso di tutta la fase «cruciale»: «L’idea è che resti parte integrante del processo, affiancando i vari passaggi, già prima della messa in funzione, ad esempio, del sistema di telecamere. Insieme ai tecnici e a chi si occuperà dell’attuazione concreta, sono previsti incontri per definire i dettagli e stabilire in che modo controllare l’andamento complessivo». Ma non solo: perché, nella versione definitiva sarà chiaramente indicata, nero su bianco, una sorta di «clausola di reversibilità». Entrando nel merito dei contenuti, il testo si concentra sui temi più sensibili, soprattutto per quanto riguarda le vie Cittadella e Borghese, ossia le due arterie maggiormente coinvolte. «Se dovesse emergere che questo “esame” non sta dando i risultati sperati o sta creando effetti negativi, ci sarebbe la possibilità di intervenire, anche arrivando a fermarlo prima del termine previsto». Un’altra delle cose che si vorrebbero evitare - conclude Reguzzi - è che «per informazioni incomplete o interpretazioni sbagliate, le persone rinuncino a frequentare negozi, locali pubblici o anche solo usufruire dei servizi che abbiamo qui, pensando che l’accesso sia negato o che il sistema sia più restrittivo di quanto lo sia in realtà». #locarno #oldtown #cdtonline #podcast #tessin #news #schweiz #perte #corriere #automobile #traffico #jam #centrostorico #corrieredelticino

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  5. 1월 19일

    «Dopo i fatti di Crans-Montana, nella nostra città subito una squadra di esperti per le verifiche antincendio»

    ▶️ https://cdtlink.ch/sicurezza ◀️La municipale di Locarno Elena Zaccheo spiega la linea della Città sul rispetto delle norme antincendio nei locali - «Niente decisioni affrettate, ma i fatti di Crans-Montana ci hanno portato a creare un gruppo di lavoro composto da esperti» «Non dobbiamo lasciarci trascinare dall’emotività del momento. Agire d’impulso non aiuta, anzi. Ecco perché non abbiamo preso decisioni immediate subito dopo la tragedia in Vallese, al contrario di quanto fatto da altri». Elena Zaccheo, municipale di Locarno e titolare del dicastero Sicurezza, spiega al Corriere del Ticino la linea della Città sul rispetto delle norme antincendio negli spazi pubblici. Il rogo di capodanno a Crans-Montana, nel quale sono morte 40 persone (perlopiù giovani) e altre 116 sono rimaste ferite, ha scatenato una serie di reazioni in tutto il Cantone, non da ultimo l’annuncio del dipartimento del Territorio ticinese di voler introdurre una stretta al materiale pirotecnico al chiuso, con controlli più frequenti e sanzioni più pesanti. Inoltre, sono molti i consiglieri comunali nel distretto che stanno inoltrando interrogazioni, all’indirizzo dei rispettivi Esecutivi, legate ai controlli e alle misure messe in campo per l’intervento dei pompieri in caso di urgenza, non solo nei locali, ma anche nel corso di manifestazioni più o meno grandi. In ogni caso, questo non significa che tutto va bene e che tutto resta così com’è. A Palazzo Marcacci, infatti, si sta lavorando per creare un gruppo di lavoro «composto da figure qualificate in grado di esaminare edifici e strutture sul nostro territorio, così da elaborare strategie mirate e non lasciare nulla al caso. A livello personale, desidero essere una capodicastero capace di anticipare i cambiamenti della società, di cogliere nuove abitudini e tendenze, soprattutto quelle dei giovani, per individuare in anticipo potenziali criticità. Dobbiamo saper leggere il contesto sociale e intervenire per tempo». La squadra non è ancora stata formalizzata nei nomi, ma - secondo quanto riferito dalla nostra interlocutrice - sarà formata da rappresentanti della Polizia comunale, dai Servizi del territorio e dai pompieri. «Tutti esperti in grado di valutare la situazione e proporre soluzioni adeguate». A fine mese, poi, è in programma la «Stranociada» (da giovedì 29 gennaio a domenica 1. febbraio), il carnevale nel quartiere storico che ogni anno attrae sempre più visitatori. «Mantenere la calma» «Gli organizzatori hanno già presentato la loro strategia per garantire l’incolumità agli ospiti, esaminata da professionisti abilitati. I controlli, per esempio sulle tendine, saranno più rigorosi». E ribadisce: «In questo campo, si è efficaci solo se si resta lucidi. Dobbiamo mantenere la calma e restare con i nervi saldi». Bar e ristoranti saranno tenuti d’occhio, tuttavia «dobbiamo farlo in modo intelligente, senza cedere a reazioni impulsive. La priorità è garantire che cittadini e visitatori possano vivere momenti di svago in serenità. Libertà e sicurezza non sono opposte: quando la sicurezza è ben progettata, permette alle persone di godersi il momento senza timori. Allo stesso tempo, dobbiamo restare aggiornati, perché tutto cambia rapidamente e la sicurezza richiede uno sguardo proattivo, non risposte dettate dalla pancia. È una scelta politica che deve basarsi su dati, visione e ragionamento». Infine, Zaccheo propone una riflessione di più ampio respiro: «La domanda che dobbiamo porci non è se stiamo facendo abbastanza, ma se stiamo facendo le cose giuste. È essenziale capire se le nostre scelte sono corrette, e non limitarci a rispettare formalmente le leggi». L’intervistata cita come esempio il progetto per le nuove scuole elementari nel quartiere di Solduno: «La documentazione sotto il profilo antincendio è imponente e dimostra quanto sia fondamentale questo aspetto già dall’inizio. Tale approccio non riguarda solo quel cantiere, ma vale per tutti gli edifici a grande affluenza, come teatri, negozi, cinema e così via». Piani che, nonostante tutto, «dovranno comunque essere aggiornati negli anni, perché la società evolve, così come evolvono esigenze e abitudini. È un lavoro continuo, che richiede sensibilità e capacità di adattamento», conclude Zaccheo.

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  6. 1월 18일

    «Cari giovani, fatevi avanti»: il discorso di Capodanno di Nicola Pini, sindaco di Locarno

    ▶️ https://cdtlink.ch/locarno-capodanno26 ◀️ Nel secondo discorso di Capodanno in veste di sindaco, Nicola Pini ha invitato i suoi coetanei ad avere più coraggio – Dalla piazza Grande anche un abbraccio al Vallese e alle famiglie che hanno subìto una perdita nella tragedia di Crans-Montana ▪️ Un grande abbraccio simbolico è partito giovedì dalla piazza Grande di Locarno alla comunità vallesana e alle famiglie che hanno subìto una perdita nella tragedia di Crans-Montana. È così che ha esordito Nicola Pini, nel suo secondo discorso in veste di sindaco, per commemorare Capodanno di fronte alle centinaia di persone radunate sotto il Raiffeisen Pavilion trasparente del villaggio di «Winterland». L’annuale appuntamento dell’Ente per le iniziative del Locarnese di Marco Maggi è promosso anche da Fabio Polverini, che ha portato i tradizionali spazzacamini portafortuna nella storica agorà per la 26. volta. Il timoniere di Palazzo Marcacci, salutando il cittadino onorario Marco Solari, ha tracciato il bilancio di un anno caratterizzato «da una maggior consapevolezza di quanto sia eccezionale Locarno: una città che va oltre ciò che viviamo, vediamo e pensiamo. Qui abbiamo un capitale simbolico enorme di riconoscibilità, simpatia e autorevolezza», ha poi aggiunto il 40.enne ricordando la recente visita a Londra, dove ha tenuto un intervento in veste ufficiale per celebrare il centenario del Patto della pace. «Auguro il coraggio di investire. E noi, come Municipio, non ci tiriamo indietro», ha ancora sottolineato citando i progetti di rilancio in zona Rotonda e «La Nouvelle belle époque», dal valore complessivo attorno ai 22 milioni di franchi. «Ma auguro anche il coraggio di impegnarsi per la collettività, anche se non ci si guadagna nulla». E ha lanciato l’appello alla sua generazione: «Trentenni e quarantenni, fatevi avanti. C’è bisogno di voi in politica, nelle associazioni culturali e sportive, nel sociale, nella comunità locarnese. Sono troppe le assemblee che vi cercano e che vi aspettano». ▪️🦁💙 Ma non solo. Pini è entrato anche nel merito dell’importanza della famiglia: «Auguro il coraggio di avere figli e di aiutare chi li ha. Una società senza bambini non ha futuro, mentre una società con bambini sani è una società sana. Per questo è importante, e ne andiamo fieri, aver recentemente ricevuto la ricertificazione di Comune amico dei bambini, e ricordo che siamo stati i primi in Ticino ad aver intrapreso questo percorso, che conferma la bontà delle varie misure e politiche pubbliche legate all’infanzia, alla gioventù, alla conciliabilità e alla genitorialità». È stata poi la volta di una riflessione sugli scenari che si prefigurano nei prossimi anni a livello di enti locali. Il tema delle aggregazioni è sempre stato un tasto delicato per l’agglomerato sopracenerino: «Auguro il coraggio di andare oltre i propri confini, mentali o fisici. E il coraggio di mettersi in discussione». I risultati dello studio pre-aggregativo avviato nel 2025 saranno protagonisti delle discussioni: «Siamo in attesa delle analisi del Cantone sulle prestazioni che i Comuni di oggi erogano e su quello che un eventuale nuovo Comune potrà fare. In seguito spazio alle discussioni programmatiche e alle decisioni. Si spera senza preconcetti». ▪️🦁💙 Riallacciandosi a quest’ultimo capitolo, Pini ha espresso gli auspici per «rimanere aperti e tolleranti. Empatici. Auguro coraggio di provare. Coraggio di fare quello che abbiamo sempre lì sospeso, come compito, progetto, sogno. Coraggio di cambiare idea. Coraggio di dire ti voglio bene. Coraggio di chiedere scusa. Coraggio di ammettere una debolezza. Coraggio di tendere la mano». Infine, una citazione di Alain Berset espressa in occasione dei festeggiamenti del Patto della pace di ottobre: «Un amico di Locarno, segretario generale del Consiglio d’Europa: “Dall’alto i confini svaniscono e restano solo le scintille di connessione. Nel 2026 possiamo rimanere curiosi, audaci di fronte al cambiamento e fidarci del fatto che, anche nell’oscurità, stiamo andando verso un futuro più luminoso”. Ma, aggiungo io, dobbiamo avere coraggio. Perché il primo gennaio non è solo una data sul calendario, è un momento di rinnovamento, di speranza e di fiducia nel futuro che ci attende».

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  7. 1월 16일

    Paolo Duca: «Qui alla nostra Siberia, dopo l'estate, largo a bimbi e partite a padel»

    👉 https://www.cdt.ch/news/alla-siberia-passato-linverno-largo-a-bimbi-e-partite-di-padel-416065 👈 L’offerta di attività estive alla pista di ghiaccio, da maggio ad agosto, è stata riconfermata dal Municipio di Ascona - Da una parte ci sarà un parco giochi per i più piccoli con strutture gonfiabili, mentre dall’altra due campi dello sport tanto in voga ⛸️😃 🛝🏓💪 Mentre la pista di ghiaccio si riempie di pattinatrici e pattinatori, sui tavoli del Municipio di Ascona già si getta lo sguardo alla stagione estiva. Il concorso per dotare la Siberia di un’offerta durante il periodo da maggio ad agosto, infatti, è stato appena vinto dagli stessi organizzatori che la stagione passata avevano avuto un mandato diretto. «Abbiamo fatto le nostre valutazioni e ci era piaciuta la miscela tra sport e iniziative per bambini», spiega al Corriere del Ticino il municipale Paolo Duca, titolare del dicastero giovani nonché presidente della Brima SA, la società che si occupa della gestione ordinaria del «gioiello» locarnese. Il quale conferma il ritorno dei due campi da padel e, sull’altra metà della superficie, di un’area parco per bambini con gonfiabili e trampolini elastici, denominata «Oasi Park». La prima sarà di competenza della Marbea Sagl di Ludovica Censi, società con sede a Minusio e che a Sant’Antonino ha messo in piedi una sala divertimenti rivolta ai più piccoli con lo stesso nome della proposta asconese. La seconda, invece, è affidata a Francesco Bizzozero, che riproporrà la Siberia Padel. ⛸️😃 🛝🏓💪 «Abbiamo ricevuto parecchi riscontri positivi da parte dei visitatori e siamo rimasti soddisfatti anche del livello di affluenza». Scelta vincente non si cambia, dunque. Anche se, a dirla tutta, qualcosa da cambiare ci sarebbe. Per capire di che si tratta, occorre guardare in alto, cioè alla recentissima copertura inaugurata a fine 2024 dopo un investimento di quattro milioni. «Sì, stiamo affrontando qualche piccolo problema tecnico», afferma il nostro interlocutore. «Nei giorni piovosi, siamo confrontati con inconvenienti legati alla formazione di nebbia sul campo da gioco. La condensa e l’umidità si presentano soprattutto all’inizio del periodo, ma si riducono quando le temperature scendono e il clima diventa più secco, ma resta una criticità. Al momento, la situazione è in fase di analisi: «Stiamo raccogliendo dati per capire la causa e per trovare la soluzione migliore con l’aiuto di specialisti. Certo, quando non avevamo un tetto ed era tutto “all’aperto”, questi fenomeni non si verificavano. Ma stiamo studiando la questione e sono fiducioso. Per ora, non abbiamo ancora una risposta definitiva». ⛸️😃 🛝🏓💪 Una realtà - fondata quasi per caso novant’anni fa da Robert Ottinger Senior nella zona più fredda del Comune al di là dei terreni sulla sponda destra del fiume Maggia, sul confine con Locarno - che oggi gode di ottima salute. Forse troppa? «Ogni giorno siamo pieni e, in effetti, diventa complicato soddisfare tutte le richieste di utilizzo. Solo tra hockey, pattinaggio artistico e curling contiamo circa 500 tesserati, ma l’utenza reale è molto più ampia: scuole di ogni ordine, pubblico privato e amatori. Parliamo di migliaia di persone», risponde Duca. Il «pienone», poi, è rimarcato dal fatto che la «gemella» di Prato Sornico, in Alta Vallemaggia, non risulta più praticabile come un tempo. Per la Lavizzara, si è trattato di un ulteriore colpo causato dalla tragica alluvione di fine luglio 2024, costata la vita a otto persone. ⛸️😃 🛝🏓💪 «Per far fronte alla domanda e come gesto di solidarietà tra enti locali, abbiamo aggiunto uno spogliatoio con un credito straordinario di 300.000 franchi, approvato all’unanimità dal nostro Consiglio comunale. La struttura in quota nel distretto nostro vicino era interessante soprattutto perché rendeva possibile praticare allenamenti già ad agosto e settembre. Ora, questo, non è più possibile dal momento che qui sul piano riusciamo ad aprire solo da circa metà ottobre al massimo». ⛸️😃 🛝🏓💪 «Ci sarebbe bisogno di più impianti: sono piuttosto sicuro che se se ne costruissero altri, si riempirebbero subito», conclude Duca. Che precisa come oggi si debbano fare «i salti mortali per accontentare tutti, ma sono compromessi. Per soddisfare la domanda servirebbero più piste». Insomma, oltre a quella di Winterland (in piazza Grande a Locarno da novembre a gennaio) e a quella di Sonogno, nella regione, c’è «fame» di spazi del genere.

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