Fantasiosamente vero

Bepi Costantino

La realtà non ha bisogno di essere plausibile. Quando Jerry Siegel, nel 1933, scrisse la prima avventura di Superman, chiarì subito che il marmocchio spedito sulla Terra da un altro pianeta aveva super poteri. Da quel momento in poi nessuno si meravigliò vedendo nei fumetti il giovanotto col mantello rosso volare alla velocità della luce e sorreggere un aereo con le mani. Si chiama “sospensione dell’incredulità”: nelle opere di fantasia il lettore accetta come possibili, cose che non potrebbero mai accadere nella realtà. Fantasiosamente vero, al contrario, è una serie che racconta, documentandole, storie effettivamente accadute, stupefacenti senza ricorrere alla sospensione dell’incredulità: la realtà non ha bisogno di essere plausibile. Testo e voce: Bepi Costantino Musica: Andrea Violante Grafica: Concetta Lorenzo Montaggio: Claudio Romanazzi

  1. 31.08.2025

    Gassa d'adolescente

    Sigmun Freud, il padre della psicoanalisi, spiega che nei primi sei anni di vita si formano le mappe cognitive e le mappe emotive che restano poi immutabili per tutta l’esistenza. Si gioca tutto lì, nei primissimi anni di vita, poi ciò che è fatto è fatto. Cioè ben prima di imparare a leggere e scrivere, in noi si forma il modo di conoscere il mondo e la maniera di sentire emotivamente ogni evento. A segnare la storia di ciascuna persona, dunque, già nell’adolescenza, prima ancora che nell’età adulta, c’è sempre il suo percorso di bambino. Perché è nell’infanzia, e soltanto lì, che si costruisce la “cassetta degli attrezzi” che poi useremo per affrontare tutto ciò che la vita ci proporrà. La quantità e la qualità di questi utensili dipendono dalle esperienze pratiche ed emozionali di una manciata di stagioni, le prime. Pertanto anche per l’uomo, in qualche modo, valgono le regole di imprinting riscontrabili in tanti animali. Un discorso che riguarda ogni individuo, la famiglia in cui nasce, l’ambiente nel quale cresce. Per tentare la comprensione è necessario guardare tutto questo insieme. Come nella storia che stai per ascoltare, certamente straordinaria dal punto di vista dell’adolescente protagonista, ma oltremodo interessante anche dalla prospettiva dei genitori. Una vicenda assolutamente unica. Per questo fa parte di “Fantasiosamente vero”, il podcast che ci ricorda che la realtà non ha bisogno di essere plausibile. Testo e voce: Bepi Costantino Musica: Andrea Violante Grafica: Concetta Lorenzo Suono: Claudio Romanazzi

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  2. 31.07.2025

    Sogno a cinque cerchi

    Quando da bambino sentii parlare per la prima volta del “barone de Cubertin”, il fondatore delle Olimpiadi moderne, immaginai un anziano signore dall’aspetto austero. Pensavo che solo una persona in là negli anni, dopo importanti studi e approfondimenti classici, potesse immaginare un’operazione di quelle dimensioni e di quella portata culturale. Nell’antica Grecia, per più di dieci secoli consecutivi, ogni quattro anni si fermava tutto, dalle piccole controversie fino alle guerre vere e proprie. In onore di Zeus veniva proclamata la “tregua” per dare a chiunque la possibilità di raggiungere senza problemi Olimpia, cimentarsi in qualsiasi tipo di gara e tornare poi senza rischio alcuno a casa propria: lo sport al di sopra di qualunque bassezza umana. Soltanto un “grande vecchio”, con competenza e autorevolezza riconosciute, poteva riuscire a tessere relazioni internazionali tali da riproporre dopo un paio di millenni un messaggio così denso di significati. E invece poi ho scoperto che Charles Pierre de Frédy, barone di Coubertin, possedeva sì una importante formazione classica, ma aveva solo poco più di trent’anni quando organizzò le prime Olimpiadi dell’era moderna. Giovane di talento e tenacia inimmaginabili, esattamente come quelli del protagonista della storia che sto per raccontarti, che pur di partecipare a quei primi giochi di Atene del 1896 fece qualcosa che a nessun altro sarebbe mai più venuta in mente. Un evento “fantasiosamente vero”. Testo e voce: Bepi Costantino Musica: Andrea Violante Grafica: Concetta Lorenzo Suono: Claudio Romanazzi

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  3. 30.06.2025

    L'orto siciliano unico al mondo

    Secondo l’ultimo rapporto del WWF, l’Italia è il sesto maggior utilizzatore al mondo di pesticidi. Se ne utilizzano un po’ meno di prima, ma sono sempre tanti: in media quasi due chili all’anno per ogni abitante. A giudizio della gran parte degli agricoltori sono indispensabili per le coltivazioni intensive che servono a soddisfare le necessità. Secondo altri, nonostante le rassicurazioni delle aziende chimiche e delle autorità sanitarie di vigilanza, nulla può giustificare il rischio per la nostra salute e dunque è necessario seguire altre vie. Così la richiesta di frutta e verdura incontaminate cresce. Sono sempre di più le persone che ricercano prodotti naturali, non soltanto privi di qualsiasi contatto con fitofarmaci, ma che abbiano anche profumi e sapori dei quali non abbiamo ormai più memoria. Produrli è impresa ardua. E anche senza chimica, si discute comunque su cosa sia permesso o meno utilizzare per evitare l’attacco di insetti, parassiti, funghi, batteri, piante infestanti. Cosa significa “genuino”? Si può realizzare un vero, grande orto, nel quale l’uomo non interferisce minimamente con la Natura? Non parlo di qualche piantina in un angolo del giardino, ma di una vera produzione. Qualcuno prova a dare una risposta. E alle pendici dell’Etna realizza qualcosa che non ha eguali al mondo. Scoprilo ascoltando questo episodio di “Fantasiosamente vero”, il podcast che parla di realtà imprevedibili. Testo e voce: Bepi Costantino Musica: Andrea Violante Grafica: Concetta Lorenzo Suono: Claudio Romanazzi

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  4. 30.04.2025

    Il banchiere visionario

    “Ogni volta che conosco un italiano, penso alle origini dell’uomo al quale mi sono ispirato”. Mi disse così, stringendomi la mano e guardandomi dritto negli occhi mentre un ampio sorriso illuminava il suo volto rotondo. Muhammad Yunus, fresco premio Nobel, elegantissimo nell’abbigliamento tipico del Bangladesh – camicia e pantaloni ampi, giacca smanicata – continuava a sorprendermi dopo aver demolito, uno dopo l’altro, tutti i miei preconcetti sulle banche. In un’ora e mezza di conferenza, nell’aula magna della EARTH University, in Costa Rica, il fondatore della Grameen Bank (che in bangalese significa “banca del villaggio”) aveva lasciato senza parole la platea formata in gran parte da manager dei maggiori istituti di credito di tutta l’America latina. Dopo trent’anni di attività, questa banca unica al mondo continuava a crescere e a espandersi dal Bangladesh in decine di altri Paesi adottando criteri totalmente controcorrente. Dopo aver snocciolato risultati più che lusinghieri, Yunus riassunse la filosofia del suo istituto rivolgendosi direttamente ai suoi spettatori. “Io ho imparato da voi a fare il banchiere a modo mio. Mi è bastato fare l’esatto contrario di ciò che voi fate da sempre: voi concedete prestiti a imprenditori di successo, io a chi non ha neanche un centesimo. Voi pagate fior di avvocati per recuperare il danaro che non vi restituiscono, io risparmio le spese legali perché i miei clienti onorano puntualmente i loro impegni”.Fin da allora, vent’anni fa, Muhammad Yunus era chiamato “il banchiere dei poveri”. Gli fu conferito il Nobel per la pace, mica per l’economia, perché lui crede, e realizza, business sociale che significa capitalismo più umano. Quando lo ringraziai per l’intervista concessami, mi ricordò ancora quell’uomo che lo aveva ispirato. Ed è di quest’uomo che ti parlo in questo episodio, un banchiere visionario. Testo e voce: Bepi Costantino Musica: Andrea Violante Grafica: Concetta Lorenzo Suono: Claudio Romanazzi

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  5. 26.02.2025

    El muchacho que no servía para nada (esp)

    Hay quienes pensamos que no hay persona en el mundo que no tenga un talento propio… alguna inclinación natural, un interés que, bien cultivado, puede permitirle alcanzar resultados de alto nivel.  El punto de partida esencial es lograr el reconocimiento de ese talento, pero justamente, eso no es siempre fácil. Cada persona debería identificar en la infancia o, al menos en la adolescencia, la verdadera pasión de su vida. También ese talento puede ser reconocido por un padre, un profesor, un adulto cercano. Pocos lo consiguen. Y los que lo hacen deben enfrentarse entonces a los desafíos de su realidad, porque el sueño puede resultar fascinante, pero en muchos casos inalcanzable, debido a los infinitos obstáculos culturales, económicos, sociales, medioambientales, en fin, de todo tipo que puede afrontar. Sin embargo, hay personas que son capaces, no solo de definir con exactitud su aspiración, sino también de conducir su vida con pasos decididos hasta alcanzar su sueño, aunque parezca imposible. Así es la historia que van a escuchar hoy, la del niño de quien su padre pensaba que «no servía para casi nada» y, en cambio, sorprendió a todos logrando una meta tan ambiciosa que era considerada utópica por todos.  ¿Inverosímil? Si, pero la realidad no necesita ser creíble. Autor: Bepi Costantino Narración en español: Edgar Mata Traducción al español:  Carmen Mayela Fallas Música: Andrea Violante Gráficos: Concetta Lorenzo Sonido: Claudio Romanazzi

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La realtà non ha bisogno di essere plausibile. Quando Jerry Siegel, nel 1933, scrisse la prima avventura di Superman, chiarì subito che il marmocchio spedito sulla Terra da un altro pianeta aveva super poteri. Da quel momento in poi nessuno si meravigliò vedendo nei fumetti il giovanotto col mantello rosso volare alla velocità della luce e sorreggere un aereo con le mani. Si chiama “sospensione dell’incredulità”: nelle opere di fantasia il lettore accetta come possibili, cose che non potrebbero mai accadere nella realtà. Fantasiosamente vero, al contrario, è una serie che racconta, documentandole, storie effettivamente accadute, stupefacenti senza ricorrere alla sospensione dell’incredulità: la realtà non ha bisogno di essere plausibile. Testo e voce: Bepi Costantino Musica: Andrea Violante Grafica: Concetta Lorenzo Montaggio: Claudio Romanazzi