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Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.

  1. 1d ago

    Moratti: la Famiglia da €2 MILIARDI che controlla MILANO 🛢️ Angelo Moratti

    📍PARTITA IVA con Fiscozen: consulenza GRATIS e 50€ di sconto ➡️: https://fiscozen.it/invitoCHAPEAU50B Angelo Moratti nasce nel 1909 a Somma Lombardo. A 14 anni inizia a lavorare come venditore di lubrificanti e nel 1946, compra una raffineria in Texas grazie all’aiuto del senatore americano Richard Falk. Così, nel 1948 in Sicilia apre Rasiom, la sua prima raffineria, che pochi anni dopo vende ad Exxon. Nel 55, la famiglia Moratti compra l’Inter, con cui vince 3 Campionati Italiani, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali. Nel 68 la vende, ma solo 4 anni dopo compra anche il Corriere della Sera, insieme agli Agnelli. Dopo la morte di Angelo nel 72, Saras passa nelle mani dei figli Massimo e Gian Marco, che sviluppano la raffineria e ricomprano l'Inter. Intanto, nel 1963 a Milano nasce Angelo Moratti Jr. A 11 anni viene rapito fuori da scuola e poi viene mandato in collegio per la sua sicurezza. Angelo sogna di studiare negli USA. Nel 1981 però, dopo la morte del nonno, decide di entrare in Saras. Nel 1996, lancia la sua startup E-Planet, una società di telecomunicazioni. Nel 2000 Angelo la quota in Borsa Italiana ad una valutazione di €800 milioni.  Lo stesso anno, però, scoppia la bolla di internet, Goldman Sachs gli blocca un finanziamento da €350 milioni e l’azienda rischia di fallire. Angelo però riesce a venderla per circa €30 milioni. Negli stessi anni apre Sarlux, una centrale elettrica, insieme al padre Gian Marco. Il progetto da €1,9 miliardi è sviluppato con Enron. Nel 2001 scoppia lo scandalo di Enron, che va in bancarotta, e i Moratti riescono a ricomprare le quote di Enron guadagnando centinaia di milioni.  Nel 2001, Angelo conosce Warren Buffett, decima persona più ricca al mondo e il più grande investitore nella storia, di cui diventa il braccio destro in Europa. 5 anni dopo, Angelo quota Saras in Borsa Italiana a una valutazione di €6 miliardi e nel 2007 lancia Angel Capital Management, il suo primo fondo d’investimento. Nel 2017 Angelo raccoglie €130 milioni e lancia due fondi: Milano Investment Partners, con cui investe in startup italiane come Miscusi, Poke House e Velasca, e Cliffs, con cui investe in startup americane. Nel 2024 la famiglia Moratti cede il rimanente 40% di Saras a Vitol per €2 miliardi.  Abbiamo incontrato Angelo a Milano per scoprire tutta la storia della famiglia Moratti: (00:00) Chi è Angelo Moratti (01:19) Le origini dei Moratti: il venditore di lubrificanti che compra una raffineria in Texas (02:55) Fonda Saras, la raffineria più grande del Mediterraneo (03:40) Compra l’Inter (04:55) Angelo viene rapito a 11 anni (07:27) Massimo Moratti ricompra l’Inter (09:02) Crescere nella famiglia Moratti: l’esilio e la solitudine (11:03) Infanzia e l’avventura negli USA col miliardario Michael Dell (12:53) Fonda E-Planet e la quota per €800 milioni (13:58) Fallisce e rischia di perdere tutto (15:51) Il contratto da €1.9 miliardi con Enron (17:37) Guadagnare centinaia di milioni dal fallimento di Enron (20:38) L’amicizia con Warren Buffett (22:19) Gli insegnamenti di Warren Buffett, il più grande investitore di sempre (24:06) Vincere il Triplete con l’Inter nel 2010 (26:22) Lancia il suo fondo d’investimento e fa €140 milioni con…il ketchup (27:52) Il truffatore della Silicon Valley e il peggior investimento (30:31) L’amicizia col fondatore di Starbucks e l’apertura a Milano (32:13) L’amicizia con Arnold Schwarzenegger e la campagna elettorale di Schultz (34:48) Apre due fondi da €130 milioni per investire in startup italiane (36:10) Cos’hanno in comune Bill Gates, Sam Altman e Elon Musk (36:57) Incontra Trump e compra 800 appartamenti a New York per €30 milioni (38:57) Errori e mettersi contro Steve Jobs (40:32) Giornata tipo e consigli

    42 min
  2. Jun 9

    Il Toscano che ha Creato l’Azienda di Schiacciate Più Grande al MONDO 🥪 Tommy Mazzanti Antico Vinaio

    Prova Keplero con uno sconto esclusivo del 10% http://keplero.ai/?utm_source=Chapeau&utm_medium=referral&utm_campaign=AV per automatizzare il servizio clienti della tua azienda. Noi lo usiamo e risparmiamo ORE DI LAVORO ogni settimana. Tommaso Mazzanti nasce a Firenze nel 1988. Il padre fa il pellettiere, la madre la pasticcera. Nell’88 i Mazzanti lasciano il lavoro e aprono una piccola gastronomia in Via de’ Neri.  Tommaso inizia a lavorare a 14 anni: prima fa le colazioni in hotel, poi prepara il cibo in gastronomia, fa il cameriere e pulisce i pavimenti. Nel 1997 il padre rileva l’Antico Vinaio, una vineria di 18mq davanti alla gastronomia di famiglia.  Nel 2007 il padre lo sposta dalla gastronomia all’Antico Vinaio. Tommy lavora al bancone, impara a parlare coi clienti e capisce che quella piccola attività può diventare qualcosa di molto più grande. La svolta arriva nel 2009: il negozio passa da poche decine di clienti al giorno a 500 grazie al passaparola degli amici di Tommaso e dei fiorentini e alle sue schiacciate farcite—tipo la “Favolosa”, con sbriciolona. Lo stesso anno arriva la prima recensione su TripAdvisor e Tommy capisce subito il potenziale di internet. Risponde a tutte le recensioni e usa Facebook per portare più persone possibili su TripAdvisor. Nel 2012 i Mazzanti chiudono la vecchia gastronomia e la trasformano nel secondo Antico Vinaio.  Le recensioni esplodono e nel 2014 All’Antico Vinaio diventa il locale più recensito al mondo su TripAdvisor—superando pure le recensioni del Colosseo e degli Uffizi. A Natale 2014 i genitori regalano a Tommaso le prime quote dell’azienda, il 25%.  Nel 2019 fa la prima esperienza all’estero con un pop up negli Stati Uniti. Poi firma un finanziamento da €300.000 con Banca Intesa e nel 2020 apre il primo negozio fuori Firenze, a Milano. Dopo tre mesi arriva il Covid e il negozio chiude. Nonostante questo, Milano fa circa €1,5 milioni nel 2020 e circa €3,8 milioni nel 2021. Poi Tommaso accelera. Apre Roma durante il Covid, chiedendo altri €600.000 alle banche. All’inizio va male, poi esplode sfiorando i €7 milioni di fatturato.  Nel 2021 Tommaso ricompra tutti i negozi di famiglia e l’anno successivo inaugura una collaborazione con Antonio Percassi, imprenditore miliardario ed ex calciatore, con cui apre 4 punti vendita in 2 anni. Dopo la chiusura della joint venture nel 2024, Tommaso mette il turbo e apre altri 20 negozi in 1 anno e mezzo: oltre a nuovi punti vendita in Italia, ne arrivano altri in Stati Uniti, Londra, Parigi e Dubai.  Nel 2026 all’Antico Vinaio è una delle catene di cibo più grandi d’Italia, con 60 negozi, €90 milioni di fatturato—e, soprattutto, è la più grande azienda di schiacciate al mondo. Quindi, abbiamo raggiunto Tommy negli uffici dell’Antico Vinaio a Milano per scoprire tutta la sua storia: (00:00) Chi è Tommaso Mazzanti (01:00) A 16 anni serve ai tavoli e lava i pavimenti (03:01) Aprono l’Antico Vinaio e vende le prime schiacciate (Da 0 a 1) (05:46) Le prime recensioni su Trip Advisor e il boom (07:07) Diventa il locale più recensito al MONDO e “BADA COME LA FUMA” (08:40) Apre 3 locali nella stessa via (10:57) Riceve le prime quote dell’Antico Vinaio dai genitori (12:21) Apre a Milano e Roma facendo milioni di debiti (14:30) Apre nuovi locali in tutta Italia e comprare le quote dei genitori (15:58) La sfida più grande: sbarca a New York e Los Angeles (19:02) Amicizia e aperture con Joe Bastianich (20:56) Collabora per 2 anni col Gruppo Percassi (22:42) Apre 20 negozi in 1 anno ma perde €700,000 (errore più grande) (24:25) I numeri dell’Antico Vinaio oggi (25:27) Offerte di acquisizione (27:21) Paure e momenti più difficili (28:35) Le polemiche sulla vita personale (30:52) I personaggi più famosi che ha conosciuto  (31:41) La donna che gli ha cambiato la vita (33:31) Giornata tipo (35:29) Consigli

    37 min
  3. Jun 2

    L’OPERAIO che ha Creato un’Azienda da €200 MILIONI ☕️ Nando Ottavi, Nuova Simonelli

    Prova 8Sleep con uno sconto ESCLUSIVO di €350: http://eightsleep.com/chapeau Nel 1962 un 16enne fa l’operaio in una fabbrica nelle Marche. 60 anni dopo ha una delle aziende di macchine da caffè più grandi al mondo. Nel 1936 Orlando Simonelli crea una delle prime macchine italiane per il caffè espresso e dopo la Guerra apre una fabbrica a nelle Marche.  Negli anni 50 lancia la Eureka, una macchina con pannelli in ottone che ha subito un grande successo. L’azienda però resta piccola e vende poche centinaia di macchine l’anno.  In quegli anni cresce Nando Ottavi, marchigiano classe 1946. I genitori lavorano in campagna e aprono una piccola osteria, in cui Nando inizia a lavorare a 7 anni. Nando passa l’infanzia a Caldarola e si diploma al Professionale di Tolentino. Nel 1962, a 16 anni, entra in Simonelli come apprendista e poi operaio.  Alla fine degli anni 60, Orlando Simonelli ha problemi di salute e nessun erede interessato all’azienda. Un gruppo di investitori si offre quindi di comprare la fabbrica, ma Nando teme che vogliano spostare l’azienda e che i suoi colleghi possano perdere il lavoro. Così propone un accordo: noi produciamo le macchine, voi le vendete. Gli investitori accettano e offrono il 100% dell'azienda. Nando e alcuni colleghi accettano. Non hanno soldi, ma rilevano Nuova Simonelli con 35 milioni di lire di debiti. Così, a 25 anni Nando diventa Amministratore Delegato.  La sua idea è chiara: Nuova Simonelli non può restare nell’Italia centrale. Deve iniziare a vendere in tutta Italia e nel mondo. Nel 1974 arriva la prima vendita all’estero: 24 macchine in Canada. Poco dopo nasce la ISX, una macchina in acciaio inox che ottiene subito un grande successo. Negli anni 80 l’azienda cresce. Lancia Premier e Program, tra le prime macchine del settore a usare l’elettronica, e negli anni 90 supera l'equivalente di €10 milioni di fatturato. Nel 1992 Nando apre la prima filiale negli Stati Uniti. Compra un terreno da $300.000 e costruisce uno stabilimento da 2.000mq. Negli anni 90, capisce che non basta vendere macchine ai bar. Bisogna fornire un servizio: formare baristi, tecnici e insegnare la cultura dell’espresso, che all’epoca era totalmente assente in Asia e Stati Uniti. Nel 2001 compra Victoria Arduino, marchio storico nato nel 1905 che faceva macchine verticali dorate con il famoso stemma dell’aquilotto. Lo paga 800 milioni di lire e lo rilancia come marchio di fascia alta. Nel 2004 lancia l’Aurelia, macchina di alta qualità che viene scelta per i mondiali dei baristi e porta l’azienda a sfiorare quota 12.000 macchine l’anno, di cui 7.000 Aurelia. L’anno dopo arriva anche l’Appia, macchina di fascia media che fa schizzare le vendite dell’azienda portandola a produrre 40.000 macchine l’anno.  Nel 2024, Nando compra anche 3TEMP, uno dei marchi di caffè filtrato più famosi al mondo, per €5 milioni.  Oggi OMT, la holding del Gruppo Simonelli che comprende Nuova Simonelli, Victoria Arduino e 3TEMP, sfiora i €200 milioni di fatturato, esporta in 130 paesi e produce 40.000 macchine l’anno, una delle 5 aziende di macchine da caffè più grandi al mondo. (00:00) Chi è Nando Ottavi (00:57) Infanzia e studi: camminare 7km tutte le mattine per andare a scuola (02:21) Fa l’operaio in fabbrica (03:28) Compra la fabbrica dove lavora per salvare i colleghi (Da 0 a 1) (05:19) Vende le prime macchine all’estero (07:08) Entra negli Stati Uniti e porta l’azienda a €10 milioni (08:52) Compra Victoria Arduino (10:27) Da 10 a €20 milioni: vendere a McDonald's e campionato del mondo di caffè (11:54) I 2 modelli che portano l'azienda da 5.000 a 40.000 macchine l'anno (13:54) Dalla crisi a €80 milioni di fatturato (16:11) Dentro la fabbrica: come si producono le macchine da caffè (18:29) I numeri di Simonelli Group oggi e l’impatto delle guerre (20:29) Offerte di acquisizione (21:56) I momenti più difficili e la crisi (23:15) Giornata tipo (24:43) Come si fa il CAFFÈ PERFETTO (25:52) Consigli

    27 min
  4. May 26

    La Storia di Giuseppe Zanotti 👠 Il RE delle Scarpe di Lusso da €170 MILIONI

    Non perdere più chiamate di lavoro con Yourang.AI: https://app.yourang.ai/authentication/signup?type=chapeau Nel 1970 un 14enne romagnolo viene bullizzato perché raccoglie fiori invece di giocare a calcio. 40 anni dopo ha uno dei marchi di scarpe più famosi al mondo e veste Michael Jackson e Justin Bieber. Giuseppe Zanotti nasce il 17 aprile 1957 a Cesena. La madre è sarta, il padre falegname. Negli anni 60, comprano una gelateria sulla riviera romagnola e Giuseppe ci lavora già alle medie. A 13 anni inizia a fare il DJ nelle radio locali. Negli stessi anni, Giuseppe inizia a disegnare. Prima prova con bicchieri e wc, poi le prime scarpe che porta ad una fiera di Bologna. Convince un commerciante ad esporle e arrivano i primi ordini. A 23 anni comincia a disegnare per Vicini, un calzaturificio di Rimini, e arrivano ordini da Olanda, Giappone e Hong Kong. Negli anni 80 lavora come consulente e collabora con alcuni marchi importanti, guadagnando fino a 300 milioni di lire. Nel 90 Giuseppe compra il calzaturificio Vicini e passa in un anno da 700 milioni a 7 miliardi di lire. Nel 1994 lancia il marchio Giuseppe Zanotti. Le sue scarpe sono diverse da tutte le altre: mentre tutti disegnano calzature classiche, le scarpe di Giuseppe sono sexy, con gioielli, metalli e Swarovski. Nel 2000 vince per la prima volta il premio come miglior designer al mondo e apre il primo negozio a Milano, poi una boutique a New York. Ma l’11 settembre 2001 tutto si blocca: il negozio resta chiuso un anno e mezzo e l’azienda perde il 70% del fatturato. Superata la crisi, Zanotti entra nelle più grandi catene di negozi di lusso al mondo, apre showroom a Milano e New York e collabora con Dior, Balmain, Cavalli, DSquared, Valentino e Fendi. Le sue scarpe conquistano Madonna, Rihanna, Beyoncé, Jennifer Lopez, Justin Bieber, Kim Kardashian, Lady Gaga, Jay-Z, Kanye West, Taylor Swift, Angelina Jolie, Michael Jackson…e qualsiasi altra celebrità ti venga in mente. Nel 2009 Zanotti fattura €80 milioni e ha 100 boutique in tutto il mondo. Allarga il marchio a gioielli, borse e sneaker di lusso, che lo avvicinano al mondo del rap e dell’hip hop: da Pharrell Williams a Kanye West, Nicki Minaj, Jay-Z e la Dark Polo Gang. Nel 2014, dopo una separazione e 25 anni di lavoro senza sosta, cede il 30% dell’azienda a L Catterton, il fondo del gruppo LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy). Nel 2017 Zanotti tocca i €170 milioni di fatturato, poi però i tacchi gioiello passano di moda e il Covid colpisce la vita notturna. Così nel 2025 il fatturato scende a €40 milioni. Lo stesso anno Giuseppe ricompra il 30% della sua azienda, risalendo al 100% della proprietà. Riduce i negozi da 100 a 30, razionalizza le collezioni e torna a puntare sulle scarpe di lusso da donna. (00:00) Chi è Giuseppe Zanotti (01:01) Infanzia da emarginato  (02:48) Disegna le prime scarpe per la fidanzata (04:12) Vende il primo paio di scarpe (05:05) Crea il suo studio (periodo 0-1) (06:14) Diventa stilista per brand di lusso e fa spese folli (07:26) Compra il calzaturificio Vicini(08:28) Conquista i distributori stranieri (09:56) Vende ai VIP (Madonna) e porta Zanotti a €20 milioni (11:37) Sfila a New York e diventa Designer dell’anno (13:20) Arriva a €78 milioni e si lega a Rihanna e Beyoncé (14:43) Fa serata con Paris Hilton e Kim Kardashian (15:29) Investe milioni in nuovi negozi ma rischia di fallire (16:34) Raddoppia il con le nuove sneakers (18:36) Diventa il brand dei rapper (Kanye, Virgil Abloh e Pharrell Williams) (19:10) Collezione con JLo (22:05) Amicizia con Kanye West e collaborazione nelle sneakers (24:09) Ospita Kim Kardashian e Kanye West per mesi (25:34) La crisi: si separa e cede il 30% a L Catterton (26:50) Difficoltà di lavorare con un fondo (28:16) Cala da €170 a €40 milioni e ricompra il 100% di Zanotti (30:26) I numeri di Zanotti oggi (30:48) Momenti più difficili (32:54) Soddisfazione più grande (e spese più folli) (34:23) Amicizia con Michael Jackson (35:45) Consigli

    38 min
  5. May 19

    L’Italiano che ha Inventato la BRUGOLA e fa €190 MILIONI con le VITI ⚙️ La Storia dei Brugola

    Clicca qui https://www.ticketrestaurant.it/chapeauproject per una promo esclusiva di Edenred a zero costi di gestione e ottieni tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant ®️ Edenred Nel 1946 un operaio italiano di nome Brugola ha creato la vite più famosa al mondo. 80 anni dopo la sua famiglia ha un impero da €190 milioni. Egidio Brugola nasce nel 1901 a Lissone. 25 anni dopo apre Brugola OEB, un’azienda di anelli e rondelle.  Nel 1945 deposita il brevetto della vite a esagono incassato. Questa prenderà poi il suo nome grazie alla chiave per stringerla, conosciuta proprio come chiave a brugola.   Durante quegli anni rischia la vita in guerra. Nel 1959, all'apice della carriera, muore di infarto all'Isola d'Elba. La gestione di Brugola passa per qualche anno alla moglie Emmy, aiutata da un gruppo di manager. Nel 1964 Giannantonio, figlio di Egidio, entra in azienda e prende la guida a soli 21 anni.  Giannantonio razionalizza la produzione e negli anni Ottanta Brugola diventa tra i più grandi produttori di viti in Europa.  Giannantonio però capisce anche il potenziale dell’industria automobilistica. Così, studia il tedesco da autodidatta e ogni settimana viaggia in Germania alla ricerca di clienti.  Nel 79 chiude un mega contratto con Volkswagen e poi con Ford, prima in Europa e poi negli Stati Uniti.  Negli anni 90 Giannantonio introduce le selezionatrici automatiche e brevetta la Polydrive, un nuovo tipo di vite adottata anche da Audi e Jaguar. Il fatturato cresce così dai 30 miliardi di lire degli anni 90 ai €100 milioni nel 2008. Durante la crisi finanziaria globale però il fatturato crolla da €100 a €64 milioni in 2 anni. Le banche revocano il credito e Brugola entra nell'Articolo 67, strumento di ristrutturazione del debito.  A Giannantonio succede il figlio Jody, che costruisce un piano di risanamento in 44 punti e taglia sprechi e inefficienze. Il fatturato rimbalza e torna a crescere fino a €126 milioni. Nel frattempo, Jody ripaga anche il 60% dei debiti, circa €16 milioni. Nel 2015 ci lascia Giannantonio, Jody diventa Presidente e firma un accordo col Fondo Italiano d’Investimento per uscire dall'Articolo 67. Sotto la guida di Jody, l'azienda apre uno stabilimento negli Stati Uniti, allarga il portafoglio clienti a BMW, Mercedes, Hyundai, Kia, Stellantis e Tesla, e diversifica la gamma con componentistica speciale e nuovi materiali, come acciaio inox e alluminio.  Anche se dal 2023 il settore delle auto è in crisi nera, Brugola è arrivata a fatturare €190 milioni, produce 8 milioni di pezzi al giorno e una macchina su 3 nel mondo monta le loro viti.  Questo, però, è anche un periodo molto complesso per Brugola: i debiti, infatti, son tornati a salire, nel 2026 l’azienda ha dovuto iniziare una procedura di ristrutturazione per rinegoziarli e, lo stesso anno, ha ceduto lo stabilimento statunitense. Quindi, noi di Chapeau abbiamo raggiunto Jody nella fabbrica di Brugola a Lissone per scoprire tutta la storia della sua famiglia e come si producono le viti più famose al mondo: (00:00) La famiglia Brugola (00:43)  Egidio Brugola inventa la vite più famosa al mondo (Da 0 a 1) (02:08)  Brugola batte i tedeschi e conquista il mondo dell’automobile (05:05)  Da 1 a €50 milioni: diventare l’azienda di viti per auto più grande al mondo  (07:41)  Perde €40 milioni in 2 anni e rischia di fallire (08:55)  Salva l’azienda e la porta da €66 a €145 milioni (10:15)  Apre negli Stati Uniti e chiude accordi con Mercedes e BMW (11:58)  Supera €190 milioni di fatturato e 8 milioni di viti al giorno (13:35)  Dentro la fabbrica: come si fanno le viti  (17:53)  Momenti difficili e insegnamenti del padre  (19:33)  La storia di Jody Brugola: da attore a Presidente di Brugola  (21:09)  Il peso di guidare un’azienda come Brugola (22:39)  Crisi settore auto e i debiti di Brugola (23:29)  Ricomprare il 100% dell’azienda, errori e chiusura negli Stati Uniti (25:55)  Consigli

    28 min
  6. May 12

    ⁠L’Ingegnere Italiano che Costruisce MIGLIAIA DI ROBOT UMANOIDI per Battere Tesla 🤖 Daniele Pucci

    👉 Scopri Tot: https://go.tot.money/41rXGXH Con il codice CHAPEAUX3 hai 3 mesi GRATIS su tutti i piani mensili. Daniele Pucci nasce a Velletri nel 1985. Intorno ai 12 anni comincia a programmare e costruisce i primi circuiti. Si diploma all'Istituto Tecnico Industriale con specializzazione in elettronica e telecomunicazioni, poi si iscrive a Ingegneria dell'Automazione alla Sapienza di Roma.  A 21 anni lavora per Avio, azienda aerospaziale italiana, dove si occupa del Vega Electrical Simulator, un simulatore del lanciatore dell'ESA. Continua comunque gli studi, si trasferisce in Francia per un dottorato di ricerca (PhD) all'INRIA e lì studia dinamica del volo e aerodinamica dei velivoli a decollo verticale. Consegue poi un doppio PhD, affiancando alla tesi principale una ricerca sulla fusione nucleare presso il Centro di Frascati. Nel 2014 entra all'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. Il primo compito è far stare in piedi iCub, un robot umanoide. In quattro anni di ricerca, il team passa da tre a dodici ricercatori.  Quando il suo responsabile diventa capo della robotica di Google DeepMind, Daniele assume la guida del laboratorio Dynamic Interaction Control dell’IIT, poi rinominato Artificial and Mechanical Intelligence, portando il gruppo a 55 persone tra ricercatori, ingegneri e designer.  Nel periodo in IIT, coordina altri due grandi progetti: ErgoCub, robot umanoide per supportare i lavoratori manuali co-finanziato da INAIL con €10 milioni, e IronCub, il primo robot umanoide al mondo capace di volare.  Nell'estate del 2023 la vita di Daniele cambia. Nota infatti la crescita degli investimenti globali nella robotica umanoide, con Tesla e startup come Figure che raccolgono più di €1 miliardo e capisce che il laboratorio accademico non è più il contesto migliore per industrializzare quella tecnologia.  Nel 2024 quindi fonda Generative Bionics insieme a un team di colleghi dell’IIT, con l’obiettivo di creare il suo robot umanoide. Raccoglie un primo finanziamento da mezzo milione tramite CDP Ventures per partire, poi altri €70 milioni (a una valutazione pre-money di €150 milioni) da grandi nomi come AMD Ventures, Tether, Duferco ed Eni Next.  Nel 2026, Daniele presenta il suo robot Gene 01 al CES di Las Vegas, il più grande evento tecnologico del mondo. Questo prototipo è la piattaforma di partenza per una famiglia di robot umanoidi destinati a lavorare nella manifattura, logistica, sorveglianza, healthcare e retail. Grazie alla partnership con Fincantieri, i primi modelli di Gene 01 inizieranno a lavorare come saldatori nei cantieri navali già nel 2026.  Per il momento questo mercato è dominato dalla Cina, dove sono presenti robot molto agili di dimensioni ridotte e spesso senza dita, e dagli USA, dove si sviluppano macchine più simili all’uomo e che iniziano ad aiutare nei mestieri di casa.  Generative Bionics oggi conta 85 dipendenti e Daniele punta a costruire in Italia la più grande fabbrica di robot umanoidi in Europa, un investimento che gli costerà circa €500 milioni. Quindi noi di Chapeau l’abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia: (00:00) Chi è Daniele Pucci (01:00) Infanzia, studi e rifiutare il MIT per stare con la madre (03:07) Costruisce i primi robot (e il primo robot volante) (04:56) Lavora all’Istituto Italiano di Tecnologia e diventa Capo della Robotica (05:56) Si licenzia per fondare Generative Bionics (07:12) Partire e raccoglie i primi fondi (periodo 0-1) (08:16) Perché può battere i robot di Tesla? (10:46) Come ha raccolto €70 milioni (13:16) Costruire la fabbrica di robot più grande in Europa (15:57) Perché gli servono €500 milioni (17:39) Accordi con Fincantieri e AMD (19:47) Quanto costa un robot umanoide (21:02) Quando i robot ci ruberanno il lavoro (23:17) I robot conquisteranno il mondo? (24:59) Perché Cina e USA stanno battendo l’Europa nei robot (27:02) Fare robot umanoidi dall’Italia (28:22) Errori più grandi (29:06) Giornata tipo (30:15) Consigli

    31 min
  7. May 5

    Il RE del Calciomercato ⚽️ Giuseppe Riso: dalla Strada a €400 MILIONI di Cartellini

    Non perdere più chiamate di Lavoro con Yourang.AI: ⁠https://yourang.ai/assistente-telefonico?origin=chapeau⁠ Un cameriere calabrese firma il suo primo contratto da agente sportivo sul cofano della sua C3. 14 anni dopo, la sua agenzia vale €400 milioni ed è una leggenda del calcio italiano. Giuseppe Riso nasce a Reggio Calabria nel 1984. Cresce giocando a calcio per strada, ma a 14 anni deve trasferirsi nella periferia di Milano con la sua famiglia.  A 16 anni inizia a lavorare: tipografia, carico camion, vendita di porte e posta. Proprio in quest’ultima esperienza, capisce che questo mondo non fa per lui. Intanto studia economia all’Università Bicocca di Milano, ma lascia dopo 13 esami per dedicarsi al lavoro.  Un’esperienza come cameriere a San Siro, però, gli cambia la vita: come da regolamento, si rifiuta di servire un cocktail a una signora, che si rivela essere l’assistente di Galliani, leggendario AD del Milan. Il capo di Beppe capisce che può fidarsi di lui e lo prende in simpatia. Da lì, porta Giuseppe con lui alle cene frequentate dai pezzi grossi del calcio italiano, come Braida e Moggi. Poco dopo, apre il ristorante Giannino, destinato a diventare il ritrovo dei grandi del calcio, dove Beppe inizia a lavorare come cameriere. Rinuncia così definitivamente al lavoro alle poste. Oltre il mestiere da cameriere, svolge diverse commissioni per i clienti del locale tra cui Galliani, a cui ogni giorno compra il giornale alle 3 di mattina. Dopo qualche mese, Adriano lo nota e inizia a chiedergli pareri sui giovani talenti del Milan, portandolo anche agli allenamenti. Grazie a questa vicinanza, Beppe acquista credibilità nel mondo dei procuratori. Firma quindi i suoi primi contratti da agente con dei ragazzi delle giovanili del Milan, come Petagna e Cristante. Il suo primo ufficio è la sua Citroen C3.  Poi, sotto consiglio di Mino Raiola, litiga con Galliani per il trasferimento di Cristante al Benfica. Dopo mesi, i due fanno pace e Beppe ne esce con grande autorità come procuratore. Nel 2012 apre ufficialmente a Milano GR Sports, la sua agenzia. Lo stesso anno lavora a due trasferimenti leggendari per portare Torres e Tevez al Milan, riuscendo nel primo.  Il primo anno fattura €20,000, il secondo già €400,000. Continua a crescere negli anni acquisendo più assistiti, diventa il riferimento per chi vuole negoziare col Milan e sceglie degli scout di fiducia per trovare i giovani su cui puntare. Nel 2023 gestisce il trasferimento più grande di un giocatore Italiano nella storia: Tonali va al Newcastle per €80 milioni. Oggi GR Sports è l’agenzia di procuratori di calcio più grande in Italia, fattura €20 milioni,  gestisce cartellini per più di €400 milioni e mantiene un approccio su misura per ogni singolo assistito: la strategia di Beppe per competere in un settore dominato da multinazionali con budget miliardari.  Noi di Chapeau l’abbiamo raggiungo a Milano per scoprire tutta la sua storia: (00:00) Chi è Giuseppe Riso (01:16) Da Reggio Calabria alla periferia di Milano (02:32) A 16 anni vende finestre e lavora in Posta (03:55) Un incontro a San Siro gli cambia la vita (05:07) Fa il cameriere al Giannino e conosce Galliani (06:50) Lavora con Galliani e trova i primi assistiti Petagna e Cristante (09:02) Porta la coppa della Champions a casa (10:11) Incontra Mino Raiola e litiga con Galliani (11:40) Fonda GR Sports e firma i primi contratti sul cofano  (13:01) Trasferimenti di Tevez, Torres e De Jong (15:12) Montarsi la testa e ambizione (16:55) Vende Tonali per €80 milioni e porta GR Sports a €400 milioni (18:56) Assistere i giocatori nei momenti difficili e mossa più folle per un assistito (21:57) Lavorare 24h durante il calciomercato e competere con agenzie da miliardi (23:37) Come salvare il calcio italiano (25:46) L’odio verso i procuratori (28:13) Giornata tipo (29:14) Consigli

    31 min
  8. Apr 28

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    34 min

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Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.

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